Salvini ignora le vere droghe e irrompe sulla Cannabis legale

matteo salvini cannabis legale

Il Ministro dell’Interno contro le droghe? Sì, ma contro quelle leggere e depotenziate. Ecco come Matteo Salvini vuole radere al suolo un settore in piena crescita.


La battaglia di Salvini contro la cannabis legale

In Italia la produzione ed il commercio di marijuana light, dunque non psicoattiva, è legale ai sensi della Legge 242/2016.

Ciò che non è legale invece è il traffico di droghe pesanti e di cannabis che supera la percentuale di THC dello 0,6%, nonostante l’uso personale di erba sia stato depenalizzato (ma comunque oggetto di sanzioni amministrative).

E si sa, lo spaccio di sostanze stupefacenti è una piaga che affligge gravemente l’Italia: nello specifico il narcotraffico nel nostro Paese è gestito da organizzazioni mafiose e criminali.

Perché dunque il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Viminale, ha proclamato una crociata contro i Grow Shop e i negozi di marijuana legale?

A detta sua, queste attività vanno “sigillate dal primo all’ultimo perché incentivano l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti”.

Non solo, il suo obiettivo è quello di “chiuderli uno per uno” in quanto “luoghi di diseducazione di massa”.

Ma cosa sono questi negozi e perché incentiverebbero il consumo e lo spaccio di droghe? Vendono cocaina, eroina o altre sostanze stupefacenti?

Assolutamente no.

Cosa sono i Grow Shop e i negozi di cannabis light che Salvini vuole radere al suolo

I Grow Shop non sono altro che negozi in cui si vendono prodotti per la coltivazione di canapa legale ed altre piante. Non a caso il termine inglese “to grow” significa “crescere”.

Ciò che offrono questi negozi sono dunque semi di cannabis light e di altri vegetali, fertilizzanti, attrezzature per la coltivazione idroponica e tutto ciò che è utile per l’agricoltura.

I negozi di marijuana light, come justbob.it, sono invece rivenditori di inflorescenze di erba legale e di olio CBD.

Secondo Matteo Salvini entrambe le attività sono dei “negozi turistici di cannabis”, ma come avrai capito non è assolutamente così.

Infatti se le inflorescenze, i semi e gli altri prodotti rispettano la normativa europea riguardo la Cannabis sativa (e sono dunque certificati) non vanno, per l’appunto, contro la legge.

Quindi – a dispetto di ciò che afferma il Ministro dell’Interno – non è possibile chiudere i battenti dei Grow Shop e dei cannabis light shop che commerciano merce certificata.

matteo salvini marijuana light

I negozi che possono essere perseguiti sono quelli che offrono tipologie di marijuana non depotenziate, con percentuali di THC superiori allo 0,6% (il limite stabilito dalla legge 242/2016). Ma stentiamo a credere che tutti i commercianti di questo settore abbiano sfidato le Autorità.

Sei curioso di conoscere l’intera dichiarazione di Salvini? Passa al prossimo paragrafo.

La dichiarazione di Salvini riguardo i Grow Shop di marijuana legale

“La droga, soprattutto nei confronti dei minori, è un’emergenza nazionale devastante.

Da domani stesso darò indicazioni a tutti i responsabili della pubblica sicurezza delle forze dell’ordine in Italia di andare a controllare uno per uno (per quello che mi riguarda con l’obiettivo di chiuderli uno per uno) tutti i presunti negozi turistici di cannabis.

Per quanto mi riguarda vanno sigillati dal primo all’ultimo perché sono un incentivo all’uso ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ce ne sono ormai più di 1000 al di fuori di ogni regola e di ogni controllo.

Ci sarà a fine maggio una sentenza della Cassazioni Unite in questo merito… Io non aspetto – come qualche collega Ministro mi dice – i “tempi della giustizia”.

Esercito i poteri del Ministro dell’Interno e per quanto mi riguarda dobbiamo usare tutto quello che è democraticamente e legalmente permesso per chiudere uno per uno tutti questi luoghi di diseducazione di massa.”

Tale dichiarazione, in ogni caso, non ci spaventa.

Il nostro negozio online justbob.it è perfettamente a norma di legge. Nello specifico tutti i nostri prodotti sono regolari ai sensi della normativa italiana sulla cannabis legale, rigorosamente analizzati e certificati nonché provenienti da colture totalmente a norma.

Dunque perché i 3 Grow Shop nelle Marche hanno chiuso i battenti?

Probabilmente le quantità di THC dei prodotti in vendita superavano la percentuale tollerata dello 0,6%, oltre la quale la marijuana è considerata una droga.

Il punto è che solamente questi negozi vanno contro la legge, non tutti come afferma generalizzando Matteo Salvini.

Ci auspichiamo quindi che il Ministro dell’Interno si concentri maggiormente sul vero spaccio di sostanze stupefacenti (da parte della mafia e delle organizzazioni criminali) piuttosto che cercare di tarpare le ali ad un settore in pieno e rigoglioso sviluppo.