Cannabis light in Italia

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I principali aspetti della normativa che ha rivoluzionato l’acquisto ed il consumo di cannabis light in Italia.


Attualmente risulta incerto il destino riguardante la vendita e il consumo di cannabis light in Italia, poiché le normative appaiono poco chiare e, come ben saprai, il Ministro dell’Interno ha dichiarato guerra alla marijuana legale.

Nonostante ciò, negli ultimi anni si è notato un rilevante incremento nella produzione e nelle conseguenti vendite di erba light.

Alla popolarità della marijuana light hanno contributo ricerche e studi in ambito medico che hanno dimostrato i benefici concreti che se ne ricavano dal suo utilizzo.

Ma quale legge consente la produzione ed il commercio di questo prodotto?

La legge 242 del 2016 riguardo la cannabis sativa legale in Italia

La legge n.242 del 2016, entrata ufficialmente in vigore il 14 gennaio 2017, prevede la liberalizzazione della produzione e della compravendita di marijuana light.

Tale normativa promuove il sostegno della coltivazione sostenibile della canapa, impiegata in vari settori e capace di ridurre l’impatto ambientale.

Il commercio di cannabis light ha riscosso un elevato successo, tanto da contare la nascita di tantissimi shop fisici ed online (tra cui justbob.it).

Ad esempio nel nostro negozio online trovi tantissime varietà di marijuana legale nonché olio CBD in varie concentrazioni.

Vuoi sapere qual è la miglior canapa legale? Leggi qui: “Cannabis light migliore: quali sono le varietà più apprezzate“!

Inoltre sono nati diversi grow shop che vedono sementi di qualsiasi tipo, tra cui di cannabis light legale in Italia, capi di abbigliamento e tanto altro ancora.

Tali attività sono tutelate dalla legge 242/2016 che rende lecita la produzione di canapa sativa depotenziata. Ma la stessa legge non prevede (diciamo che non nomina proprio) il suo utilizzo a scopo ricreativo.

Ciò significa che è possibile acquistare erba light, ma teoricamente non si può fumare. Inoltre bisogna sempre affidarsi a varietà certificate nel registro europeo al fine di svolgere tutto in modo legale.

Cosa dice la legge italiana in merito all’uso terapeutico?

Un caso differente concerne la cannabis a scopo terapeutico, ormai legale dal 2006.

A partire dal 2016, la sua produzione è affidata allo stabilimento farmaceutico di Firenze.

Risulta chiaro che è ottenibile solo tramite prescrizione medica per combattere dolori cronici, gravi patologie come la sclerosi multipla e alleviare gli effetti collaterali della chemio e della radioterapia.

Si tratta di erba psicotica per gli via degli alti contenuti di THC che presenta.

Anche la cannabis light però offre diversi benefici al nostro organismo: molti studi hanno confermato le potenzialità sfruttabili per alleviare ansia da stress e i sintomi di altre malattie, come la schizofrenia e la depressione.

Si può coltivare la cannabis light in Italia? Bisogna ottenere autorizzazioni?

Stando legge n.242 del 2016, è possibile coltivare cannabis senza incappare in problemi legali se si rispetta la percentuale di THC stabilita dalla legge stessa e se si utilizzano sementi presenti nel registro dell’Unione Europea.

Sai che puoi ottenere contributi per la coltivazione di canapa sativa? Leggi il seguente articolo: “Coltivazione di canapa legale: contributi e autorizzazioni per coltivare canapa in Italia“.

La legislazione non prevede alcun permesso particolare (se non le classiche autorizzazioni commerciali) per avviare una coltivazione di marijuana light, ma ci sono comunque regole prestabilite da rispettare.

In caso di controlli, infatti, il coltivatore deve mostrare i cartellini delle sementi per dimostrare che si tratta di tipologie certificate e conservare le fatture d’acquisto per almeno un anno.

È sempre bene segnalare la coltivazione alle autorità locali per evitare spiacevoli sorprese legate ai dubbi sulla legalità dei propri prodotti.

In caso di infrazione, infatti, l’autorità giudiziaria può predisporre il sequestro e la distruzione della coltivazione.

Utilizzi della canapa legale

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Risulta importante ribadire che, stando alla normativa, non è previsto l’utilizzo di cannabis light a scopo ricreativo. Nonostante ciò, però, il mercato della canapa è in pieno sviluppo.

Dalla canapa coltivata è infatti possibile ottenere:

Ciò significa che la normativa vigente permette la coltivazione e la commercializzazione della canapa a scopo florovivaistico, aprendo così le porte al mercato della marijuana light.

Si tratta di una legge importante anche dal punto di vista ambientale: la canapa riduce notevolmente gli impatti che l’agricoltura intensiva ha sul suolo dei nostri territori.

La legge 242/2016 sulla cannabis light in Italia e il vuoto normativo

La normativa 242 risulta vaga in molti aspetti.

Il primo tra tutti concerne l’uso della cannabis light per scopo personale: la legge spiega dettagliatamente gli usi tecnici destinati alla canapa, ma non vi è alcuna menzione diretta al consumo personale.

Tuttavia, in Italia, rispettando le leggi stabilite in precedenza, è illecito l’uso a scopo ricreativo di cannabis.

Si crea una sorta di sovrapposizione tra le normative: da un lato si vuole espandere il mercato della canapa legale e dei suoi derivati, ma dall’altro è ancora difficoltoso acquistare delle infiorescenze se non per uso tecnico o aromatico.

È consigliabile, infatti, tenere sigillate le bustine di marijuana light durante il trasporto, così da non dimostrare di averla utilizzata in caso in cui le autorità s’insospettissero.

Cannabis light: riflessioni finali

Attualmente l’Italia si trova in un momento difficoltoso per ciò che concerne l’argomento cannabis.

Ovviamente si auspica una maggiore apertura nei confronti dell’erba legale, visti i diversi studi che confermano le proprietà positive di cui possiamo beneficiare.

Non bisogna nemmeno sottovalutare la crescita economica a cui sarà sottoposta l’Italia con la normativa n.242 che reintroduce la coltivazione di canapa industriale, sostenendo industrie locali e aprendo le porte a migliorie ed innovazioni per le stesse.