Cosa prevede la legge italiana sulla marijuana, sul suo consumo e sulla coltivazione?

la legge italiana sulla marijuana

Cosa dice la legge italiana sul consumo, la detenzione e la coltivazione di marijuana e che cos’è il DDL cannabis legale.


In Italia attualmente la legge in vigore che stabilisce i limiti legali della produzione, della commercializzazione e del consumo di marijuana è la legge del 2 dicembre 2016, n.242.

Per il 25 luglio 2019 è prevista la presentazione al Parlamento del nuovo DDL “Cannabis legale”, ancora in fase di perfezionamento, che andrebbe a sostituire la legge n.242/2016, e che prevede, almeno per ora, una completa legalizzazione della marijuana similmente a quanto accaduto in alcuni stati degli USA (California, Oregon, Washington, Colorado, Alaska, Washington D.C., Massachusetts, Nevada, Maine e Vermont).

Legge 242/2016: cosa comporta e quali sono i suoi limiti?

La legge n.242 sancisce la libera coltivazione della marijuana light, modificazione genetica della Cannabis Sativa in modo che presenti concentrazioni di THC (tetraidrocannabinolo) variabili dal 0,2% fino alla soglia massima tollerata dello 0,6%.

In particolar modo, la legge n.242 elimina ogni responsabilità dei coltivatori, commercianti e dei produttori di cannabis light e derivati laddove si dovessero registrare concentrazioni di THC superiori allo 0,6%.

Il coltivatore, dal canto suo, è obbligato ad acquistare sementi certificate a livello europeo e a conservare l’etichetta delle sementi per i 12 mesi successivi all’acquisto, in modo da non poter essere in alcun modo ritenuto responsabile di eventuali anomalie.

Con la conservazione dell’etichetta, l’agricoltore è automaticamente dispensato dall’obbligo di avvisare carabinieri e guardia di finanza delle proprie colture di canapa legale. Inoltre, le autorità, laddove decidessero di prelevare campioni singoli di canapa per verificarne le concentrazioni di THC, sono obbligate a farlo in presenza dell’agricoltore.

In caso di livelli di THC superiori alla norma, tuttavia, è sempre e comunque previsto il sequestro e la distruzione della coltura.

Un altro importante punto della legge n.242 sancisce la libera compravendita di marijuana light e dei suoi derivati, comprese confezioni di inflorescenze, liberamente acquistabili presso tabacchi, grow shop e rivenditori vari.

Il limite principale della legge n.242 è al contempo il suo punto di forza: pensato come un provvedimento per far ripartire in Italia la coltivazione della canapa industriale, non si pronuncia affatto circa la possibilità dell’uso ricreativo della marijuana light.

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L’Italia era, dal secondo dopoguerra fino al 1975, il maggior produttore di canapa industriale e con la legge n.242 la tradizione secolare su tecniche e modalità di coltivazione è stata recuperata, oltre a fornire al settore agricolo la possibilità di coltivare una pianta i cui benefici sul suolo e i cui molteplici impieghi risultano fondamentali non solo per l’economia italiana, ma per quella mondiale.

Cionondimeno, per il fatto che l’uso ricreativo non è stato oggetto di esame al pari di quello medico, esso potrebbe rimanere illegale agli occhi delle autorità.

Utilizziamo il condizionale in quanto la cannabis light non è uno stupefacente, e dunque non ha effetto psicotropo.

In caso di provvedimento amministrativo è dunque possibile fare ricorso (e perfino vincerlo, come dimostra una sentenza del 2018 della Corte di Cassazione), in quanto l’uso ricreativo della marijuana legale non è citato dalla legge… Nemmeno per vietarlo.

Ma proprio per via del vuoto amministrativo, se scoperti a fumare erba legale si può incorrere in sanzioni, o (nel migliore dei casi) si dovrà dimostrare che quella in questione sia erba light.

Insomma, per quanto riguarda l’uso ricreativo al momento è solo questione di fortuna, ovvero si tratta di trovare delle Autorità accondiscendenti.

Il nuovo DDL 2019 sulla marijuana legale e la sua importanza

La necessità della legalizzazione completa della marijuana, sia light sia non, e del riconoscimento della legittimazione del suo uso ricreativo non è solo un’istanza presentata dalle numerose organizzazioni di cultori della cannabis, ma anche dalle autorità competenti.

La lettera del Senatore Benedetto Della Vedova dell’8 marzo 2015, inviata a tutti i parlamentari italiani, premeva per la completa depenalizzazione e la legalizzazione della marijuana, considerato un settore impossibile da controllare e completamente innocuo rispetto agli altri campi in cui le organizzazioni criminali investono le loro forze (droghe pesanti, rifiuti, appalti, etc.), di maggior importanza e rilevanza a livello di sicurezza e legalità nazionale.

Il Senatore, inoltre, proponeva di seguire l’esempio degli Stati americani in cui la marijuana era stata completamente legalizzata.

A partire da questa necessità, e ben 4 anni dopo, questa proposta si è finalmente concretizzata in un Disegno Di Legge “Cannabis Legale”, il quale prevede la legalizzazione dell’uso ricreativo della cannabis e, soprattutto, rende legale l’autoproduzione.

Secondo quanto finora noto del DDL “Cannabis Legale”, nel caso di approvazione risulta possibile coltivare autonomamente fino a 3 piante e detenere fino ad un massimo di 5 grammi fuori casa e 15 in casa.

Inoltre, nel caso di associazione di individui, previa comunicazione alla Prefettura, il limite di piante e di grammi aumenta proporzionalmente.

Il DDL, proposto dal Movimento 5 Stelle, mira a sottrarre gradualmente la cannabis al mercato nero e al monopolio delle organizzazioni criminali, rispondendo alle esigenze fatte presenti 4 anni or sono dalla lettera sopracitata.