Cos’è la cannabis autoctona e quali sono le varietà più note

cos'è la cannabis autoctona

Cannabis autoctona: tutto quello che devi sapere su questa varietà di marijuana

Cosa si intende per ‘cannabis autoctona’?

Sicuramente te lo sarai domandato anche tu e, se avrai già letto altri articoli, avrai notato che c’è un po’ di confusione, dico bene?

Ecco perché crediamo sia arrivato il momento di fare chiarezza.

In questo articolo troverai una breve guida sulla cannabis autoctona e sulle principali varietà sparse nel mondo che ogni interessato dovrebbe conoscere.

cosa si intende per cannabis autoctona

Cosa si intende per cannabis autoctona?

Come abbiamo detto poco fa, se digiti ‘cannabis autoctona’ su Google, difficilmente riuscirai a farti un’idea chiara su che cosa sia.

Se avrai già consultato altri siti, probabilmente avrai letto che la cannabis autoctona è definita così perché originaria di una regione.

E stando al significato del termine dovrebbe essere così, giusto?

Sbagliato.

Secondo alcuni studiosi, la cannabis ebbe origine in Asia (addirittura nell’era del neolitico!) per poi diffondersi nel resto del pianeta.

Quindi, la marijuana autoctona è un tipo di cannabis addomesticato e che si è adattato nel corso dei secoli in diverse aree del pianeta.

Ma cosa la rende così speciale?

Semplice: il fatto che non sia mai stata incrociata con altre varietà, il che la rende unica nel suo genere e un enorme potenziale per i processi di ibridazione.

Infatti, i coltivatori possono sperimentare e incrociarle con diversi ceppi, favorendo l’aumento della diversità all’interno del patrimonio genetico della cannabis.

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Cannabis autoctona: le principali differenze con la marijuana coltivata

Dato che si sta parlando di cannabis autoctona, è molto importante distinguerla dalle cultivar (le piante coltivate), e possiamo farlo in base a:

  • colore;
  • dimensione delle foglie;
  • composti fitochimici.

In più, le varietà autoctone risultano essere meno stabili e più variabili rispetto a quelle ibride, ma è proprio questo a renderle così speciali e famose in tutto il mondo.

Tieni presente che esiste una sottospecie di cannabis ruderalis autoctona senza la quale oggi non esisterebbero le autofiorenti che conosciamo!

Infatti, questi ceppi autoctoni possono infondere proprietà autofiorenti ai ceppi moderni, che riescono dunque a fiorire in base alle ore di esposizione alla luce.

cannabis autoctona: le varietà

Le migliori varietà di cannabis autoctona

1. Dall’Asia

  • Thai: varietà sativa divenuta famosa prima degli anni ’70, è particolarmente sensibile; per questo motivo andrebbe coltivata preferibilmente all’aperto, in luoghi umidi e afosi;
  • Acah/Atjeh: proveniente dall’Indonesia (regione Aceh), è nota per le sue infiorescenze dal gusto particolarmente fruttato;
  • Chocolate Thai: varietà discendente dalla sativa Thai che abbiamo menzionato poco fa. Come suggerisce il nome, è nota per i suoi sapori che richiamano il caffè e il cioccolato.

2. Dall’Africa

  • Kilimanjaro: dagli aromi fruttati, questa varietà è originaria della Tanzania, e ha un grade legame con la popolazione del luogo per il suo significato spirituale;
  • Durban Poison: è originaria del Sud Africa, ed è una delle varietà ancora reperibili in forma incontaminata. Grazie a questa sua peculiarità, viene spesso e volentieri utilizzata per produrre concentrati;
  • Swazi Gold: questa varietà africana riesce a sopravvivere in diverse condizioni climatiche, anche le più ostili, ed è nota per il sapore dolce.

3. Dal Medio Oriente

I nomi di questi ceppi sono diventati famosi al livello globale perché hanno contribuito alla creazione di diverse specie ibride.

Vediamo quali sono:

  • Afghan/Afghani: è un ceppo che si trova principalmente lungo la catena montuosa Hindu Kush, che attraversa ben tre nazioni diverse: Afghanistan, Pakistan e India. Nota anche come marijuana afghana, è famosa perché permette una produzione abbondante di resina e grazie ai suoi potenti terpeni;
  • Mazar I Sharif & Lashkar: originarie di India, Pakistan e Afghanistan, sono ottime per la produzione di hashish.
  • Hindu Kush: è molto famosa tra i consumatori più esperti ed è orignaria della stessa area geografica della marijuana afghana e del Mazar. Utilizzata per la produzione di hashish, ha la caratteristica di produrre tricomi in grande quantità per ripararsi dal freddo.

4. Dall’America Centrale, Meridionale e dalla Giamaica

  • Panama Red: come suggerisce il nome, questo ceppo è originario del Sud America, è stato scoperto negli anni sessanta e si è poi diffuso negli Stati Uniti;
  • Acapulco Gold: nata in Messico, presenta dei pistilli color ambra e foglie dalle tonalità viola e dorate. Sfortunatamente, è spesso e volentieri presente nella sua variante ibrida, per cui è molto difficile trovarla nella sua forma più pura;
  • Colombian Gold: originaria della Colombia – in particolare della Sierra Nevada de Santa Marta –  è una delle varietà maggiormente apprezzate dai sostenitori della marijuana;
  • per finire, dalla Giamaica abbiamo la Lambsbread, famosa per essere una delle varietà predilette da Bob Marley.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto cosa si intende per cannabis autoctona e quali sono le varietà più diffuse.

Come abbiamo visto, la cannabis autoctona è una varietà particolarmente preziosa per due ragioni:

  1. non è stato incrociata con altri ceppi;
  2. permette di sperimentare e aumentare il patrimonio genetico della cannabis.

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