Cannabis: definizione e origine

Approfondimento della definizione e origine della Cannabis Sativa

Nell’articolo che segue approfondiremo la definizione e l’origine di una delle piante più versatili e controverse della storia dell’uomo: la Cannabis sativa.

Definizione: Originaria dell’Asia Minore, la Cannabis (Linnaeus, 1753), indicata in sanscrito con i termini bhanga, vijaya e ganjika, in hindi ganja, è una pianta appartenente al genere Angiospermae e alla famiglia delle Cannabaceae, rappresentate da piante dal fusto eretto e frutti contenenti un solo seme. La Cannabis e il Luppolo (Humulus) sono le uniche specie di questa famiglia economicamente importanti.

Carlo Linneo e Lamarck

Per diverso tempo gli studiosi hanno dibattuto sulla possibile esistenza di diverse specie di Cannabis: nel 1753, Carlo Linneo (1707-1778) decretò l’esistenza di un’unica specie, Cannabis sativa, tipica di zone caldo-umide come Thailandia, Cambogia, America Centrale, e caratterizzata da uno sviluppo prevalentemente verticale e da una rapida crescita vegetativa.

Il ricercatore svedese scelse questo nome poiché descriveva le caratteristiche fisiche della pianta; la parola ‘cannabis’ infatti, significasimile a una canna“, mentre la parola ‘sativa‘ significa “utile“.

Questa pianta infatti ha molteplici utilizzi e in antichità veniva sfruttata soprattutto per la produzione di cordami e vele, sotto forma di olio e per il mangime del bestiame. Ancora oggi la canapa viene coltivata per la produzione di ottime fibre tessili e nella bioedilizia.

La canapa utilizzata per la produzione di fibre tessili

In seguito, precisamente nel 1785, il naturalista e biologo evoluzionista francese Jeanne-Baptiste de Lamarck (1744-1829) osservò altri esemplari provenienti dall’India, che si differenziavano per la larghezza delle foglie, per uno sviluppo in altezza meno pronunciato e per un profilo psicoattivo molto più elevato.

Lo scienziato decise di chiamare questa nuova specie Cannabis indica (Lamark, 1785), dove il termine ‘indica’ sta appunto per “indiana”.

È stata infine individuata una terza specie di Cannabis, nominata dai botanici C. ruderalis – da ‘ruderal’ che significa “che cresce tra i rifiuti” – e classificata come pianta infestante, sfuggita all’addomesticatone dell’uomo.

Spesso la C. ruderalis viene associata alla canapa (tipo di Cannabis ibridata per contenere i livelli di THC), tuttavia – nonostante la C. ruderalis abbia livelli di THC molto bassi – rimangono sempre superiori a quelli della canapa e il suo unico scopo è quello dell’ibridazione.

Ad oggi si tende ad unificare le forme sotto un’unica specie, la Cannabis sativa appunto, prendendo in considerazione e dando peso al fatto che tutte le piante di Cannabis hanno la capacità di fecondarsi tra di loro producendo progenie fertile. Si è giunti quindi alla conclusione di identificare la C. indica e la C. ruderalis come due sottospecie o due diverse varietà della C. sativa.

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Le origini geografiche della Cannabis

Anche sulle origini geografiche della Cannabis si è molto dibattuto; documenti dimostrano che già nel Medioevo l’uomo ha tentato d’individuare il luogo di nascita di questa pianta, ipotizzando l’India e la Cina.

Nel medioevo è stato ipotizzata l'India come luogo di nascita della cannabis

Oggi si ha una ragionevole certezza riguardo l’origine centro-asiatica della Cannabis, ma questo non basta ai ricercatori che lavorano costantemente per svelare il mistero sul luogo di nascita di una delle piante più versatili e controverse conosciute dall’uomo.

Una ricerca non priva di difficoltà, dal momento che non esistono stampe fossili (ovvero le impronte delle foglie su altri oggetti) nei documenti storici, nonostante la popolarità della Cannabis nella ricerca scientifica e accademica.

Per aggirare l’ostacolo ci si è rivolti ai pollini fossili delle Cannabaceae in modo da studiare la lunga storia della pianta.

Attraverso una tecnica statistica che coinvolge approssimazioni ecologiche per differenziare i pollini di altre piante comuni nella ragione, è emerso che l’altopiano tibetano nord-orientale, e precisamente la zona del lago Qinghai, sia il centro d’origine della Cannabis.

Si ritiene che la pianta si diffuse poi verso ovest, raggiungendo l’Europa e la Russia, e verso est, approdando in Cina, trovando nella steppa un habitat ideale.

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L’uomo non ci ha poi messo molto a comprendere l’utilità della pianta, che fornisce un’ottima fibra tessile, e cominciò ad essere coltivata e commercializzata.

La cultura cinese si interessò maggiormente alle potenzialità curative, utilizzandola sotto forma di bevanda e di fumo, mentre la coltura della Cannabis per usi tessili ha un’antica tradizione in Italia, in gran parte legata all’espandersi delle Repubbliche marinare che la utilizzavano largamente per le corde e le vele delle navi.

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