Marijuana White Widow: L’enigma irrisolto dietro la sua nascita.

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L’enigmatica nascita della genetica White Widow nasconde numerosi misteri, eccoli nel dettaglio.


La White Widow è senza dubbio una delle specie di cannabis più famose e commercializzate, che ha raggiunto con successo il mercato della marijuana light.

Fin dall’inizio della sua nascita nel 1994, la White Widow ha iniziato a spiccare tra numerose altre varietà di cannabis. Il primo successo è stata la vittoria dominante alla prima Cannabis Cup, vittoria che ha preceduto molti altri successi e premiazioni.

I giudici delle competizioni hanno spesso elogiato il volume insolitamente elevato di resina e la potenza di questo ceppo: nel caso della marijuana non depotenziata il THC può superare il 20%, mentre nella versione light, legale in Italia, è il CBD ad avere la predominanza, con quantità che superano il 18%.

Sai che il governo italiano ha finalmente ufficializzato la legalità del commercio di erba light, anche sotto forma di infiorescenze e resina? Leggi il seguente articolo: “Ufficiale: la marijuana light è legale al 100%“!

La varietà White Widow è però tanto apprezzata quanto misteriosa. Delle sue origini abbiamo a disposizione solo alcune ipotesi, non delle certezze, e ovviamente non sappiamo quale tra loro sia la vera storia della nascita di questo fantastico ceppo.

Il dibattito appassionato su chi il vero creatore originale della White Widow si è trasformato in una sorta di “questione politica” che divide la scena della cannabis in due ideali opposti.

Una fazione sostiene che il ceppo sia stato scoperto da un uomo chiamato Ingemar, mentre l’altra dal famoso Shantibaba (Scott Blakey). Ricercare chi è il vero coltivatore e “padre” della White Widow è difficile, ma la verità è che l’autore originale può essere solo uno.

Vuoi leggere le caratteristiche della pianta e delle infiorescenze di questa varietà? Leggi il seguente articolo: “Marijuana White Widow: tutto ciò che devi sapere a riguardo“!

Shantibaba: il possibile padre della marijuana White Widow

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Come accennato in precedenza, la marijuana White Widow ha fatto ingresso sul mercato per la prima volta nel 1994. Tuttavia non è nata all’interno delle mura domestiche di qualcuno (come spesso succede in questo campo) bensì da una banca del seme olandese di nuova fondazione, la Greenhouse Seeds.

A quel tempo i comproprietari dell’azienda erano Shantibaba e il suo collega Arjan. La genetica originale della White Widow era una combinazione di diverse genetiche di alta qualità, una Sativa brasiliana e una Indica indiana, ma i ceppi precisi non sono ben chiari.

Tuttavia la maggior parte dei veterani parla principalmente della varietà brasiliana Manga Rosa, molto antica e utilizzata soprattutto in ambito spirituale e religioso.

Si dice che inoltre che Shantibaba abbia conosciuto la varietà di Indica indiana durante un viaggio in cui venne portato a visitare una coltivazione di cannabis nelle montagne del Kerala da un agricoltore locale.

L’agricoltore, così si dice, indirizzò Shantibaba verso un ibrido unico, selezionato e allevato per anni per ottenere una produzione ottimale di resina.

Pochi giorni dopo Shantibaba lasciò l’India e tornò nei Paesi Bassi con un lotto di semi provenienti da quella coltivazione. Secondo la leggenda, uno di quei semi recuperati durante il viaggio avrebbe dato alla luce la pianta di cannabis maschio che si crede sia il padre della White Widow attuale.

Incrociando questa genetica con la varietà brasiliana menzionata in precedenza, si dice che Shantibaba abbia dato vita all’originale White Widow, che ha allevato e stabilizzato ulteriormente per qualche tempo prima di rilasciarla sul mercato.

Qualche anno dopo, Shantibaba avrebbe lasciato Green House Seeds in seguito ai conflitti con Arjan e ha portato con sé la genetica della White Widow. Shantibaba ha collaborato con Nevil Schoenmaker e Howard ‘Mr Nice’ Marks per formare Mr Nice Seeds.

Questa banca del seme ha lanciato “Black Widow”, forse per far concorrenza alla White Widow commercializzata da Arjan Roskam alla Green House Seeds.

Sei curioso di conoscere la seconda versione dei fatti? Passa al seguente paragrafo!

Le origini della marijuana White Widow: la versione di Ingemar

Ingemar è un noto coltivatore di marijuana dell’Olanda meridionale. Egli sostiene che di aver trovato i semi della White Widow in un lotto di hashish pulito a mano; i semi sarebbero poi stati da lui coltivati per circa 6 anni al fine di perfezionare questa nuova varietà.

In una vecchia intervista gli è stato chiesto se la genetica di White Widow venduta da Green House Seeds provenisse davvero da lui. Ha detto: “Sì, è la stessa. Ho dato ad Arjan la genetica e il nome anni fa ed è l’unico ad avere il permesso di usarli”.

Arjan Roskam di Green House Seeds conferma la storia di Ingemar e sostiene che il “vero accordo” viene da Ingemar e che il suo ex partner Shantibaba non ha nulla a che fare con la creazione di questa incredibile leggenda della cannabis.

Oggi la genetica dello stesso Ingemar è venduta con il nome di “De Sjamaan Seeds”. Questo marchio non solo vende la sua versione White Widow, ma offre anche alcuni incroci tra White Widow e altre varietà di cannabis.

Quindi chi ha ragione e chi ha torto?

Come puoi immaginare… Non lo sappiamo. Purtroppo, come spesso accade per gli studi sull’origine dei diversi ceppi di cannabis, mancano prove attendibili che aiutino a trovare una chiara conclusione riguardo chi sia il vero artefice di questa apprezzatissima cannabis.

Qualunque sia l’autore l’importante è il fantastico risultato ottenuto: la White Widow è un ceppo incredibile e non dovresti assolutamente farne a meno! Clicca qui per acquistare subito la sua versione light!