Come viene fatto il latte alla cannabis e quali sono le proprietà di questa bevanda.

Come viene fatto il latte alla cannabis?

Chi lo consuma trova che sia ottimo sia caldo che freddo e riferisce di berlo al naturale o come ingrediente base per numerosi frullati.

Le proprietà benefiche della marijuana sono state confermate da numerosi studi scientifici in tutto il mondo.

Alla luce di ciò, in molti Paesi si è optato per una politica di legalizzazione della cannabis che ha portato gli appassionati del settore a sperimentare nuove combinazioni per beneficiare delle potenzialità di questa versatile pianta.

Uno di questi “esperimenti” è il latte alla cannabis, una bevanda che pare essere molto gettonata dai consumatori dei Paesi in cui il suo consumo è legale.

In questo articolo, ti spiego come viene preparato il latte alla marijuana e quali sono le sue proprietà principali.

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Prima di tutto, viene decarbossilata la marijuana.

Il primo passo che viene compiuto per ottenere ottimi cibi e bevande ricchi di cannabinoidi è indubbiamente la decarbossilazione della cannabis.

Nel nostro articolo dedicato proprio a questo, ti ho già spiegato come viene effettuata la decarbossilazione della marijuana nel modo corretto e perché questo passaggio è così importante.

Saltare questa operazione, infatti, significa non attivare i ben noti principi attivi in essa contenuti.

Vediamo ora quali sono i benefici che si possono trarre da un buon bicchiere di latte alla marijuana, nei Paesi in cui è consentito dalla legge.

Marijuana decarbossilata

Quali sono, quindi, le proprietà del latte alla cannabis?

Come per tutti i prodotti a base di cannabis, anche gli effetti del latte aromatizzato cambiano a seconda del tipo di marijuana che viene utilizzata.

Per esempio, scegliendo di utilizzare la varietà light, pare che si ottenga un latte dalle proprietà rilassanti e antinfiammatorie che garantisce anche una diffusa sensazione di benessere.

Utilizzando, invece, della marijuana classica contenente quindi anche una certa percentuale di THC, l’effetto rilassante sarà accompagnato dalla nota sensazione drogante.

Forse già sai che, chi consuma prodotti commestibili a base di marijuana, deve attendere molto più tempo per percepire gli effetti che sembrano essere, però, più duraturi e intensi.

Per questo motivo, si consiglia di evitare di rincarare la dose. I primi risultati, infatti, saranno evidenti dopo oltre un’ora dall’assunzione.

Inoltre, specialmente per i novellini degli edibles, è bene non consumare bevande alcoliche prima, durante o dopo l’assunzione dei cannabinoidi. Il rischio è di sperimentare sensazioni molto forti e travolgenti che sembrano essere tutt’altro che piacevoli.

Vediamo ora come viene preparata questa bevanda dalle molteplici proprietà.

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Ma come viene preparato il latte alla cannabis?

Come ho detto sopra, la prima operazione che viene fatta dopo aver scelto la varietà di cannabis da utilizzare, è la decarbossilazione.

A questo punto vengono preparati gli utensili necessari: un cucchiaio di legno, una colino a maglia fine, un pentolino abbastanza capiente e, infine, una bottiglia con chiusura ermetica.

Ora, è arrivato il momento di decidere quale tipo di latte utilizzare. Questa bevanda, infatti, è perfetta anche per chi preferisce altri tipi di latte, ma ne parleremo più tardi.

In ogni caso, gli esperti del settore ricordano che i cannabinoidi sono sostanze liposolubili e, quindi, più il latte sarà ricco di grassi – animali o vegetali – e più forte sarà il risultato finale.

Per quanto riguarda, invece, la quantità di cannabis da utilizzare, non esiste un’indicazione universale. Ognuno mette la dose che preferisce in base alla propria tolleranza e alla potenza dell’effetto che desidera ottenere.

Un dosaggio intermedio solitamente vede l’impiego di 1,5 g di infiorescenze per ½ l di latte.

Adesso che è tutto pronto, vediamo nel concreto come viene effettuata la preparazione della bevanda.

E la ricetta? Eccola.

Chi prepara il latte alla marijuana, dopo aver preparato il materiale necessario, procede come segue:

  • mette il ½ l di latte a scaldare nel pentolino e lo porta sul fuoco, avendo cura di non farlo arrivare a bollore;
  • quando sarà ben caldo, aggiunge 1,5 g di marijuana tritata e decarbossilata, facendo poi cuocere a fiamma molto bassa per circa 90 minuti, mescolando regolarmente ed evitando, anche in questa fase, di portare a bollore.

A questo punto, il latte alla cannabis viene filtrato servendosi del colino e strizzando bene.

La colorazione sarà verde pastello chiaro molto simile a quella del latte e menta. La bevanda si consuma ancora calda oppure conservandola in una bottiglia di vetro a chiusura ermetica per un massimo di qualche giorno in frigorifero, ovviamente nei Paesi in cui la normativa vigente lo consente.

Cappuccino di latte alla cannabis

Stando a quanto affermato da chi lo consuma abitualmente, il latte alla cannabis può essere utilizzato come ingrediente per ottimi frullati o drink proteici, ma è perfetto anche al naturale con l’aggiunta di un po’ di cacao o miele.

Come dicevo prima, chi prepara questa bevanda non utilizza necessariamente il classico latte vaccino. Pare che vadano benissimo, infatti, anche quelli di origine vegetale.

Per la gioia di vegani e vegetariani, esiste una versione del latte alla cannabis di origine completamente vegetale.

In questi tempi, un numero sempre crescente di persone nel mondo sta scegliendo di non consumare prodotti di origine animale o non può più farlo per questioni di intolleranze o allergie. Per tutte queste persone e per chiunque lo preferisca, esiste la versione di origine vegetale.

Tra le alternative più comuni a latte vaccino troviamo:

  • latte di mandorle. Questo tipo di latte non è particolarmente grasso. Ne contiene, infatti, appena 3g per tazza e di conseguenza pare avere effetti meno potenti rispetto a quelli di alternative più ricche di lipidi. Tuttavia, può rappresentare una versione ipocalorica, per chi, per esempio stia seguendo particolari regimi alimentari;
  • latte di soia. Contiene 4g di grasso per tazza e 7 g di proteine. Per questo motivo è considerato ottimo da consumare dopo l’allenamento per incrementare i livelli di amminoacidi e rilassare i muscoli;
  • latte di cocco. Questo tipo di latte è decisamente quello che sembra esaltare al meglio le proprietà della cannabis, grazie al suo elevato contenuto di grassi. Basti pensare che ne contiene ben 57g per tazza!

Insomma, il latte alla cannabis è una bevanda molto versatile che può sposare le esigenze di molti, sempre e solo se la legge ne consente il consumo.

Per concludere, come viene preparato il latte alla cannabis?

Il latte alla cannabis può essere preparato in diversi modi e dare origine, di volta in volta, ad un risultato diverso.

In base alla varietà di marijuana che viene impiegata, infatti, può essere principalmente rilassante o drogante.

Anche la scelta del latte fa la differenza. Con quello di cocco, molto ricco in lipidi, si ottiene una bevanda che sembra esaltare al massimo le proprietà dei cannabinoidi, mentre optando per quello di mandorle si prepara un latte ipocalorico adatto anche a persone che, per un motivo o per un altro, preferiscono opzioni meno caloriche.

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