Psicosi e marijuana light: cosa dicono gli studi a riguardo.

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La marijuana light potrebbe attenuare i sintomi della psicosi. Ecco cosa dicono le ultime ricerche.


La paura di ciò che non conosciamo, di ciò di cui non possediamo informazioni sicure e attendibili è assolutamente normale. Per questo nascono le cosiddette leggende metropolitane, che si diffondono a macchia d’olio in poco tempo.

Tra queste, c’è quella che vede la Marijuana (non la cannabis light ma la “classica”) come causa di stati di psicosi, di alterazione e un grave pericolo per la salute della mente del consumatore. Questo non è assolutamente esatto.

Non ci sono pareri medici assolutistici che demonizzano o reputano del tutto nociva la Marijuana per l’uso terapeutico, come dimostra una corretta e controllata legalizzazione in diversi Stati.

Anzi, sono diversi gli aspetti positivi del suo utilizzo.

Scopriamo insieme di cosa stiamo parlando.

La Marijuana può far male?

Dipende. Questa è la risposta più corretta, poiché tutto sta nel conoscere il tipo di cannabis di cui facciamo uso, come ne facciamo uso e dove l’abbiamo reperita.

Bisogna subito sottolineare una cosa molto importante; qualsiasi tipo di Cannabis non acquistata nei regolari store online o fisici, che abbia un THC dal valore uguale e superiore allo 0,2% e la cui provenienza non sia dimostrabile, è assolutamente illegale.

Questo avviene anche perché acquistare della Cannabis, che non sia Cannabis Light, può essere motivo di rischio per il consumatore. Chi acquista marijuana illegale non può mai essere sicuro delle sostanze usate in laboratorio per la parte finale della lavorazione del fiore e del livello di THC presente in essa.

Un alto livello di THC non controllato, l’uso di sostanze tossiche per il corpo e la mente possono creare gravi problemi di salute, tra cui diversi stati di psicosi incontrollata in chi ne fa uso.

Tutti questi aspetti hanno un grande peso sulla legalizzazione della marijuana a basso contenuto di THC. Infatti la questione sul quanto sia legittimo vendere o meno erba light è sempre aperto e motivo di scontro politico e sociale. Con grande attenzione all’aspetto delle possibili psicosi.

Quando parliamo di “psicosi” intendiamo quello stato in cui si presentano diversi sintomi di alterazione, tra cui le allucinazioni e i dolori. La loro incidenza è dovuta anche al tipo di forma di cui si soffre.

Nei casi di psicosi più acuti sono presenti allucinazioni e sindromi psicosomatiche, mentre nelle forme più leggere possiamo trovare stati di asocialità, scarsa socializzazione e disagio affettivo sui generis.

Quello che preoccupa maggiormente è che, dati alla mano, la Cannabis viene consumata sotto varie forme soprattutto da persone appartenenti alla fasce più giovanili. Queste sono anche le stesse in cui generalmente si cominciano a manifestare i primi sintomi di disturbi mentali più comuni.

Gli studi ci dimostrano che la presenza di cannabis ha incisione sulle caratteristiche tipiche dei disturbi mentali, ma senza cambiarli. Anzi, spesso l’uso di cannabis nei pazienti psicotici porta dei miglioramenti.

Ma è possibile sviluppare una psicosi da cannabis?

Gli studi hanno valutato anche questa possibilità e questo aspetto, arrivando alla conclusione che ad incidere maggiormente sulla possibilità di un rapporto tra cannabis e psicosi ci sia la “dose”. 

Quanta se ne usa, da quanto tempo e per quanto tempo sono domande da porsi nel caso in cui ci si voglia confrontare su questo argomento.

Intanto, uno studio promosso dal Professor Philip McGuire, dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia, e Neuroscienze (IoPPN) del King’s College di Londra, ci mostra un altro aspetto molto interessante della faccenda.

Nel suo articolo, intitolato “Il Cannabidiolo”, il professor McGuire fa riferimento ad un metabolita della Cannabis, il CBD appunto, come risoluzione e motivo di miglioramento per i pazienti affetti da psicosi. 

Constatando che i farmaci antipsicotici convenzionali avessero il ruolo di agire come blocco dei recettori della dopamina, il professore contestava la realtà che vedeva più neurotrasmettitori alterati in caso di psicosi e la presenza di casi in cui il paziente aveva un livello di dopamina relativamente normale. Questo richiedeva il tentativo di trovare nuovi metodi di cura.

Tutto ciò è confluito in un esperimento che consisteva nel fornire a 88 pazienti che soffrono di schizofrenia una dose giornaliera di CBD pari a 1000mg, dividendo il gruppo tra chi prendeva il CBD e chi un farmaco placebo, entrambi da aggiungere alla loro cura normale.

Questo test era necessario al professore per comprendere le possibilità di un uso medico del Cannabidiolo.

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I risultati hanno portato ad una manifesta realtà; chi assumeva il CBD (contenuto in elevate percentuali sia nella marijuana light che nell’olio CBD) risultava migliorato, con un drastico abbassamento dei sintomi psicotici.

L’uso di Cannabis Light è consigliabile?

Proprio perché la Cannabis Light contiene un bassissimo livello di THC, come previsto dalla legge, e un grande quantitativo di CBD, un uso consapevole di questa sostanza legale può essere d’aiuto nel gestire aspetti delle psicosi.

Qualche esempio? Disturbi ossessivo compulsivi, stati d’ansia, inappetenza cronica etc.

Questi e altri sintomi possono essere placati dall’utilizzo di marijuana light e olio CBD.