Quanto dura l’olio di CBD? 3 cose importanti da sapere!

Quanto dura l'olio di CBD? | Justbob

Pubblicato il: 17/05/2024

Tre questioni importanti sulla durata dell’olio di CBD

Se sei approdato da queste parti certamente sei interessato a sapere quanto duri l’olio di CBD.

Ogni olio di cannabidiolo ha una sua specifica concentrazione ed è caratterizzato dalla presenza di vari e diversi fitocannabinoidi.

Quando contiene tutte le componenti vegetali della pianta di cannabis viene detto Full Spectrum.

Quando si parla di durata del CBD si rischiano non poche ambiguità, per cui, per non rischiare di deluderti, cercheremo di soddisfare in tutti i modi questa tua curiosità.

Perciò parleremo di:

  • quanto durano gli effetti dell’olio di CBD;
  • quanto tempo ci mette l’olio di CBD a fare effetto;
  • quanto dura l’olio di CBD solitamente, non solo quando scade in genere, ma anche i modi migliori per conservarlo.

Quanto durano gli effetti dell’olio di CBD?

Tendenzialmente gli effetti dell’olio di CBD durano dalle quattro alle sei ore.

Ma dipende anche dalle modalità di consumo, per esempio se viene assunto per via sub-linguale, è stato riscontrato che i suoi effetti sono più duraturi (sei ore).

Perciò se si assume in questo modo, per avere effetti più intensi, sarebbe meglio aspettare tra i trenta e i sessanta secondi, prima di deglutirlo.

Infatti è stato dimostrato che se l’olio viene deglutito immediatamente gli effetti rischiano di essere meno rilevanti. Comunque, secondo gli esperti del campo, il modo più efficace per godere del CBD resta quello dell’inalazione o tramite vaporizzatore o mediante fumo tradizionale.

Invece gli effetti di creme, lozioni e unguenti sembrerebbero durare decisamente meno, tra le due e le quattro ore.

Quindi per godere di effetti più intensi, sarebbe preferibile applicare l’olio sotto la lingua.

Ma attenzione, non prendete questi numeri come fossero incisi sulla pietra, ogni caso è a sé stante. Tutto dipende da molte variabili tra cui l’età, il peso, l’abitudine al consumo, la propria soglia di tolleranza, le reazioni con altre sostanze e tanti altri fattori endogeni ed esogeni.

Gli esperti in questo campo consigliano di iniziare gradualmente e con prudenza, partire quindi da un dosaggio molto basso, per poi aumentare con cautela. In questo modo si può verificare empiricamente, passo passo, la reazione del corpo alla sostanza.

Solitamente, per evitare effetti collaterali indesiderati, si consiglia di incrementare la quantità di CBD assunta ogni 48-72 ore, cosicché l’organismo si abitui step by step.

Per chi si chiede: è possibile accelerare gli effetti o potenziarli in qualche modo?

No, non c’è nessun trucco da svelare. Tutto dipende dal metabolismo di ognuno, dalla quantità di CBD e dalle modalità di assunzione.

bottiglietta scura di olio di CBD con vicino una foglia di cannabis | Justbob

Quanto ci mette l’olio di CBD a fare effetto?

Questa è una delle domande più frequenti di chi si avvicina all’universo CBD.

Sgombriamo subito il campo dai dubbi: dipende sempre dal proprio organismo, dal proprio metabolismo, dalle modalità d’assunzione, dalla qualità del CBD, dal dosaggio e dalle eventuali reazioni e interferenze con altri farmaci o sostanze.

Generalmente però si pensa che l’olio di CBD faccia effetto dopo 20, massimo 90 minuti.

Invece, i suoi effetti benefici nel tempo, nelle terapie contro il dolore cronico per esempio, si possono riscontrare solo dopo poche settimane, in media quattro, cinque settimane.

Ovviamente, è bene sempre ribadirlo: il CBD a scopo terapeutico va somministrato solo dopo prescrizione di un medico specialista, rispettando le norme vigenti che regolano la materia.

Invece, se ingerito, il CBD fa effetto entro 30, 90 minuti, quando inizia la digestione; se assunto invece tramite creme o lozioni inizia a far effetto entro 15 minuti.

Stando agli ultimi studi possono rimanere tracce di CBD nelle urine dai tre ai quattordici giorni, ma trattandosi di un cannabinoide legale basta assicurarsi che abbia una certificazione europea. Infatti, se la canapa ha una certificazione UE si può essere sicuri che il contenuto di THC presente non ecceda da quello previsto per legge.

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Cosa si intende per emivita del CBD?

Sicuramente, nelle vostre ricerche sul CBD, vi siete imbattuti in quest’espressione. Per emivita si intende il tempo di permanenza del CBD nel nostro organismo.

Quanto dura quindi il CBD nel nostro corpo, per quanto rimane in circolo?

Secondo i ricercatori il CBD rimane in circolo nell’organismo 60 ore circa e per smaltirlo servirebbero intorno ai 5 giorni.

Anche in questo caso ribadiamo che i metodi d’assunzione più efficaci siano quelli sub-linguale e la vaporizzazione. Più precisamente, se assunto oralmente, permane circa 2, 5 giorni, se inalato si parla di 27, 35 ore.

Il principio attivo, in entrambi i modi, entra subito in circolo, ma con la vaporizzazione è difficile essere precisi con il dosaggio (inoltre non è nemmeno sano per i polmoni).

Secondo Robert B. Child e Mark J. Tallon, come riportato nel loro articolo Cannabidiol (CBD) Dosing nella rivista Nutrients del maggio 2022, l’olio di CBD resta nell’organismo umano tra le tra 18 e 32 ore.

Quanto dura l’olio di CBD? Esiste una data di scadenza certa?

Il cannabidiolo non è diverso da altri beni di consumo o integratori: anche il CBD ovviamente può scadere.

In ogni prodotto si può trovare l’etichetta con la data di scadenza; ma una volta aperta la confezione quanto può durare?

Generalmente dura sei mesi dopo l’apertura, ancora chiuso invece, può durare circa due anni. Dopo questo periodo i suoi principi attivi e le sue caratteristiche perdono di intensità, i suoi effetti sono sempre più blandi se non inesistenti.

Molti di voi ora si chiederanno: è dannoso per la salute consumare CBD anche dopo la data di scadenza?

No, non è nocivo, almeno non è dimostrato scientificamente, ma assumerlo risulterà del tutto inutile e privo di effetti.

Come capire se l’olio di CBD acquistato è scaduto e quindi privo di alcuna proprietà? Scoprire se l’olio è scaduto è abbastanza semplice e intuitivo: basta un rapido test olfattivo o gustativo.

Il CBD se in buono stato ha solitamente un odore terroso e d’erbe, qualora fosse rancido, con un odore acre e un sapore insolito, significherebbe senza tema di smentita che è scaduto.

Un altro modo per capire se il cannabidiolo ha fatto il suo tempo è il colore. Se dovesse essere scolorito o marrone molto scuro ciò decreterebbe di sicuro che il prodotto è deteriorato.

Se il CBD, da chiaro e verde-oro, è divenuto più scuro, o notate sia più torbido e denso, questo è un altro campanello d’allarme: i suoi componenti potrebbero essere rovinati.

Allora come posso evitare che il CBD si decomponga? Quali sono i modi migliori e più sicuri per conservarlo?

Sarebbe più indicato conservare l’olio di CBD in luoghi bui, freschi e asciutti, al riparo dalla luce solare e dal calore.

Anche l’ossigeno favorisce l’ossidazione del prodotto, per cui un’altra raccomandazione è chiudere sempre bene la vostra confezione dopo l’apertura.

Secondo una nota ricerca del 1976 il nemico pubblico numero uno per l’olio del CBD è la luce solare in quanto è stato appurato come i raggi del sole contribuiscano notevolmente alla perdita dei cannabinoidi.

Conservare il CBD in frigorifero è ritenuta una buona idea?

Se conservato a temperatura ambiente e chiuso ermeticamente, seguendo le istruzioni che abbiamo elencato, non è necessario riporlo in frigo.

Scusate l’insistenza ma è fondamentale che il flacone sia ben chiuso per evitare che si introduca l’aria e per tenere lontani possibili agenti contaminanti. Inoltre è importante che il contagocce non entri in contatto né con parti del corpo, né con altri oggetti, proprio per impedire a germi e batteri di contaminare il CBD.

Quali sono i tre tipi di olio CBD?

L’olio di CBD può essere full spectrum, broad spectrum e isolato.

  • full spectrum (contiene tutti i composti presenti nella pianta di cannabis, come terpeni, flavonoidi e altri cannabinoidi come il THC, inferiore allo 0,2%. In questa tipologia si verifica il cosiddetto effetto entourage, infatti i vari elementi lavorano in sinergia, potenziando l’azione del CBD);
  • broad spectrum (contiene una varietà di composti della cannabis ma è privo di THC. Ciò lo rende ideale per chi vuol beneficiare dell’effetto sinergico ma magari non tollera il THC);
  • isolato (è composto esclusivamente da CBD senza alcun altro componente. Chi predilige questa tipologia solitamente vuol assumere dosaggi molto precisi di CBD senza ricevere alcun effetto psicoattivo. In questo modo però, a differenza degli altri due, non si beneficia dell’effetto entourage).

applicatore di olio CBD posato un tavolo con un bicchiere di olio e una foglia di cannabis sfocati sullo sfondo | Justbob

Per quali patologie o disturbi può essere utile il CBD?

Il cannabidiolo, come abbiamo più volte ricordato, non ha effetti psico-attivi e psicotropi e non causa dipendenza fisica. Il CBD è molto utilizzato a scopo terapeutico e ultimamente si stanno scoprendo vari effetti benefici sul corpo umano.

Secondo uno studio dell’OMS del 2018 il CBD è ben tollerato dall’organismo e non è pericoloso per la salute pubblica.

Il CBD ha una bassa tossicità, il massimo dosaggio si attesta intorno ai 1500 mg al giorno, sebbene sia davvero difficile raggiungere tale quantità. Anche se si dovesse eccedere questa quantità gli effetti collaterali sono rari e ancora in fase di studio.

I principali effetti positivi del CBD sono:

  •  antinfiammatori;
  • antiossidanti;
  • neuroprotettivi;
  • anticonvulsivanti;
  • antipsicotici;
  • ansiolitici;
  • antiemetici.

Inoltre è un buon immunomodulante, anti-iperalgesico (utilizzato per alleviare il dolore neuropatico cronico), rilassante muscolare, bradicardico-ipotensivo, rallenta la motilità intestinale e riduce la pressione oculare.

Studi recenti hanno anche dimostrato come il CBD abbia effetti positivi in pazienti con malattie cardiovascolari e con disturbi dello spettro autistico, ma le ricerche sono tuttora in corso, per cui è bene andarci coi piedi di piombo.

Il cannabidiolo è stato testato anche per curare l’insonnia; i test su pazienti con deficit di attenzione e l’iperattività invece sono ancora in fase preliminare e i pareri sembrerebbero alquanto discordanti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il CBD ha effetti collaterali rari e limitati.

Tra questi ci sarebbero:

  • cefalea;
  • diminuzione dell’appetito;
  • sonnolenza; dissenteria;
  • innalzamento degli enzimi epatici.

Ma ripetiamo, questi effetti sono davvero rari e riscontrabili solo in alcuni casi specifici.

Occorre però colta cautela perché il CBD potrebbe interferire con altri medicinali assunti e avere reazioni indesiderate sul nostro organismo se combinato ad altri farmaci.

Raccomandiamo come sempre di utilizzare prodotti a base di cannabidiolo esclusivamente sotto la supervisione di un medico specialista e di rispettare rigorosamente ogni normativa vigente.

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Conclusioni

In quest’articolo abbiamo cercato di sviscerare e approfondire ogni aspetto riguardante la durata degli effetti del CBD.

Riassumendo:

  • dopo quanto tempo fa effetto l’olio di CBD? Circa venti, novanta minuti dopo la sua assunzione;
  • quanto durano i suoi effetti? Se applicato sotto la lingua dalle quattro alle sei ore;
  • quanto dura l’olio di CBD dopo l’apertura? Ha una scadenza? Una volta aperta la confezione circa sei mesi (se ancora chiusa, in genere circa due anni);
  • quali sono i modi più sicuri per conservare il CBD? Si consiglia di tenere il prodotto in luoghi asciutti e soprattutto al riparo da fonti di calore e dalla luce solare (non è necessario conservarlo in frigo).

Inoltre abbiamo visto come assumere olio di CBD scaduto o deteriorato non sia dannoso per la salute (almeno secondo gli ultimi studi), però si rivela del tutto inutile, essendo troppo datato infatti non si avvertirà alcun effetto né benefico, né nocivo.

Abbiamo poi elencato brevemente le caratteristiche del CBD full spectrum, broad spectrum e isolato. Infine abbiamo citato le sue applicazioni in ambito medico spiegando effetti collaterali e positivi sul corpo umano.

Speriamo di aver risposto alle vostre domande e aver soddisfatto la vostra infinita sete di conoscenza!

Prima di salutarvi vi ricordiamo che su Justbob potete trovare molti prodotti, rigorosamente legali, perciò vi aspettiamo sul nostro shop!

Takeaways

  • Gli effetti dell’olio di CBD variano dalle quattro alle sei ore, a seconda delle modalità di consumo. L’assunzione sub-linguale tende a produrre effetti più duraturi, mentre le creme e le lozioni possono avere un’efficacia più breve, tra le due e le quattro ore.
  • Generalmente, l’olio di CBD inizia a fare effetto tra i venti e i novanta minuti dall’assunzione, ma questo dipende da diversi fattori come il metabolismo individuale e il dosaggio.
  • Il tempo di permanenza del CBD nel corpo, detto emivita, varia a seconda del metodo di assunzione, ma in generale si stima che resti in circolo nell’organismo umano tra le 18 e le 32 ore, con una differenza tra assunzione orale e inalatoria.
  • L’olio di CBD ha una data di scadenza indicata sulla confezione, ma solitamente dura circa sei mesi dopo l’apertura e due anni se ancora chiuso. Tuttavia, dopo questo periodo, i suoi principi attivi possono perdere di intensità.
  • Per conservare al meglio l’olio di CBD è consigliabile tenerlo in luoghi bui, freschi e asciutti, lontano dalla luce solare e dal calore. Non è necessario conservarlo in frigorifero, ma è importante chiudere bene la confezione per evitare l’ingresso di aria e contaminazioni.

Domande & Risposte

Quanto durano gli effetti dell’olio di CBD?

Gli effetti dell’olio di CBD solitamente durano dalle quattro alle sei ore, a seconda delle modalità di consumo.

Quanto tempo ci mette l’olio di CBD a fare effetto?

L’olio di CBD di solito fa effetto dopo circa 20 minuti, ma possono passare fino a 90 minuti. Gli effetti benefici nel tempo, come nel trattamento del dolore cronico, possono richiedere diverse settimane.

Quali sono i modi migliori per conservare l’olio di CBD?

È consigliabile conservare l’olio di CBD in luoghi bui, freschi e asciutti, lontano dalla luce solare e dal calore. È importante anche chiudere bene la confezione dopo l’apertura per evitare l’ossidazione del prodotto.