Il Blog di JustBob: Info e curiosità dal mondo della cannabis legale

bulldog marijuana

Vuoi acquistare la marijuana legale varietà Bulldog? Scopri tutte le caratteristiche!


The Bulldog è uno dei marchi più rinomati tra gli amanti di marijuana light e classica.

Chiunque sia andato ad Amsterdam deve essere passato almeno una volta dinanzi ad uno dei Coffee shop più vecchi d’Europa.

Il The Bulldog fu fondato nel 1974 quando Henk de Vries creò nel quartiere a luci rosse di Amsterdam uno dei primi Coffee shop.

Questo locale era dedicato al suo cane, per l’appunto un bulldog di nome Joris, la cui testa era destinata a diventare uno dei simboli della marijuana di altissima qualità.

The Bulldog: la banca dei semi

Oltre alla famosa catena di Coffee shop, The Bulldog è anche una delle banche di semi di marijuana più apprezzate dai cultori della pianta di cannabis.

Si tratta di varietà selezionate per le proprie caratteristiche straordinarie. Non solo qualità e concentrazione di cannabinoidi, ma anche aroma, colorazione, gusto. 

The Bulldog presenta numerose qualità di cannabis, tutte garantite e selezionate dai ceppi che ogni anno vengono nominati campioni del mondo.

Acquistare o coltivare erba legale Bulldog è stato descritto da molti come un vero e proprio salto spazio-temporale. Dal presente indietro fino al primo viaggio ad Amsterdam, alla ricerca del tempo perduto.

La marijuana Bulldog in Italia

In Italia le varietà di marijuana Bulldog che si possono liberamente acquistare sono esclusivamente quelle geneticamente selezionate per avere concentrazioni di THC a norma di legge (inferiori allo o,6%).

Si tratta di canapa light Bulldog, che conserva tutte le caratteristiche della pianta originale, tutto il vasto e complesso gioco di aromi, sapori e colori che hanno portato quelle varietà a vincere più volte, nel corso della storia, le Cannabis Cup internazionali.

Ma ora vediamo tutte le varietà di Bulldog che puoi trovare in Italia.

The Bulldog Super Skunk

the bulldog super skunk

Tutti gli estimatori di cannabis hanno imparato a riconoscere e ad amare la varietà Super Skunk, che agli inizi degli anni ’90 la faceva da padrona, vincendo numerose competizioni in tutto il mondo. Si tratta di un incrocio tra una Afghani Hash Plant e una Skunk, risultando in una indica altamente produttiva e di medie dimensioni.

La Bulldog Super Skunk presenta una concentrazione di CBD del 9,5%; il THC è a norma di legge e si aggira intorno allo 0,2%.

Trattandosi di una varietà che deriva dalle migliori varietà Indica, la Bulldog Super Skunk si presenta con inflorescenze compatte e resinose, dall’odore dolciastro, molto speziato, e sentori amarognoli. I nasi più allenati potranno riconoscere anche aromi muschiati e un rimando all’hashish, vista la quantità di resina di cui le inflorescenze sono ricche.

Al palato la Bulldog Super Skunk presenta un gusto piccante e allo stesso tempo dolce, con retrogusti aciduli e leggermente amari, capaci di soddisfare sia i consumatori più esigenti sia permettendo, invece, ai novellini un’esperienza piena ed appagante.

Partire dai grandi classici, infatti, permette ai cultori più ferrati di viaggiare nel passato e ai consumatori occasionali di relazionarsi con prodotti di rinomata qualità.

Leggi anche i dettagli riguardo altre varietà di cannabis, come la Red Marijuana e la Marijuana Silver Haze!

The Bulldog Royal Cheese

Si tratta di un incrocio tra una genetica Cheese con una Ruderalis, che presenta una Ibrido composta dal 30% di Sativa, 50% di Indica e 20% Ruderalis. Si tratta di una pianta che conserva l’aspetto di una Indica e presenta, invece, la resistenza di una Ruderalis e risulta essere facilmente coltivabile come ogni Sativa.

Le concentrazioni di CBD possono raggiungere l’11%; il THC rispetta la legge e si presenta con una concentrazione di circa 0,2%.

Si tratta di una pianta caratterizzata da un aspetto a predominanza Indica, con inflorescenze dense e ricche di resina, denominata Cheese da un gruppo di coltivatori britannici che per primi selezionò la specie proprio per l’intenso aroma di formaggio. 

Gli aromi di formaggio sono avvertibili anche al palato e le alte concentrazioni di CBD la rendono particolarmente indicata per accompagnare attività rilassanti o concedersi un lungo sonno ristoratore.

The Bulldog MoonRock

Si tratta di inflorescenze di varietà OG, arricchite di un olio concentrato, il Wax, e da una spolverata di kief. Si tratta di inflorescenze normali arricchite, quindi, della resina prodotta da altre ghiandole della pianta di cannabis, i tricomi.

I tricomi in natura producono un abbondante quantità di resina e altri terpeni che servono normalmente a tenere lontani dalle inflorescenze e dalle foglie parassiti e insetti.

Si tratta di una resina molto ricca di cannabinoidi che, aggiunta alle inflorescenze, genera il MoonRock, un prodotto interamente naturale che presenta concentrazioni di CBD fino al 30%.

The Bulldog MoonRock è particolarmente adatto ai consumatori esperti ed è in grado di regalare sensazioni intense. Le concentrazioni di CBD rasentano quelle degli estratti e dei concentrati di cannabis. Sono ideali per concedersi momenti di intenso relax e per assaporare a pieno il meglio che i prodotti della The Bulldog di Amsterdam possono offrire.

tachipirina e marijuana

Ci sono effetti collaterali nell’assunzione di tachipirina e marijuana insieme?


Una delle questioni che più interessano gli amanti della cannabis light e classica riguarda il comportamento da tenere nel caso in cui si assumono altri farmaci, sia per problemi cronici che per malori momentanei.

Il problema è di particolare importanza in quanto i cannabinoidi presenti nella marijuana, in particolar modo THC e CBD, condividono spesso recettori con altri farmaci e possono causare alterazioni importanti del metabolismo di molti medicinali.

Oggi vediamo come si comportano insieme tachipirina e marijuana light. Vediamo prima di tutto cosa siano queste sostanze.

Tachipirina: un farmaco jolly

In Italia si indica generalmente con il nome Tachipirina quella categoria di farmaci che hanno come principale principio attivo il paracetamolo (C8H9NO2). Si tratta di un farmaco ad azione analgesica e antipiretica, impiegato contro i sintomi della febbre, del raffreddore, dell’influenza e, in dosi minori, anche contro mal di testa.

Nonostante una debole azione antinfiammatoria, se ne continua a fare uso anche in caso di infiammazioni di lieve entità, anche in virtù di una sua ridotta tossicità. I

l farmaco, infatti, per quanto vada a gravare sul fegato, in quanto il metabolita derivato dall’assunzione della molecola risulta essere tossica per il tessuto epatico, in dosi inferiori al grammo per giorno non dovrebbe presentare controindicazioni sensibili.

Detto questo, non bisogna mai esagerare: una dose di paracetamolo pari a 10-15 grammi giornalieri risulta essere letale in quanto provoca un’epatite fulminante, con necrosi delle cellule epatiche in 3/5 giorni.

Per tal motivo se ne sconsiglia caldamente l’assunzione superiore ai 2,5 grammi per gli individui che fanno uso costante di sostanze alcoliche.

In caso di avvelenamento da paracetamolo, questo risulta essere anche letale per i reni, sebbene tra i farmaci antidolorifici e antipiretici è quello che meno va a gravare sui reni, motivo per cui è da preferire sempre e comunque agli antinfiammatori steroidei, i cosiddetti FANS.

L’assunzione è consigliata a stomaco pieno proprio per alleviare gli effetti che può avere sul fegato e ridurre al minimo i disturbi (bruciore e dolore del ventre).

Marijuana light: la soluzione a mille problemi

La marijuana light presenta basse concentrazioni di THC (tetraidrocannabinolo), ovvero il metabolita psicoattivo, e alte concentrazioni di CBD (cannabidiolo).

È dunque considerata legale in sempre più paesi, tra i quali l’Italia ove, in seguito alla legge n.242 del 6 dicembre 2012, è liberamente acquistabile e commercializzabile.

Consumare erba light produce una vasta gamma di effetti positivi sull’organismo viste le numerose proprietà benefiche del CBD. Si tratta, infatti, di un metabolita che agisce sui neurotrasmettitori CB1 (per lo più presenti nel Sistema Nervoso Centrale) e CB2 (prevalenti nel Sistema Nervoso Periferico), presentando importanti effetti.

Ecco di seguito quali:

Inoltre il CBD è:

  • un efficace regolatore del livello di zuccheri nel sangue, riducendo la resistenza all’insulina nei soggetti diabetici,
  • un ottimo regolatore del battito cardiaco e del ritmo respiratorio, capace di restituire tranquillità ai soggetti più nervosi e stressati.

interazione tra tachipirina e marijuana

Studi recenti ne hanno anche provato l’efficacia nella lotta alla diffusione metastatica del tumore al seno, proponendolo come una nuova e innovativa soluzione alla lotta al tumore.

Tra gli effetti negativi della marijuana light, tuttavia, va annoverato il fatto che i cannabinoidi in essa compresa (CBD e THC) entrano in competizione con i principi attivi di molti farmaci con i quali condividono i ricettori con i quali si legano.

Rispetto alle molecole sintetiche, infatti, CBD e THC hanno un’azione antagonista, ovvero ne riducono l’efficacia intervenendo negativamente sulla biodisponibilità dei loro principi attivi. Motivo per cui è sempre opportuno consultare un medico se si è soggetti a cure specifiche prima di assumere cannabis light.

Ma addentriamoci ancor di più nell’argomento: cosa succede se si utilizzano insieme tachipirina e marijuana oppure tachipirina e olio CBD?

Marijuana e Tachipirina possono essere assunte insieme.

Contrariamente all’alcool, la marijuana light non va a stressare il fegato così come fa il paracetamolo, motivo per cui le due sostanze risultano essere compatibili e possono essere assunte insieme.

È sempre giusto farsi venire un dubbio laddove si ha il desiderio di consumare marijuana e allo stesso tempo si è sotto cura farmacologica, ma nel caso della tachipirina non vi sono controindicazioni speciali.

Va detto che la maggior parte dei sintomi sui quali agisce il paracetamolo sono allo stesso tempo combattuti anche dal CBD, motivo per cui in generale si consiglia di assumere tra le due sempre e solo il CBD.

Pur non avendo un immediato effetto antipiretico (ovvero capace di contrastare i sintomi della febbre), l’azione antinfiammatoria, antiossidante e analgesica del CBD è comunque capace di curare i sintomi della febbre, anche se con un ritardo di qualche decina di minuti rispetto alla tachipirina.

La marijuana light, inoltre, è un rimedio molto più efficace della tachipirina contro i mal di testa e non va a gravare sul fegato o sui reni, anzi, agisce positivamente sia sul sistema immunitario che su quello circolatorio.

Circolano sul web voci di persone che, sottoposte a cure di tachipirina per combattere i sintomi dell’influenza, avendo assunto anche marijuana, abbiano registrato eccessiva sonnolenza e stanchezza. Si tratta di uno degli effetti del CBD, che si presenta, tra le altre cose, anche come un’efficace cura contro l’insonnia.

In generale, se si è affetti dai sintomi influenzali, la cosa migliore per combatterli è rimanere a riposo. Il CBD, sebbene non permetta un immediato recupero della propria condizione fisica normale, permette al corpo di reagire positivamente, andando non solo a curare l’influenza ma anche a rafforzare le difese immunitarie.

Il paracetamolo, invece, dà un immediato sollievo e permette di continuare a svolgere normalmente le attività quotidiane. Ma per avere la meglio sui sintomi influenzali necessita di essere assunto a più riprese, con la possibilità di presentare controindicazioni sensibili per quei soggetti di per sé predisposti a debolezza epatica.

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red marijuana

Che cos’è la marijuana rossa (red marijuana), caratteristiche ed effetti.


Chi non conosce bene il mondo della canapa può finire col credere che questa enorme realtà si limiti alla Marijuana illegale e alla Cannabis Light.

Ma la realtà della Cannabis è vastissima e raccoglie molteplici aspetti, non solo quelli dediti all’utilizzo di questa per la combustione. Ad esempio, ci sono diversi tipi di Marijuana, ognuno con particolari specifiche e effetti dedicati più o meno al corpo e alla mente.

Un esempio è la Red Marijuana, un composto di piante famoso per le sue proprietà estremamente sedative e per l’aiuto che può dare nello gestire diversi disturbi. 

Scopriamo insieme di cosa parliamo.

Cos’è la Red Marijuana e come si differenzia dalle altre tipologie di cannabis

La Red Marijuana, chiamata anche Red Critical, è una pianta geneticamente selezionata, ovvero la sua creazione avviene attraverso l’unione di tre generi di cannabis: la Ruderalis, l’Indica e la Sativa. Parliamo quindi di una pianta estremamente rara.

Nel corso della fioritura le piante acquisiscono un colore violaceo o rossiccio con toni fortemente scuri nella zona che riguarda le cime e le foglie. Questa trasformazione coinvolge circa l’80% delle piante.

Una volta raccolte e essiccate, le cime diventeranno di un colore viola scuro, con forti toni tendenti al nero. Proprio questo aspetto estetico e le sfumature tipiche a donare a questa pianta il nome di Red.

red marijuana effetti

Concentriamo la nostra attenzione su ciò che riguarda la genetica della Ruderalis per un attimo. È l’influenza di questa varietà a far sì che la pianta in questione abbia una fase di fioritura autoindotta, mantenendosi stabile durante tutto il ciclo di crescita.

Un altro aspetto molto noto e amato della Red è il suo profumo.

Questo è anche un ottimo segnale per sapere se stiamo acquistando delle infiorescenze buone oppure un composto che cerca di imitarne l’essenza.

L’odore della Red è irripetibile, le note fruttate si mischiano perfettamente con quelle del muschio e i suoi effetti distensivi portano il consumatore a non poterne fare praticamente a meno dopo averla provata.

Leggi anche “Marijuana silver haze: tutto quello che devi sapere a riguardo“!

Come coltivare la Red marijuana nel migliore dei modi

Inizialmente, la Red in fase di crescita può ricordare un ibrido Indica-Sativa. Infatti si rileva fin da subito un certo vigore nella pianta, dimostrazione di una forte resistenza delle cime e delle foglie alle condizioni di stress a cui possono finire con l’essere sottoposte.

Sono diverse le motivazioni, oltre a quelle estetiche e olfattive, a far amare così tanto la Red marijuana. Come il fatto che questa varietà di cannabis abbia in sé mediamente una percentuale di THC che varia tra il 14 e il 16%. Parliamo di un quantitativo non estremamente alto, ma di sicuro al di sopra della media.

A far amare così tanto questa pianta ai coltivatori è inoltre la sua genetica, visto che parliamo di una autofiorente, in grado di germinare in appena 8 settimane. La Red si riconosce anche grazie al fatto che produce cime ricche di una resina molto aromatica.

La sua natura si adatta perfettamente a qualsiasi tipo di coltivazione, sia Indoor che Outdoor, dando però risultati diversi a seconda della scelta.

Se scegliamo l’Outdoor avremo un prodotto molto alto, con tempi di coltura più lunghi. Questo ci permetterà di prenderci maggiore cura delle cime e delle foglie, anche se la Red è molto resistente di suo.

In caso di Indoor, la crescita sarà comunque elevata e il prodotto finale più che cospicuo, ma i neofiti della coltura potrebbero avere qualche a gestire da subito tutti gli aspetti della coltivazione Indoor (luci, temperatura dell’ambiente, sistema di aerazione).

Si sottolinea che la coltivazione e la fioritura di semi di marijuana rossa ad alto THC in Italia è illegale. La vendita è permessa ma sono a fini collezionistici.

 

Quali sono gli effetti della Red Marijuana

La Red è nota soprattutto per i suoi effetti ibridi, che contemporaneamente offrono grande sollievo al corpo e alla mente.

Non c’è un livello di THC così alto da rischiare veri e propri stati di semi catatonia o momenti di alterazione, ma sicuramente la Red ti farà dono di sensazione di relax durature e ti aiuterà a trovare ristoro.

Chi ne fa uso, testimonia di sentire prima di ogni altra cosa la sensazione di essere investito da un’ondata di leggerezza e di sollievo, sentendo i muscoli che lentamente si sciolgono e si abbandonano. 

Un senso di benessere coinvolge il corpo e la mente, prendendone momentaneamente possesso e lasciando scivolare via tutti i pensieri negativi e lo stress accumulato durante la giornata appena trascorsa.

La Red è altamente consigliata a chi non deve soltanto gestire problemi di ansia o stress, ma anche per trattare situazioni più serie come dolori cronici, artriti, tremori o spasmi.

L’effetto dura all’incirca un paio d’ore, in cui il consumatore non è mai del tutto fuori di sé, né rischia di addormentarsi di colpo sul divano.

Quello che la Red propone al consumatore è una pace momentanea, ma totale.

psicosi marijuana

La marijuana light potrebbe attenuare i sintomi della psicosi. Ecco cosa dicono le ultime ricerche.


La paura di ciò che non conosciamo, di ciò di cui non possediamo informazioni sicure e attendibili è assolutamente normale. Per questo nascono le cosiddette leggende metropolitane, che si diffondono a macchia d’olio in poco tempo.

Tra queste, c’è quella che vede la Marijuana (non la cannabis light ma la “classica”) come causa di stati di psicosi, di alterazione e un grave pericolo per la salute della mente del consumatore. Questo non è assolutamente esatto.

Non ci sono pareri medici assolutistici che demonizzano o reputano del tutto nociva la Marijuana per l’uso terapeutico, come dimostra una corretta e controllata legalizzazione in diversi Stati.

Anzi, sono diversi gli aspetti positivi del suo utilizzo.

Scopriamo insieme di cosa stiamo parlando.

La Marijuana può far male?

Dipende. Questa è la risposta più corretta, poiché tutto sta nel conoscere il tipo di cannabis di cui facciamo uso, come ne facciamo uso e dove l’abbiamo reperita.

Bisogna subito sottolineare una cosa molto importante; qualsiasi tipo di Cannabis non acquistata nei regolari store online o fisici, che abbia un THC dal valore uguale e superiore allo 0,2% e la cui provenienza non sia dimostrabile, è assolutamente illegale.

Questo avviene anche perché acquistare della Cannabis, che non sia Cannabis Light, può essere motivo di rischio per il consumatore. Chi acquista marijuana illegale non può mai essere sicuro delle sostanze usate in laboratorio per la parte finale della lavorazione del fiore e del livello di THC presente in essa.

Un alto livello di THC non controllato, l’uso di sostanze tossiche per il corpo e la mente possono creare gravi problemi di salute, tra cui diversi stati di psicosi incontrollata in chi ne fa uso.

Tutti questi aspetti hanno un grande peso sulla legalizzazione della marijuana a basso contenuto di THC. Infatti la questione sul quanto sia legittimo vendere o meno erba light è sempre aperto e motivo di scontro politico e sociale. Con grande attenzione all’aspetto delle possibili psicosi.

Quando parliamo di “psicosi” intendiamo quello stato in cui si presentano diversi sintomi di alterazione, tra cui le allucinazioni e i dolori. La loro incidenza è dovuta anche al tipo di forma di cui si soffre.

Nei casi di psicosi più acuti sono presenti allucinazioni e sindromi psicosomatiche, mentre nelle forme più leggere possiamo trovare stati di asocialità, scarsa socializzazione e disagio affettivo sui generis.

Quello che preoccupa maggiormente è che, dati alla mano, la Cannabis viene consumata sotto varie forme soprattutto da persone appartenenti alla fasce più giovanili. Queste sono anche le stesse in cui generalmente si cominciano a manifestare i primi sintomi di disturbi mentali più comuni.

Gli studi ci dimostrano che la presenza di cannabis ha incisione sulle caratteristiche tipiche dei disturbi mentali, ma senza cambiarli. Anzi, spesso l’uso di cannabis nei pazienti psicotici porta dei miglioramenti.

Ma è possibile sviluppare una psicosi da cannabis?

Gli studi hanno valutato anche questa possibilità e questo aspetto, arrivando alla conclusione che ad incidere maggiormente sulla possibilità di un rapporto tra cannabis e psicosi ci sia la “dose”. 

Quanta se ne usa, da quanto tempo e per quanto tempo sono domande da porsi nel caso in cui ci si voglia confrontare su questo argomento.

Intanto, uno studio promosso dal Professor Philip McGuire, dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia, e Neuroscienze (IoPPN) del King’s College di Londra, ci mostra un altro aspetto molto interessante della faccenda.

Nel suo articolo, intitolato “Il Cannabidiolo”, il professor McGuire fa riferimento ad un metabolita della Cannabis, il CBD appunto, come risoluzione e motivo di miglioramento per i pazienti affetti da psicosi. 

Constatando che i farmaci antipsicotici convenzionali avessero il ruolo di agire come blocco dei recettori della dopamina, il professore contestava la realtà che vedeva più neurotrasmettitori alterati in caso di psicosi e la presenza di casi in cui il paziente aveva un livello di dopamina relativamente normale. Questo richiedeva il tentativo di trovare nuovi metodi di cura.

Tutto ciò è confluito in un esperimento che consisteva nel fornire a 88 pazienti che soffrono di schizofrenia una dose giornaliera di CBD pari a 1000mg, dividendo il gruppo tra chi prendeva il CBD e chi un farmaco placebo, entrambi da aggiungere alla loro cura normale.

Questo test era necessario al professore per comprendere le possibilità di un uso medico del Cannabidiolo.

cbd psicosi marijuana light

I risultati hanno portato ad una manifesta realtà; chi assumeva il CBD (contenuto in elevate percentuali sia nella marijuana light che nell’olio CBD) risultava migliorato, con un drastico abbassamento dei sintomi psicotici.

L’uso di Cannabis Light è consigliabile?

Proprio perché la Cannabis Light contiene un bassissimo livello di THC, come previsto dalla legge, e un grande quantitativo di CBD, un uso consapevole di questa sostanza legale può essere d’aiuto nel gestire aspetti delle psicosi.

Qualche esempio? Disturbi ossessivo compulsivi, stati d’ansia, inappetenza cronica etc.

Questi e altri sintomi possono essere placati dall’utilizzo di marijuana light e olio CBD.

marijuana silver haze

Che cos’è la marijuana Silver Haze, come riconoscerla dalle altre tipologie e quali sono le sue caratteristiche.


Da un po’ di tempo ti sei interessato al mondo della marijuana light, hai messo assieme un po’ d’esperienza e imparato a capirne di più al primo colpo d’occhio, ma non sei contento e vuoi aumentare le tue conoscenze.

Per esempio sapere se ci sono diversi tipi di marijuana, come si differenza tra loro nel sapore, nelle caratteristiche e negli effetti.

Oggi, a tal proposito, ti parleremo della Marijuana Silver Haze e dei suoi tratti peculiari.

Vuoi conoscere altre tipologie di cannabis light? Leggi qui: “Master Kush“, “Ti presentiamo la marijuana Northern Lights“, “White widow marijuana“, “Marijuana Amnesia Haze“.

Che cos’è la marijuana Silver Haze

Quando parliamo di Haze, stiamo trattando una pianta dalla natura ibrida che non può nascere e germogliare in maniera naturale.

Generalmente questo incrocio riguarda diverse varietà di cannabis sativa proveniente da diverse parti del mondo. Il motivo che ha portato i coltivatori a pensare a questo incrocio si può ritrovare nei tempi di fioritura della pianta, estremamente lenta, e con una crescita assolutamente incontrollabile in caso di coltivazione Indoor.

Quel che fa subito innamorare i suoi consumatori sono le sue caratteristiche peculiari: un sapore forte, deciso e pungente, un retrogusto fruttato, dolce e delizioso. Si può fumare con piacere, senza creare fastidi o irritazioni a chi ne soffre solitamente. Non stupisce affatto che moltissimi intenditori la considerano la loro preferita.

Una sativa purissima, la Silver Haze, che richiede tempi di coltivazione diretta molto lunghi e che ci regalano alla fine del ciclo di crescita una pianta dalla forma molto alta, abbondante e con una resa talmente elevata che le inflorescenze finiscono col ricoprire anche le cime e i rami.

D’altronde parliamo di uno degli incroci meglio riusciti, creato attraverso la combinazione di tre ceppi principali di cannabis: la Skun, la Northern Lights e la Haze. Questi tre tipi vengono anche definiti “regine” poiché la loro qualità intrinseca è di un livello alto e incontrovertibile.

Il tempo e il lavoro di tanti coltivatori ha permesso di produrre una selezione di Silver Haze creata con i migliori processi genetici e la selezione dei migliori ceppi tra quelli a disposizione… Fino a creare un prodotto ad alto impatto commerciale, che può far felice sia il consumatore esperto che quello che cerca semplicemente un nuovo tipo di cannabis legale di alta qualità da provare.

Quanto tempo impiega la Haze per crescere?

La Silver Haze, così chiamata perché nell’osservare le sue piantagioni assistiamo ad un trionfo di tricomi grigi e argentei, ha tempi di crescita e raccolta piuttosto vari, a seconda del tipo di coltivazione che scegliamo di adottare.

super silver haze effetti

La Silver Haze è adatta sia per le coltivazioni Indoor che Outdoor (Interne o Esterne per i meno esperti) e ognuna di essa segue un tabella di marcia totalmente diversa e dedicata.

In caso di Outdoor, è consigliabile seminare nei mesi estivi se ci si trova nella parte settentrionale del mondo, con una fioritura prevista per ottobre, oppure nei mesi invernali nell’emsifero australe con una fioritura che arriverà a fine aprile circa.

Se scegliamo di optare per una coltivazione Indoor, le cose cambiano. Nell’Indoor, i tempi si accorciano: parliamo del raggiungimento di una fioritura piena nell’arco di 8/10 settimane. Siccome ha un odore molto forte e pungente, potrebbe essere necessario sistemare un ottimo sistema di ventilazione per chi segue questa scelta.

Come capire quando è arrivato il momento della raccolta di infiorescenze? Leggi qui: “Marijuana matura: come riconoscerla?“.

Quali sono gli effetti della Silver Haze.

La Silver Haze regala effetti potenti al suo consumatore, soprattutto per quel che riguardo l’aspetto mentale della sostanza, senza lasciarlo cadere in rischi inutili e dannosi.

Si può consumare in tranquillità, durante qualsiasi momento della giornata, soprattutto se si ha bisogno di concentrarsi per lo studio o per il lavoro. Il suo alto livello di CBD crea un forte senso di rilassamento istantaneo.

Se invece avete problemi a dormire, a gestire l’irrequietezza della sera o disturbi del sonno, la Haze viene ancora una volta in aiuto di chi ne fa uso, visto che possiede in sé un grande potere distensivo capace di aiutare la mente a rilassarsi e a trovare un profondo senso di pace.

Seppur sempre con il parere di un medico, bisogna far notare che la Silver Haze può essere usata per alleviare tanti piccoli disturbi psicofisici o dolori muscolari che si ripetono nell’arco della giornata.

Quello che dona alla Silver Haze tutte queste abilità sono i suoi geni straordinari, a dir poco potenti. Proprio per questo, seppure parliamo di cannabis light, bisogna farne sempre un uso responsabile e sensato.

La Silver Haze è talmente straordinaria che potremmo tranquillamente continuare a parlarne ancora e ancora, visto la sempre più alta qualità che si riesce a raggiungere nella sua coltivazione.

Un prodotto di ottima fattura, pronto per essere usato adeguatamente sia da chi cerca di curare alcuni fastidiosi e persistenti disturbi del corpo e della mente, sia per chi vuole soltanto, al termine di una lunga giornata di lavoro, rilassarsi un po’ e cadere in un sonno tranquillo e pulito.

marijuana matura

Come riconoscere la marijuana matura ed evitare di raccoglierla troppo tardi.


Hai comprato dei semi di marijuana light, ti sei procurato tutto il necessario per impiantarli, coltivarli e goderti il risultato del tuo lavoro. Solo che hai un terribile dubbio che ti assilla: “Come faccio a capire quand’è il momento giusto per la raccolta? Come riconoscere la marijuana matura?“.

C’è una risposta a questa domanda che ci viene data direttamente dalla natura e si trova nei pistilli e nei tricomi. Capiamolo insieme.

Ehi, hai letto il nostro feedback sull’erba light? Leggi qui: “Cannabis light: la nostra recensione“.

Cosa sono i pistilli della marijuana e come ci aiutano

Ci sono diversi modi per capire al meglio quando è arrivato il momento del raccolto di cannabis. Tra cui il pistillo, che a seconda della colorazione raggiunta, fa da segnale per un diverso stadio della maturazione della pianta.

Prima, però, bisogna fare un passo indietro e sapere che ad ogni pianta corrisponde un tempo di maturazione differente. Solo conoscendone i tempi giusti si potrà ottenere un buon raccolto.

Ad esempio, le piante di tipo autofiorente, le quali ci permettono di lavorare con più tranquillità poiché il seme germoglia in una data fissa e prevedibile, sono un ottima scelta per un neofita della raccolta.

Capito questo, possiamo tornare ad occuparci degli avvisi che le piante ci inviano per farci capire quanto sono mature per essere raccolte. Il pistillo è posto sulla cima del fiore, ha una forma filamentosa ed è tranquillamente visibile ad occhio nudo.

Il pistillo è molto delicato, il suo sviluppo è strettamente collegato all’impollinazione da parte di un maschio, poiché contiene al suo interno gli organi riproduttivi della cannabis femmina.

Inizialmente noteremo che il nostro pistillo avrà un colore a prevalenza chiara, bianco, ma durante le fasi di crescita questi assumerà diverse sfumature e tonalità fin quando non finirà il suo ciclo di crescita.

Se abbiamo un pistillo bianco, come quello iniziale, dobbiamo attendere: la raccolta non è ancora possibile.

Se il pistillo, dopo tempo, è divenuto in parte di color scuro, si può cominciare a pensare alla raccolta.

marijuana matura pistilli e tricomi

La trasformazione dei pistilli è collegata alla percentuale di cannabinoidi che la pianta possiede: più è matura, più alto sarà il contenuto di cannabinoidi.

Cosa sono i tricomi e come ci aiutano.

Per i più esperti, o anche per chi vuole immergersi completamente nella coltivazione e apprendere più possibile, un aiuto per sapere a che punto sia il nostro lavoro ci viene pure dai tricomi.

Li troviamo nei fiori e nelle foglioline resinose: sono piccole ghiandole a forma di fungo essenziali per la produzione della resina che contiene i cannabinoidi e terpeni. I tricomi, a differenza dei pistilli, sono microscopici; quindi è impossibile vederli chiaramente senza utilizzare strumenti appositi.

Possiamo usare una lente di ingrandimento o un microscopio… Ma se il primo è di più facile reperibilità e molto più economico, solo usando il secondo possiamo capire e osservare una immagine nitida dei tricomi.

Anche i tricomi inizialmente ci appaiono chiari, si potrebbe trasparenti, dalla consistenza colorata tipica dei cristalli. In questo stato, il fiore non è matura e non ha sviluppato le sue capacità pienamente.

Quando il tricoma assume la sua forma, abbandonando lo stadio iniziale cristallino, giunge ad una colorazione simile a quella del latte.

Il nostro obiettivo è raccogliere quando i tricomi avranno raggiunto una totale opacità. Questo è il momento in cui la concentrazione di cannabinoidi della pianta è al suo massimo.

Scegliendo di non raccogliere le piante e di lasciarle maturare ancora, assisteremo ad un ingiallimento del tricoma, a dimostrazione di una pianta che ha raggiunto un nuovo stadio in cui i suoi effetti più che psicotropi diventano decisamente più sedativi e rilassanti.

Come coltiviamo la cannabis light?

Ci sono diversi modi per seguire l’andamento della nostra coltura, ma dobbiamo sapere anche coltivare la nostra marijuana light, qual è il modo migliore per farlo e quali tempi ha.

Ci sono tre possibili tipologie di coltivazione; quella interna, quella esterna e quella mista, ovvero la coltivazione Indoor, la Outdoor e la Greenhouse. Ognuna possiede caratteristiche e tempi assolutamente diversi, quindi, anche a seconda della tipologia di pianta che si vuole coltivare, bisogna scegliere con cura la migliore.

L’Indoor è “scientifico”, necessità di uno spazio adeguato, dove tutto è creato su misura per la pianta e i mezzi sono del tutto artificiali, ovvero l’aspetto delle luci, i tempi di gestione dell’illuminazione, le temperature all’interno del luogo di coltura.

L’Outdoor è una scelta “più naturale”, qui lo sviluppo della pianta segue il suo ciclo normale, senza alcuna alterazione o aiuto. In questo caso, bisogna informarsi bene su quale sia la stagione migliore per il nostro seme.

La differenza tra le due sta anche nella difficoltà di gestione, dove l’Indoor è sicuramente più facile da seguire per una persona alle prime armi con la coltivazione, in quanto tutto è preparato e deciso meccanicamente.

L’Outdoor richiede molto più tempo, si può dover aspettare fino a 9 mesi prima di vedere il risultato dei propri sforzi, la coltivazione è più lenta e richiede molta più attenzione, lavoro e conoscenza.

La tecnica di coltivazione Greenhouse, invece, comprende sia i benefici della outdoor che della indoor. Si tratta della coltivazione in serra: controllata, a luce naturale quando possibile e artificiale quando necessario.

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cannabis light recensione

Hai mai provato la cannabis light? Beh, noi ovviamente sì: ecco la nostra recensione.


Polemiche, discussioni e poche informazioni reali, così sfatiamo tutte le false credenze: la marijuana light è ricca di effetti benefici tutti da scoprire!

Non ne sei certo? Ricava maggiori indicazioni leggendo la nostra accurata recensione sulla cannabis light

Cannabis light: proprietà principali.

La cannabis light si ottiene da infiorescenze femminili di Canapa Sativa, accuratamente selezionate poiché ricche di cannabidiolo e povere di THC.

Si tratta dei due principi attivi più conosciuti dai consumatori che provocano effetti completamente diversi. Il CBD è un composto non psicoattivo, mentre il tetraidrocannabinolo produce effetti psicotropi; è ritenuto il “colpevole” dell’illegalità della marijuana.

L’erba light, dunque, è caratterizzata da un livello di THC che va dallo 0.02% ad un limite massimo di 0,06%. Il CBD, contenuto in percentuali ben più alte (spesso oltre il 20%), riesce a contrastare gli effetti indesiderati del tetraidrocannabinolo come tachicardia, ansia e paranoie.

Le peculiarità principali della marijuana legale ci fanno comprendere come sia sfruttabile per ricavarne diversi benefici, utili al corpo e alla mente.

Si tratta, dunque, di un prodotto del tutto naturale (al contrario della pericolosissima marijuana sintetica) che non compromette la lucidità e le facoltà mentali dei consumatori, inducendo solamente uno stato di benessere e tranquillità.

Ma quali sono nello specifico gli effetti della marijuana light?

Effetti e benefici della cannabis light: scopriamoli tutti.

Prima di tutto, è importante sottolineare che ci sono due tipi di cannabis light che variano in base ad un più alto o basso contenuto di CBD. L’erba con livelli elevati di cannabidiolo produce effetti interessanti anche da un punto di vista medico.

Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che tale principio attivo può essere utilizzato per:

  • Rilassarsi;

cannabis light benefici

  • Ridurre attacchi d’ansia e stress;
  • Lenire dolori cronici ed infiammazioni;
  • Ristabilire il ciclo veglia-sonno.

In realtà, il campo d’applicazione dell’erba light risulta ancora più vasto, in quanto ha anche proprietà anticonvulsivanti, energizzanti e, sotto forma di creme e lozioni, è utile per combattere gli inestetismi della pelle.

Questa breve rassegna sulle proprietà benefiche della marijuana light è importante per comprendere il motivo della sua diffusione in diversi settori, prevalendo anche nel mercato del nostro Paese.

La cannabis light fa male?

La domanda più frequente tra i meno conoscitori in merito all’argomento cannabis light concerne l’eventualità di effetti collaterali. L’erba legale è un prodotto sicuro, del tutto naturale che si sta imponendo come un trattamento interessante ed alternativo a numerose patologie.

Tutto ciò è legato al fatto che il suo consumo non reca danni al nostro organismo. Per i lettori poco convinti, sottolineiamo l’assenza di controindicazioni correlate all’uso di marijuana light poiché non crea dipendenza, tantomeno sono stati rilevati casi di tossicità.

L’importante è farne un uso responsabile: se la fumi ciò che ti farà male è la combustione, non l’erba in sé.

Cannabis light: modalità d’assunzione

L’ampia domanda sul mercato di prodotti a base di CBD ha condotto a soddisfare le più disparate esigenze dei consumatori.

Ad esempio per coloro che hanno intenzione di utilizzarli senza correre rischi associati alla combustione l’ideale è l’utilizzo di olio CBD, ovvero olio di cannabidiolo.

Si tratta di gocce che, assunte per via sublinguale, permettono al corpo di beneficiare in poco tempo degli effetti rilasciati dal CBD. Naturalmente bisogna ingerirne dosi controllate e collegate alla patologia di cui si soffre.

Si consiglia sempre di iniziare con dosaggi bassi e, soprattutto, di consultare un medico per conoscere la quantità corretta da utilizzare.

Appare importante sottolineare che le reazioni a tali prodotti sono soggettive e variano a seconda delle proprie caratteristiche fisiche, le problematiche da risolvere e la concentrazione di CBD contenuta nell’olio.

Un utilizzo controllato e giusto, quindi, reca giovamenti reali.

Per saperne di più leggi l’articolo “Come assumere Olio CBD“!

Ma l’ingestione dell’olio non è l’unico modo per beneficiare al massimo dei principi attivi contenuti nella cannabis light.

Puoi ad esempio utilizzare le infiorescenze in cucina, preparando degli ottimi alimenti ed infusi ricchi di proprietà benefiche.

Ecco qualche esempio (ti basta cliccare sulle singole voci per accedere alla ricetta):

Dove acquistare cannabis light?

Se la risposta ai tuoi dubbi riguardanti il consumo di cannabis light è stata positiva, allora ti chiederai dove comprarla.

La risposta è semplice: se vuoi un prodotto sicuro, super certificato, analizzato meticolosamente e biologico... Non ti resta altro che ordinarla su justbob.it!

I nostri prodotti spaziano dalle infiorescenze di erba light, all’hashish legale fino ad arrivare all’olio CBD.

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Assumere erba light è consigliato?

Assolutamente sì, e il miglior modo per comprovare l’utilità dell’erba light per risolvere determinati problemi o semplicemente rilassarsi è provarla in prima persona.

Il commercio di marijuana light è destinato ad un ulteriore sviluppo e gli studiosi non hanno ancora arrestato le ricerche per attestare le infinite potenzialità e risorse della pianta di canapa di cui possiamo beneficiare senza problemi!

Allora cosa aspetti? Provala subito su Justbob!

marijuana e cannabis sono la stessa cosa

Marijuana…cannabis…erba… Ma marijuana e cannabis sono la stessa cosa? E quali sono le eventuali differenze?


I termini erba, marijuana e cannabis sono diventati, nell’uso comune e anche nel mondo della marijuana light, due sinonimi.

Possiamo dire che marijuana e cannabis sono la stessa cosa, ma presentano una sottile differenza.

Principalmente per cannabis si intende la pianta di canapa, mentre per marijuana si intende il prodotto che ne deriva.

Cannabis: caratteristiche generali

La cannabis è una pianta appartenente alla famiglia delle Cannabaceae. I principali tipi di canapa sono 3: Indica, Sativa e Ruderalis.

La prima varietà, la Indica, è originaria delle zone equatoriali ed è quella che raggiunge le dimensioni più imponenti. È caratterizzata da foglie sottili e a punta, cioè quelle più conosciute comunemente.

Generalmente, la Sativa contiene alti livelli di THC e concentrazioni più basse di CBD.

La Cannabis Indica è originaria di zone subtropicali che non contano molte ore di luce. Le foglie sono più tozze rispetto a quelle della Sativa e presentano una superficie più larga.

Ha alte concentrazioni di cannabidiolo, producendo effetti calmanti che conciliano il sonno e rilassano i muscoli.

Infine, c’è la varietà Ruderalis: tipica di zone dai climi rigidi come la Russia e la Cina del nord, la sua peculiarità principale è quella di essere autofiorente, cioè la sua crescita non è legata ad alcun periodo dell’anno specifico. Non contiene nessuna percentuale rilevante di THC o CBD; per tale ragione, è utilizzata per creare nuovi ibridi tra prime due specie.

Vuoi conoscere tutte le proprietà della cannabis? Leggi qui: “La pianta di marijuana“.

Se invece hai intenzione di coltivare canapa legale, abbiamo un articolo che fa al caso tuo: “Cannabis outdoor, indoor e greenhouse: tutte le differenze a riguardo“!

THC e CBD: quali sono le differenze?

La pianta di cannabis è conosciuta soprattutto per i composti che contiene, il cannabidiolo e il tetraidrocannabinolo.

Il primo, il CBD, è contenuto in alte percentuali nella marijuana light. Si tratta di un principio attivo non psicotropo, cioè non altera le capacità mentali e fisiche dei consumatori.

Il THC, invece, è responsabile dell’illegalità dell’erba. È il cannabinoide più amato dai conoscitori di cannabis poiché ne bastano poche dosi per notare effetti cerebrali.

Le proprietà che l’hanno reso illegale, però, sono le stesse che hanno condotto gli esperti ad applicarlo anche in campo medico. Infatti il tetraidrocannabinolo è usato per contrastare malattie croniche e vari disturbi, calmando dolori e apportando sollievo al nostro corpo.

Tecnicamente, rilascia dopamina: un neurotrasmettitore che regola l’umore, il ciclo sonno/veglia, i livelli di attenzione e altri aspetti comportamentali.

Dunque provoca sensazioni piacevoli, alterando le capacità sensoriali dei consumatori.

Non bisogna farsi ingannare da tutto ciò: un’elevata quantità di THC potrebbe causare effetti poco piacevoli come depressione, tachicardia e aggressività.

Il CBD, invece, essendo un composto non psicoattivo, non ha alcuna conseguenza sulle percezioni fisiche e mentali dei consumatori. Infatti, trova applicazione in campo medico per lenire dolori causati da infiammazioni, trattare disturbi psicologici come la schizofrenia o l’ansia.

canapa proprietà

Marijuana: origine del termine.

La marijuana, a volte designata col termine ganja o weed, è una sostanza ottenuta dalle infiorescenze essiccate delle piante femmine di cannabis. In tutte le varietà di cannabis ci sono, in concentrazioni variabili, diverse sostanze psicoattive e non.

Originariamente, il termine era utilizzato in Messico per riferirsi alla varietà di canapa indiana da consumare per scopi ricreativi.

In Italia, la marijuana con un alto contenuto di THC è illegale, è accettabile fino ad un limite massimo di 0,06%.

Tutto ciò è legato al problema degli effetti indotti dall’uso di tale sostanza che possono essere diversi ed agire diversamente in base al soggetto.

La cannabis light, con alti livelli di CBD ed una percentuale contenuta di THC, rilascia effetti calmanti soprattutto sul fisico. Al contrario, invece, il THC colpisce soprattutto il cervello, inibendo le nostre facoltà.

Ma che cos’è nello specifico l’erba light?

Marijuana light

La marijuana è una sostanza ottenuta dalle piante di cannabis sativa e, col tempo, si sono realizzati ibridi adatti ad ottenere varietà con elevati contenuti di CBD.

Per tale ragione si parla di marijuana light o depotenziata, che non crea dipendenza e non agisce in alcun modo sulle nostre facoltà.

L’erba light, facilmente reperibile insieme a olio CBD e hashish legale sul nostro shop justbob.it, è ricca di proprietà benefiche.

Il suo campo d’applicazione, infatti, risulta molto ampio.

Si sottolineano proprietà analgesiche, antinfiammatorie, anticonvulsivanti e ansiolitiche.

Inoltre è utile per regolare il ciclo veglia/sonno, nausea e dolori.

Il mercato in ampia espansione ha reso possibile l’assunzione di CBD in diverse modalità, così da andare incontro alle esigenze di tutti.

Tra le migliori, abbiamo gli oli al cannabidiolo (ricorda: l’olio di cannabis è un prodotto diverso rispetto al nostro olio CBD), uno dei modi più semplici, veloci ed efficaci per beneficiare in tempi brevi delle proprietà positive di questo cannabinoide.

Il motivo per il quale la marijuana light è al centro di numerosi dibattiti concerne proprio le sue caratteristiche principali: nonostante derivi dalla cannabis, non è una sostanza stupefacente e non danneggia in alcun modo il nostro organismo. 

Marijuana a scopo terapeutico in Italia

Nel nostro Paese, a partire dal 2006, è stato reso legale il consumo di marijuana per scopi medici.

A differenza delle varietà leggere, questa contiene un alto tasso di THC per contrastare dolori derivati da malattie come la sclerosi multipla, stimolare l’appetito per chi soffre di anoressia nervosa e combattere problemi legati alla sindrome di Tourette.

Attualmente, è ottenibile solo tramite prescrizione medica che attesti la problematica del paziente se le terapie standard non risultano efficaci.

Ad occuparsi della produzione di marijuana medica è, per ora, solo lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Ciò a dimostrazione che sono infinite le risorse ricavabili dalla pianta di cannabis e dalla sostanza da essa derivata: la marijuana.

muffin marijuana ricetta ufficiale

Sorprendi i tuoi ospiti con i muffin alla marijuana: perché prepararli, quali ingredienti comprare e come servirli.


Sia che siate dei conoscitori del mondo della marjuana light che hanno deciso di provare qualcosa di insolito, sia che siate dei neofiti alle prime esperienze la risposta alla domanda “perché preparare dei muffin alla marjuana” è sempre la stessa: per vivere una nuova esperienza.

La voglia di rilassarvi, la possibilità di divertirsi, la curiosità di provare qualcosa di nuovo vi ha portato verso il mondo della marjuana e qui avete scoperto la possibilità di preparare dolci alla cannabis e vi siete detti: perché no?

Perché non sdraiarsi comodamente sul divano, davanti ad un bel film per passare una serata capace di soddisfare sia la nostra golosità che di liberarci dall’ansia e dallo stress quotidiano? Perché non preparare un bel vassoio di muffin da servire alla fine di una cena con gli amici per rendere la serata più originale e divertente? Perché non provare a servire gli stessi dolci ad una festa comandata per scoprire la reazione dei familiari più prossimi?

Per questo preparare dei muffin alla marjuana è un’esperienza: perché porterà a qualcosa di nuovo e memorabile. Che si tratti di una serata dedicata solo a voi stessi capace di darvi la carica necessaria ad affrontare le settimane a venire, che sia un momento di nuova convivialità rallegrato dalle risate degli amici o che siano le reazioni inaspettate da parte dei parenti più stretti non importa: sarà comunque un’esperienza originale da ricordare col sorriso.

ingredienti muffin alla marijuana

Quali ingredienti occorrono per preparare i muffin alla marjuana e dove posso acquistarli?

Gli ingredienti per preparare i muffin alla cannabis sono gli stessi che vengono utilizzati nelle ricette tradizionali: cioccolato, banana e fragola a seconda dei gusti personali a cui si andranno ad aggiungere latte, farina, mandorle e noci che sappiano adattarsi ad eventuali allergie od intolleranze alimentari. L’unica differenza nella preparazione dei nostri muffin infatti sarà l’utilizzo di un burro incorporato con cannabis light.

L’acquisto dei materiali necessari presso il nostro sito è raccomandato sia ai clienti alle prime esperienze che a quelli più esperti ed esigenti. Qui infatti schede prodotto dettagliate ed esaustive riusciranno a guidare i neofiti verso l’articolo più adatto alle loro necessità – che non risulti quindi né troppo aggressivo né inefficace – mentre l’ampia offerta proposta dal nostro catalogo presenterà una vasta scelta di mercanzia che saprà soddisfare i clienti più esigenti che potranno anche trovare tante novità accattivanti nonché tutto il necessario per preparare il proprio burro alla cannabis.

Per prepararlo in casa infatti basterà uno strumento dedicato a tritare finemente l’erba da voi scelta che verrà poi incorporata in un panetto di burro o in una vaschetta di margarina seguendo le ricette tradizionali dedicate all’aromatizzazione di questi alimenti.

Ricetta, ingredienti e preparazione per muffin con cannabis e cioccolato

Ingredienti:
Le dosi qui indicate serviranno a preparare 12 muffin dal peso di circa 100g ciascuno.

  • Farina tipo 00: 320g,
  • Zucchero Bianco: 320g,
  • Latte Intero o parzialmente scremato: 200g,
  • Burro alla Cannabis: 150g,
  • Cioccolato fondente: 120g,
  • Cacao in polvere ( dolce o amaro a seconda dei gusti): 80g,
  • Zucchero a velo: 50g,
  • Lievito per dolci: 8g,
  • Bicarbonato: 2g,
  • 5 Uova medie o Grandi (da sgusciate circa 240g),
  • ½ Lime – a piacere.

 

Allestimento degli ingredienti e della cucina:

Prima di iniziare aspettate che latte, burro e uova raggiungano la temperatura ambiente.

In un piatto fondo rompete le uova ed aiutandovi con una forchetta sbattetele leggermente con movimenti ampi e circolari che incorporino abbastanza aria.

Appoggiate su un recipiente generoso, meglio se a tazza o con un beccuccio, un buon setaccio od un colino e procedete a filtrare ed unire la farina, il cacao, il lievito ed il bicarbonato.

Tritate al coltello il cioccolato fondente realizzando scaglie molto sottili con uno spessore inferiore al millimetro. Se preferite evitare questa fase potrete scegliere di utilizzare delle gocce di cioccolato ma il risultato finale perderà un po’ del suo aspetto rustico e casereccio.

Se lo desideraste potrete rendere i vostri muffin più leggeri spremendo il succo di mezzo lime nel latte così da rendere la ricetta meno grassa al palato. Ulteriore bonus un piacevole retrogusto aromatico appena accennato.

Preparate poi, sopra alla teglia che andrete ad infornare, 12 pirottini di dimensioni medie leggermente imburrati.

Infine preriscaldate il forno portandolo ad una temperatura di 180°C e selezionando una modalità statica.

Preparazione:

In una ciotola di buone dimensioni, aiutandovi con una frusta, unite il burro e lo zucchero. Se lavorate in inverno potete effettuare questo passaggio a bagnomaria prestando però attenzione a non sciogliere troppo il burro che dovrà mantenere una consistenza morbida ma leggermente più ferma di una crema.

Continuando a frustare la crema di burro e zucchero incorporate delicatamente e lentamente le uova fino ad ottenere un composto ben amalgamato e senza grumi.

A questo punto, sempre con gentilezza, versate l’amalgama di farina, cacao, lievito e bicarbonato setacciati continuando a mescolare con la frusta fino ad ottenere una pasta soffice, omogenea e molto densa.

Una volta incorporate tutte le componenti in polvere aggiungete le scaglie di cioccolato, avendo cura di spargerle in maniera uniforme, e ricominciate a mescolare il composto aggiungendo il latte versato a filo. In questa fase scambiate la frusta per una spatola o un cucchiaio a manico lungo.

Quando il composto sarà diventato una crema soffice ed omogenea, in cui spunteranno piccoli cristalli di cioccolato, versatelo nei dodici pirottini preparati in precedenza aiutandovi con un mestolo o un cucchiaio e cercando di realizzare delle porzioni che siano il più uniformi possibili

Infine infilate la teglia con i pirottini nel forno già caldo e lasciate cuocere per circa 25/30 minuti.
Attorno ai 22 minuti bucate uno dei muffin con uno stuzzicadenti e, regolandovi in base all’umidità del legno, decidete per quanto continuare la cottura. Cercate di compiere l’operazione in fretta per non raffreddare troppo il forno: per lo stesso motivo ricordatevi di chiudere rapidamente lo sportello del forno prima di dedicarvi all’esame dello stecchino.

la ricetta dei muffin alla marijuana

Come servire i muffin alla marjuana

Una volta pronti tirate fuori i muffin dal forno e spostateli dalla teglia su cui si appoggiavano, per evitare che si secchino continuando il processo di cottura, e lasciateli riposare fino a quando non si saranno completamente raffreddati. A questo punto spostateli su un elegante vassoio da portata e decorateli sullo stesso cospargendoli di abbondante zucchero a velo passato al setaccio.

Ora non vi resterà altro da fare se non portare in tavola la vostra creazione: non fate mistero di che cosa siano ed avvisate i vostri commensali prima dell’assaggio, specialmente se intorno alla vostra tavola ci sono ospiti di confessioni religiose con regole severe. Allo stesso modo è buona norma aspettare che i bambini siano ben lontani dalla tavola prima di servire gli edibili.

Accompagnate la vostra pasticceria con un buon vino da dessert o, ancora meglio, amari e distillati che potranno essere scelti da chi preferirà non assaggiare i dolcetti per mantenere alto il livello di allegria. Uno scherzoso sfottò nei loro confronti sarà quasi obbligatorio ma risulterà davvero divertente solo se rimarrà sempre genuinamente conviviale senza mai calcare la mano o scadere nell’offensivo. Siete sempre i padroni di casa ed il vostro ruolo è quello di far passare un momento di vera allegria a tutti gli ospiti.

burro alla marijuana

Leggi la ricetta del burro alla marijuana ed utilizza il cannabutter per dare un tocco in più alla tua cucina.


Stai cercando la ricetta del cannabutter, ovvero il burro alla marijuana light (e non)?

Hai aperto l’articolo giusto: oggi ti spiegheremo quali sono i benefici di assunzione di questo prodotto, gli ingredienti ed il procedimento corretto per realizzarlo.

Iniziamo subito!

La marijuana light in cucina

La cannabis light è sempre più presente nelle ricette gastronomiche mondiali, da quelle più popolari per arrivare ai piatti offerti dagli chef stellati.

L’uso della cannabis in cucina risale alla notte dei tempi; per esempio in Italia sono state trovate intere ricette scritte tra il 1200 e il 1400, mentre è certo che anche popoli più antichi la utilizzassero per ricavarne varie pietanze.

Nei semi della cannabis sono contenuti gli otto amminoacidi essenziali per il corretto metabolismo del nostro organismo: sono ricchissimi di acido linoleico del gruppo Omega 6, contengono alti valori di vitamina E e di sali minerali indispensabili quali il calcio, il magnesio e il potassio.

Come se non bastasse la cannabis ha un alto valore proteico e contiene i grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6 nel rapporto di 5:1 che è quello perfetto.

La farina di canapa è molto ricca di proteine vegetali e fibre ed è priva di glutine. È quindi ideale sia per chi soffre di celiachia sia per vegani e vegetariani.

Ma ora passiamo alla ricetta vera e propria del burro di cannabis.

Ricetta del burro alla marijuana (cannabutter)

Si tratta di una ricetta gustosa e facile da realizzare per chiunque.

Dopo che avrai prodotto il tuo burro alla marijuana light lo potrai utilizzare per realizzare dolci, condire o cucinare o più semplicemente spalmarlo sul pane tostato.

Ecco di seguito gli ingredienti necessari per realizzare questo prodotto.

Ingredienti

  • 250 grammi di burro o margarina
  • ½ litro di acqua
  • 5 grammi di fiori di cannabis

ricetta burro alla cannabis

Vediamo ora il procedimento.

Come preparare il burro alla marijuana light

La prima operazione da effettuare è quella di sminuzzare finemente 5 grammi di fiori di cannabis light.

Una volta che la tua erba sarà quasi polverizzata non devi far altro che introdurla in un contenitore di vetro termoresistente e metterla in forno preriscaldato a 100 gradi per un’ora.

Mescola ogni 15 minuti la marijuana in modo che la cottura sia uniforme e che non bruci sui lati più esposti al calore.

Dopo questa fase la tua cannabis sarà simile ad un impasto di colore verde scuro. A questo punto lasciala riposare.

Nel frattempo dirigiti ai fornelli: prendi un contenitore e cuoci a bagnomaria mezzo litro d’acqua a 250 grammi di burro (se sei vegano ma vuoi provare il burro alla cannabis puoi anche utilizzare la margarina).

Adesso devi solo far sciogliere il burro lentamente senza fargli mai raggiungere l’ebollizione.

Una volta sciolto totalmente il burro aggiungi i tuoi 5 grammi di erba cotta nel forno e lasciala sul fornello per un’ora a fuoco lentissimo, mescolando spesso il composto e sempre evitando l’ebollizione.

A fine cottura vedrai che l’acqua sarà quasi tutta evaporata.

Passa tutto il contenuto in un colino, per separare il liquido ottenuto dai rimasugli di cannabis.

Ora aspetta che il tuo composto filtrato si raffreddi e poi ponilo in un contenitore di vetro.

Inizialmente conservalo in freezer perché si solidifichi a dovere; quando il composto sarà totalmente solido potrai spostarlo in frigo e sarà pronto per il consumo.

Adesso avrai ottenuto il tuo personale cannabis butter. Lo potrai usare esattamente come il burro normale in tutte le ricette che ne richiedano l’utilizzo, ad esempio per preparare una gustosa tisana alla marijuana light, degli ottimi biscotti o una torta alla marijuana.

Consigli riguardo l’assunzione di burro di cannabis

Se hai intenzione di utilizzare la marijuana classica e non quella light, ti ricordiamo che la cannabis una volta ingerita agisce in modo più lento… Ma ha un effetto molto più potente e duraturo rispetto agli effetti dovuti alla sua combustione e inalazione diretta.

Quindi se la utilizzi per produrre burro o altri ingredienti stai sempre attento alle dosi e al valore di THC presente nell’erba acquistata, al fine di evitare effetti collaterali inaspettati e indesiderati.

Nessun effetto collaterale invece può derivare dalla cannabis light in quanto il livello di THC è totalmente innocuo e l’intera filiera di produzione è controllata e certificata.

Ti sconsigliamo vivamente di utilizzare per qualsiasi tipo di ricetta la cannabis che puoi acquistare illegalmente in strada o per canali non ufficiali.

Infatti l’erba proveniente dal mercato nero viene spesso tagliata con varie sostanze che, essendo sconosciute, una volta manipolate con la cottura e ingerite potrebbero provocare seri danni al tuo organismo.