Cannabis e batteri: la ricerca dell’Università della Danimarca Meridionale

cbd contro batteri antibiotico resistenti

Secondo la University of Southern Denmark, il CBD aiuta a combattere i batteri antibiotico-resistenti.

Il CBD è, insieme al THC, uno dei cannabinoidi prodotti in grandi quantità dai tricomi ghiandolari della canapa. I fiori della cannabis light sono particolarmente ricchi di questo composto (insieme ai prodotti da essa derivati come l’olio CBD e l’hashish legale), mentre la marijuana “classica” ne presenta quantità variabili, di solito sormontate da quelle del THC.

Gli effetti benefici del CBD sul nostro organismo sono noti in tutto il mondo. Tra i principali, scoperti piuttosto di recente dalla comunità scientifica, troviamo gli effetti antidolorifici, antinfiammatori, anticonvulsivanti e tanti altri ancora, ma negli ultimi mesi è stato reso noto un ulteriore risultato del CBD nella sua forma isolata.

L’Università della Danimarca Meridionale ha infatti scoperto che il cannabidiolo può essere d’aiuto nel combattere i batteri antibiotico-resistenti.

Il nuovissimo studio a riguardo (risalente a marzo 2020) suggerisce che il CBD possa potenziare l’effetto degli antibiotici affinché questi riescano a contrastare al meglio i batteri resistenti ai medicinali. Oggi vogliamo parlarti proprio di questa ricerca, che potrebbe essere una delle più grandi scoperte scientifiche riguardo i benefici del cannabidiolo sulla nostra salute.

Sei pronto? Allora passa al seguente paragrafo!

Migliorare gli effetti degli antibiotici grazie al CBD: la scoperta della University of Southern Denmark

cbd come aiuto agli antibiotici contro batteri

Dal 1928, anno in cui Sir Alexander Fleming fece la scoperta della penicillina, gli antibiotici hanno salvato milioni di vite umane (e non solo) da infezioni potenzialmente mortali. I batteri però tendono a sviluppare dei sistemi per sottrarsi all’azione degli antibiotici, tanto da diventare antibiotico-resistenti.

Non a caso i medici, soprattutto i pediatri, sconsigliano l’abuso di antibiotici: si tratta di un modo per far sì che i batteri acquisiscano in maniera molto veloce i meccanismi di difesa che li proteggono dai medicinali.

Un minor numero di antibiotici disponibili per il trattamento delle infezioni significa tornare progressivamente nella pericolosa era pre-antibiotica, ovvero nella situazione che regnava prima del 1928. Si tratta di una prospettiva davvero allarmante, tanto che da anni i medici e i ricercatori stanno cercando dei metodi per aumentare l’efficacia degli antibiotici. Sono state vagliate anche numerose strategie alternative, tra cui l’utilizzo del cannabidiolo (CBD) come composto di supporto.

I composti di supporto sono composti non antibiotici capaci di aumentare la potenza antibatterica degli antibiotici stessi. E l’Università della Danimarca Meridionale ha dimostrato, con uno studio scientifico, che il CBD sia effettivamente uno di questi composti ausiliari.

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Lo studio sul CBD come supporto agli antibiotici

Cannabis compound helps fight resistant bacteria, lo studio sugli effetti ausiliari del CBD sugli antibiotici, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports il 24 marzo 2020.

I ricercatori della University of Southern Denmark affermano che la combinazione di CBD e antibiotici ha avuto un’efficacia antibatterica migliore rispetto all’effetto dei soli antibiotici. Così, per uccidere un certa quantità di batteri, hanno avuto bisogno di una dose inferiore di antibiotici quando questi sono stati somministrati in combinazione al CBD.

Nello specifico, durante lo studio il CBD è stato usato insieme alla bacitracina antibiotica per combattere il batterio Staphylococcus aureus, uno dei batteri patogeni più dannosi per l’uomo. Le infezioni da Stafilococco aureus possono interessare le vie respiratorie, il sangue, le ossa, la pelle e tanto altro ancora e diffondersi in maniera molto rapida con il contatto diretto e indiretto e mediante l’inalazione di goccioline di saliva infette.

In diversi Paesi è molto difficile trattare le infezioni causate da questo batterio gram-positivo per via della resistenza agli antibiotici sviluppata dallo stesso, ma in laboratorio l’associazione di CBD alla bacitracina antibiotica ha dato effetti sorprendenti.

cannabidiolo come supporto agli antibiotici

Ecco, infatti, cos’è successo durante la ricerca:

  • i batteri non potevano più dividersi normalmente per riprodursi;
  • è stata nettamente abbassata l’espressione di diversi geni chiave (divisione cellulare e geni di autolisi) nei batteri;
  • la membrana batterica è diventata instabile.

Sembra, dunque, che l’azione del CBD sia stata di fondamentale importanza in questo senso.

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Batteri antibiotico-resistenti: prevenire è meglio che curare!

In un’epoca in cui i batteri stanno sviluppando una forte resistenza agli antibiotici, è importante non solo cercare i modi in cui affrontarli in maniera più efficace ma anche prevenire questo fenomeno.

Secondo i ricercatori dell’Università della Danimarca Meridionale, la causa principale della resistenza dei batteri è l’utilizzo eccessivo degli antibiotici. È dunque necessario evitare di assumere questi farmaci antibatterici in maniera smodata e, allo stesso tempo, sperare che la natura ci fornisca elementi che possano aiutare l’azione degli antibiotici, come il CBD.

Ci auguriamo che la ricerca scientifica prosegua a gonfie vele e che il cannabidiolo si riveli un aiuto non solo contro lo Stafilococco aureus ma anche contro numerosi altri batteri che causano gravi infezioni nell’uomo!