Le 14 proposte arrivate in parlamento per rivedere la legge sulla marijuana light.

Legge marijuana light.

Camera e Senato hanno votato: scopri che cosa è emerso dalle 14 proposte per la legge sulla marijuana light.

In Italia l’argomento cannabis e cannabis light è sempre stato oggetto di discussione anche ai vertici del governo. 

Proprio di recente, precisamente a 7 settimane dalla nascita del governo Draghi, è stata rimessa in discussione la legge sulla marijuana light

Sono state presentate ben 14 proposte, spesso discordanti, ed è stato deciso di assegnare la delega delle politiche contro le tossicodipendenze alla ministra Fabiana Dadone (M5S) considerata “antiproibizionista”.

Da tutto questo è emersa tanta tensione, che ha diviso la maggioranza.

Che cosa lascia presagire questo scenario? 

Qual è il futuro per la cannabis legale in Italia?

Ecco i dettagli sulle proposte e le ipotesi su ciò che potrebbe succedere.

Legge marijuana light produzione vendita e consumo.

Cannabis legale e proposte del nuovo anno: ecco quante sono e da chi provengono.

Le proposte da parte degli esponenti del governo per modificare le norme sugli stupefacenti e sulla regolamentazione della cannabis legale sono state parecchie e arrivano da diverse fazioni politiche.

Sono in tutto 14:

  • 7 sono sono le proposte presentate dagli esponenti del M5S;
  • 3 le proposte presentate dagli esponenti del PD;
  • una da Fi (in particolare da Maurizio Gasparri);
  • una dal Maie;
  • una da Leu.

Anche questa volta questo tema si è rivelato particolarmente divisivo, l’equilibrio è lontano, infatti ognuna di queste proposte batte su un tema in particolare, che spesso è in contrapposizione con gli altri.

C’è chi ancora punta sul proibizionismo e chi invece vorrebbe più libertà.

Ecco nel dettaglio tutte le proposte per la legge sulla marijuana light.

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Coltivazione personale, uso medico, vendita su licenza e leggi più severe: ecco una sintesi dei concetti proposti.

Le recenti proposte che riguardano il tema della marijuana legale (la canapa priva di THC e ad alto contenuto di CBD) hanno toccato molti aspetti, che spaziano dalla coltivazione delle piante, all’uso personale o di tipo terapeutico.

Di seguito puoi leggere una sintesi dei punti salienti sulle proposte arrivate in parlamento, a partire dalle più antiproibizioniste alle più restrittive.

Coltivazione personale? Sì, per il M5S.

Tra le proposte presentate al Parlamento riguardo alla revisione sulla regolamentazione della cannabis light ha avuto particolare risalto il testo depositato dal senatore Matteo Mantero, esponente del Movimento 5 Stelle.

In questo testo è stato proposto di rendere lecita la coltivazione di cinque piante ad uso privato (specificando le caratteristiche per le modalità), senza limite di genetiche e di cannabinoidi. Viene però espresso il divieto di lucro e l’obbligo di tenere il raccolto lontano dai minori di 18 anni.

Via libera ai medici: il PD punta all’uso terapeutico.

Probabilmente in seguito alle crescenti ricerche riguardo al CBD e gli effetti, la proposta del senatore Tommaso Cerno (del PD) si è concentrata in particolar modo sull’uso medico e scientifico della canapa.

Ciò che è emerso dalla proposta è stata la richiesta di dare ai medici curanti la possibilità di prescrivere la canapa light come un vero e proprio medicinale.

Legge marijuana light: ultime notizie.

Vendita di canapa light solo con licenza: l’idea del deputato Leu.

Erasmo Palazzotto nella sua proposta di legge ha parlato di licenza e regole esatte anche per quanto riguarda i prezzi.

La sua proposta prevede che che sia l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ad avere la facoltà di concedere la licenza di produzione e vendita al dettaglio di canapa e derivati (olio di CBD, hashish, lozioni, etc…). 

Inoltre ha parlato di modalità stabilite (con decreto) annualmente dal Ministero dell’economia e delle finanze, per determinare le qualità di canapa coltivabili, le quantità ed il prezzo di conferimento e di vendita al pubblico, ma anche tanto altro…

Proibizionismo e leggi più chiare e severe: la proposta di Fi.

Ciò che ha esposto Maurizio Gasparri nella sua relazione va decisamente nel senso opposto alle prime proposte che ti abbiamo illustrato.

La sua idea è che sia necessario eliminare qualsiasi ambiguità o lacuna normativa, in modo tale che possa essere esclusa, senza equivoci, la vendita della cannabis light a scopo ricreativo.

Quella di Gasparri è senza dubbio una proposta di chiusura assoluta e proibizionismo, che non lascia spazio a fraintendimenti di nessun tipo.

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Per concludere.

Come hai potuto leggere, le principali proposte di Camera e Senato toccano dei temi differenti e in alcuni casi sono totalmente opposte, non a caso, dalla nascita del governo Draghi si è parlato per la prima volta di crisi.

C’è da dire però che ad oggi i parlamentari favorevoli alla regolamentazione della cannabis sono tanti e il motivo è la volontà di poter controllare un ricco mercato che, a quanto pare, riguarda circa 8 milioni di italiani per un valore di affari altissimo.

Alcuni sostengono che il proibizionismo abbia fallito, che sia il momento di andare avanti e di cambiare approccio nei confronti di una pianta che potrebbe incrementare tantissimo il fatturato delle aziende nazionali. Al tempo stesso, c’è chi continua a pensarla alla vecchia maniera, in modo deciso e poco incline all’apertura.

Dunque che cosa succederà?

L’Italia seguirà le orme di tanti altri Stati internazionali che hanno aperto le braccia alla canapa light o si chiuderà ulteriormente?

Per dirlo è ancora troppo presto, ma le recenti proposte danno già un’idea dello scenario che potremmo vivere molto presto… 

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