Marijuana e tumore: cosa dice la scienza sui benefici della cannabis sul cancro

marijuana e tumore

La marijuana attenua i sintomi del cancro e gli effetti collaterali delle cure. Ma qual è la sua influenza sulle cellule tumorali?


Gli studi sulla cannabis light e terapeutica sono ancora in corso d’opera, specialmente per quanto riguarda i benefici della marijuana sul tumore.

Una cosa è certa: il CBD, contenuto in grosse quantità soprattutto nella marijuana light, aiuta a contrastare i sintomi del cancro e attenua anche il malessere fisico provocato dalle cure come la chemioterapia e la radioterapia.

Anche il THC, spesso demonizzato in quanto sostanza psicoattiva della cannabis, produce effetti benefici in caso di tumore (e infatti è contenuto in elevate percentuali nella cannabis terapeutica).

Oggi parleremo proprio dei benefici dei cannabinoidi sui malati oncologici. Quali sono i risultati degli studi condotti a riguardo?

Vediamo prima di tutto cosa afferma Dottor Manuel Guzmán, professore presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare alla Complutense University di Madrid e coordinatore del Cannabinoid Signaling Group della stessa università.

Le affermazioni del Dottor Guzmán riguardo i benefici della marijuana sui tumori

Secondo il Dottor Manuel Guzmán, i principi attivi della cannabis e i loro derivati (come l’olio CBD e i farmaci) attenuano alcuni sintomi tumorali. Il CBD infatti ha funzione antiemetica, analgesica e, insieme al THC, è capace di stimolare l’appetito.

La marijuana e i suoi derivati sono dunque molto utili in caso di nausea/vomito e inappetenza provocati sia dal cancro che da alcuni suoi trattamenti farmacologici.

Per quanto riguarda l’inibizione delle cellule tumorali, gli studi sono ancora in corso a livello globale. È prematuro affermare che i cannabinoidi arrestino la crescita dei tumori, ma al momento delle analisi in laboratorio hanno dato degli ottimi risultati sui topi utilizzati come cavie.

In ogni caso il Dottor Guzmán afferma che, essendo il cancro una malattia gravissima e differenziata (in quanto esistono centinaia di tipologie di tumore), è molto difficile combatterlo.

Nonostante tutto, un importante studio ha dimostrato che gli alcolisti che assumono anche cannabis hanno minori possibilità di sviluppare l’Epatocarcinoma (ovvero il cancro al fegato) rispetto agli alcolisti che non utilizzano marijuana e derivati.

Leggi il seguente articolo per saperne di più: “Marijuana e fegato: sapevi che la cannabis influisce positivamente sulle malattie epatiche?“.

Vediamo ora alcuni dettagli sulle ricerche riguardanti i benefici della cannabis sui tumori.

Cannabinoidi e inibizione delle cellule tumorali negli animali da laboratorio

Quasi tutti gli studi sui cannabinoidi (presenti sia nella marijuana light che in quella non depotenziata e prodotti anche sinteticamente) sono stati condotti mediante la sperimentazione su animali e cellule tumorali coltivate in laboratorio.

Molte di queste ricerche hanno dimostrato che i cannabinoidi:

  • attivano la morte cellulare mediante apoptosi, ovvero morte cellulare programmata;
  • prevengono l’angiogenesi, ovvero lo sviluppo di ulteriori vasi sanguigni nei tumori;
  • impediscono la divisione delle cellule;
  • riducono le probabilità che il tumore vada in metastasi, ovvero si espanda;
  • favoriscono l’autofagia, ovvero l’eliminazione delle cellule inutili o dannose per l’organismo.

Ciò ha dimostrato che i principi attivi della cannabis sono efficaci per la cura di alcune tipologie di cancro in animali da laboratorio, in particolare topi e ratti.

Ma quindi nell’uomo è possibile trattare i tumori con i cannabinoidi?

Cannabinoidi e lotta contro il tumore nell’uomo: cosa è noto a riguardo?

marijuana tumore al cervello

In merito ai tumori, il Dottor Guzmán afferma che la trasposizione dei risultati positivi della cannabis sugli animali e sull’uomo sia una questione estremamente delicata.

Ricordiamo infatti che gli studi riguardino principalmente i benefici dei cannabinoidi sui tumori nei topi e nei ratti, organismi molto meno complessi dell’organismo umano.

Nonostante il web sia ricco di fonti che vantano la cannabis come la perfetta cura per il tumore, senza controindicazioni né effetti collaterali, in realtà per il momento è meglio restare cauti e attendere nuovi sviluppi.

Anche se è possibile trovare malati oncologici che affermano di aver ricevuto forti benefici dall’utilizzo di marijuana, vi sono molti interrogativi a riguardo.

Per esempio non si sa se i tumori siano regrediti spontaneamente, non è noto quante persone abbiano utilizzato cannabis e derivati senza averne beneficio, se sia stata svolta (insieme alla terapia con cannabinoidi) una delle classiche terapie antitumorali etc.

Secondo il Dottor Guzmán è possibile che in alcuni casi i cannabinoidi abbiano apportato beneficio in sussistenza di alcuni tipi di tumore, ma purtroppo le evidenze scientifiche scarseggiano ancora. Non è dunque possibile, per il momento, affermare con certezza che tutti i pazienti oncologici possano essere curati con marijuana e derivati, né quali pazienti possano trarne realmente beneficio.

Vi è però una speranza almeno per i tumori al cervello

Marijuana e tumore al cervello (glioblastoma multiforme)

Non solo CBD: a nove pazienti affetti da una gravissima forma di tumore al cervello, il glioblastoma multiforme avanzato e recidivante, è stato somministrato Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) purificato.

Tale sostanza è stata introdotta direttamente nel cervello mediante l’utilizzo di un catetere.

L’analisi dei biomarcatori e la diagnostica per immagini mostrano come alcune di queste persone abbiano risposto in maniera parzialmente positiva al THC: la crescita del tumore non si è arrestata ma ha comunque subìto un rallentamento.

Nonostante il numero di pazienti fosse esiguo, i risultati del test sono promettenti e incoraggiano il proseguimento della ricerca su cannabis e lotta contro il cancro.

Per il momento possiamo dunque affermare con certezza che i principi della cannabis aiutano a contrastare il tumore nei piccoli animali da laboratorio e che potenzialmente potrebbero aiutare anche l’uomo.

Inoltre il CBD, contenuto altamente sia nella marijuana light che nell’olio CBD, attenua nettamente i sintomi del tumore nonché quelli successivi alla chemio e alla radioterapia.

Si spera che le ricerche scientifiche proseguano a gonfie vele e che si trovi un modo per aiutare concretamente i malati oncologici in maniera naturale e senza gli effetti collaterali di cui purtroppo sono ricchi gli attuali trattamenti.