I danni causati dalla mancata legalizzazione della marijuana

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Costi e conseguenze del proibizionismo della marijuana.

La legalizzazione della cannabis è uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni, sia in Italia (specie con l’avvento della cannabis light) che in tutto il mondo. Tra i motivi più comuni proposti da chi non vuole legalizzare la canapa ci sono i danni della marijuana, o meglio del THC in essa contenuto.



In realtà questa motivazione non ha più senso di esistere grazie alla diffusione della marijuana legale, con THC inferiore allo 0,2%. Inoltre i veri danni della marijuana sono quelli dati dalla sua proibizione.

Oggi parliamo proprio delle conseguenze del proibizionismo della cannabis, molto più elevate degli effetti collaterali dello stesso prodotto.

1) Il proibizionismo associato alla forte richiesta di marijuana hanno reso possibile il suo spaccio.

conseguenze proibizionismo della marijuana

Se la coltivazione di cannabis fosse legale, in quanto sostanza sì con possibili effetti collaterali (come ansia e depressione) ma a dir poco terapeutica, lo spaccio di questo prodotto non sarebbe in alcun modo necessario.

Invece il proibizionismo ha alimentato il mercato nero, tanto che la marijuana risulta essere una delle droghe più richieste – sebbene sia l’unica leggera -. Bisognerebbe prendere esempio dall’Olanda che, nonostante non si sia ancora mossa per eliminare la cannabis dalle sostanze illegali, tolleri ampiamente la coltivazione a uso personale e la vendita (nei Coffee Shop e in quantità limitate) di questo prodotto.

Il turismo della marijuana tipico di Amsterdam apporta elevatissimi proventi alla città e al Paese in generale. Rimandando le questioni burocratiche che comporterebbe l’approvazione di una legge a favore della marijuana, lo Stato guadagna dalla sua vendita ai turisti. E i cittadini che vogliono utilizzare l’erba a uso personale possono coltivare fino a 5 piantine alla volta, che sia a scopo ricreativo o terapeutico.

Questo comportamento, inoltre, tutela le persone dall’uso di cannabis tagliata con sostanze nocive per l’uomo.

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2) Lo spaccio di marijuana, conseguente alla sua proibizione, espone le persone che la utilizzano a elevati pericoli per la salute.

È tristemente noto che gli spacciatori di cannabis e di altre sostanze stupefacenti taglino le droghe con prodotti tossici al fine di aumentare il peso dei fiori di marijuana e incrementarne gli effetti. I campioni di marijuana provenienti dal mercato nero e analizzati in laboratori autorizzati presentano spesso lacca, pesticidi, veleno per topi e tante altre sostanze altamente nocive per la salute di chi ne fa uso.

Se tutte le persone maggiorenni potessero coltivare cannabis legale e cannabis ad alto THC in casa, potrebbero beneficiare degli effetti dell’erba senza rischiare di esporsi alle sostanze tossiche con cui gli spacciatori mischiano la marijuana.

I danni in questo caso sono alla salute delle persone. Per non parlare del fatto che le autorità, se la cannabis venisse legalizzata, potrebbero concentrarsi maggiormente sul traffico di droghe pesanti.

3) L’illegalità della cannabis sposta l’attenzione delle Autorità verso di essa, mentre potrebbero concentrarsi sul combattere le droghe pesanti.

legalizzazione marijuana e riduzione spaccio droghe pesanti

Gli spacciatori di ganja sono tantissimi, soprattutto per via del basso costo del prodotto che consente anche ai più piccoli trafficanti di poter operare senza grossi problemi e investimenti. Se la cannabis ad alto THC e l’erba light venissero legalizzate, il traffico di marijuana si ridurrebbe notevolmente.

Le autorità, anziché impegnarsi a contrastare i piccoli spacciatori (che non esisterebbero più), potrebbero impegnarsi maggiormente nel combattere il traffico delle sostanze stupefacenti pesanti, come cocaina, LSD, eroina e tante altre ancora.

Se la marijuana può provocare, talvolta, ansia e paranoia, le droghe pesanti hanno effetti collaterali ben superiori, tra cui la morte diretta per overdose o la morte per deperimento. Parliamo di deperimento perché spesso i tossicodipendenti tendono a trascurarsi, a essere inappetenti e a utilizzare tutto il denaro disponibile per comprare le dosi.

La legalizzazione della cannabis, in particolare della canapa light, porterebbe dunque tanti benefici al nostro Stato e alla sua popolazione. Inoltre il proibizionismo dell’erba legale è assolutamente insensato.

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Perché proibire il consumo di cannabis light non ha senso?

La risposta è semplice: perché è praticamente priva di THC, e le elevate percentuali di CBD in essa contenute modificano i recettori CB1, rendendoli incapaci di interagire con le esigue percentuali di tetraidrocannabinolo (inferiori allo 0,2%).

E il cannabinoide psicotropo della marijuana è proprio il THC: quindi perché mai un prodotto che ne contiene meno dello 0% avrebbe motivo di essere illegale?

Il CBD (cannabidiolo) è invece il principio attivo non psicotropo e altamente benefico della canapa sativa light. Le varietà del nostro cannabis light shop sono ricche di CBD (può arrivare addirittura al 24%) e povere di THC: ciò viene certificato dalle analisi condotte nel laboratorio dell’Università di Milano.

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