Marijuana indoor: queste le principali caratteristiche

marijuana indoor caratteristiche

Tutte le caratteristiche della marijuana Indoor.

Una delle tecniche di coltura maggiormente utilizzate per la marijuana light è quella Indoor, ovvero al chiuso. Il motivo principale di questa scelta è semplice: se un agricoltore coltiva marijuana indoor può monitorare al meglio le piantine e sottoporle a condizioni estremamente favorevoli per ottenere un eccellente prodotto e una buona resa.



Inoltre se si coltiva al chiuso si possono applicare metodi di coltivazione innovativi, come la tecnica aeroponica o quella idroponica. Si tratta di metodologie che consentono alle piante di ricevere e assorbire il 100% delle sostanze nutritive e di sviluppare fiori ricchi di cannabidiolo (CBD).

Le infiorescenze di cannabis light che crescono al chiuso ricevono luce artificiale in quantità perfette (perché controllate dal coltivatore). Inoltre sviluppano particolari caratteristiche che la differenziano dalla marijuana Outdoor, ovvero cresciuta all’aperto.

Vediamo, di seguito, quali sono queste caratteristiche e come riconoscere la cannabis Indoor.

Le dimensioni dei bud di marijuana legale indoor

marijuana indoor vs marijuana Outdoor

Fare attenzione alle dimensioni dei fiori è il primo passo per riconoscere i fiori di marijuana Indoor. La regola generale è che i boccioli nati da piante coltivate al chiuso siano un po’ più piccoli di quelli della cannabis legale coltivata all’esterno. Inoltre presentano un’elevata densità di foglioline, di pistilli e di tricomi, dunque hanno una compattezza maggiore rispetto agli Outdoor.

Inoltre i bud della erba legale Indoor hanno uno stelo più fine degli altri: è questo il metodo infallibile per riconoscerli.

Densità dei tricomi nell’erba light Indoor

Come ti abbiamo anticipato, i fiori della canapa legale Indoor presentano un’elevata densità di tricomi, motivata dalle dimensioni “contenute” dei boccioli (che risultano in ogni caso soddisfacenti), dall’ambiente di coltivazione controllato e dalla vicinanza alla fonte di luce.

I tricomi della cannabis sono dei piccoli filamenti trasparenti (che con la maturazione diventano di un bianco lattiginoso) produttori di resina. La resina della canapa è il composto che contiene cannabinoidi, in questo caso il CBD e gli altri cannabinoidi non psicotropi – mentre il THC non arriva allo 0,2% -.

Ne consegue che i fiori di cannabis light siano estremamente ricchi di CBD e di tutte le proprietà del cannabidiolo. Inoltre, prima dell’essiccazione, sono belli appiccicosi per via della resina, mentre dopo l’essiccazione sono ricoperti da cristalli che li rendono quasi scintillanti.

Leggi anche: Effetti CBD: quali sono e perché sono importanti.

I colori della cannabis Indoor

Una delle caratteristiche più interessanti dei fiori di marijuana light coltivata Indoor è il loro colore. La marijuana Outdoor tende ad avere un colore più scuro della Indoor, mentre i bud della cannabis coltivata al chiuso sono, di solito, di color verde chiaro.

Il motivo è dato sia dallo sviluppo sotto la luce artificiale sia dall’elevata densità di tricomi. Non a caso, maggiori sono i tricomi (e dunque il CBD) più chiari sono i fiori di cannabis tendenti al verde. I bud che invece virano verso il viola o il rosso tenderanno comunque ad avere uno strato di tricomi ben visibile all’esterno, come se fosse una patina cristallina.

colori marijuana light indoor

Un altro colore dei fiori Indoor molto diverso da quelli Outdoor è la tonalità della base del bocciolo. La base dei fiori di cannabis coltivati all’aperto è di color marrone chiaro, mentre quella dei bud Indoor si uniforma al resto del bocciolo (ad esempio verde brillante, rosso o viola).

Meglio la cannabis Indoor o quella Outdoor?

In realtà entrambi i metodi di coltivazione sono ottimi, ma la possibilità di controllare al meglio l’umidità, la luce, la temperatura e gli altri fattori ambientali è ridotta nella marijuana coltivata all’aperto. Al contrario, nella cannabis coltivata al chiuso è possibile controllare meticolosamente tuti i fattori che determinano lo stato di salute della pianta e tutti quelli che potrebbero, invece, comprometterlo.

Di conseguenza è molto più semplice, per un coltivatore che sceglie la tecnica Outdoor, perdere un raccolto o avere problemi con la qualità dei fiori. Se invece sceglie il metodo Indoor potrà:

  • individuare tempestivamente ogni pianta di sesso maschile, eliminandola il prima possibile (perché l’impollinazione interrompe la fioritura della piante di genere femminile, quelle che producono i bud);
  • controllare al meglio il Ph del terreno;
  • utilizzare tecniche che favoriscono l’assorbimento dei nutrienti da parte della pianta;
  • individuare eventuali malattie e carenze della cannabis e porvi subito rimedio;
  • controllare i cicli di luce, senza essere vincolato dalla luce del sole (bisogna considerare che, per fiorire al meglio, una pianta di cannabis regolare necessita di 12 ore di luce e di 12 ore di buio, mentre la cannabis autofiorente può aver bisogno fino a 24/24 h di luce);
  • non preoccuparsi dei fattori climatici che possono compromettere il raccolto, come le intense piogge, l’eccessiva umidità, le grandinate etc.;
  • portare avanti solamente coltivazioni biologiche, poiché l’uso di pesticidi (sconsigliatissimo) non è in alcun modo necessario al chiuso.

Necessitando di prodotti di elevata qualità, noi di Justbob scegliamo sempre cannabis coltivata Indoor o al massimo Greenhouse (in serra). In questo modo siamo sicuri di garantire ai nostri clienti dei fiori di marjuana legale eccellenti e privi di imperfezioni.

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