Pianta madre di cannabis: che cos’è e quali sono le sue caratteristiche

pianta madre di cannabis

Tutto quello che c’è da sapere su una pianta madre di cannabis

Che cosa significa pianta madre di cannabis? Se hai deciso di aprire questo articolo significa che anche tu vorresti saperne di più.

Questa pianta permette, infatti, di ottenere migliori raccolti e, di conseguenza, prodotti finiti di qualità, e questo è dovuto a una ragione essenziale.

Immagino ti stia domandando quale, giusto?

In questo articolo vedremo di capire cosa si intende per pianta madre di cannabis e quali sono le sue proprietà.

pianta madre di cannabis

Che cos’è una pianta madre?

Quando si coltiva la cannabis, ci sono due modi di approcciarsi alla produzione di piante: la coltivazione da semi o da cloni.

Coltivare dai semi è quasi come una roulette: i coltivatori autorizzati lanciano i dadi acquistando i semi, senza sapere se il raccolto che si otterrà sarà proficuo come le aspettative. Questo perché le piante che nasceranno dai semi potrebbero avere delle differenze: alcuni possono dar vita a infiorescenze con una colorazione estremamente viola, altre potrebbero essere tendenti al verde, fermo restando che entrambe avranno anche diversi livelli di cannabinoidi e terpeni. Queste variazioni all’interno della stessa varietà sono note come fenotipi, indicati da numeri nei nomi delle varietà.

Le piante madri, d’altro canto, vengono utilizzate per creare piante identiche a sé stesse.

Questi cloni vengono ottenuti prelevando un taglio, o un piccolo pezzo di ramo, dalla pianta e presentano le stesse caratteristiche della pianta da cui sono stati prelevati. Le piante madri sono mantenute in stato vegetativo, cioè non fioriscono mai. Questo è un aspetto importante, poiché il prelievo di tagli da una pianta in fiore può ‘stressare’ la pianta stessa o addirittura indurre il clone a rendersi ermafrodito, nel tentativo di impollinarsi.

Leggi anche: Tutto quello che devi sapere sui germogli di canapa sativa

Come vengono scelte le piante madri?

Ci vuole molto tempo e attenzione per identificare la pianta madre ideale per la clonazione.

La scelta di una pianta madre, infatti, può essere un processo arduo: è necessario innanzitutto raccogliere i semi della varietà desiderata in più fenotipi. Tieni presente che avere più fenotipi è fondamentale poiché ognuno di essi mostrerà proprietà leggermente diverse e la coltivazione delle varianti aiuterà a identificare quello che meglio soddisfa le esigenze dei coltivatori.

Non è raro che vengano condotti degli ‘stress test’, ovvero la manipolazione di fattori di coltivazione come l’umidità, la luce e l’irrigazione per vedere come reagisce la pianta.

Questo perché l’obiettivo dei coltivatori è ottenere una pianta in grado di resistere a questi fattori ambientali e di produrre comunque i risultati desiderati.

Questi fenotipi vengono portati in fiore per analizzarne le caratteristiche, in particolare il contenuto di terpeni e cannabinoidi. Il fenotipo che soddisfa le esigenze dei coltivatori diventerà la pianta madre.

pianta madre di cannabis

Vantaggi della coltivazione da una pianta madre

Oltre all’ovvio vantaggio di non dover comprare sempre i semi, ci sono molti altri ottimi motivi per partire da una pianta madre.

Per cominciare, non ci sarà alcuna differenziazione tra i cloni prelevati dalla stessa madre; questo significa che anche in un lotto di semi provenienti dalla stessa pianta, si possono incontrare alcune piccole differenze genetiche.

Quando si lavora con i cloni, tutte le piante avranno lo stesso identico profilo genetico, il che porta a piante costanti che producono raccolti costanti. A tal proposito, un altro vantaggio significativo della coltivazione da cloni è che le piante rimarranno uniformi nelle dimensioni durante il loro sviluppo, rendendo la clonazione la scelta naturale per i coltivatori che sperano di ottenere un raccolto uniforme e consistente.

Ma non è tutto.

Un’altra buona ragione per coltivare da una pianta madre è il fatto che una singola pianta madre può produrre un numero di cloni sufficiente a garantire il raccolto per tutto l’anno. Al momento del taglio, i nuovi cloni saranno già pronti per essere messi nella grow room.

La ciliegina sulla torta? Niente più ‘caccia al maschio’!

Quando si prelevano cloni da una madre, si avranno sempre delle figlie femmine. Questo elimina la necessità di identificare e rimuovere le piante maschio, prima che possano causare danni al resto delle piante nella stanza.

Ci sono poi alcuni fattori importanti affinché la madre abbia una vita lunga (quale coltivatore non la vorrebbe?) e il primo è la genetica della pianta.

Quando si tratta di scegliere quale pianta debba essere designata come pianta madre, la chiave è scegliere la più forte del raccolto. Questo significa osservare la rapidità di germinazione, la robustezza delle radici, il fogliame denso e gli steli robusti.

Una volta selezionata la pianta madre più forte, è necessario collocarla in un’area che le dia spazio per svilupparsi lateralmente. Le piante madri hanno bisogno di 18-24 ore di luce solare al giorno per garantire che rimangano nella fase vegetativa della crescita.

Inoltre, la maggior parte dei coltivatori tende a cimare più volte le piante madri per indirizzare l’energia verso i germogli inferiori, che possiedono la maggiore concentrazione di ormoni della crescita e quindi radicano meglio, producendo cloni più forti e vitali.

Leggi anche: Essiccazione e concia della cannabis: come funziona e perché viene effettuata

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto che cosa si intende per pianta madre di cannabis e quali sono i suoi principali vantaggi per i coltivatori autorizzati.

Data la possibilità di ottenere piante con le stesse qualità, la coltivazione di cloni è una della pratiche maggiormente scelte con lo scopo di ottenere ottimi prodotti finiti.