Canapa per uso personale: depositato il testo base alla camera

Depositata proposta di legge sulla coltivazione della cannabis ad uso personale

La legge che consentirà la coltivazione in casa di Cannabis per uso personale. Ma i minorenni?

Prima di addentrarci nei meandri della proposta di legge presentata per regolamentare l’uso personale della canapa, capiamo meglio come viene coltivata questa pianta e perché è così importante riconoscere le differenze che esistono tra gli esemplari maschili e femminili della Canapa sativa (L., 1785).

Piante monoiche e dioiche

Nel regno vegetale esistono piante monoiche e dioiche, la classificazione nei due gruppi avviene in base alle modalità di riproduzione della pianta stessa.

In natura, la maggior parte delle specie vegetali sono monoiche, ovvero possiedono sia gli organi femminili (pistilli), che quelli maschili (stami) e fecondano i propri fiori attraverso polline autoprodotto.

Appartengono a questa categoria molte piante commestibili, come la zucca e il mais. La Cannabis invece appartiene alla categoria delle piante dioiche, caratterizzate da esemplari maschi e femmine separati.

Maschi Vs Femmine: come riconoscere il sesso della pianta di canapa

Una pianta di cannabis femmina

Durante la fase vegetativa, gli esemplari della Cannabis sono pressoché identici; è all’inizio della fase di fioritura che cominciano ad apparire le prime differenze: i maschi producono sacche piene di polline, le femmine invece sono caratterizzate dalle cosiddette cime, infiorescenze vischiose e resinose.

Ed è proprio sulle cime delle femmine che emergono i tricomi, piccole ghiandole che producono i cannabinoidi THC e CBD.

Appare chiaro quindi, che gli esemplari maschi sono molto meno interessanti per chi desidera raccogliere solo le cime.

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L’importanza della Cannabis come pianta dioica

Sapere che la Cannabis è una pianta dioica è un vantaggio per i coltivatori; questa caratteristica permette di separare gli esemplari maschili da quelli femminili ed evitare che i fiori vengano fecondati e comincino a produrre semi.

In questo modo si ottengono cime di qualità superiore, definite con il termine “sinsemilla” (in spagnolo “senza semi”).

Un altro vantaggio è dato dal maggior controllo che i coltivatori hanno negli incroci, potendo scegliere le piante migliori con cui dare origine a discendenti che posseggano determinate caratteristiche.

Coltivazione della canapa

Probabilmente la canapa è tra le specie più efficaci per migliorare le condizioni fisiche del terreno, grazie alla sue capacità di assorbire i metalli pesanti e di contenere le erbe infestanti.

Le piante di cannabis assorbono i metalli pesanti dal terreno migliorandone le condizioni fisiche

A seconda del prodotto finale desiderato (fibra tessile di alta qualità, fibra meno pregiata, seme), la coltivazione si differenzia notevolmente in termini di tecnica colturale e costi.

In ogni caso comunque, la semina deve avvenire quando la temperatura del terreno ha raggiunto i 10°C – quindi da metà marzo in poi – prestando attenzione a non ritardarla troppo per non incorrere nei rischi di un insufficiente apporto idrico.

Nella prima fase di accrescimento le piante sono molto sensibili a diversi fattori di stress (calore eccessivo, traumi, carenze nutritive) che possono indurle a modificare le loro caratteristiche e a trasformarsi in piante ermafrodite: la pianta, in un estremo meccanismo di difesa, tenterà di autofecondarsi senza attendere il polline maschile, con un conseguente calo della qualità del prodotto finale.

La proposta di legge

Attualmente in Italia, la coltivazione della canapa si sta rivelando un investimento dal forte valore aggiunto, che attira piccoli imprenditori e aziende agricole.

E chi vuole coltivarla in casa per uso personale?

Adesso potrebbe farlo senza incorrere in sanzioni grazie alla proposta depositata alla Camera di recente, che mira a modificare il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, secondo il DPR 309/90 in materia di coltivazione, cessione e consumo della Cannabis e dei suoi derivati.

Il testo è stato depositato dal presidente della commissione di Giustizia, Mario Perantoni ed è il frutto della sintesi delle tre proposte di legge presentate dal 2019 a oggi (una proposta del radicale Magi, l’altra voluta dal Movimento 5 Stelle e infine il testo del leghista Molinari).

Il testo base è composto da cinque articoli e tra le novità più importanti spicca la non punibilità della coltivazione domestica per uso personale. In sostanza, sarà possibile coltivare in casa piccole quantità di Cannabis femmina – non più di quattro piante – .

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Inasprimento delle pene e tutela dei minori

Il testo base prevede inoltre, un inasprimento delle pene nei confronti di chi vende sostanze stupefacenti ai minori.

Spiega Perantoni: “Ho proposto un testo base per la modifica del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti, consentendo la coltivazione personale di piccole quantità, pari a ‘quattro femmine di Cannabis’ e inasprendo il contrasto allo spaccio.

Ancora una volta siamo in presenza di un provvedimento che recepisce il chiaro orientamento della Corte di Cassazione e che mira a mettere sullo stesso passo parlamento e società. […] Dando seguito alle istanze che esprimono la preoccupazione per il dilagare dello spaccio, vengono inasprite alcune pene e viene punito pesantemente chi vende sostanze stupefacenti ai minori o in prossimità delle scuole”.

Vengono però depenalizzati i cosiddetti ‘fatti di lieve entità, applicando una distinzione tra tipologie di sostanze stupefacenti, e non è più previsto il carcere, ma la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità.

E adesso?

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