Gli effetti collaterali della cannabis terapeutica

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La cannabis terapeutica presenta effetti collaterali?

Tra i maggiori interrogativi di chi, forse come te, intende assumere marijuana medica ce n’è uno in particolare che riguarda gli eventuali effetti negativi di questo prodotto: quali sono gli effetti collaterali della cannabis terapeutica?

Non parliamo di cannabis light/erba light, di hashish legale o dell’assunzione di olio CBD, ma dei medicinali a base di marijuana che trovi in tantissime farmacie qui in Italia. Tali medicine vengono realizzate nelle farmacie galeniche mediante l’utilizzo di fiori di canapa ad alto contenuto di THC (e spesso anche ad alte percentuali di CBD).

Sicuramente è per questo motivo che ti stai preoccupando riguardo gli effetti collaterali della cannabis medicale. Puoi dire addio ai tuoi dubbi, perché oggi ti diremo tutto ciò che dovresti sapere sugli eventuali sintomi negativi causati da questo prodotto.

Iniziamo subito!

Cannabis terapeutica ed effetti collaterali

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Le conseguenze negative dell’assunzione di marijuana medica sono differenti da quelle legate all’assunzione di cannabis classica.

L’utilizzo di erba ad alto contenuto di THC a scopo ricreativo può determinare alterazioni dell’umore e dello stato psicologico (ad esempio ansia e talvolta depressione), oltre che effetti meno gravi come fame chimica, secchezza delle fauci e oculare e tanto altro ancora.

Secondo la Fondazione Veronesi, l’uso di farmaci a base di cannabis può invece causare i seguenti effetti collaterali:

  • tachicardia temporanea e piuttosto leggera;
  • secchezza della bocca;
  • iperemia congiuntivale, ovvero i tipici occhi arrossati;
  • talvolta insonnia, anche se di solito i farmaci a base di cannabinoidi aiutano a regolare il sonno.

Questi effetti avversi sono descritti dal Dottor Vittorio Andrea Guardamagna, direttore dell’unità di cure palliative e terapia del dolore dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e membro del comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi. Il Dottor Guardamagna ha inoltre precisato che questi sono effetti e breve termine, e che gli studi riguardo gli effetti collaterali a lungo termine della cannabis terapeutica sono ancora pochi.

Detto ciò, come puoi notare, sono decisamente meno gravi di quelli relativi alla marijuana ad alto THC.

Ma come mai gli effetti avversi della canapa terapeutica sono meno pesanti rispetto a quelli dati dall’utilizzo ricreativo di cannabis?

Leggi anche: Fame chimica: perché arriva e come comportarsi

Marijuana ad alto THC VS Cannabis terapeutica: quali sono le differenze?

La cannabis utilizzata a scopo ricreazionale contiene elevate percentuali di THC (che, insieme al CBD, è fondamentalmente il cannabinoide che invoglia all’assunzione di marijuana). Anche la cannabis terapeutica contiene THC e CBD; ecco infatti le varietà di marijuana medica utilizzate in Italia per realizzare i farmaci galenici ai cannabinoidi:

  • FM2, con THC 5-8% e CBD 7,5-12% (prodotta in Italia solo nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze)
  • FM1, con THC 13-20% e CBD <1% (prodotta in Italia solo nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze)
  • Bedrocan, con THC 22% e CBD < 1%
  • Bediol, con THC 6% e CBD 8%
  • Bedica, con THC 14% e CBD < 1%
  • Bedrobinol, con THC 12% e CBD < 1%
  • Bedrolite, con THC < 0,4% e CBD 9%
  • Pedanios, con THC 22% e CBD < 1%

Tutti, ma proprio tutti, contengono THC. E ogni varietà, fatta eccezione per la Pedanios, lo contiene in elevate percentuali. E allora come mai gli effetti collaterali sono molto diversi rispetto all’utilizzo di cannabis a scopo ricreativo?

Il motivo è dato semplicemente dalla concentrazione di THC. Nei medicinali a base di cannabinoidi il THC è scarsamente concentrato, seppur sufficiente a trattare alcune patologie e sintomi come spasmi muscolari, glaucoma, nausea e tanto altro ancora.

Quando si fuma uno spinello, invece, il THC è molto concentrato e dunque gli effetti collaterali della sua assunzione sono più intensi e gravi rispetto a quelli della marijuana medica.

effetti cannabis medica vs marijuana

Comunque sia, gli effetti collaterali dei farmaci a base di cannabis sono decisamente blandi (oltre che temporanei), dunque se stai pensando di assumerli ti consigliamo di parlarne con il tuo medico, il quale ti darà le giuste informazioni a riguardo.

Chi può assumere i farmaci a base di cannabis e come si può accedere a questi medicinali?

Tutte le persone che abbiano una patologia riconosciuta (e di cui è presente un minimo di bibliografia scientifica a riguardo) possono richiedere una prescrizione di farmaci a base di marijuana. A pagamento. Ebbene sì, la cannabis medica è mutuabile solo per alcune patologie, che variano in base alle disposizioni delle diverse Regioni.

Per quanto riguarda i farmaci a base di cannabis a carico del Sistema Sanitario Nazionale, e dunque gratuiti, le linee guida del Ministero della Salute indicano le seguenti patologie:

  • Sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale resistenti alle terapie convenzionali per placare i dolori legati agli spasmi muscolari.
  • Dolore cronico nel caso in cui le cure con farmaci antinfiammatori non steroidei, cortisonici o oppioidi si siano rivelate inefficaci.
  • Nausea e vomito non trattabili con metodi tradizionali provocati da radio e chemioterapia e terapie per l’HIV.
  • Cachessia e anoressia nei pazienti oncologici, nelle persone affette da AIDS e nelle persone affette da anoressia nervosa per ottenere una stimolazione dell’appetito che non può essere provocata da trattamenti standard.
  • Glaucoma resistente alle classiche terapie.
  • Sindrome di Gilles de la Tourette al fine di ridurre i movimenti involontari che non possono essere placati con terapie classiche.

Tutte le patologie devono essere resistenti alle terapie tradizionali affinché i pazienti possano usufruire dei farmaci in via gratuita, ma in realtà le malattie per cui la cannabis medica è mutuabile possono cambiare da regione a regione (dunque non devono essere necessariamente tutte quelle comprese in questa lista).

Ti consigliamo dunque di parlare con il tuo medico di base, il quale ti dirà se la tua eventuale patologia rientri in quelle elencate dalla tua Regione, e dunque se i medicinali a base di cannabis sarebbero coperti dal SSN. In base a determinati parametri deciderà quale varietà di cannabis prescriverti, la forma (ad esempio cartine per decotti, capsule, estratti etc.) e il dosaggio.

Poi dovrai semplicemente recarti in farmacia e ordinare o acquistare il medicinale adeguato.