Svolta storica: l’ONU riconosce le proprietà terapeutiche della cannabis

Svolta storica: l'ONU riconosce le proprietà terapeutiche della cannabis

Dopo decenni di attesa, la massima organizzazione mondiale è giunta ad una decisione destinata ad aprire nuovi scenari per il mondo della cannabis e del suo utilizzo terapeutico.

Tra i sostenitori della cannabis legale la notizia era nell’aria da tempo e la sua diffusione ha posto fine ad una attesa durata più di mezzo secolo, rendendo ufficiale una decisione destinata ad entrare nella storia e che potrebbe costituire uno spartiacque per i destini futuri della canapa legale.

Ovviamente noi di Justbob, in quanto operanti nel settore della vendita della cannabis online con prodotti che vanno dalla marijuana da collezione all’olio di cbd, abbiamo seguito con interesse questa vicenda e vogliamo rendere partecipi delle ultime novità i lettori del nostro blog.

Alla luce della decisione presa dalle Nazioni Unite riguardo alla canapa infatti, subentreranno diversi cambiamenti di opinione e di fatto circa questa preziosa pianta.

La decisione dell’Onu sulla cannabis

L’utilità della pianta della canapa nel mondo medico è oggetto di discussione da ormai parecchio tempo, ma la data del 2 Dicembre 2020 segna sicuramente uno snodo cruciale a favore del suo utilizzo.

Infatti in questo giorno ha avuto luogo presso la Commissione delle Nazioni Unite sugli Stupefacenti la votazione di alcuni punti messi al vaglio su richiesta dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), tra i quali l’eliminazione della cannabis dalla tabella IV della Convenzione Unica sugli stupefacenti.

riunione Onu sulle proprietà della cannabis per uso terapeutico

Stiamo parlando di un documento del 1961, che stabilisce quali sostanze stupefacenti siano ritenute “particolarmente dannose e dal valore terapeutico nullo o molto ridotto”. La cannabis è sempre rimasta inclusa in questa sorta di lista nera al pari di droghe pesanti come cocaina ed eroina dall’anno della redazione di tale documento.

Durante tutti questi anni, mai ha avuto luogo un cambiamento così netto nella classificazione della tossicità e dell’impatto benefico di una sostanza presente in tabella come in questo caso.

La cannabis non solo è stata depennata dalla tabella IV, ma è stata riconosciuta da una buona parte degli scienziati come sostanza utile a scopo terapeutico e questo è stato reso possibile dalla forte spinta dell’OMS, che da almeno due anni faceva pressioni sulle Nazioni Unite affinché questo trattato vecchio di quasi 60 anni venisse rivalutato.

Solo l’indecisione di alcuni Stati e la presenza di un dibattito prolungato tra Paesi favorevoli a questa decisione e Paesi più propensi a mantenere lo status già esistente hanno fatto si che tale votazione abbia avuto luogo solo ora.

Tuttavia la canapa rimane presente nella tabella delle sostanze vietate (tabella I) e illegali a livello internazionale, salvo alcuni Paesi con le loro particolarità.

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L’esito del voto delle Nazioni Unite e le sue conseguenze

Durante questa riunione della Commissione sugli stupefacenti che ha avuto luogo a Vienna, è arrivata quindi una decisione determinante per il futuro della cannabis, poiché la maggioranza degli Stati membri (tra cui l’Italia, che ha votato a favore della risoluzione) si è espressa positivamente riguardo alla proposta dell’OMS.

ricerca sulla cannabis medica

Tra i Paesi votanti si è registrata una propensione positiva alla risoluzione da parte delle Americhe e dell’Unione Europea (unico voto contrario quello dell’Ungheria di Orban), mentre si sono espressi negativamente soprattutto i Paesi asiatici e africani.

Oltre a questa importante decisione è attesa però anche un’altra presa di posizione da parte dell’ONU: quella che potrebbe slegare il cannabidiolo (CBD), ovvero il principio attivo terapeutico della canapa, dall’etichetta di sostanza stupefacente e quindi renderlo libero da vincoli e limitazioni.

Ma già la cancellazione della canapa dalla tabella IV sarà con tutta probabilità un motore di spinta per diverse modifiche all’interno di vari Stati, in quanto ogni governo può classificare la pianta in autonomia, e questa svolta darà presumibilmente vita a nuovi dibattiti sul tema della legalizzazione.

Ciò che è certo, ed è un fattore positivo, è che questa risoluzione permetterà di snellire e incentivare la ricerca orientata all’uso della cannabis terapeutica nel trattamento di varie situazioni come:

  • tumori;
  • epilessia;
  • morbo di Parkinson;
  • dolore cronico;
  • sclerosi.

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Questo tipo di uso della canapa in Italia è consentito da ormai una decina d’anni, regolamentato naturalmente da una prescrizione medica. Tuttavia nonostante questo, la produzione in loco è tuttora in grado di soddisfare solo una minima parte della richiesta di marijuana legale per il fabbisogno terapeutico e la maggior parte del prodotto deve essere importato.

A giudicare da uno studio dell’International Narcotics Control Board, che stima un fabbisogno annuale di marijuana per uso medico in Italia di quasi due tonnellate, e da questa sua recente decisione, è verosimile che un dibattito su un ulteriore apertura culturale e legale alla cannabis (magari non solo per uso medico ma anche per la cannabis light) riprenda vigorosamente piede anche nel Bel Paese.

Questo è uno scenario che per i lettori del blog di Just Bob, presumibilmente sostenitori dell’erba legale, rappresenterebbe una grande conquista.

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