Circolare del Viminale per aumentare i controlli dei Cannabis light shop

la circolare del viminale sulla cannabis nel 2019

La crociata di Salvini contro la cannabis legale non si ferma: scopri cosa dice la circolare sui Cannabis light shop emanata dal Viminale.


Salvini, nonostante abbia tutti contro (da Giulia Grillo a Di Maio e perfino Conte) non ferma la sua guerra contro la cannabis legale.

Il motivo non è ben chiaro, in quanto la marijuana light è per l’appunto a norma di legge… E perfino l’uso personale di cannabis non light è stato ormai depenalizzato.

Per portare avanti la crociata, il Viminale ha pubblicato una Circolare a riguardo.

Dalla lettura della circolare si nota subito un passo indietro di Salvini: non parla più di chiusura dei cannabis light shop, bensì di vietare la vendita di inflorescenze di cannabis light.

circolare viminale cannabis light shop

Cosa afferma la circolare del Viminale sul commercio di inflorescenze di marijuana light.

Nella Circolare si afferma che “Viene impropriamente pubblicizzata come consentita dalla Legge n. 242/2016 la vendita di derivati e infiorescenze di Cannabis e si sta assistendo ad una crescita esponenziale del relativo mercato, in esercizi commerciali dedicati o misti nonché online.

In realtà, tra le finalità della coltivazione della canapa industriale non è compresa la produzione e la vendita al pubblico di infiorescenze, in quanto potenzialmente destinate al consumo personale, in quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente, attraverso il fumo o analoga modalità di assunzione”.

In merito a questa parte della circolare vogliamo precisare 2 punti:

  1. La Legge n.242 non specifica quali siano gli usi proibiti della cannabis light, né afferma che qualsiasi altro utilizzo tra quelli citati sia da perseguire.
  2. Questa particolare tipologia di Cannabis sativa, come affermato anche dal Ministro della Salute Giulia Grillo, non ha effetti psicotropi. Dunque non si tratta di una droga o di un’altra sostanza pericolosa (al contrario delle sostanze trafficate da organizzazioni criminali e mafiose). La quantità di THC in essa presente è inferiore allo 0,2% (con limite tollerato dello 0,6%).

Ma non è finita qui: la circolare cita anche delle sentenze della Cassazione, dimenticando la più recente di queste, ovvero quella del 31 gennaio 2019 (puoi leggerla cliccando qui).

Cosa afferma, in breve, questa sentenza?

La sentenza del 31 gennaio 2019 “dimenticata” dal Viminale

Il 31 gennaio 2019 la Corte di Cassazione ha annullato il sequestro preventivo di alcuni lotti di marijuana light (tale esproprio era motivato dalla presunta commercializzazione a scopo ricreativo).

Ma come mai la confisca è stata annullata?

Il motivo è semplice. La Corte ha dichiarato che, secondo la Legge n.242/2016, il sequestro e la distruzione di colture di marijuana è autorizzato solo nel caso in cui il contenuto di THC risulti superiore allo 0,6%.

Non solo: nella sentenza si afferma che il riferimento nella legge alla tipologia di utilizzo della cannabis sativa (ad es. a scopo alimentare, florovivaista etc.) non vieta altri usi non menzionati.

In ogni caso noi di justbob.it siamo sicuri della liceità del nostro commercio, in quanto la cannabis light da noi venduta rientra nei limiti imposti dalla legge.

Attendiamo gli esiti della Circolare del Viminale, consapevoli che lo spaccio di sostanze stupefacenti sia assolutamente lontano dal commercio di marijuana depotenziata… E sperando che il vuoto normativo non penalizzi un settore ormai fiorente.