La marijuana fa male? Ecco la risposta ai tuoi dubbi.

la marijuana fa male

Le risposte ai tuoi dubbi riguardo i pericoli dell’assunzione di cannabis.

Se vuoi smettere di fumare cannabis oppure hai un figlio o una figlia che ne fanno uso, ti starai probabilmente chiedendo se la marijuana fa male oppure è innocua per la salute dell’uomo.

Infatti, soprattutto con l’avvento della cannabis light, si parla spesso dei benefici del CBD e degli effetti psicotropi del THC (di cui la canapa light è quasi totalmente priva).

Oggi vogliamo rispondere a ogni tua possibile domanda riguardo la pianta di cannabis, gli eventuali danni della sua assunzione e le differenze tra cannabis THC e marijuana legale. Se, al termine dell’approfondimento, hai ancora qualche dubbio, puoi contattarci quando lo desideri e risponderemo a ogni tuo quesito!

Quali sostanze sono presenti nella marijuana?

La cannabis tradizionale presenta oltre 100 principi attivi chiamati cannabinoidi: la sostanza preponderante è il tetraidrocannabinolo (THC), cannabinoide psicotropo e dunque capace di alterare la nostra mente.

marijuana ad alto contenuto di THC

L’altro principio attivo maggiormente di spicco rispetto agli altri è il cannabidiolo (CBD), contenuto in basse percentuali nella cannabis Sativa, in medie percentuali nella cannabis Indica e in grandi quantità nella cannabis legale. Si tratta di un cannabinoide che agisce a livello corporale, non altera la mente e ha degli effetti potenzialmente benefici per la nostra salute.

Come ti abbiamo anticipato, la sostanza psicoattiva della cannabis è il THC. Questo composto ha effetti pressoché immediati se inalato (mediante spinelli, bong, pipe, vaporizzatori etc.) ed effetti a lento rilascio se la marijuana viene ingerita.

Nello specifico, il THC si lega ai cosiddetti recettori dei cannabinoidi presenti nel nostro cervello, in particolar modo nelle seguenti aree:

  • Ippocampo, dove il THC influenza la memoria
  • Gangli della base, dove influenza le capacità di movimento
  • Cervelletto, dove altera la coordinazione

Inoltre, il tetraidrocannabinolo influisce sulla percezione sensoriale (compreso il dolore), sull’umore e sulla cognizione dello spazio e del tempo.

Tutto ciò è motivato proprio dall’interazione del THC con il sistema endocannabinoide, composto da neurotrasmettitori chiamati endocannabinoidi. Questi vengono rilasciati nel nostro organismo con la funzione di regolare diverse attività del cervello, tra cui le capacità cognitive, la memoria e l’umore.

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Effetti del THC: ecco cosa succede quando introduciamo elevate dosi di questa sostanza nel nostro organismo.

Il THC, presente nella cannabis agisce a livello cerebrale scatenando i seguenti effetti principali in chi lo assume:

  • Euforia
  • Aumento delle percezioni sensoriali
  • Disorientamento (causato dalla percezione spazio-temporale alterata)
  • Mancanza di coordinazione fisica
  • Forte rilassamento mentale e muscolare
  • Aumento della creatività
  • Incontenibile flusso di pensieri
  • Fame improvvisa e incontrollata (fame chimica)
  • Abbassamento della pressione sanguigna

Gli effetti dell’utilizzo continuativo di cannabis ad alto contenuto di THC sono invece assuefazione alla sostanza e dipendenza dalla marijuana, ansia, depressione ma anche psicosi e/o schizofrenia nei soggetti predisposti. Inoltre sembra che, se utilizzata continuativamente in giovane età, la cannabis possa ridurre anche permanentemente le normali capacità cognitive.

Dunque sì, la marijuana fa male se ne si fa un abuso e la si utilizza per lungo tempo, mentre si può beneficiare delle sue potenzialità terapeutiche mediante la cannabis medicale (ovvero farmaci galenici con percentuali di THC e CBD ben ponderate).

Naturalmente, quando parliamo di danni parliamo della cannabis ad alto contenuto di THC e non dell’erba legale.

Che cos’è l’erba light e perché non ha gli stessi effetti della cannabis ad alto contenuto di THC?

Le piante di canapa legale presentano quantità di THC inferiori allo 0,2%, mentre contengono alte quantità di CBD, il cannabinoide benefico e non psicotropo. Il CBD è un antipsicotico (dunque riduce nettamente gli effetti del THC) e presenta le seguenti proprietà:

  • Antinfiammatorie
  • Immunoregolatrici
  • Antiossidanti
  • Antidolorifiche
  • Ipotensive
  • Antiemetiche
  • Antispastiche
  • Rilassanti a livello muscolare
rilassamento muscolare da cbd

Dai risultati di numerosi studi scientifici, sembra che il cannabidiolo possa contrastare numerosi stati di malessere e sintomatologie tra cui dolori cronici, spasticità, convulsioni, infiammazioni e nausea. Sembra inoltre essere un aiuto ideale per superare l’anoressia e altri disturbi alimentari, poiché le sue capacità antiemetiche combattono proprio la nausea e il vomito.

Al momento, però, le ricerche a riguardo sono state condotte quasi soltanto sugli animali e in provetta, mentre gli studi sull’uomo sono ancora in alto mare (forse per il proibizionismo e i pregiudizi legati alla cannabis).

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In conclusione

La marijuana ad alto contenuto di THC ha effetti psicotropi e, se utilizzata nel lungo periodo, può causare effetti decisamente negativi come dipendenza, ansia, depressione e psicosi nei soggetti predisposti.

Il responsabile di questi sintomi negativi è proprio il tetraidrocannabinolo, contenuto in elevate percentuali nella cannabis “tradizionale” e nei prodotti da essa derivati (come l’hashish e il kief) e in quantità assolutamente ininfluenti nella canapa sativa ad alto contenuto di CBD.

Quest’ultima non è in alcun modo dannosa per l’uomo ma anzi: sembra che possa avere degli effetti benefici potenzialmente terapeutici (ancora da confermare in via ufficiale).

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