La pianta di marijuana

pianta di marijuana

Tutti i benefici e gli utilizzi di quest’erba considerata da molti “miracolosa”.


La pianta di marijuana: un po’ di storia

La tradizione della coltivazione della cannabis ha una storia millenaria alle spalle. La sua storia non inizia, ovviamente, dalla cannabis light, in quanto fino agli anni ’40 del 1900 la concentrazione di THC della marijuana non veniva generalmente condannata.

Infatti, in antichità, le fibre di canapa venivano impiegate nel settore tessile per indumenti, cordame e vele per i navigli.

Inoltre, fino ai primi decenni del Novecento, la canapa costituiva la materia prima principale per la produzione di carta.

L’impiego delle sostanze psicoattive della cannabis era diffuso principalmente presso le popolazioni del Medio e Estremo Oriente. L’effetto stupefacente e analgesico della Cannabis Indica in quelle aree è stata per millenni associata alla maggior parte dei riti religiosi.

In particolare la medicina cinese antica riconosceva alla cannabis proprietà terapeutiche oggi confermate dalle ricerche scientifiche.

L’uso medico della cannabis era noto anche in Europa: Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia ne menziona le proprietà terapeutiche, mentre, sempre fonti romane attestano che presso le popolazioni celtiche la cannabis era impiegata sia per riti e cerimonie che come pianta officinale a partire dal IV e III secolo a.C.

In tempi moderni, l’uso ricreativo della marijuana era una pratica comune alla maggior parte della classe intellettuale: importanti scrittori e pensatori ne facevano un uso frequente e non sempre moderato.

La svolta nella diffusione e nello studio della cannabis si ebbe a partire dalla legge del 1937, il Marijuana Tax Act, emendata in America sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt. Il provvedimento era rivolto in particolare a ostacolare il Messico, principale produttore di canapa in America Centrale.

La campagna ostile di cui fu oggetto la cannabis da quel momento si diffuse in tutto il mondo. Gli Stati Uniti, usciti vincitori dalla Seconda Guerra Mondiale, favorirono la diffusione del proibizionismo sulla canapa in tutti i paesi della NATO, sicché anche l’Italia, fino ad allora maggior produttore di canapa in Europa, dovette nel 1975 emendare una legge che ne proibiva la coltivazione.

Ma l’esito peggiore del proibizionismo fu la sua reazione sulla ricerca scientifica: dai primi decenni del Novecento alla fine degli anni Novanta, infatti, la ricerca scientifica sulla cannabis, sui cannabinoidi e sui loro impieghi terapeutici, industriali e agricoli si è completamente arrestata.

Solo in seguito all’insistenza e ai successi del movimento per la legalizzazione si è potuto riprendere a indagare sulle proprietà terapeutiche dei due principali metaboliti della marijuana, il CBD e il THC.

Attualmente la cannabis è divenuta legale in alcuni Paesi, tra cui molti Stati americani (clicca qui per conoscere quali: “Stati americani in cui è legale la marijuana: ecco dove puoi fumare cannabis in USA“).

Per quanto riguarda l’Italia, invece, nella nostra nazione è possibile coltivare e commerciare Canapa Sativa depotenziata, dunque con quantità di THC inferiori allo 0,6%.

Tale varietà è chiamata marijuana light. Vediamo insieme quali sono i suoi benefici.

I benefici della pianta di marijuana light

La marijuana light, cannabis legale in Italia, è una tipologia di cannabis con contenuto di THC (tetraidrocannabinolo, il metabolita psicoattivo) inferiori allo 0,6% e con concentrazioni di CBD (cannabidiolo, il metabolita non psicoattivo) medio-alti.

Alcune varietà, come la Flower Power svizzera, possono raggiungere fino al 26% di CBD. Altre, come la Sweet Berry, generalmente superano il 22%.

I benefici del consumo di marijuana light sono molteplici. Infatti è stato scientificamente appurato che il CBD sia un eccellente analgesico, con proprietà ansiolitiche, antidepressive, antiossidanti, antinfiammatorie e anticonvulsivanti.

In particolare per via delle proprietà del CBD e degli altri terpeni della cannabis, il consumo di cannabis light è particolarmente indicato per chi soffre di:

  • Insonnia, in quanto il CBD aiuta a rilassare corpo e mente, oltre a svolgere una funzione regolatrice del battito cardiaco e della respirazione. Nello specifico, in caso di insonnia, è fortemente consigliata l’assunzione della tisana alla canapa legale.
  • Epilessia. Attenzione: la marijuana depotenziata non è un medicinale, dunque non può in alcun caso sostituire i farmaci prescritti dallo specialista. Tuttavia, specialmente per via delle proprietà anticonvulsivanti del CBD, l’assunzione di estratti al cannabidiolo (come l’olio CBD) o di cannabis light può aiutare a tenere sotto controllo gli spasmi muscolari tipici di questo disturbo.
  • Infiammazioni e lesioni, proprio in quanto, come analgesico, il CBD allevia i dolori e, come antinfiammatorio, aiuta il corpo a reagire positivamente, intervenendo sulla regolazione della reazione immunitaria.
  • Artriti e altri dolori cronici. Il CBD infatti rallenta il processo di degenerazione delle articolazioni e rilassa in generale i muscoli, alleviando la pressione sulla zona interessata.

Gli innumerevoli impieghi della cannabis light stanno convincendo sempre più Stati circa la necessità della sua legalizzazione.

Come ti abbiamo anticipato, in Italia la produzione di questo prodotto è stata consentita dalla legge del 2 dicembre 2016, n.242, per quanto l’uso a scopi ricreativi costituisca ancora un reato amministrativo.

Per evitare problemi con le Autorità è dunque consigliabile rispettare gli usi indicati sulla confezione di marijuana light oppure utilizzarla privatamente presso la propria abitazione.

In ogni caso, a prescindere dalla modalità di assunzione, la cannabis legale non ha effetti psicotropi, al contrario della “classica” marijuana ad alto contenuto di THC.

pianta canapa legale

Marijuana psicotropa: perché e dove?

La marijuana psicotropa, contrariamente alla versione light, non è selezionata al fine di avere concentrazioni di THC minime.

Nella varietà psicotropa il metabolita psicoattivo, il THC, è presente in percentuali che possono arrivare, come nel caso della Gorilla Glue, al 25/30%, rasentando effetti psichedelici su chi ne fa uso.

La marijuana psicotropa presenta sempre e comunque THC e CBD, dunque è particolarmente indicata per quelle patologie che necessitano di ricorrere a forti analgesici. Ecco qualche esempio:

  • tumori
  • fibromialgia
  • infiammazioni croniche
  • artrite reumatoide
  • traumi cerebrali
  • sclerosi multipla

Com’è ovvio la marijuana ad uso terapeutico è acquistabile esclusivamente sotto prescrizione medica. Le sue varietà, FM-1 e FM-2 sono reperibili in farmacia e prodotte, per quanto riguarda l’Italia, soltanto presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Al contrario dell’uso terapeutico, l’utilizzo ricreativo della cannabis ad alte percentuali di THC è, nella nostra nazione, sanzionato amministrativamente.

In altri Stati è invece completamente illegale: chi ne fa uso rischia spesso la detenzione.