Il Blog di JustBob: Info e curiosità dal mondo della cannabis legale

thc cbd

Cosa sono THC e CBD e quali sono le differenze tra i due principi attivi della cannabis light e non.


I composti contenuti nella marijuana light e psicotropa sono più di un centinaio, ma i principali, nonché i più conosciuti, sono i cannabinoidi THC e CBD.

Il THC è quello più noto essendo il principio attivo che agisce sui processi psichici e che, di conseguenza, rende la Cannabis illegale in tanti Paesi.

Se si parla di CBD, invece, il discorso è del tutto diverso: non provoca alcun effetto psicoattivo, tanto meno crea dipendenza tra i consumatori.

Proprio per questo motivo la quantità di CBD della cannabis legale in Italia non ha dei particolari limiti, mentre il THC consentito deve essere inferiore allo 0,6% (gli effetti psicotropi sono dunque inesistenti).

Sei curioso di addentrarti nell’argomento e vuoi conoscere nel dettaglio il THC e il CBD?

Ottimo: continua a leggere e la tua curiosità sarà soddisfatta.

Pssst… Ricorda che, anche se la cannabis light contiene infime quantità di THC, sarebbe meglio non portarla con te durante i viaggi in aereo.

Vuoi sapere il perché? Leggi il seguente articolo: “Cannabis legale: si può portare erba legale in aereo?“.

THC: cos’è, qual è la sua composizione e quali i suoi effetti.

Ti stai forse chiedendo “Ma il THC cos’è?”.

Eccoti subito accontentato: il THC, più precisamente il tetraidrocannabinolo, è un cannabinoide psicoattivo contenuto nelle infiorescenze di marijuana.

Come ben saprai, è decisamente amato dai consumatori di Cannabis poiché è il responsabile degli effetti “high” provocati dall’inalazione o dall’ingestione delle infiorescenze.

Gli effetti di questo principio attivo possono variano in base alla concentrazione, ma in realtà basta una bassa percentuale per notare alterazioni della psiche.

Tra gli effetti più comuni possiamo sicuramente trovare i seguenti:

  • euforia
  • rilassamento
  • crescita improvvisa di appetito (detta in gergo familiare “fame chimica”)

thc fame chimica

Queste sue proprietà l’hanno reso illegale, ma allo stesso tempo sono applicabili al campo medico. Infatti sembra che la ricerca abbia già fatto enormi passi avanti sulle sue diverse modalità d’uso.

Nello specifico, il THC agisce efficacemente contro malattie croniche o vari disturbi, portando sollievo e riducendo i dolori. Quindi questo principio attivo porta numerosi effetti sul nostro organismo, come quello antiemetico calmando il senso di nausea e vomito.

Un’importante scoperta ha inoltre dimostrato che la composizione di questo cannabinoide è utile al miglioramento neurologico di pazienti con la sindrome di Tourette, nonché è un efficace rimedio per i problemi di ansia.

Più tecnicamente, il THC stimola il rilascio di dopamina, cioè un neurotrasmettitore che modula il comportamento individuale: umore, sonno/veglia, la memoria, l’attenzione e altre tantissimi aspetti.

Si comporta, in effetti, come un neurotrasmettitore naturalmente prodotto dal nostro corpo, conosciuto come anandamide, “la molecola di beatitudine”.

Ecco perché il THC provoca soprattutto piacevoli sensazioni in coloro che ne fanno uso, alterando le loro emozioni.

Non bisogna però sottovalutare le dosi da assumere: un’elevata quantità potrebbe avere effetti indesiderati sull’umore, causando depressione, paranoie e perfino allucinazioni.

CBD: proprietà e benefici.

Dopo aver descritto le proprietà del THC è più semplice capire quelli del CBD e le differenze tra i due cannabinoidi.

Innanzitutto il CBD non è un composto psicoattivo, cioè non altera lo stato mentale di chi ne fa uso. Questo è ciò che l’ha reso “sicuro” e legale in Italia e in altri Paesi del mondo.

Anche questo cannabidiolo ha trovato la propria applicazione in campo medico: infatti è usato nei trattamenti per la schizofrenia, ansia e altri disturbi in cui il rilassamento è fondamentale.

Coloro che ne fanno uso, quindi, non solo hanno la possibilità di di contrastare questi problemi, ma non devono affrontare alcun effetto collaterale potenzialmente indotto dal THC.

Attenzione però: nonostante la marijuana light contenga spesso percentuali molto alte di CBD (ad esempio la varietà Sweet Berry, con CBD > 22,5%), non può essere considerata un medicinale. Non puoi dunque sostituirla ai farmaci prescritti dagli specialisti, né puoi trovarla in farmacia – al contrario della marijuana terapeutica ad alto contenuto di THC -.

Il CDB è anche usato per lenire il dolore causato da malesseri fisici: infiammazioni, emicranie o problemi muscolari. Inoltre il cannabidiolo, soprattutto se ad alte dosi, va a contrastare gli effetti psicoattivi del THC, moderando gli stimoli che arrivano dalla sostanza psicotropa.

Per quanto riguarda CBD e fame chimica, possiamo affermare che il principio attivo non provochi un aumento di appetito. Anzi: sembra che, oltre che rilassare le membra, aiuti ad accelerare il metabolismo ed assimilare correttamente i nutrienti.

CBD e THC insieme

Sia la legislazione italiana che quella di altri Paesi hanno indotto al pensiero comune secondo il quale il THC abbia solo effetti negativi.

Invece molti studi hanno appurato anche come queste due sostanze possono agire assieme creando una sorta di sinergia di effetti; si tratta del così chiamato ”effetto entourage”.

In questi casi abbiamo il CBD che mitiga gli effetti del THC ed allo stesso tempo aumenta la sua efficacia benefica.

Questo fa comprendere ai consumatori che l’azione dei due cannabinoidi presenti nella pianta di Cannabis è più incisiva più rispetto a quella dei componenti analizzati singolarmente.

La legge italiana sul limite consentito di THC

Nel 2016, nel nostro Paese è stata dichiarata legale la produzione e la commercializzazione della cannabis sativa depotenziata, detta anche cannabis light.

In particolare, la marijuana è ritenuta legale se consta di un livello di THC inferiore allo 0,2%, con un limite massimo tollerato dello 0,6%.

Sappi che, nel pieno rispetto della legge 242/2016, tutti i lotti e i campioni di marijuana light venduti su justbob.it sono certificati. Ciò significa che viene effettuata un’approfondita analisi di THC e CBD (in laboratorio): di conseguenza i prodotti che compri sul nostro negozio sono pienamente legali.

Bisogna inoltre chiarire che l’uso personale di erba light non è attualmente permesso. In realtà la legge non è esplicita a riguardo, ma per evitare problemi ti consigliamo di attenerti agli usi enunciati sulle nostre confezioni.

Se proprio vuoi utilizzarla a scopo ricreativo, per rilassarti, non farlo al di fuori delle mura domestiche!

pianta di marijuana

Tutti i benefici e gli utilizzi di quest’erba considerata da molti “miracolosa”.


La pianta di marijuana: un po’ di storia

La tradizione della coltivazione della cannabis ha una storia millenaria alle spalle. La sua storia non inizia, ovviamente, dalla cannabis light, in quanto fino agli anni ’40 del 1900 la concentrazione di THC della marijuana non veniva generalmente condannata.

Infatti, in antichità, le fibre di canapa venivano impiegate nel settore tessile per indumenti, cordame e vele per i navigli.

Inoltre, fino ai primi decenni del Novecento, la canapa costituiva la materia prima principale per la produzione di carta.

L’impiego delle sostanze psicoattive della cannabis era diffuso principalmente presso le popolazioni del Medio e Estremo Oriente. L’effetto stupefacente e analgesico della Cannabis Indica in quelle aree è stata per millenni associata alla maggior parte dei riti religiosi.

In particolare la medicina cinese antica riconosceva alla cannabis proprietà terapeutiche oggi confermate dalle ricerche scientifiche.

L’uso medico della cannabis era noto anche in Europa: Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia ne menziona le proprietà terapeutiche, mentre, sempre fonti romane attestano che presso le popolazioni celtiche la cannabis era impiegata sia per riti e cerimonie che come pianta officinale a partire dal IV e III secolo a.C.

In tempi moderni, l’uso ricreativo della marijuana era una pratica comune alla maggior parte della classe intellettuale: importanti scrittori e pensatori ne facevano un uso frequente e non sempre moderato.

La svolta nella diffusione e nello studio della cannabis si ebbe a partire dalla legge del 1937, il Marijuana Tax Act, emendata in America sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt. Il provvedimento era rivolto in particolare a ostacolare il Messico, principale produttore di canapa in America Centrale.

La campagna ostile di cui fu oggetto la cannabis da quel momento si diffuse in tutto il mondo. Gli Stati Uniti, usciti vincitori dalla Seconda Guerra Mondiale, favorirono la diffusione del proibizionismo sulla canapa in tutti i paesi della NATO, sicché anche l’Italia, fino ad allora maggior produttore di canapa in Europa, dovette nel 1975 emendare una legge che ne proibiva la coltivazione.

Ma l’esito peggiore del proibizionismo fu la sua reazione sulla ricerca scientifica: dai primi decenni del Novecento alla fine degli anni Novanta, infatti, la ricerca scientifica sulla cannabis, sui cannabinoidi e sui loro impieghi terapeutici, industriali e agricoli si è completamente arrestata.

Solo in seguito all’insistenza e ai successi del movimento per la legalizzazione si è potuto riprendere a indagare sulle proprietà terapeutiche dei due principali metaboliti della marijuana, il CBD e il THC.

Attualmente la cannabis è divenuta legale in alcuni Paesi, tra cui molti Stati americani (clicca qui per conoscere quali: “Stati americani in cui è legale la marijuana: ecco dove puoi fumare cannabis in USA“).

Per quanto riguarda l’Italia, invece, nella nostra nazione è possibile coltivare e commerciare Canapa Sativa depotenziata, dunque con quantità di THC inferiori allo 0,6%.

Tale varietà è chiamata marijuana light. Vediamo insieme quali sono i suoi benefici.

I benefici della pianta di marijuana light

La marijuana light, cannabis legale in Italia, è una tipologia di cannabis con contenuto di THC (tetraidrocannabinolo, il metabolita psicoattivo) inferiori allo 0,6% e con concentrazioni di CBD (cannabidiolo, il metabolita non psicoattivo) medio-alti.

Alcune varietà, come la Flower Power svizzera, possono raggiungere fino al 26% di CBD. Altre, come la Sweet Berry, generalmente superano il 22%.

I benefici del consumo di marijuana light sono molteplici. Infatti è stato scientificamente appurato che il CBD sia un eccellente analgesico, con proprietà ansiolitiche, antidepressive, antiossidanti, antinfiammatorie e anticonvulsivanti.

In particolare per via delle proprietà del CBD e degli altri terpeni della cannabis, il consumo di cannabis light è particolarmente indicato per chi soffre di:

  • Insonnia, in quanto il CBD aiuta a rilassare corpo e mente, oltre a svolgere una funzione regolatrice del battito cardiaco e della respirazione. Nello specifico, in caso di insonnia, è fortemente consigliata l’assunzione della tisana alla canapa legale.
  • Epilessia. Attenzione: la marijuana depotenziata non è un medicinale, dunque non può in alcun caso sostituire i farmaci prescritti dallo specialista. Tuttavia, specialmente per via delle proprietà anticonvulsivanti del CBD, l’assunzione di estratti al cannabidiolo (come l’olio CBD) o di cannabis light può aiutare a tenere sotto controllo gli spasmi muscolari tipici di questo disturbo.
  • Infiammazioni e lesioni, proprio in quanto, come analgesico, il CBD allevia i dolori e, come antinfiammatorio, aiuta il corpo a reagire positivamente, intervenendo sulla regolazione della reazione immunitaria.
  • Artriti e altri dolori cronici. Il CBD infatti rallenta il processo di degenerazione delle articolazioni e rilassa in generale i muscoli, alleviando la pressione sulla zona interessata.

Gli innumerevoli impieghi della cannabis light stanno convincendo sempre più Stati circa la necessità della sua legalizzazione.

Come ti abbiamo anticipato, in Italia la produzione di questo prodotto è stata consentita dalla legge del 2 dicembre 2016, n.242, per quanto l’uso a scopi ricreativi costituisca ancora un reato amministrativo.

Per evitare problemi con le Autorità è dunque consigliabile rispettare gli usi indicati sulla confezione di marijuana light oppure utilizzarla privatamente presso la propria abitazione.

In ogni caso, a prescindere dalla modalità di assunzione, la cannabis legale non ha effetti psicotropi, al contrario della “classica” marijuana ad alto contenuto di THC.

pianta canapa legale

Marijuana psicotropa: perché e dove?

La marijuana psicotropa, contrariamente alla versione light, non è selezionata al fine di avere concentrazioni di THC minime.

Nella varietà psicotropa il metabolita psicoattivo, il THC, è presente in percentuali che possono arrivare, come nel caso della Gorilla Glue, al 25/30%, rasentando effetti psichedelici su chi ne fa uso.

La marijuana psicotropa presenta sempre e comunque THC e CBD, dunque è particolarmente indicata per quelle patologie che necessitano di ricorrere a forti analgesici. Ecco qualche esempio:

  • tumori
  • fibromialgia
  • infiammazioni croniche
  • artrite reumatoide
  • traumi cerebrali
  • sclerosi multipla

Com’è ovvio la marijuana ad uso terapeutico è acquistabile esclusivamente sotto prescrizione medica. Le sue varietà, FM-1 e FM-2 sono reperibili in farmacia e prodotte, per quanto riguarda l’Italia, soltanto presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Al contrario dell’uso terapeutico, l’utilizzo ricreativo della cannabis ad alte percentuali di THC è, nella nostra nazione, sanzionato amministrativamente.

In altri Stati è invece completamente illegale: chi ne fa uso rischia spesso la detenzione.

sweet berry cannabis light

La sweet berry è una tipologia di cannabis light dall’aroma dolce e fruttato. Scopri tutto a riguardo!


La Sweet Berry è una tipologia di marijuana light caratterizzata da un aroma ed un sapore fruttato.

Appartenente alla categoria purple, per via del colore purpureo delle inflorescenze, la marijuana light Sweet Berry è coltivata impiegando tecniche agricole all’avanguardia, in modo da preservarne a pieno aromi e sapori ed evitare l’impollinazione delle piante di sesso maschile.

Le inflorescenze femminili vengono vendute in pacchetti sigillati e non subiscono trattamenti successivi all’essiccazione. Non solo: tutti i nostri lotti provengono da coltivazioni indoor biologiche. 

Si tratta dunque di un prodotto naturale al 100%, strettamente controllato e completamente legale.

Infatti il metabolita psicotico, il THC (tetraidrocannabinolo), è presente in concentrazioni inferiori al limite di tolleranza dello 0,6%, coerentemente alla legge del 2 dicembre 2016, n.242. La quantità di CBD è invece decisamente elevata (in genere più alta del 22%).

Vuoi saperne di più anche sulla varietà White Widow? Leggi il seguente articolo “White widow marijuana: tutto quello che devi sapere a riguardo“!

Caratteristiche della pianta di marijuana light Sweet Berry

sweet berry cbd

Come tutte le piante di cannabis light Sative, la Sweet Berry si contraddistingue per il fusto alto e frondoso.

Le infiorescenze si concentrano prevalentemente alle estremità delle ramificazioni e non – come invece succede nella Cannabis Indica – in corrispondenza dei nodi.

Rispetto alla varietà Indica, dunque, la Sweet Berry non assume la classica conformazione a cespuglio e preferisce uno sviluppo equilibrato sia in altezza che in larghezza, necessitando di maggior spazio.

Le piante, se coltivate all’aperto, possono raggiungere un’altezza notevole: si parla in media di 2,5/3 metri, fino ad un massimo di 5 metri.

Lo spazio da lasciare tra una pianta e l’altra dello stesso filare, di conseguenza, aumenta notevolmente: si passa dai 20/30 centimetri della varietà indica ad un minimo di 50/60 centimetri, in modo da lasciare a ciascun esemplare lo spazio necessario per sviluppare a pieno i rami e le radici.

La resa è maggiore rispetto alla varietà Indica, con una quantità di inflorescenze per pianta che può variare dai 650 ai 700 grammi. Se la pianta, invece, viene lasciata a seme, questi sono contenuti in frutti marroni, con endosperma carnoso e embrione ricurvo.

Se coltivate indoor le piante di Sweet Berry raggiungono un’altezza compresa tra i 100 e i 140 centimetri, con una resa che varia dai 500 ai 550 grammi per metro quadro.

Le foglie lanceolate, le basali alternate a quelle più alte, raramente crescono singolarmente, caratterizzate da sfumature purpuree, la rendono una pianta estremamente gradevole anche dal punto di vista estetico.

Come tutte le Sative, la Sweet Berry presenta un periodo vegetativo molto rapido e costante anche in periodo di fioritura. Contrariamente alla varietà Indica, la fioritura è più lenta della fase vegetativa e le inflorescenze sono meno voluminose, per quanto più numerose per via delle dimensioni maggiori della pianta.

Sweet Bery: caratteristiche delle infiorescenze

La marijuana light Sweet Berry presenta inflorescenze dalle gradevoli sfumature purpuree, compatte e morbide, di media grandezza e ricche di resina.

Talvolta i fiori possono raggiungere anche i due grammi di peso l’uno e non vengono mai separato per il confezionamento, in modo da non disperderne l’aroma.

Le forme tondeggianti sono interrotte dai pistilli arancioni che emergono dall’intreccio di cristalli di resina. Esposti alla luce, sono infatti i cristalli di resina che rivelano le sfumature purpuree e che donano alla Sweet Berry il suo peculiare aspetto.

Il principale punto di forza delle infiorescenze di Sweet Berry, tuttavia, è dato dall’aroma e dal sapore. Vediamo insieme i dettagli:

  • L’aroma è assai complesso: risaltano sicuramente le note fruttate, in prevalenza ciliegia e mirtillo, ma un esame più attento porta all’attenzione anche sentori di agrumi. L’effetto è complessivamente balsamico: gli odori sono ben definiti e si armonizzano tra loro, senza che l’uno sovrasti l’altro. Ciò rende la Sweet Berry una varietà di cannabis light perfetta sia per intenditori, i quali ne possono apprezzare a pieno le delicate sfumature, sia per principianti, i quali possono confrontarsi con un prodotto di eccellente qualità, capace di stuzzicare tutti i sensi.
  • Il sapore è complementare all’aroma: la Sweet Berry palesa progressivamente tutte le proprie note fruttate nel tempo. Inizialmente emergono le note di agrumi, seguite in progressione dal sentore di ciliegia e di mirtillo. Il fumo scorre piacevolmente in gola e non raschia, in modo da non arrecare disturbo anche ai palati non abituati all’assunzione di cannabis. Gli intenditori a volte riconoscono note acidule finali che, tuttavia, non creano disarmonie con le vibranti sfumature fruttate e che risultano sensibili solo ai palati più allenati.

Gli effetti della Sweet Berry

Come ogni Sativa light, la Sweet Berry presenta una concentrazione di THC inferiore allo 0,6%. Il CBD, come hai potuto leggere in precedenza, è medio-alto: va solitamente oltre il 22%.

Molti consigliano di lasciar arieggiare le inflorescenze per qualche ora prima di consumarle, in modo da far emergere a pieno gli aromi e i principi attivi.

La sensazione predominante è quella di un intenso relax che non stona (ricordiamo che la marijuana light non ha effetti psicotropi). È dunque capace di donare momenti tranquilli che possono durare anche per più ore.

Il consumo di Sweet Berry si presenta, quindi, come un’esperienza che vale l’acquisto.Concede non solo la tranquillità e il rilassamento derivati dall’assunzione di CBD, ma soprattutto stimola positivamente gli altri sensi.

L’acquisto è totalmente legale per quanto l’uso a scopo ricreativo rimanga un reato amministrativo e il consumo in pubblico resti vietato.

Aprire la confezione di Sweet Berry, così come indicato sul pacchetto, non è un’operazione che può essere fatta all’aperto ma è necessaria la discrezione e la privacy delle mura domestiche.

torta alla marijuana

Trucchi e segreti per una torta di marijuana cucinata a regola d’arte.


Un dolce a base di marijuana è sicuramente uno dei modi più divertenti e gustosi per godere delle numerose qualità e benefici della pianta di cannabis light.

Si tratta, indubbiamente, di una delle modalità di assunzione più lente, in quanto per assorbire la marijuana light (e non) l’apparato digerente può impiegare dalla mezz’ora alle due ore.

La cannabis passa dallo stomaco per poi essere filtrata nel fegato e, solo alla fine di questo processo, i suoi principi attivi entrano in circolo nel sangue.

Fumare marijuana, invece, permette un effetto quasi immediato, in quanto il sangue ossigenato nei polmoni e carico di cannabinoidi viene direttamente indirizzato al cervello.

Tuttavia l’inalazione comporta una biodisponibilità di molto inferiore alla digestione: della marijuana fumata, solo il 30% entra effettivamente in circolo, impiegando circa 10 minuti per gli effetti sensibili.

La biodisponibilità dei cannabinoidi contenuti in un alimento, invece, si suppone essere prossima al 100%, motivo per cui gli effetti sono esponenzialmente moltiplicati in intensità e si consiglia generalmente cautela nei dosaggi.

Infatti la permanenza maggiore dei cannabinoidi nel sangue, unita a una loro maggiore disponibilità, condannano il consumatore ad avvertire gli effetti per svariate ore.

Generalmente si consiglia di calcolare le porzioni a partire da un dosaggio medio per ognuna di 100 mg di cannabis.

Vuoi comprare marijuana online per preparare una torta alla cannabis? Se nel posto giusto! justbob.it ti offre una vastissima scelta di infiorescenze provenienti da coltivazioni controllate e biologiche.

Olio e burro per torta alla marijuana: ecco come dosarli per porzione

I cannabinoidi sono sostanze idrofobe, ovvero non solubili in acqua. Per la preparazione di composti alimentari (snacks e torte), dunque, è necessario che la cannabis rilasci i propri metaboliti in sostanze lipidiche: olio e burro.

Per preparare olio di cannabis per uso alimentare i passaggi da seguire sono semplici e immediati:

  1. Macina le inflorescenze di cannabis light: la concentrazione di cannabinoidi nella marijuana da te scelta ti darà l’idea di quale concentrazione ottenere per l’olio di cannabis (per esempio, Solomatic CBD, con 21% di CBD, il che significa che per 1 grammo di inflorescenze avrai circa 210 mg di CBD);
  2. Metti l’olio in un pentolino a fuoco lento, aggiungi le inflorescenze macinate e gira lentamente per 30 minuti;
  3. Lascia raffreddare l’olio e filtralo in modo da eliminare la materia vegetale.

Per il burro di cannabis, si tratta di un procedimento altrettanto semplice; i ragionamenti sul dosaggio sono gli stessi che con l’olio:

  1. Macina le inflorescenze di marijuana light;
  2. Aggiungi, in una pentola, la cannabis insieme ad acqua e burro in proporzione 1 a 4 (1 litro d’acqua per ogni 250 grammi di burro);
  3. Lascia la pentola a bollire a fuoco lento per almeno tre ore e mescola occasionalmente: quando lo strato di grasso emerge in superficie, il composto è pronto;
  4. Lascia raffreddare il tutto e filtralo, dopodiché lascia riposare il composto in frigo per una notte;
  5. La mattina successiva rimuovi lo strato di burro per impedire che si mischi di nuovo all’acqua. Ecco pronto il tuo burro di cannabis!

Ed ora passiamo al vivo dell’articolo, ovvero le ricette della torta alla marijuana.

La regina delle torte di cannabis: Space cake. Ecco gli ingredienti.

ingredienti space cake torta alla marijuana

La Space Cake è la regina delle torte a base di cannabis, immancabile in ogni coffee shop di Amsterdam!

Ecco gli ingredienti per la base, per circa 6 persone:

  • 70 g di burro di Cannabis;
  • 200 g di farina autolievitante;
  • 200 g di zucchero;
  • 1 bustina di lievito per dolci;
  • 2 uova;
  • 1 bicchiere di caffè moka freddo (facoltativo);
  • 1 pizzico di sale.

Ingredienti per la glassa

La glassa è facoltativa, e la quantità di ingredienti può variare in base allo spessore voluto o alla superficie da coprire.

In generale le proporzioni sono quelle qui di seguito indicate:

  • 125 g di cioccolato fondente;
  • 40 g di burro di Cannabis.

Sei libero di aggiungere anche altri ingredienti a tuo piacimento: scorze di arancia o limone, mandorle o altra frutta da guscio tritata, etc.

Via libera con la fantasia!

Ed ora passiamo alla preparazione.

Preparazione della Space Cake alla marijuana light

  1. In una ciotola, unisci lo zucchero alle uova (non va separare il tuorlo dall’albume) e sbattili con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo;
  2. Unisci al composto il burro di cannabis light e, se vuoi, il caffè e continua a sbattere;
  3. Sempre continuando a sbattere, aggiungi a pioggia la farina setacciata
  4. Aggiungi anche un pizzico di sale;
  5. Unisci il lievito setacciato e continua a sbattere fino all’ottenimento di un composto liscio e senza grumi;
  6. Imburra una teglia per dolci o rivestila con carta forno;
  7. Preriscalda il forno a 180°C e cuoci per 50/60 minuti (per capire se è cotta, infilza la torta con uno stecchino e tiralo fuori: se emerge pulito, allora la cottura è perfetta, altrimenti aspetta altri 5 minuti e ripeti l’operazione);
  8. Lascia raffreddare la Space Cake e ricoprila di glassa o di zucchero a velo.

Preparazione della glassa:

  1. Spezzetta il cioccolato fondente e fallo sciogliere a bagnomaria;
  2. Quando il cioccolato è sciolto, aggiungi il burro di marijuana light tagliato a cubetti e mescola fino ad ottenere una crema omogenea;
  3. Unisci qualsiasi ingrediente aggiuntivo tu voglia: bucce di arance o limone grattugiate, frutta da guscio tritata o altro, continuando a mescolare;
  4. Lascia che la glassa si intiepidisca e poi versala sulla tua Space Cake;

Ricorda sempre di non esagerare: fai porzioni piccole e non essere impaziente, ci vorranno circa 45-90 minuti affinché tu possa sentirne gli effetti.

Ti auguriamo buon appetito!

white widow marijuana

Tutte le caratteristiche della marijuana white widow: aroma, gusto ed effetti.


White Widow: che cos’è?

Tra le varietà più note di marijuana light vi è la White Widow, creata dalla Green House, in Olanda, nel
1995.

Diventata immediatamente famosa per la colorazione bianca delle foglie in periodo di fioritura, la White Widow è caratterizzata da un aroma pungente, con sentori di resina di pino e note speziate.

Questa particolare tipologia di marijuana nasce dall’impollinazione di una sativa brasiliana (Manga Rosa) con un ibrido indica dell’India (Kerala).

Il risultato è una varietà di cannabis legale caratterizzata da una concentrazione di THC generalmente inferiore allo 0,2%, e quindi entro i parametri legali, e una concentrazione di CBD medio alta, con valori che si aggirano intorno al 24%.

Nella versione psicotropa, e dunque illegale in Italia, la White Widow è caratterizzata da valori di THC elevati, circa 19%, che eredita dalla varietà Sativa, e alte concentrazioni di CBD, circa 24%, che eredita dalla varietà Indica, presentando effetti che tendono alla varietà sativa.

La pianta è ricca di resina e conserva la tipica morfologia della cannabis indica, con i germogli che si raccolgono in densi grappoli in corrispondenza dei nodi dello stelo e dei rami.

Nello specifico, la si presenta come una indica, ovvero una pianta di dimensioni contenute che tende alla formazione di cespugli densi con foglie ampie e tempi di fioritura rapidi.

Di solito impiega 9 settimane per giungere a piena maturazione ed è caratterizzata da una fase vegetativa più lenta rispetto a quella di fioritura.

Caratteristiche della pianta White Widow

White Widow marijuana light pianta

La White Widow, se coltivata all’aperto, può raggiungere fino a 1,90 metri di altezza, con una resa di inflorescenze che si aggira intorno ai 550/600 grammi per pianta.

Come tutte le piante di cannabis che presentano un fenotipo a dominanza di indica, non occupa troppo spazio: durante la semina è sufficiente lasciare uno spazio tra una pianta e l’altra di 15/20 centimetri.

Dalla varietà indica, la White Widow eredita la resistenza ai fertilizzanti: diversamente dalla sativa, che non tollera troppi interventi, le piante di cannabis di varietà indica necessitano di un terreno ricco di nutrienti. Non disdegnano dunque l’uso di fertilizzanti per velocizzarne la crescita e massimizzare il raccolto.

Dal punto di vista climatico, la White Widow è estremamente flessibile, rendendo bene sia nei climi caldi sia nei climi del Nord Europa, non essendo suscettibile alle gelate tardive.

Assolutamente da evitare, invece, sono i ristagni d’acqua: terreni troppo bagnati o incapaci di assorbire le precipitazioni, infatti, causano la clorosi delle foglie e danneggiano le radici.

In generale la marijuana White Widow light viene coltivata indoor, in modo da avere sotto controllo valori di umidità e di temperatura, ma anche la coltivazione in esterno permette di registrare rese eccellenti.

Per quanto riguarda la coltivazione indoor, praticata nei Paesi nei quali è legale, la pianta di White Widow mantiene dimensioni contenute, dai 60 ai 100 centimetri, con una resa di 450/500 grammi a metro quadro sotto una lampada da 600W.

Non necessita di eccessiva manutenzione ed è caratterizzata da un odore molto forte e pervasivo.

Caratteristiche ed effetti della marijuana White Widow

Nella versione light, la White Widow è caratterizzata da una concentrazione di CBD medio alta, di circa il 24%, e da un sapore fresco e pulito con toni di pino.

Se inalata, all’aspirazione emergono anche toni agrumati, rendendo la White Widow una varietà di marijuana light ricca di sensazioni, dalla fumata molto soddisfacente, dalle sfumature di aromi e tonificante.

Gli effetti sono quelli tipici del CBD, che abbiamo descritto nei dettagli nel seguente articolo: “Tutti gli effetti della cannabis legale (cannabis light)“.

Nella versione psicotropa, illegale in Italia, questo tipo di cannabis presenta gli effetti della varietà sativa.

Le alte concentrazioni di THC, ovvero il metabolita psicoattivo della cannabis, provocano nel consumatore un effetto stimolante ed energizzante, comportando quella serie di sintomi generalmente noti come “high”.

La White Widow, per via di concentrazioni di THC medio alte, è considerata una varietà potente, per cui si consiglia cautela ai fumatori alle prime armi. L’aroma dolciastro e il sapore gradevole danno in principio l’impressione di una varietà di cannabis dagli effetti facili da controllare, mentre in realtà l’effetto è travolgente.

Il fumo scorre facilmente, senza irritare, lasciando in bocca un retrogusto dolciastro con toni iniziali leggermente piccanti.

La miscellanea di sapori e aromi la rendono una vera e propria varietà per intenditori, campionessa del High Times Cannabis Cup nel 1995 e da allora vincitrice di altri numerosi premi, considerata praticamente priva di difetti.

Tra gli effetti si annovera un aumento della creatività: il pensiero è lasciato libero di vagare ma senza creare l’effetto “stoned”, di chiusura introspettiva.

Coloro che provano la White Widow spesso si sono sentiti trasportati dal desiderio di condividerla con gli amici e insieme far decollare la mente verso pensieri profondi. Si tratta, quindi, di una tipologia di marijuana indicata per la socializzazione e la comunicazione.

Gli effetti sul corpo, invece, risentono degli alti contenuti di CBD, comportando un generale rilassamento e la scomparsa di dolori cronici, emicranie, artriti, stress e depressione.

Se consumata in compagnia la White Widow può condurre a trascorrere lunghe ore seduti sul divano a conversare amabilmente sui temi più disparati.

Per tal motivo si consiglia, in generale, un consumo graduale, senza abusarne, in modo da poterne assaporare tranquillamente l’aroma, il sapore e gli effetti.

L’abuso, infatti, potrebbe indurre sonnolenza se non, addirittura, un “high” sconvolgente.

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Inoltre analizziamo ogni lotto o campione che mettiamo in commercio, al fine da garantire la tua e la nostra sicurezza.

Allora cosa aspetti? Scegli la qualità, scegli Just Bob!

marijuana in gravidanza

È possibile assumere marijuana in gravidanza e allattamento? Scopri cosa dicono gli studi scientifici a riguardo.


Marijuana (light e non) e gravidanza

La gravidanza rappresenta, per ogni futura madre e ogni bambino, uno dei periodi più delicati in assoluto: durante i 9 mesi della gestazione, infatti, il feto attraversa tutti i passaggi di formazione e di sviluppo nell’utero della madre, dipendendo interamente dal corpo di lei per le sostanze nutrienti e difese immunitarie.

D’altro canto, alla la donna la gravidanza può portare a nausea, acidità di stomaco, dolori articolari, ansia o stress, tutti sintomi con cui la donna è costretta a convivere in quanto la somministrazione di farmaci è caldamente sconsigliata salvo casi eccezionali.

Insieme ai farmaci, sono sconsigliate anche altre sostanze come alcol e tabacco, che possono intervenire nel processo di sviluppo del bambino. Tra le sostanze sconsigliate, vi è anche la marijuana light e non.

Numerosi studi scientifici, tra cui quelli della Divisione Ostetrica e Ginecologica, del Dipartimento Politiche Antidroga e del Sistema Nazionale di Allerta Precoce, hanno dimostrato che il THC (tetraidrocannabinolo) ha un impatto negativo sul feto.

Fumare cannabis in gravidanza, o assumerla in qualsiasi altra modalità, può comportare danni irreversibili al sistema nervoso centrale del bambino (modifiche della struttura cerebrale, alterazioni cognitive e comportamentali e alterazione della normale espressione del corredo genetico).

La marijuana light, dunque la cannabis legale in Italia, risulta essere altamente sconsigliata alle donne in gravidanza in quanto, pur se in quantità irrisorie, contiene THC. Dunque la salute del bambino verrebbe in ogni modo messa in pericolo.

Vuoi sapere cosa prevede la legge italiana sulla cannabis light? Leggi il seguente articolo: “Cosa prevede la legge italiana sulla marijuana, sul suo consumo e sulla coltivazione“.

Ma tra i principali metaboliti della cannabis vi è anche il CBD. Cosa dicono gli studi riguardo la sua assunzione?

Gli effetti del CBD sulla gravidanza

Contrariamente al THC, il CBD (cannabidiolo), l’altro principale metabolita contenuto nella marijuana light, non presenta particolari controindicazioni in periodo di gravidanza.

Anzi, l’European Study of Farmacology ha pubblicato già da tempo, nel 2004, una serie di studi secondo i quali l’assunzione di CBD non solo rappresenta un rimedio contro tutti i sintomi che affliggono le donne in gravidanza, ma
favorisce lo sviluppo del feto e la crescita del neonato.

In particolare il CBD risulta fondamentale per la stimolazione dell’endocannabinoide CB1, del quale è antagonista, fondamentale per il processo di sviluppo fisiologico del sistema nervoso e cerebrale in fase pre e post natale.

Per quanto riguarda, invece, la madre, gli effetti ansiolitici, antinfiammatori e analgesici del CBD potrebbero dimostrarsi l’unico sollievo che sia compatibile con la gravidanza e che rappresenti alcuna minaccia per il feto.

Contrariamente alla tendenza registrata nelle ricerche antecedenti al nuovo millennio, la comunità internazionale di scienziati e studiosi si sta interessando sempre più al cannabidiolo e agli effetti terapeutici della cannabis light.

In particolare, numerose ricerche e esperimenti in laboratorio hanno riportato che il CBD non comporta alterazioni al normale sviluppo fisiologico dell’embrione ma, grazie alla sua azione di rilassamento dei muscoli, facilita notevolmente il superamento della fase di travaglio.

L’azione antidepressiva e ansiolitica, invece, potrebbe (se gli studi confermano che il CBD non influisce negativamente sulla fase di allattamento) permettere alle madri di superare anche le problematiche che possono insorgere dopo il parto.

Consumo di CBD durante l’allattamento

marijuana in gravidanza e allattamento

Le ricerche sul sistema endocannabinoide umano (ECS) sono ancora in corso.

Nel 2015 la Academy of Breastfeeding Medicine (ABM) ha pubblicato un elenco di linee guida sul consumo di cannabis: viene messo in evidenza l’assenza di dati necessari a poter delineare con chiarezza la reale influenza del CBD sul bambino durante la fase di allattamento.

Si consiglia preventivamente di essere cauti nel consumare CBD durante la fase di allattamento, per quanto i sondaggi riportano che circa il 10-20% dei medici hanno tra i loro pazienti madri che consumavano cannabis durante l’allattamento.

Come si è detto, mancano per ora analisi accurate che dimostrino gli effetti del CBD sul neonato e che attestino l’importanza dell’endocannabinoide CB1.

Al momento però si è notato che un altro endocannabinoide svolge un ruolo fondamentale nel neonato: il 2-AG, infatti, stimola la poppata e attiva i muscoli della lingua, fondamentale durante l’allattamento.

Le ricerche attualmente si stanno occupando di scoprire i legami tra CBD e endocannabinoide 2-AG e CB1 nelle prime fasi di vita del bambino.

Assunzione di CBD durante la gravidanza: olii e creme

In quanto il THC si è dimostrato essere troppo aggressivo e non adatto allo sviluppo del feto, l’assunzione di CBD durante la gravidanza non può avvenire attraverso il consumo di cannabis legale.

La marijuana light, infatti, contiene percentuali di THC, sebbene in concentrazioni pressoché insignificanti (al massimo allo 0,6%), motivo per cui se ne sconsiglia comunque l’assunzione.

Ciò che, invece, si può assumere è l’olio CBD, con contenuto di CBD variabile in base alla soluzione con
olio di oliva.

Da tenere in mente il tipo di olio, se ricavato da cristalli di CBD puri, oppure se si tratta di olio a spettro completo.

Nel caso di olio a spettro completo è necessario notare con attenzione gli altri cannabinoidi presenti: esso in generale è maggiormente raccomandato per via dell’azione ausiliaria al CBD delle altre sostanze della cannabis, ma in caso di gravidanza è necessario cercare di evitare il THC.

L’olio può tranquillamente essere assunto in capsule, in gocce (che puoi trovare su justbob.it) o impiegato per massaggiare il corpo.

benefici della marijuana light

La marijuana light apporta diversi benefici all’organismo. Ecco i 5 giovamenti principali dati dalla sua assunzione.


La marijuana light è una varietà geneticamente modificata della cannabis tale da rispettare i parametri imposti dalla legge sui narcotici.

Per quanto riguarda la cannabis, infatti, essa è considerata a tutti gli effetti una droga leggera solo nel caso in cui la concentrazione del metabolita psicotico, il THC (tetraidrocannabinolo) supera lo 0,5%.

Con la legge del 2 dicembre 2016, n.242, si stabilisce che la varietà light della marijuana, ovvero quella con contenuto di THC che rientri nei parametri tollerati (fino ad un massimo di 0,6%), è totalmente legale in Italia.

Si tratta di un enorme passo avanti verso l’assoluzione di una pianta dagli innumerevoli benefici dall’infamia a cui l’ha condannata il proibizionismo iniziato nel 1937 con il Marijuana Tax Act.

La cannabis light si contraddistingue dalla sua versione psicotica, oltre che per tassi di THC minimi, per concentrazioni medio-alte di CBD (cannabidiolo), metabolita non psicoattivo, le cui applicazioni in campo medico sono sbalorditive.

Di seguito ti proponiamo i 5 giovamenti principali della cannabis per l’organismo.

Benefici terapeutici della canapa: effetto antidepressivo e rilassante

Nel 2010 e nel 2011 il National Center for Biotechnology Information ha pubblicato due articoli riguardanti gli effetti del CBD.

In particolare si è notato che il CBD provoca un aumento dei livelli di serotonina e glutammato, con effetti paragonabili a quelli dell’imipramina. In particolare la pubblicazione del 2011 ha messo in evidenza che «una carenza di segnali nel sistema endocannabinoide è sufficiente a produrre un fenotipo depressivo».

Nel 2016 un’ulteriore pubblicazione ha confermato i risultati delle ricerche precedenti. Il CBD non cura
direttamente la depressione ma ne combatte i sintomi e ne previene la possibilità attraverso l’effetto
rilassante e distendente conseguente al rilascio di serotonina e glutammato.

Da notare che, mentre l’imipramina presenta tra gli effetti collaterali patologie anche gravi – quali la leucopenia (diminuzione dei globuli bianchi nel sangue) e trombocitopenia (diminuzione di piastrine nel sangue) andando a pesare sul midollo osseo -, il CBD non presenta effetti collaterali di alcun genere.

Effetto antinfiammatorio e antiossidante della cannabis light

L’effetto antiossidante e antinfiammatorio del CBD è collegato alla sua azione su due endocannabinoidi, il CB1 e il CB2.

Gli endocannabinoidi sono recettori che il nostro corpo produce autonomamente, molto simili ai fitocannabinoidi, ovvero ai metaboliti prodotti dalle piante di cannabis.

L’endocannabinoide CB1 si è scoperto ricoprire un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso e svolgere una funzione neuroprotettiva, determinando prevalentemente i seguenti effetti della cannabis light:

  • euforizzante
  • antispastico
  • antiossidante
  • ipotensivo 
  • analgesico.

Il CB2, invece, è responsabile dell’azione antinfiammatoria e immunomodulatrice dei cannabinoidi. Inoltre va a stimolare positivamente entrambi gli endocannabinoidi, da cui la sua funzione antiossidante e antinfiammatoria, ideale per alleviare il dolore derivante da strappi e traumi oltre che patologie croniche come l’artrite reumatoide, asma, sinusite.

benefici antiossidanti marijuana light

Ricorrere alla marijuana legale, inoltre, permette di evitare le numerose controindicazioni dei farmaci antinfiammatori.

Quelli a base di paracetamolo, infatti, vanno a gravare sull’apparato gastrointestinale e sui reni.

Quelli a base di cortisone e quelli non steroidei, invece, gravano sul sistema immunitario e cardiovascolare, rendendo vulnerabili alle infezioni e provocando, alla lunga, un aumento del rischio di infarto, ictus o scompenso cardiaco.

Effetto analgesico della marijuana light

Come si è detto, il CBD stimola positivamente gli endocannabinoidi CB1 e CB2 con un conseguente effetto analgesico: uno dei primi e principali impieghi terapeutici del CBD è, infatti, come efficace antidolorifico.

In particolare, il CBD impedisce al corpo di assorbire l’anandamide, un composto associato alla ricezione del dolore.

In presenza di dolori cronici, come emicranie, sclerosi multipla o dolori reumatici, il CBD è un ottimo sostituto dei classici farmaci analgesici, i cui effetti collaterali comprendono in genere:

  • nausea
  • vomito
  • diarrea o costipazione
  • sanguinamenti gastrointestinali.

Effetto anticonvulsivante della marijuana light

Il Department of Neurology e il Department of Pharmacology and Toxicology negli USA hanno condotto numerosi studi sugli effetti del CBD su due gravi forme di epilessia a esordio infantile: la sindrome di Lennox-Gastaut e la sindrome di Dravet.

Le ricerche hanno registrato risultati incredibili: su 8 pazienti che hanno assunto CBD, 4 hanno registrato l’interruzione delle convulsioni e 3, invece, una riduzione della violenza e della frequenza delle stesse.

Si tratta di un risultato notevole che ha portato il Food and Drug Administration (FDA) a votare all’unanimità, il 25 giugno 2018, l’approvazione del primo farmaco a base di CBD per la cura dell’epilessia, l’Epidiolex.

Benefici della marijuana light: effetto antitumorale

Gli studi sugli effetti antitumorali del CBD costituiscono l’avanguardia della ricerca per la lotta ai tumori.

La ricerca è tuttora in atto e le pubblicazioni iniziano a far appena intuire le enormi potenzialità della
marijuana legale:

  • il California Pacific Medical Center Research Institute nel 2007 ha pubblicato uno studio
    secondo cui il CBD si è dimostrato essere capace di bloccare la metastasi del cancro al seno, impedendo che il tumore si diffonda nel resto del corpo;
  • uno studio pubblicato nel 2008 dal Journal of the National Cancer Institute ha, inoltre, esteso le scoperte californiane anche ad altre forme tumorali, dimostrando che il CBD potrebbe essere impiegato con successo nella prevenzione della diffusione metastatica dei tumori.

Come hai potuto leggere, i benefici della marijuana sull’organismo sono davvero vantaggiosi. Cosa aspetti? Prova anche tu la migliore cannabis legale su justbob.it!