Uruguay: quando la piantagione di canapa diventa una risorsa per il Paese.

piantagione di canapa in uruguay

In Uruguay la coltivazione di canapa è diventata una risorsa economica fondamentale per il Paese. Ecco come.

Nel 2013, l’Uruguay fu il primo Paese al mondo a legalizzare la coltivazione e il commercio di canapa industriale, ovvero cannabis light non psicoattiva con percentuali di THC fino all’1%.

Sebbene l’esportazione della canapa legale non sia ancora stata attivata, la piantagione di canapa in Uruguay è diventata ormai una risorsa importantissima per il Paese.

Ma come mai questo Paese del Sud America ha iniziato a produrre e vendere cannabis legale? E quali sono stati i benefici di questa decisione?

La produzione di erba legale non psicoattiva in Uruguay.

coltivazione di canapa in uruguay

Nel 2013, il Ministero dell’Agricoltura uruguaiano dette il via alla coltivazione di canapa light industriale, definita come cannabis non psicoattiva con THC fino all’1% e con alte percentuali di CBD.

Lo scopo dell’avvio di questo mercato era consentire l’utilizzo della canapa a scopo terapeutico e permettere a individui affetti da particolari patologie di poter godere dell’utilizzo del CBD, cannabinoide dall’eccellente potenziale terapeutico.

Infatti il CBD, quando assunto dall’uomo, ha effetti antidolorifici, antinfiammatori, anticonvulsivanti, antispastici e molti altri ancora.

Nonostante la ricerca medico-scientifica sia ancora indietro a riguardo, l’Uruguay si è portato avanti autorizzando la coltivazione di marijuana legale ad alto contenuto di CBD e di prodotti derivati dalla sua lavorazione, come i seguenti:

  • Semi di erba legale
  • Fibre destinate alla produzione di abbigliamento, corde etc.
  • Olio CBD
  • Unguenti, pomate, tisane

E molto altro ancora.

Il Ministro delll’Argricoltura in Uruguay ha imposto dei limiti sul THC in modo che la cannabis prodotta non possa essere utilizzata a scopo ricreativo ma esclusivamente a scopo terapeutico.

Inoltre bisogna considerare che il THC è il cannabinoide psicoattivo per eccellenza, e l’obiettivo del Ministro non era di certo quello di fomentare “lo sballo”.

Dunque la coltivazione di canapa legale in Uruguay deve rispettare rigorosamente il limite dell’1% di THC.

Per il momento, il commercio di cannabis light non ha potuto espandersi a livello internazionale, ma lo Stato prevede di avviare l’esportazione entro il prossimo anno.

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Perché la canapa industriale prodotta in Uruguay non è stata ancora esportata in altri Stati?

Praticamente tutte le aziende produttrici di canapa in Uruguay mirano all’esportazione dei prodotti ma nessuna di esse è mai riuscita a esportare in larga scala.

Ci sono infatti dei problemi per quanto riguarda l’espansione del commercio all’estero, problemi che il Ministero dell’agricoltura punta a risolvere il più presto possibile.

Ecco, di seguito, di quali impedimenti parliamo:

  • In primis, la burocrazia. In Uruguay è permesso coltivare canapa con THC fino all’1% ma in molti altri Paesi i relativi prodotti sono illegali. Ad esempio, in Italia è consentito un quantitativo di THC inferiore allo 0,2% (con percentuali tollerate fino allo 0,6%), come in Francia. In molti altri Stati, il possesso di canapa è severamente proibito e punito anche con il carcere, a prescindere dalle quantità di THC contenute nelle infiorescenze e negli altri prodotti. Talvolta l’Uruguay esporta piccole quantità di erba legale in Svizzera, dove il limite di THC è fissato all’1%, ma niente di più.
  • L’Uruguay è un Paese piccolo, dunque la produzione di canapa su larga scala è praticamente impossibile. Per il momento, la canapa industriale basta appena per i residenti.
  • I costi di produzione della canapa industriale sono molto alti nel territorio uruguaiano, specialmente se raffrontati ad altri Paesi dell’America Latina. I costi più alti sono quelli relativi all’energia, al carburante e alla manodopera.

Ma come mai l’Uruguay punta ad espandersi a livello internazionale?

Naturalmente per i benefici economici di cui potrebbe godere. L’esportazione comporterebbe enormi guadagni per l’Uruguay e l’aumento della forza lavoro poiché le aziende produttrici di canapa e derivati inizierebbero a spuntare come funghi.

Sarebbe una vittoria davvero notevole per il Paese, considerando l’eccellente fama del Paese per quanto riguarda la coltivazione di piantagioni di canapa.

piantagioni di canapa coltivazione in uruguay

Canapa dall’Uruguay: quali sono i vantaggi?

Se l’Uruguay avviasse trattative commerciali con i Paesi esteri per quanto riguarda la canapa sativa light, avrebbe sicuramente un grosso successo.

Ti stai chiedendo perché?

In primo luogo, il suolo del territorio uruguaiano è perfetto per la coltivazione di cannabis industriale e consente agli agricoltori di ottenere una resa notevole. Gli agricoltori che coltivano Outdoor possono ottenere fino a due raccolti all’anno.

Inoltre le strade sono di facile accesso: questo è un aspetto estremamente importante per la logistica.

Ultimo motivo, ma non meno importante degli altri, è l’ottima reputazione di cui godono l’erba light e l’olio di CBD prodotti in Uruguay. Questo prestigio è giustificato anche dalla certificazione della canapa uruguaiana.

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In conclusione

La canapa in Uruguay ha un potenziale altissimo anche per quanto riguarda l’esportazione all’estero.

Ci sono dei problemi da risolvere ma, una volta superati gli ostacoli, probabilmente lo Stato riuscirà a godere notevolmente dell’esportazione verso i cannabis light shop europei e non solo, come Justbob.

I prodotti derivati dalla canapa industriale sono davvero numerosi. Parliamo di biomassa, tisane, unguenti, foraggio per animali e l’immancabile trio: fiori di marijuana, hashish CBD e olio di CBD.

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