Cannabis e hashish invecchiato: ecco gli effetti del trascorrere del tempo su questi prodotti

Hashish invecchiato

I prodotti a base di marijuana possono andare a male? Sì, ma solo se non vengono conservati appropriatamente

Nel nostro Paese il consumo di prodotti a base di cannabis è vietato dalla legge a causa del contenuto di sostanze stupefacenti di questa pianta.

Certo, negli ultimi anni il dibattito tra proibizionisti e anti proibizionisti si è fatto sempre più acceso, ma ad oggi non è stata introdotta alcuna riforma normativa che abbia modificato lo status legale della canapa. L’unica eccezione riguarda la Legge 242/2016, nota per aver permesso la compravendita della cosiddetta cannabis light.

Ad ogni modo, numerosi italiani sono incuriositi e affascinati da tutto ciò che riguarda la marijuana e, per via dell’illegalità di questa sostanza, faticano a trovare informazioni soddisfacenti.

In questo articolo, puramente informativo, risponderemo a un interrogativo molto diffuso, ovvero: la cannabis e l’hashish possono andare a male con il passare del tempo?

Infiorescenze di cannabis

La cannabis può scadere?

La risposta è: sì e no.

Mi spiego meglio: con il passare del tempo i cannabinoidi contenuti all’interno della marijuana perdono le loro proprietà, ma di norma la cannabis non scade come il latte avariato o come le uova marce.

In altre parole, non diventa tossica, a patto che venga conservata in un ambiente asciutto. In caso contrario, può assorbire umidità ed essere attaccata dalla muffa, diventando nociva per la salute.

Detto questo, in tanti si chiedono se esista una vera e propria data precisa entro la quale i prodotti a base di marijuana perdono i loro effetti psicoattivi, ma non è possibile dare una risposta precisa a questa domanda perché dipende dallo stato di conservazione e da diversi altri fattori. In linea di massima possiamo affermare che il loro contenuto in THC diminuisce con il passare del tempo dimezzandosi nel corso di 3-4 anni.

Come abbiamo evidenziato in precedenza, in Italia il consumo di cannabis è vietato a causa dei suoi effetti stupefacenti, ma sappiamo bene che in alcune nazioni del mondo le leggi permettono di assumerla e, in questi luoghi, i produttori affermano che l’hashish e le infiorescenze della pianta possono essere fumate finché non mostrano segni di muffa, ma spiegano anche che l’esperienza ne può risentire.

Con il passare del tempo, infatti, questi prodotti tendono a diventare sempre più asciutti e il fumo prodotto durante il loro consumo può risultare molto pesante e forte e causare tosse e fastidi alla gola.

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In che modo si possono riconoscere i prodotti a base di cannabis andati a male?

Come abbiamo spiegato, il consumo di cannabis ‘invecchiata’ può essere pericoloso quando compaiono muffe formatesi a causa dell’umidità.

Si può riconoscere la presenza di questo microorganismo ispezionando il prodotto con l’olfatto e con la vista.

Molto spesso la cannabis ammuffita emana odori sgradevoli simili a quelli delle uova marce o di altri alimenti andati a male. Per questo, può essere sufficiente annusare l’hashish o l’infiorescenza per rendersi conto del loro stato di salute.

È possibile rendersi conto facilmente della presenza di muffa anche osservando con attenzione la cannabis. Questo microorganismo, infatti, si presenta sui prodotti a base di marijuana allo stesso modo in cui compare sui cibi, ovvero sotto forma di macchie bianche, talvolta con sfumature verdi o bluastre.

La comparsa di queste chiazze sull’hashish e sulle infiorescenze di cannabis è un sintomo inequivocabile del fatto che sono andate a male.

Barattolo riempito con cime di marijuana

In che modo viene conservata la cannabis?

Nei Paesi dove il consumo di cannabis è legale, i produttori consigliano di conservare con cura i prodotti a base di questa pianta in modo da evitare che vadano a male.

Di norma, suggeriscono di riporli in un contenitore adatto allo scopo riempendo quest’ultimo per tre quarti. Questo deve avere una chiusura ermetica ed essere realizzato in vetro, un po’ come i barattoli che utilizziamo per le conserve di frutta. In queste stesse nazioni si possono trovare in vendita dei contenitori pensati appositamente per la conservazione della cannabis che sono sterili e in grado di mantenere un’umidità ottimale.

Un altro importante fattore da tenere in considerazione è il luogo di stoccaggio.

La luce e il calore, infatti, possono alterare le proprietà delle infiorescenze e dell’hashish anche quando queste vengono conservate in contenitori di buona qualità. Per questo motivo, c’è chi consiglia di riporre i barattoli in ambienti bui, freschi e asciutti.

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In conclusione

In questo articolo abbiamo spiegato quali sono gli effetti dello scorrere del tempo sull’hashish e sugli altri prodotti a base di marijuana.

Prima di chiudere, ricordiamo che questo contenuto è stato pubblicato a scopo informativo e che, in Italia, l’acquisto e il consumo di cannabis in qualunque forma è sempre vietato. Fanno eccezione, in casi limitati, i prodotti a base di canapa legale, a basso tenore di THC, come quelli che puoi trovare sul nostro shop online.