Tutto quello che devi sapere sull’hotboxing

Queste le conseguenze del consumo di marijuana in un luogo non ventilato

Se hai deciso di aprire questo articolo significa che anche tu fai parte di quel gruppo di curiosi che vorrebbe saperne di più sull’hotboxing, giusto?

Devi sapere che, se si verifica inconsapevolmente, questa pratica potrebbe rivelarsi molto pericolosa perché rischia di annebbiare i sensi di chi è nella stessa stanza, pur senza aver fumato.

Il che non sarebbe certo il massimo.

Ecco perché in questo articolo parleremo del fenomeno dell’hotboxing e delle sue possibili conseguenze sia sui fumatori che sui non consumatori di cannabis.

Hai già l’impressione che questo articolo faccia al caso tuo?

Iniziamo!

hotboxing | Justbob

Le origini dell’hotboxing con Erodoto

Molto tempo fa, intorno al 450 a.C., è esistito un uomo greco conosciuto con il nome di Erodoto, che viene modernamente definito il padre della Storia. Storico e geografo, Erodoto scrisse le ‘Storie’, un resoconto dettagliato delle guerre greco-persiane che videro scontrarsi i Greci e il potente impero di Persia quando Ciro il Grande conquistò la regione della Ionia.

Essendo uno storico e un geografo, è naturale che Erodoto si spostasse spesso.

È noto che una volta viaggiò verso nord, nella regione della Scizia, alla ricerca di una misteriosa pianta chiamata cannabis, e qui incontrò una tribù nomade di commercianti provenienti dai monti Altai, nella Siberia meridionale. Erodoto apprese che oltre a utilizzarla per produrre tappeti, vestiti e corde, gli Sciti usavano la cannabis anche per le sepolture.

Infatti, il rituale del lutto aveva lo scopo di purificare e pulire il corpo e lo spirito: le persone si riunivano in una tenda sigillata, accendevano un fuoco al centro e bruciavano canapa per piangere la perdita di un membro della loro tribù finché il fumo non si disperdeva completamente.

Sì, ok, ma adesso potresti chiederti che cosa c’entri tutto questo con l’hotboxing, dico bene?

Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

Leggi anche: Strisce di THC: cosa sono e come funzionano

Cosa si intende per hotboxing?

Quando si inala l’erba, si assumono cannabinoidi e terpeni che contribuiscono a creare la sensazione che molti definiscono con il termine ‘sballo’.

In pratica, questi elementi vengono attivati dal calore e trasformati in fumo che infine li distribuisce al corpo.

Ma che ne è del resto del fumo?

In teoria, anche il fumo che si espira e quello che si sprigiona naturalmente dall’estremità dello spinello o del blunt dovrebbero contenere cannabinoidi.

Per questo motivo, alcune persone ricorrerebbero all’hotboxing, con l’obiettivo di non sprecarli. Inalando del fumo in una stanza poco ventilata, si ritiene che si possa creare una vera e propria ‘sauna all’erba’ e, di conseguenza, ottenere una sensazione di ‘sballo’ più forte, perché i cannabinoidi non verrebbero dispersi.

Ma le cose stanno davvero così?

persona tiene marijuana tra le mani | Justbob

L’hotboxing fa davvero sballare? Ecco cosa suggerisce la ricerca

Forse gli Sciti non praticavano esattamente l’hotboxing con la scusa di sballarsi di più, ma le persone del XXI secolo lo fanno di sicuro.

Ma funziona davvero?

Circa sette anni fa, la John Hopkins School of Medicine ha condotto una ricerca sugli effetti della ventilazione dell’ambiente su non fumatori esposti al fumo passivo di cannabis.

Lo studio consisteva nel mettere insieme sei fumatori e sei non fumatori per un’ora all’interno di una camera trasparente in termoplastica e alluminio, con lo scopo di ricreare l’effetto dell’hotboxing. Ogni partecipante fumatore ha ricevuto dieci spinelli contenenti un grammo di cannabis con un contenuto di THC dell’11,3% ed è stato istruito a fumare deliberatamente.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a due forme di esposizione: ventilata e non ventilata.

La ricerca ha evidenziato che l’esposizione al fumo passivo in condizioni non ventilate ha prodotto livelli rilevabili di THC nel sangue e nelle urine dei partecipanti non fumatori. Secondo le parole del ricercatore, si sono registrati anche:

  • lievi aumenti della frequenza cardiaca;
  • effetti fisiologici e soggettivi da lievi a moderati;
  • una lieve compromissione di un compito che richiedeva capacità psicomotorie e memoria di lavoro.

D’altra parte, l’esposizione in condizioni di ventilazione ha portato a livelli di cannabinoidi nel sangue molto più bassi, per cui possiamo concludere che il fumo passivo di cannabis non ha prodotto effetti sedativi, né compromissioni delle prestazioni, né risultati positivi agli esami delle urine.

Allora, pare proprio che l’hotboxing funzioni in circostanze estreme non ventilate.

Questo significa che bisogna prestare molta attenzione: se si decide di acquistare cannabis legale, è importante essere consci delle possibili conseguenze degli effetti sui non fumatori all’interno di una stanza chiusa con scarsa ventilazione.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo parlato dell’hotboxing, un fenomeno per cui, inalando fumo passivo di cannabis in un luogo non ventilato, si possono ottenere effetti molto più forti.

Ad ogni modo, ribadiamo l’importanza di utilizzare la cannabis con consapevolezza e, soprattutto, di acquistarla solo presso rivenditori autorizzati e certificati come Justbob, il portale italiano che offre la cannabis della migliore qualità e a norma di legge.

Ti aspettiamo su Justbob, a presto!