Semi di cannabis autofiorenti

semi di cannabis auto fiorenti online

Tutto ciò che occorre sapere sui semi di cannabis autofiorenti.


Vuoi acquistare semi di marijuana online e quelli di cui hai maggiormente sentito parlare sono i semi di cannabis autofiorenti.

Ma cosa significa questo termine e perché un coltivatore potrebbe scegliere una varietà di cannabis autofiorente piuttosto che semi femminizzati?

Che cosa sono i semi di marijuana autofiorenti

Il concetto di semi di cannabis autofiorenti è semplice: le piante da loro generate fioriscono automaticamente grazie al solo passare del tempo, anziché dipendere da un ciclo di luce come invece succede per i semi femminilizzati. In altre parole, le piante iniziano a fiorire da sole dopo un periodo vegetativo relativamente breve di 2-4 settimane.

Questo processo di crescita davvero unico viene generato dell’incrocio dei geni di cannabis femminizzata con geni di Cannabis ruderalis, una sottospecie della pianta di cannabis nota per le sue caratteristiche autofiorenti e per l’altezza ridotta dei fusti.

Grazie a questo incroci si ottiene una pianta che non si affida ai fotoperiodi per fiorire, ma piuttosto cresce e fiorisce dopo un determinato tempo. Le piante, dopo la fioritura, sono mature e pronte per la raccolta dopo circa 10 o al massimo 13 settimane.

Inoltre anche i semi autofiorenti hanno il 99% di possibilità di generare piantine di genere femminile.

Attenzione però: ricorda che in Italia è possibile acquistare semi di marijuana, in quanto non presentano cannabinoidi, ma è assolutamente proibito farli germogliare in quanto produrrebbero fiori ad alto contenuto di THC.

semi autofiorenti femminizzati

I pro e i contro dei semi di cannabis autofiorenti

Ci sono una serie di ragioni per cui i coltivatori di cannabis prendono in considerazione i semi autofiorenti femminizzati sia per la coltivazione indoor che per quella outdoor. Ecco di seguito i principali:

  • Se coltivate all’aperto, e dunque outdoor, le piante autofiorenti iniziano a produrre boccioli indipendentemente da quante ore di luce solare ricevono; questo significa che non ci si deve preoccupare di gestire un sistema di privazione della luce o di integrare la luce se si cerca di ottenere raccolti multipli durante la stessa stagione.
  • Quando crescono all’interno, dunque indoor, è possibile effettuare diverse raccolte anche se si ha poco spazio in quanto la piena maturazione dei boccioli avviene entro al massimo in 3 mesi.
  • Le piante autofiorenti possono ricevere più di 12 ore di luce solare al giorno e creare boccioli più grandi in meno tempo rispetto a molte piante di cannabis regolari.
  • Queste piante, grazie ai geni della ruderalis, sono piccole: presentano quindi un fusto di altezza decisamente ridotta e sono perfette anche per chi non ha molto spazio per coltivarle o per chi, negli Stati in cui è consentito (non in Italia), vuole avere una piccola piantagione casalinga.
  • Le autofiorenti sono davvero super resistenti a muffe, parassiti e malattie a cui sono spesso soggette le piante di marijuana.

L’unico svantaggio di queste piante è che, essendo di piccola taglia, non producono grandi raccolti; quindi i “grandi” coltivatori spesso preferiscono acquistare i semi di marijuana esclusivamente femminizzati.

Differenze tra semi di cannabis regolari, femminizzati e autofiorenti

I semi di marijuana regolari sono quelli standard, quindi non hanno subito alcuna modifica né genetica né di altro tipo.

Hanno la stessa probabilità di produrre piantine di genere maschile e di genere femminile. Probabilmente saprai che le piante di genere maschile non producono fiori di cannabis, i quali sono l’obiettivo principale dei consumatori, e possono impollinare quelle di genere femminile compromettendo il raccolto.

I semi di cannabis femminizzati o femminilizzati sono invece il prodotto di piante che subiscono dei particolari trattamenti ormonali. Tali trattamenti danno il via ad una produzione esclusiva di semi di genere femminile i quali hanno il 99% delle probabilità di generare piante di marijuana femmine.

Si tratta quindi della tipologia preferita dei grandi produttori di cannabis, in quanto questi semi garantiscono un’ottima qualità delle infiorescenze, un’eccellente resa e soprattutto evitano lo stress di monitorare costantemente la piantagione al fine di eliminare per tempo le piante di genere maschile.

I semi autofiorenti femminizzati invece producono sempre delle piante di genere femminili ma il loro ciclo vitale non dipende dalle stagioni e quindi dalle ore di luce e di buio.

Si tratta della scelta preferita dei piccoli coltivatori in quanto permettono numerose fioriture (anche se, in quanto le piante sono di modeste dimensioni, la resa è minore di quelle soltanto femminilizzate) e sono molto resistenti a malattie, muffe e parassiti.

Ma sai che esistono anche i semi autofiorenti a crescita accelerata?

Semi di cannabis autofiorenti veloci

I semi di cannabis “Fast flowering” possono produrre piante dai tempi di fioritura e maturazione più rapidi non solo delle femminizzate ma anche delle autofiorenti.

Questi semi vengono prodotti da piante nate dall’incrocio di numerosi ceppi a rapida fioritura oppure da piante autofiorenti a cui viene fatto saltare il periodo vegetativo, passando direttamente alla produzione dei fiori.

Se per un raccolto di marijuana femminilizzata si devono aspettare anche 5 mesi e per un raccolto di marijuana autofiorente circa 3, le piante a crescita accelerata sono pronte per la raccolta dei fiori dopo al massimo 6 o 7 settimane, quindi soltanto un mese e mezzo!

Anche i semi fast flowering sono femminizzati, quindi hanno il 99% delle possibilità di generare piante di marijuana di genere femminile.

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