In Sicilia la Marijuana terapeutica è offerta dall’ospedale

In Sicilia per la terapia del dolore, gli ospedali offrono la marijuana terapeutica.

Una grande vittoria nella terapia del dolore raggiunta dalla regione.

Storia della Cannabis a scopo medico. È ormai universalmente riconosciuto il valore terapeutico della Marijuana (canapa sativa, L. 1785) e il suo uso medico ha una storia millenaria, condivisa da molte culture, prima tra tutte quella cinese.

I primi utilizzi della canapa a scopo medico, infatti, risalgono al 2900 a.C. in Cina, comparendo nell’elenco delle 50 erbe mediche fondamentali del mitico imperatore Shen Nung, a cui è attribuito anche il primo trattato sulla medicina.

Dalla Cina all’Antico Egitto, arrivando all’India e al mondo islamico medievale, la Marijuana è stata da sempre utilizzata per trattare una varietà di malattie e disturbi tra cui: insonnia, stipsi, disturbi gastrointestinali, finanche i dolori del parto.

La marijuana è stata da sempre utilizzata per trattare i dolori del parto

L’introduzione della canapa nella medicina occidentale è avvenuta nella metà del XIX secolo, grazie al medico irlandese William Brooke O’Shaughnessy che ne riconobbe i suoi effetti analgesici e anticonvulsivi.

Come è noto, l’utilizzo della canapa in tutte le sue declinazioni è stato stroncato dalla Marijuana Tax Act (1937) e anche in medicina l’uso di questa pianta ha avuto il suo declino. Bisogna aspettare gli anni ‘70 per rivedere la Marijuana in ambito medico, grazie al libro di Grinspoon “Marijuana reconsidered” (1971), il primo testo “moderno” a riesaminare in modo critico e senza pregiudizi la letteratura scientifica antica e recente sulla canapa.

In seguito furono pubblicati altri testi che mettevano in risalto gli effetti terapeutici della Cannabis.

Agli anni ‘90 infine, risalgono le grandi scoperte sui meccanismi d’azione dei cannabinoidi, i principi attivi della canapa, che agiscono nell’organismo interagendo con i recettori endocannabinoidi, particolari proteine responsabili del controllo di dolore, umore, appetito, memoria.

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Gli effetti farmacologici della Cannabis

Le molecole responsabili dell’effetto farmacologico sono le THC e le CBD – quest’ultime tamponano gli effetti delle prime – ed è per questo che il dosaggio deve essere estremamente accurato e controllato per ottenere un reale effetto terapeutico.

Per quanto riguarda invece il metodo di assunzione, bisogna premettere che i cannabinoidi presenti nella pianta svolgono la loro funzione solo attraverso un processo chimico chiamato “decarbossilazione”.

Si tratta di una reazione che avviene quando le molecole sono esposte ad elevate temperature, oltre i 100°C; ecco perché tra le vie più utilizzate ci sono il fumo, la vaporizzazione e l’infusione, e la scelta dipende dall’effetto voluto e dalla formulazione farmaceutica di partenza.

In Olanda i primi farmaci

Attualmente, l’azienda farmaceutica olandese Bedrocan produce cinque varietà di Cannabis a uso medico che vengono messe a disposizione dal Ministero della Salute dei Paesi Bassi, utilizzati soprattutto per il controllo di nausea, vomito e appetito nei pazienti in chemioterapia.

Accanto a questi utilizzi, ampiamente documentati nella letteratura scientifica, si affiancano studi dell’utilizzo della Marijuana nel controllo del dolore cronico in chi soffre di sclerosi multipla.

La vittoria della Sicilia

Ed è proprio contro la sclerosi multipla che sta combattendo Loredana Gullotta, a cui è stata prescritta per la prima volta e in forma totalmente gratuita, dall’ospedale “Piemonte” di Messina, la Marijuana a scopo terapeutico e precisamente 45 grammi di infiorescenze in 90 capsule, preparate da una farmacia convenzionata.

Nell'ospedale Piemonte di Messina prescritta gratuitamente marijuana a scopo terapeutico

È un importante traguardo raggiunto dalla Sicilia che per la prima volta applica il decreto firmato circa un anno fa dall’assessore alla salute, Ruggero Razza, sulla Cannabis terapeutica, dando la possibilità di utilizzarla nella terapia del dolore a carico del Servizio Sanitario regionale.

Al decreto hanno poi fatto seguito le riunioni al Tavolo tecnico “Cannabis a uso terapeutico” e il corso, promosso dall’Assessorato della Salute e realizzato dal CEFPAS (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), con l’obiettivo di formare i “prescrittori” della terapia a base di Cannabis.

Tuttavia il decreto regionale è stato ostacolato dal fatto che le farmacie ospedaliere non sono sempre attrezzate e le convenzioni con quelle private faticano a decollare.

Oggi Loredana Gullotta ha potuto beneficiare del decreto sulla Cannabis terapeutica e ha così dichiarato: “[…] Vorrei essere la prima di tanti altri. Vorrei che con me ci fossero altri malati a combattere questa battaglia. Bisogna farsi avanti e non rinchiudersi in casa, ma muoversi e reagire, anche per fare aggiungere altre patologie a quelle comprese nel decreto, anche per uso veterinario”.

Santa Sarta del Comitato Pazienti Cannabis Medica, ha però dichiarato: “Purtroppo ancora oggi ci ritroviamo ad avere pazienti di ‘serie A’ e pazienti di ‘serie B’ in base alla provincia di appartenenza. Ad aver stipulato le convenzioni con le farmacie territoriali sono: l’ASP di Ragusa e l’Asp di Messina che si era in un primo momento attivata per realizzare la farmacia ospedaliera per dispensare i preparati galenici”.

Un procedimento stoppato dal Covid e rimesso in moto adesso; il Comitato, infatti, è riuscito a far stipulare le convenzioni con le farmacie territoriali, facendo in modo che finalmente i pazienti appartenenti all’Asp di Messina potranno accedere gratuitamente a queste terapie.

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Obiettivi per il futuro

Adesso è arrivato il momento di pensare anche agli altri pazienti che combattono contro malattie, come ad esempio l’epilessia, che non sono ancora incluse nel decreto, e che non potrebbero permettersi una cura con la Cannabis dal momento che il costo è davvero proibitivo: dai 300 ai 1500 euro al mese.

Una soluzione, proposta dal farmacista Paolo Minacori, potrebbe essere l’introduzione di un prezzario unico regionale, che darebbe l’opportunità ai pazienti di procurarsi la canapa ovunque ne trovino la disponibilità, mantenendo così la continuità terapeutica.