Il Blog di JustBob: Info e curiosità dal mondo della cannabis legale

birra alla canapa

Un approfondimento sul tema della Birra alla canapa che tanto spopola in questi ultimi mesi.


In Italia, con il boom della canapa legale, non sono solamente le infiorescenze di marijuana light e l’olio CBD ad aver fatto un successone. Diversi produttori di birra artigianale hanno attuato ciò che molti sognano da sempre: sostituire le infiorescenze di cannabis a quelle di luppolo e realizzare la birra alla canapa!

Ma come viene realizzata, quali sono le sue caratteristiche e i suoi effetti e quali sono i principali rivenditori di birra alla canapa?

Birra alla canapa legale: come si realizza?

La ricetta della birra alla canapa non è molto diversa da quella delle classiche birre artigianali (craft beers), tanto in voga in questi ultimi anni.

Il luppolo infatti è una pianta a fiore che appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, dalla quale deriva, come puoi immaginare, anche la cannabis. Se annusi il fiore di luppolo essiccato (anche quello in pellet) converrai con noi che l’aroma è decisamente simile a quello dei fiori della marijuana!

Non è stato difficile, dunque, per i produttori di birra pensare di mischiarlo o rimpiazzarlo con i fiori di canapa e/o aggiungere dell’olio CBD durante il processo di fermentazione.

La ricetta varia in base alla tipologia di birra che vuoi ottenere, ma una cosa è certa: se vuoi ottenere una IPA alla canapa seguirai la classica ricetta per realizzare un’India Pale Ale, se vuoi ottenere una Saison, una APA o una Blanche seguirai la relativa procedura.

L’unico da unire agli ingredienti è la canapa legale: puoi decidere, a tuo piacimento, se mischiarla o sostituirla completamente al luppolo durante la fermentazione e anche se aggiungere o meno del buon olio CBD.

E chi più ne ha più ne metta, perché le tipologie di birre artigianali sono tantissime e in continua evoluzione!

Vuoi coltivare marijuana nei mesi più freddi, magari con l’obiettivo di utilizzarla per la tua birra speciale? Leggi qui: “3 varietà di marijuana perfette per la stagione invernale“!

Come forse saprai, la cannabis light presenta numerose proprietà; solo per citare qualche beneficio dato dal suo consumo, devi sapere che si tratta di un prodotto rilassante, antispastico, analgesico e perfino antiemetico. Sappi che questo beneficio non ti risparmierà la nausea data dalla troppa birra!

Ma gli effetti della marijuana light si percepiscono anche bevendo la birra alla canapa? Continua a leggere e lo scoprirai.

Birra alla canapa proprietà, benefici ed effetti.

La canapa legale in Italia presenta alte percentuali di CBD (il principio attivo non psicotropo) e ininfluenti percentuali di THC (il principio stupefacente è tollerato fino allo 0,5%).

Le proprietà benefiche della marijuana legale sono date proprio dal CBD, ovvero il cannabidiolo, che oltretutto mitiga l’azione – anche se in questo caso già molto blanda – del THC.

Prendiamo ora in esame tre delle caratteristiche del CBD:

  1. non ha effetto psicotropo,
  2. è un composto idrofobo,
  3. è liposolubile.

Ciò significa prima di tutto che la birra alla marijuana (ahimè!) non sballa, altrimenti non potrebbe essere commerciata nel nostro Paese.

In secondo luogo significa che il CBD non si lega all’acqua, bensì ai grassi. A meno che la birra alla canapa non venga prodotta con l’aggiunta di latte e derivati – circostanza molto rara – oppure olio – circostanza ancora più rara – non è possibile godere dei benefici del CBD quando la si beve.

Gli effetti della birra alla cannabis sono dunque quelli di una birra classica: proverai freschezza (e forse anche ebbrezza) e piacere (speriamo) ma niente di più!

birra alla canapa effetti benefici

C’è un però: l’aroma. Sì, l’aroma delle infiorescenze di cannabis light è assolutamente percettibile e dà quel tocco di amarognolo alla birra, come lo fa il luppolo. Dunque la scelta della tipologia di canapa è molto importante per il risultato finale del prodotto.

Vorresti tanto bere una gustosa e rinfrescante birra alla canapa? Scopri, nel prossimo paragrafo, i birrifici artigianali che la producono!

Produttori di birra alla canapa: le principali birre alla cannabis light

Ecco di seguito alcune delle birre alla canapa legale in commercio:

  • Fiorile – birra in stile Amber Ale del Birrificio artigianale GoDog (Italia)
  • Superba IPA – Indian Pale Ale alla canapa del birrificio Superba (Italia)
  • Birra alla canapa – Saison dell’azienda Canapuglia fattorie (Italia)
  • Bionda alla Canapa – Lager del birrificio Zahre Beer (Italia)
  • Hanfblüte di Appenzeller Bier, birra alla canapa svizzera
  • Hemp beer – birra artigianale alla canapa del birrificio Legnone in collaborazione con l’azienda Kanuf Canapa Valtellina (Italia)
  • Hemp Hop Rye – Amber Ale del birrificio O’Fallon Brewery (USA). In questo caso il birrificio ha utilizzato semi di canapa tostati al fine di dare alla birra sentori di nocciola.

Sei pronto a provarle tutte? Il prezzo va dai 4 ai 14 € in base al formato e al birrificio, dunque perfettamente in linea con le classiche craft beers.

In alternativa puoi produrre la tua personale birra alla canapa acquistando le infiorescenze di marijuana light su justbob.it: vendiamo anche all’ingrosso!

è legale coltivare canapa

Vuoi coltivare canapa ma non sai se è legale? Scopri tutto a riguardo.


Il mercato della marijuana light si è imposto tra i più fruttuosi degli ultimi tempi, dando un’enorme spinta all’economia italiana (e non solo).

Dunque, è legale coltivare canapa in Italia?

La risposta è sì, ma è necessario far chiarezza sul quadro normativo in vigore.

Legge n. 242 sulla canapa legale

La normativa del dicembre 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017, promuove e tutela la coltivazione di canapa sativa e, di conseguenza, permette la commercializzazione di prodotti da essa derivati.

In Italia, infatti, sono sorte numerose attività come growshop e seedshop specializzate nella vendita di prodotti ad alto contenuto di CBD, dalle infiorescenze di marijuana legale essiccate all’olio CBD, ma anche tisane, abbigliamento e tanto altro.

La legge n.242 sostiene la coltura della canapa finalizzata alla coltivazione, alla produzione di alimenti, cosmetici e materie prime biodegradabili, così da ridurre l’impatto ambientale ed incentivare le aziende locali finalizzate ad una crescita economica.

Tutto ciò non necessita di alcuna autorizzazione particolare, anche se gli agricoltori devono rispettare determinati obblighi e parametri.

Bisogna coltivare varietà di canapa sativa con un basso contenuto di THC: dallo 0,02% fino ad un limite massimo di 0,06%.

Tale restrizione legata al tetraidrocannabinolo è dovuta agli effetti psicotropi che esercita sui consumatori.

Il coltivatore, inoltre, ha l’obbligo di conservare i cartellini delle sementi acquistate e le fatture dell’acquisto delle stesse.

In questo modo può dimostrare alle autorità di aver utilizzato le varietà ammesse, ovvero semi di canapa legale
iscritti nel Catalogo europeo.

Qualche esempio delle varietà di cannabis consentite dalla legge? Cheese marijuana light, Amnesia Haze light, Master Kush light e tante altre ancora.

Durante i controlli, sugli agricoltori non grava alcuna responsabilità, ma è disposto il sequestro o la distruzione del campo nel caso in cui non si rispettino i parametri imposti dalla legge.

Questa legge, però, non è mai stata molto chiara per quanto riguarda il consumo personale: stando alle normative precedenti stabilite, non è legale consumare marijuana a scopo ricreativo.

L’unico utilizzo consentito è quello terapeutico: ma qui non possiamo parlare di cannabis light in quanto la marijuana terapeutica ha percentuali di THC altissime.

Dunque abbiamo visto che coltivare canapa legale in casa e outdoor è assolutamente possibile. Ma è possibile coltivare anche quella terapeutica oppure no?

Cosa dice la normativa italiana in merito all’uso terapeutico della cannabis?

Il consumo di cannabis ad uso terapeutico è diventato legale dal 2007, così vennero sanciti diversi decreti per disciplinare in modo più chiaro l’uso della marijuana. Naturalmente, questa differisce dalla cannabis light che non produce alcun effetto sulle facoltà psichiche dei consumatori.

A partire dal 2016, l’unico centro abilitato alla produzione di cannabis medica è lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

è legale coltivare canapa terapeutica in Italia

Tale stabilimento produce circa 150 chili di erba all’anno, anche se ultimamente la domanda è raddoppiata.

Si tratta di marijuana ottenibile solo tramite prescrizioni mediche atte a certificare una determinata patologia dei pazienti, essendo ormai state accertate le proprietà benefiche che l’erba produce nel nostro organismo.

Utilizzi della canapa legale

La canapa è una risorsa naturale le cui proprietà sono ampiamente sottovalutate a livello mondiale, anche se si è registrato un notevole incremento nella vendita di prodotti a base di Cannabis Sativa.

Ecco cosa puoi produrre se coltivi canapa legale:

  • Alimenti: i semi di canapa possono essere inseriti nella dieta come integratori alimentari poiché ricchi di omega3, vitamine e sali minerali;
  • Cosmetici: la vitamina E contenuta nella pianta svolge un’importante azione antiossidante, così da contrastare l’invecchiamento della pelle. Questa è solo una delle diverse proprietà che tali prodotti, anche in campo cosmetico, conferiscono al nostro viso, corpo o capelli;
  • Oli e carburanti: la canapa, impostasi come una risorsa eccezionalmente versatile, può essere utilizzata al fine di sostituire carburanti prodotti dal petrolio.

Gli ampi utilizzi concessi dalla normativa non sono ancora terminati, poiché è possibile ricavare tessuti, ricavarne della carta ed applicarla nel settore della bio-edilizia. Insomma, la canapa è a tutti gli effetti una pianta dalle milleuno risorse!

Perché si parla di vuoto normativo sulla canapa legale?

Le polemiche riguardanti le legislazioni in vigore sul tema cannabis sono numerose, in quanto né i commercianti né i consumatori hanno ben chiaro l’uso da poter fare dei prodotti a base di CBD.

La Cassazione ha elaborato una legge incompleta per ciò che concerne le infiorescenze e il loro consumo a scopo ricreativo.

Sono in vendita in attività specializzate, come justbob.it, bustine di marijuana light che sarebbero esclusivamente da collezione, non da utilizzare personalmente.

Tutto ciò, naturalmente, va a discapito della crescita economica attuata nel corso del tempo per le aziende italiane, per cui si ritiene necessaria una revisione delle leggi in vigore e, soprattutto, bisogna considerare le enormi potenzialità che la cannabis possiede.

Assumere CBD, infatti, aiuta non solo a rilassarsi, ma può alleviare dolori cronici, combattere disturbi psichici, regolare il ciclo sonno-veglia… Si avverte, per tali motivi, il bisogno di colmare tale vuoto e rendere chiaro l’uso e le modalità d’assunzione possibili dei fiori di canapa.

Si auspica una maggiore liberalizzazione verso prodotti a base di cannabis light, i cui effetti positivi sono innumerevoli e non comportano alcuna controindicazione o effetti collaterali.

Il nuovo disegno di legge sulla marijuana light

Le problematiche legate alla coltivazione, produzione e vendita di canapa non sono estranee, naturalmente, alla politica.

Un nuovo disegno di legge è stato proposto per rendere finalmente la situazione più chiara: legalizzare la marijuana, seguendo le orme di altri Paesi.

Attualmente non sono state ancora prese posizioni definitive, ma molte personalità di rilievo hanno compreso l’importanza di una legalizzazione. Così sarà possibile continuare a sostenere l’economia del nostro Paese e bloccare i traffici illegali, ponendo fine al proibizionismo che da sempre caratterizza l’Italia e compiendo finalmente un passo in avanti.

canapa maschio legale

Scopri come si può utilizzare una pianta di canapa maschio legale.


Le piante di cannabis maschio, non solo per quanto riguarda la canapa legale ma anche nel caso della marijuana psicotropa, sono generalmente disdegnate dai coltivatori di questo prodotto.

Infatti l’impollinazione porta a seme le infiorescenze delle piante di cannabis femmina, mentre uno dei principali prodotti da ricavare da esse sono le infiorescenze.

Per questo motivo solitamente le piante maschio vengono estirpate e, se non si ricorre ai semi femminizzati, la germinazione di una pianta di cannabis maschio è spesso vista come una tragedia.

Nonostante la loro cattiva reputazione, le piante di cannabis maschio sono comunque ricche di proprietà e svolgono un ruolo centrale nella coltivazione e nella diffusione della cannabis.

Di seguito ti elenchiamo sei validi motivi per cui le piante maschio risultano in ogni caso essere più che utili.

1) Utilità della canapa maschio: biodiversità e sopravvivenza della specie.

Le piante maschio sono essenziali per selezionare e creare nuove varietà di cannabis: la maggior parte delle piante di marijuana più pregiate, dai sapori, gli aromi e gli effetti più apprezzati dai consumatori sono ibride, ovvero frutto di processi selettivi ove le piante maschio giocano un ruolo centrale.

Specie come la White Widow, la Blue Cheese e la Sour Diesel oggi non esisterebbero se non attraverso la selezione delle migliori varietà di piante maschio in modo da poter impollinare piante femmina di altri tipi.

La selezione di una buona e forte pianta maschio di solito avviene secondo i principali criteri:

  • Crescita e fioritura rapida non sono segni che indicano una pianta maschio forte. Solitamente si selezionano quelle che impiegano più tempo, sintomo di un processo di crescita che interessa ogni parte della pianta e di uno sviluppo omogeneo;
  • Gli steli delle piante maschio più forti sono spessi e cavi: i coltivatori esperti sostengono vi sia una proporzione tra concentrazione di cannabinoidi e il tipo di gambo, per cui piante dagli steli esili o striminziti vengono scartate;
  • Le cime ariose sono un altro sintomo di basse concentrazioni di cannabinoidi, motivo per cui si preferiscono le piante con cime dense e compatte, segno, inoltre, di un potenziale buon rendimento;
  • L’odore è un altro fattore importante: un aroma intenso è uno dei segni che caratterizzano una pianta maschio capace di portare a ibridi dalle ottime rese e dalle qualità eccellenti;
  • Senza il processo di ibridazione la biodiversità delle specie di cannabis sarebbe notevolmente ridotta, esponendo l’intera specie al rischio che malattie selettive ne minino la sopravvivenza.

2) Fibre resistenti e flessibili.

Le fibre delle piante di canapa legale maschio, al contrario di quelle femmine, sono molto più sottili e flessibili, presentandosi come ottimali per la realizzazione di tessuti più fini e l’impiego in generale nell’industria tessile.

Al contrario, le fibre delle piante di cannabis femmina sono molto più rigide e storicamente impiegate nella produzione di tele per le vele o del cordame, ovvero materiali meno pregiati dei tessuti.

usi della canapa legale maschio

Oggigiorno la richiesta di fibre più flessibili e sottili rende le piante maschio di cannabis un’eccellente coltura di cannabis industriale, con la quale realizzare lenzuola, tovaglie e fazzoletti di stoffa.

3) Radici medicinali di canapa maschio legale.

Le radici della cannabis maschio contengono una serie di sostanze dagli effetti terapeutici, i quali le rendono ottimi ingredienti, una volta opportunamente trattate, per tisane alla canapa, impacchi o altri prodotti erboristici.

In particolare, nelle radici di sesso maschile sono state rilevate concentrazioni notevoli di:

  • Friedeline, un antiossidante che protegge il fegato;
  • Epifriedelanolo, una sostanza sulla quale si stanno concentrando le ricerche nell’ambito oncologico di numerosi istituti americani;
  • Triterpene pentaciclico, un efficace antibatterico, diuretico e antinfiammatorio.

4) Semi dietetici di canapa legale.

I semi di cannabis, per il sapore delicato che ricorda quelli di girasole o quello delle mandorle, sono eccellenti integratori per la dieta, essendo ricchi di acidi grassi (omega3 e omega6), proteine vegetali e magnesio.

La vendita di semi a scopo alimentare è uno dei principali motivi per cui le colture di canapa legale vengono anche lasciate a seme e poi trebbiate.

5) Rigenerazione del suolo.

La pianta di cannabis non ama pesticidi e fertilizzanti industriali: la diffusione della sua coltura comporta già di per sé un abbassamento dell’uso di prodotti chimici altamente inquinanti per l’ambiente.

Inoltre la pianta di canapa legale è un’autopulente, ovvero i ritmi di crescita e la conformazione della rete di radici fa sì che le altre piante, specialmente le infestanti, non abbiano a disposizione spazio e luce a sufficienza per svilupparsi.

La cannabis ha l’enorme vantaggio di assorbire i metalli pesanti e altri inquinanti presenti nel suolo e migliorare la fertilità, presentandosi come la scelta ottimale nel caso di colture a rotazione o di campi da destinare a colture più impegnative e esigenti.

6) Repellente per insetti.

I terpeni propri della cannabis maschio, in particolare il limonene e il pinene, sono eccellenti repellenti dei parassiti delle seguenti piante:

  • Patate: la canapa maschio protegge dalla peronospora e dal nematode dorato.
  • Cavoli: previene le infestazioni di cavolaie.
  • Cotone, in quanto la pianta di canapa legale repelle la larva del cotone.
  • Grano: i due terpeni risultano sgraditi al verme delle radici.

In particolar modo l’odore della cannabis risulta essere particolarmente utile come repellente per le zanzare!

Se dunque prima di leggere questo articolo ti stavi chiedendo: “Ma la canapa maschio si fuma?”, ora sai che no, non si fuma.

Però conosci 6 motivi per cui la varietà maschile della cannabis light maschio risulti essere comunque utile, nonostante non sia apprezzata quanto la pianta di genere femminile.

tisana alla canapa legale

Come si prepara una tisana alla canapa legale, quali sono i suoi benefici e gli eventuali effetti collaterali del tè alla cannabis light.


Una tisana di canapa legale è una delle migliori alternative all’inalazione. Si tratta infatti di un metodo di assunzione che non grava né sull’apparato respiratorio né su quello cardiovascolare, permettendo di giovare di tutti gli effetti positivi della cannabis light senza subire gli svantaggi del fumo.

Preparare decotti e tisane di cannabis, inoltre, permette ai cannabinoidi di entrare in circolo più lentamente e di esercitare la propria funzione per tempi più lunghi, dando sollievo dai dolori e concedendo una sensazione generale di benessere e rilassatezza per svariate ore dopo l’assunzione.

Preparare una tisana o un decotto di canapa legale, infatti, permette di conservare a pieno tutti gli effetti positivi del suo principale cannabinoide, il CBD (cannabidiolo).

Tale principio attivo possiede comprovate proprietà benefiche. Ecco quali:

  • antinfiammatorie
  • antiossidanti
  • anticonvulsivanti
  • analgesiche
  • antidepressive
  • rilassanti

In media per avvertirne gli effetti bisogna attendere dai 30 minuti all’ora, ma questi poi permangono per ore. Ciò rende la tisana alla canapa legale un’ottima bevanda da assumere, ad esempio, la sera per dormire meglio, capace come nessun’altro infuso di distendere le membra e sciogliere le preoccupazioni anche più pressanti, in modo da concedere un reale e terapeutico sonno ristoratore.

Nel prossimo paragrafo ti spiegheremo come preparare una tisana alla cannabis legale. Ma forse vuoi conoscere anche altre ricette, come la torta alla canapa! Leggi qui gli ingredienti e la preparazione della Space Cake: “Torta alla marijuana? Ciò che devi sapere per prepararne una perfetta!“.

Tisana alla canapa legale: preparazione

La tisana alla canapa legale può essere, fondamentalmente, di due tipi: assoluta o mista.

Una tisana assoluta prevede unicamente un mix di foglie e inflorescenze di cannabis light, accuratamente pensato e progettato per le infusioni.

La tisana assoluta è ideale per gli amanti della cannabis, i quali sono soliti assumerla anche in più modalità, proprio in quanto il sapore e gli aromi della pianta sono completamente conservati e se ne possono apprezzare tutte le sfumature.

Inoltre la concentrazione di una tisana assoluta è maggiore, per quanto sia possibile controllarla attraverso diversi tempi di infusione.

Concentrazioni maggiori sono consigliate a chi è abituato all’assunzione dei fito-cannabinoidi, non solo perché meno esposto agli effetti collaterali (di cui si parlerà dopo), ma anche perché il proprio organismo necessiterà di quantità maggiori per registrarne gli effetti positivi.

Le miscele, invece, sono perfette sia per avere concentrazioni minori sia per sfumature di aromi, odori e effetti diversi. Le principali miscele sono le seguenti:

  • Canapa legale, camomilla e melissa: la camomilla stempera il gusto deciso della cannabis con le proprie note dolci, mentre la melissa, con l’aroma limonoso della melissa conferisce al preparato una sua delicata armonia. La camomilla è un eccellente antispasmodico, che va a sommarsi all’azione anticonvulsivante della cannabis, mentre la melissa, un forte antinfiammatorio e carmitivo, rende il preparato oltre che un perfetto rimedio all’insonnia, anche e soprattutto una soluzione ai dolori mestruali o alle infiammazioni;
  • Canapa legale e karkadè: il karkadè è una pianta della famiglia delle Malvaceae, caratterizzata da proprietà diuretiche e antisettiche delle vie urinarie. Ancora una volta il sapore corposo, caldo e rinfrescante del karkadè va a stemperare il retrogusto amaro della cannabis, rendendo l’infuso una bevanda assai piacevole al palato, oltre che un eccellente rimedio ai problemi urinari;
  • Canapa legale, zenzero e liquirizia: lo zenzero è un eccellente anti congestionante, con proprietà analgesiche; la sua azione sul processo digestivo, inoltre, lo rendoe un ottimo rimedio alla nausea. Il connubio di zenzero e liquirizia è da sempre un ottimo rimedio a problemi digestivi o a smaltire pasti particolarmente abbondanti o pesanti. Il gusto amarognolo della canapa stempera le note dolci sia della liquirizia che dello zenzero, mentre i toni pungenti e piccanti dello zenzero conferiscono all’infuso un sapore interessante, estremamente piacevole al palato.

tisana alla canapa legale benefici e preparazione

Accanto all’impiego più tradizionale degli infusi, inoltre, ovvero tramite ingestione, essi possono essere anche essere impiegati per alleviare disturbi della pelle, infiammazioni o contusioni. L’infuso, infatti, può essere usato come base di un pediluvio o di un impacco.

Tisana alla canapa: eventuali effetti collaterali e controindicazioni

La tisana alla canapa legale non presenta effetti collaterali, in quanto il THC in essa contenuto va al di sotto lo 0,6%. Comunque, vista l’alta concentrazione di CBD, è consigliabile per chi presenta particolari e gravi patologie rivolgersi prima di tutto al proprio medico.

Per quanto riguarda le controindicazioni legate all’assunzione di questo infuso, piuttosto che effetti negativi sull’organismo sono in realtà delle accortezze da prendere per non incorrere in problemi legali.

Se, infatti, consumare cannabis fumandola condivide tutte le controindicazioni del fumo in generale (assunzione di sostanze cancerogene, malattie cardiovascolari e polmonari, etc.), a meno che non si ricorra a un vaporizzatore, l’assunzione di una tisana di cannabis al massimo potrebbe “costringerti” a recarti al bagno una volta in più al giorno.

Le accortezze da tenere a mente e da rispettare derivano dal fatto che per quanto le concentrazioni di THC siano troppo basse per causare alcun effetto sensibile, esse possono essere rilevate dalle apparecchiature delle Autorità.

Motivo per cui l’assunzione di tisane di cannabis light sono assolutamente da evitare nel caso in cui si è alla guida o si dovrà comunque guidare.

Le sanzioni per chi, infatti, viene colto alla guida sotto effetto di stupefacenti non sono affatto da sottovalutare.

coltivazione canapa legale

Tutto quello che devi sapere sulla coltivazione di canapa legale in Italia: limiti, incentivi e autorizzazioni necessarie.


La coltivazione della canapa legale è un’attività che sta riscuotendo sempre maggiori successi.

Con la legge del 2 dicembre 2016, n.242, entrata in vigore il 14 gennaio 2017 sono state rilasciate le disposizioni del governo italiano circa la regolamentazione e i permessi per la coltivazione della Canapa Sativa L., o Canapa Light.

Si tratta di quel tipo di Canapa il cui contenuto di THC (tetraidrocannabinolo, la sostanza psicoattiva propria della canapa) è inferiore allo 0,2% o rientra nei parametri tollerati dello 0,6%.

Incentivi fiscali e finanziamenti sulla coltivazione di canapa legale

coltivazione canapa legale in Italia info sulla normativa

L’articolo 6 della legge 242 sancisce la messa a disposizione di incentivi fino a 700.000 euro annui per velocizzare la crescita del settore della canapa, non solo sotto l’aspetto produttivo ma anche per migliorare le condizioni e le strutture di successivo assorbimento del prodotto.

Uno dei principali problemi che i produttori di canapa legale sono costretti ad affrontare riguarda il mercato su cui immettere poi il proprio prodotto e la mancanza di un adeguato apparato di servizi ausiliari (in particolare la trebbiatura).

Chi avvia un’azienda agricola nel 2018 ha, inoltre, diritto a tre anni di esenzione dai contributi, che scendono al 65% e al 50% negli anni successivi. Altri incentivi fiscali provengono, poi, dalle direttive regionali, che possono mettere a disposizione ulteriori finanziamenti per la coltivazione della canapa legale.

Inoltre la cannabis sativa è registrata tra le coltivazioni agricole innovative, per cui l’azienda agricola o la cooperativa che ne inizi la coltivazione può trarre ulteriori vantaggi fiscali e finanziamenti con l’iscrizione al registro delle start up innovative.

Limiti legali della coltivazione di canapa in Italia

Con la legge 242 le limitazioni sulla coltivazione della canapa legale sono state corposamente ridimensionate:

  • Non vi è più l’obbligo di comunicare alle autorità quando si inizia a coltivare, ma vanno conservate etichette delle sementi fino a un minimo di 12 mesi dopo l’acquisto;
  • I controlli dei carabinieri o della guardia di finanza si fanno su campione singolo, rigorosamente in presenza del coltivatore. Solo nel caso di superamento della soglia dello 0,6% di THC possono disporre il sequestro o la distruzione della piantagione;
  • Le responsabilità del coltivatore, se il tetraidrocannabinolo della coltivazione rientra nello 0,6%, sono nulle;
  • Le sementi certificate permettono a commerciante, distributore e compratore di affrancarsi dalla responsabilità penale di piante di canapa con tenori di THC superiori alla soglia di tolleranza dello 0,6%.

Coltivare la canapa legale: tipi di terreno e suggerimenti

Le piante di Cannabis Sativa L., la canapa legale in Italia, sono estremamente versatili: preferiscono i terreni alluvionali fertili ma si adattano anche ad altitudini fino a 1500 metri.

Soffrono i ristagni d’acqua che bloccano la crescita e causano la clorosi. Per il resto una particolare attenzione va fatta nel periodo iniziale di semina e germinazione: il seme necessita di un terreno inizialmente umido per poter germinare, di una profondità di semina di circa 1 o 2 centimetri e di una distanza di circa 15-20 centimetri tra una piantina e l’altra.

Per il resto, la pianta di cannabis sativa soffre la presenza di precedenti diserbi ma non necessita di cure particolari:

  • la velocità di crescita, infatti, la rende una pianta auto diserbante, capace di prevalere rapidamente su infestanti e graminacee;
  • in condizioni normali non necessita di irrigazione e l’apparato radicale particolarmente esteso migliora la struttura del terreno;
  • il normale rilascio di foglie a fine ciclo, inoltre, fertilizza naturalmente il terreno, permettendo di registrare incrementi sulla produzione delle culture successive;
  • la semina è da farsi per marzo/aprile e la raccolta avviene in generale ad agosto, 10 giorni dopo la fioritura delle piante maschili:
  • per la fienagione, l’operazione è particolarmente semplice: si taglia con barra falciante e la si imballa dopo un periodo di macerazione parziale a terra;
  • per la produzione di seme, invece, il discorso si complica in quanto è necessario ricorrere alla trebbiatura. L’operazione non è di per sé complessa in presenza di piante di media statura, fino a 2,5 metri (per piante più alte diventa estremamente complessa e richiede macchinari molto specifici); le difficoltà risiedono nella necessità di pulire la macchina trebbiatrice prima e dopo l’operazione per evitare residui di altre colture o di contaminare le successive;
  • dopo la trebbiatura, il seme deve essere essiccato per impedirne il rapido deterioramento. L’essiccatura può avvenire o tramite un apposito essiccatoio ad aria, con temperatura inferiore a 40 °C, oppure a terra, stendendo i semi su una pavimentazione formando uno strato non superiore ai 5 cm, che va rivoltato nei giorni successivi per permettere una adeguata areazione, prestando attenzione a non danneggiare i semi.

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canapa sativa legale

Che cos’è la canapa sativa legale e quali sono le sue proprietà e le differenze con la canapa indica.


La fondamentale divisione tra le tipologie di Cannabis fu dapprima introdotta dal biologo francese Jean-Baptiste Lamarck nel 1785.

Lamarck effettuò uno studio in particolare sugli effetti stupefacenti della Cannabis proveniente da due diverse regioni, quella del Medio Oriente e del Maghreb (Turchia, Afghanistan e Marocco) e quella proveniente dalle zone equatoriali (Colombia, Messico, Thailandia e Sud Est asiatico).

La distinzione riconosciuta dal biologo ha portato alla classificazione oggi in uso tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica, ognuna con caratteristiche peculiari che ne definiscono non soltanto gli effetti psicoattivi ma anche il fenotipo.

La legge del 2 dicembre 2016, n. 242, permette la libera coltivazione di canapa legale (Cannabis sativa), ovvero con contenuti di THC (tetraidrocannabinolo) inferiori al 0,2%, con una soglia di tolleranza fino allo 0,6%.

La coltivazione è resa possibile da sementi certificate e selezionate appositamente per impedire il superamento della soglia consentita di THC.

L’innovazione della coltivazione della Canapa sativa legale deriva dalla molteplicità dei suoi impieghi, non solo in campo tessile, ma anche alimentare, medico, di biotecnologie, bioedilizia, etc. La resistenza della pianta e la sua alta resa sono alcuni dei fattori per cui figura tra le colture innovative, garantendo al coltivatore incentivi fiscali e premi annuali a cui si vanno ad aggiungere incentivi statali e regionali.

Canapa sativa legale e canapa indica: le differenze

Canapa sativa

La Canapa Sativa, legale in Italia, è caratterizzata da una notevole crescita in altezza, con esemplari che possono raggiungere anche i 5 metri di altezza, caratterizzata da un fusto e una foglia snelli.

canapa sativa coltivazione legale

Generalmente, per via delle grosse dimensioni, necessita di maggior spazio tra una pianta e l’altra.

Questa tipologia di cannabis sviluppa i baccelli lungo i rami invece che in corrispondenza dei nodi, con il risultato di garantire una resa maggiore nel caso in cui le si coltivi per ricavarne semi.

La fase di vegetazione è caratterizzata da una crescita rapida, mentre la fase di fioritura impiega tempi più lunghi; complessivamente il tempo di raccolta può variare dai 60 ai 90 giorni: si semina a marzo/aprile e il raccolto è solitamente compiuto ad agosto.

La canapa legale è in particolar modo apprezzata in campo medico per gli effetti stimolanti, consigliata come antidepressivo e cura del ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività).

Canapa indica

La Canapa Indica, al contrario della cannabis sativa, è caratterizzata da un fusto di dimensioni contenute, che raramente supera i due metri, e da una forma cespugliosa, con numerose ramificazioni molto fitte. La forma cespugliosa e le dimensioni contenute la rendono ideale per coltivazioni indoor oltre a permettere una maggiore densità di piante per metro quadro.

Questa pianta sviluppa i baccelli in corrispondenza dei nodi ed è caratterizzata da una fase di vegetazione più lunga rispetto a quella di fioritura, con tempi di raccolta inferiori rispetto alla varietà sativa, generalmente compresi tra i 45 e i 65 giorni.

In campo medico, la Canapa Indica è impiegata come antidolorifico, oltre che nel trattamento di varie disfunzioni e malattie muscolari proprio in virtù dell’effetto rilassante e sedativo.

Principali tipi di Canapa Sativa legale

Una ulteriore e fondamentale distinzione da fare, per quanto riguarda la canapa legale, è quella tra pianta dioica e monoica.

La pianta dioica è di sesso maschile o femminile, quella monoica possiede entrambe le caratteristiche, portando semi e fiori.

Il tipo di pianta da coltivare dipende dal tipo di prodotto che si vuole ricavare: se si vuole, infatti, raccogliere i semi le piante monoiche assicurano una resa decisamente maggiore (una media per ettaro di 6 quintali per le monoiche contro i 4-4,5 delle dioiche).

Se si vuole invece ricavare unicamente biomassa, le dioiche in generale risultano essere ottimali in quanto caratterizzate da uno stelo più lungo rispetto a quelle monoiche che, dal canto loro, si mantengono abbastanza omogenee in altezza non superando mai le dimensioni ottimali per la trebbiatura.

Le principali tipologie di piante dioiche sono le seguenti:

  • Carmagnola, con steli alti in media 3,5 metri, è tra le qualità italiane più coltivate in quanto ricche di fibre, adatte anche alla produzione di mattoni;
  • Fibranova, al pari della Carmagnola, è adatta ai climi italiani e ha un’ottima resa di fibra;
  • Tiborszallasi, una varietà ungherese caratterizzata sia da un’ottima resa di fibra, con steli che possono raggiungere i 4 metri di altezza, che da una produzione soddisfacente di semi e infiorescenze.

Ecco invece le principali tipologie di piante monoiche:

  • Futura, una varietà francese che si mantiene su un’altezza media di 2,5 metri, pensata principalmente per la produzione di semi e per l’impiego nella produzione di concimi;
  • Felina, tra le più diffuse in Francia, con una buona resa in fibre e semi, nata dall’incrocio della Kompolti (che tuttavia, per la sua alta percentuale di THC non può essere coltivata direttamente) e della Fibrimon;
  • Uso 31, una varietà ungherese ottima per la produzione di semi, caratterizzata da una fioritura abbastanza veloce, favorita dalla differenza climatica;
  • Codimono, una varietà tedesca, derivata geneticamente dalla dioica denominata in Germania “superfibra”. È caratterizzata da una produzione di fibra elevatissima.

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