Cannabis light e legalizzazione: prospettive per il 2020

cannabis legalizzazione marijuana light

Cannabis e legalizzazione, come è andata nel 2019 e cosa ci attendiamo nel 2020.


Se negli USA la legalizzazione della marijuana è a buon punto e coinvolge numerosi Stati, in Italia le cose sembrano andare a rilento, tanto che anche la legalizzazione della cannabis light trova numerosi intoppi e gatte da pelare nel suo percorso.

Tuttavia le prospettive per il 2020 potrebbero essere buone, in quanto i deputati appartenenti al M5S, a LeU, al PD e a +Europa  continuano a battersi per ufficializzare la vendita di marijuana light e dei suoi derivati, come l’olio CBD.

legalizzazione Italia 2020 Cannabis Light

In realtà ci avevano già provato nel 2019, ma la situazione non è andata come avrebbero voluto.

Legalizzazione della cannabis light: i fatti del 2019

Partiamo dal principio: il senatore M5S Matteo Mantero si è da sempre battuto in favore di agricoltori e negozianti di cannabis con quantità di THC a norma di legge (entro lo 0,5%).

Il 30 novembre 2019 doveva presentare in Commissione di Bilancio, insieme ad altri deputati, due emendamenti a favore del commercio della cannabis legale. Gli emendamenti, in realtà, sono stati ritirati prima della loro presentazione; Mantero, oltretutto, era assente.

Dopo essersi scusato su Facebook con i commercianti e gli agricoltori, il senatore ha deciso di ripresentare in Commissione di Bilancio, un sub-emendamento per la legge sulla canapa 242/2016.

E così è stato: l’emendamento è stato accolto il 12 dicembre 2019 dalla maggioranza dei deputati e sottoscritto da Monica Cirinnà e Daniela Sbrollini (PD), Paola Nugnes e Loredana De Petris (LeU) e da Francesco Mollame e Matteo Mantero (M5S).

Era necessaria però la firma della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, la quale ha bocciato la proposta in data 16 dicembre 2019, reputandola inammissibile e seguendo la linea del centro-destra (contrario alla legalizzazione della cannabis light).

Leggi anche: “Cannabis sativa: 5 inflorescenze da provare nel 2020”

Cosa avrebbe autorizzato l’emendamento sulla canapa sativa legale bocciato in Senato

L’emendamento bocciato dalla Casellati avrebbe consentito la produzione e la vendita di tutte le parti delle piante di cannabis depotenziata (con THC <0,5%), comprese le seguenti:

E i prodotti derivati, come l’olio di CBD, gli unguenti e altro ancora.

Di conseguenza avrebbe tutelato le migliaia di aziende sorte in seguito all’approvazione della legge 242/2016 sulla canapa e gli oltre 10.000 lavoratori del settore. Se l’erba light venisse bandita, tantissime famiglie si ritroverebbero senza uno stipendio.

Per non parlare del giro di affari intorno al settore della marijuana senza THC: nel 2018 il fatturato arrivava a 150 milioni di euro solo per quanto riguarda l’Italia. Una miniera d’oro se consideriamo la situazione economica in cui versa il nostro Stato.

Ma il M5S non si arrende e, nel 2020, ha deciso di riprovarci.

Gennaio 2020: il nuovo emendamento sulla marijuana light

legalizzazione italia 2019 ultime notizie marijuana light

Nonostante la bocciatura da parte della Presidente del Senato, una trentina di deputati (appartenenti al Movimento 5 Stelle, a Liberi e Uguali, al Partito Democratico e a +Europa) provano nuovamente a liberalizzare la canapa light.

Si concentrano principalmente sulla tutela delle aziende e dei lavoratori di questo settore, ma anche su una questione che viene spesso tralasciata dagli altri partiti: la Cannabis Sativa depotenziata non è una droga. Non lo è perché le percentuali di THC in essa contenute rientrano nei limiti imposti dalla legge, e perché sono molto vicine allo 0%.

Di conseguenza l’azione psicotropa è nulla, considerando anche l’effetto antipsicotico del CBD (contenuto in alte quantità nelle infiorescenze di marijuana light).

Quindi perché mai si dovrebbe demonizzare un prodotto che non è una droga, che porta notevoli introiti nelle casse dello Stato e che permette il sostentamento di migliaia di persone impiegate nel settore?

Tornando a noi, i circa 30 deputati hanno proposto nuovamente la legalizzazione della cannabis light con un emendamento al Decreto Milleproroghe. I deputati del centro-destra continuano a disapprovare la scelta di rendere prioritaria la questione, ma si tratta di un provvedimento da cui dipende il destino di oltre 10.000 persone e migliaia di aziende.

L’emendamento, il cui testo integrale non è ancora noto, renderebbe ufficiale la vendita di radici, foglie, resina e fiori di cannabis light ma anche di preparati a base di CDB, uno dei cannabinoidi non psicoattivi della canapa sativa.

Naturalmente è fondamentale che tutti questi prodotti rispettino i limiti di THC imposti dalla legge, e dunque non superino lo 0,5% di tetraidrocannabinolo.

Leggi anche: “Cannabis light: in arrivo il nuovo emendamento”

Se la proposta venisse bocciata, forse dovremmo andare tutti a San Marino…

La legalizzazione a San Marino

Se l’emendamento venisse approvato, decine di migliaia di persone prenderebbero un respiro di sollievo e troverebbero finalmente pace dopo mesi di crociate (immotivate) contro la cannabis light.

Nel frattempo perfino la Repubblica di San Marino – prima d’oggi assolutamente proibizionista – vede una miniera d’oro nel commercio della marijuana a bassa concentrazione di THC. Un gruppo di cittadini ha proposto la vendita di questo prodotto con la possibilità di utilizzarlo a scopo ricreativo, ottenendo l’approvazione in Parlamento.

Da settembre 2019 a oggi non ci sono ulteriori notizie a riguardo, ma se la proposta dovesse andare pienamente in porto San Marino potrebbe diventare una meta turistica per tutti gli italiani e non solo!

Se vuoi restare aggiornato sulla regolamentazione relativa alla vendita di cannabis CBD online, tieni d’occhio il nostro aggiornatissimo blog , dove troverai articoli dettagliati e ricchi di curiosità sul tema.