Coltivazione idroponica della cannabis: in cosa consiste?

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Coltivazione idroponica: la tecnica di coltivazione che non richiede l’uso del terriccio

Se hai deciso di aprire questo articolo significa che vorresti saperne di più sulla coltivazione idroponica, giusto?

Devi sapere che questa tecnica è particolarmente complessa e, se realizzata da mani inesperte, rischia di compromettere l’intero raccolto in modo irreversibile.

Il che sarebbe un disastro completo.

Ragion per cui, in questo articolo abbiamo raccolto tutte le informazioni in merito a questa tecnica di coltivazione.

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Cosa si intende per coltivazione della cannabis idroponica?

In parole povere, l’idroponica consiste nel coltivare le piante eliminando l’uso del suolo.

Come probabilmente avrai sentito o letto altrove, il terriccio è fondamentale per la coltivazione di cannabis perché fornisce vitamine e minerali. Il vantaggio di questa tecnica è che consente al coltivatore di ottenere gli stessi nutrienti pur senza ricorrere alla terra.

Per la coltivazione idroponica, le piante hanno bisogno di:

  • luce;
  • anidride carbonica;
  • ossigeno;
  • acqua.

La crescita delle piante è possibile collocandole in rocce o in fibra di cocco e alimentandole con nutrienti primari, secondari e microelementi.

Con l’idroponica, le piante possono essere coltivate più vicine tra loro senza che le radici debbano raggiungere i nutrienti. In questo modo si ottengono una maggiore resa delle piante e una maggiore conservazione dell’acqua.

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Coltivazione idroponica: come funziona e dove avviene

La coltivazione idroponica della cannabis può essere effettuata in diversi modi per massimizzare le rese e la velocità di crescita.

Il metodo più popolare – la tecnica del film nutritivo – consiste nel posizionare le piante in una vasca di plastica e lasciare che una soluzione nutritiva scorra lungo le radici esposte.

Grazie alla gravità e a una pompa d’aria, la coltura idroponica è abbastanza facile da realizzare: infatti, facendo scorrere continuamente le radici, si forniscono le sostanze nutritive essenziali.

Tuttavia, se il coltivatore ha meno tempo a disposizione può prendere in considerazione l’idea di utilizzare substrati ricchi di sostanze nutritive per sostenere le radici, come lana di roccia, vermiculite o sabbia, che rappresentano un ottimo sostituto del terreno.

La coltura idroponica viene utilizzata principalmente in ambienti chiusi, dove i coltivatori possono controllare con precisione tutti i parametri ambientali. Ma alcuni gestiscono sistemi idroponici anche in serra o all’aperto.

La coltura idroponica all’aperto è possibile, basta sfruttare la luce del sole anziché quella artificiale, riducendo ulteriormente i costi di coltivazione.

Ma tenere a bada la temperatura della soluzione nutritiva intorno ai 20ºC desiderati è di solito una sfida anche per i canapicoltori più esperti.

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Pro e contro della coltivazione idroponica della cannabis

Molti fan sfegatati della coltivazione idroponica della cannabis non passerebbero a nessun altro metodo di coltivazione, perché ritengono che i vantaggi di questa tecnica siano numerosi.

Il primo fra tutti è la velocità di crescita.

Pochi metodi di coltivazione possono affermare di essere più veloci dell’idroponica. La cannabis coltivata in questo modo cresce più grande e più velocemente.

Altri vantaggi includono:

  • una stanza di coltivazione più pulita, senza terra o parassiti a base di terra di cui preoccuparsi;
  • nessuna necessità di smaltire grandi quantità di terriccio o fibra di cocco al termine della coltivazione;
  • i livelli di consumo idrico complessivo sono inferiori a quelli di una coltivazione in terra, poiché l’acqua viene costantemente riciclata e riutilizzata.

Ma non è tutto.

Forse il più grande vantaggio per il coltivatore di cannabis in idroponica riguarda il controllo totale che ha sui vari aspetti della crescita delle piante rispetto ad altri metodi di coltivazione.

Inoltre, con questa tecnica i nutrienti sono disciolti in acqua, il che li rende molto più accessibili rispetto ai nutrienti bloccati nel terreno, che le radici dovrebbero altrimenti ‘cercare’.

Tuttavia, c’è un prezzo tecnico da pagare per questi vantaggi di crescita.

Oltre a conoscere i migliori nutrienti per la cannabis idroponica, è necessario anche un tocco preciso nell’applicazione dei nutrienti. Sapere come mantenere le piante nel punto di forza delle sostanze nutritive per tutta la durata della coltivazione idroponica è fondamentale per il successo dell’intera piantagione.

Dunque, è essenziale evitare di somministrare una quantità eccessiva o insufficiente di sostanze nutritive e farle corrispondere alle esigenze delle piante in ogni fase della crescita.

Questo è uno dei motivi per cui la coltivazione idroponica viene spesso evitata dai coltivatori alle prime armi perché è una tecnica veramente complessa.

Tieni presente che il controllo della soluzione nutritiva idroponica è fondamentale: è necessario conoscere, utilizzare e comprendere i misuratori di pH e di EC, i quali devono essere calibrati regolarmente. Un’impostazione errata di questi valori, rischia di danneggiare l’intera coltura in modo irreversibile e molto rapidamente.

Infine, alcuni coltivatori non amano le attrezzature supplementari necessarie per la coltivazione idroponica della cannabis.

Rispetto a una semplice coltivazione in terra, sono necessari:

  1. una pompa d’aria (potenzialmente rumorosa);
  2. un sistema idroponico (che può avere una pompa dell’acqua);
  3. un riscaldatore o refrigeratore;
  4. dei timer aggiuntivi;
  5. ecc.

Quindi, riassumendo, i migliori sistemi idroponici per la cannabis possono effettivamente produrre una crescita esplosiva se usati correttamente, ma se si sbagliano le condizioni e i nutrienti, si può devastare il raccolto con la stessa rapidità.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto in cosa consiste la tecnica di coltivazione idroponica della cannabis e quali sono i suoi vantaggi e svantaggi principali.

Data la sua complessità (e le sanzioni in merito alla coltivazione di cannabis non autorizzata), questa tecnica dovrebbe essere praticata solo dai canapicoltori esperti.

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