Tutti gli effetti della cannabis legale (cannabis light)

tutti gli effetti della cannabis light

Scopri tutti gli effetti della cannabis legale (marijuana light) sull’organismo umano.


La legge del 2 dicembre 2016, n.242 regolamenta la produzione ed il commercio della marijuana legale, consentiti laddove la concentrazione di THC della Cannabis sativa sia inferiore allo 0,2%.

Dove acquistare la cannabis legale?

Ebbene, pacchetti o barattoli di marijuana light sono liberamente acquistabili nei negozi che hanno deciso di dedicarsi a questo tipo di mercato.

La legge, tuttavia, presenta dei vuoti normativi: essendo per lo più indirizzata al settore agricolo, ovvero alla coltura della canapa industriale, viene sancita la legalità della compravendita della cannabis light, ma non il suo uso a scopo ricreativo.

Pertanto è opportuno che il consumo avvenga in discrezione, in quanto, pur essendo tollerato, potrebbe ancora costituire un reato amministrativo.

Perché consumare cannabis legale: gli effetti positivi

La popolarità del consumo di cannabis legale è legata ai due principali metaboliti contenuti nei semi, nelle foglie e nelle inflorescenze: il THC e il CBD.

Il THC (tetraidrocannabinolo) è il metabolita psicoattivo, motivo per cui la marijuana è stata bandita per decenni (la cannabis è stata dichiarata illegale a partire dal 1937, con il Marijuana Tax Act, firmato da Franklin D. Roosevelt).

Nella marijuana legale in Italia le concentrazioni di THC non devono superare il limite tollerato dello 0,6%, motivo per cui essa è nota anche come “erba che non sballa”.

Il CBD (cannabidiolo) è, invece, un metabolita non psicoattivo, con accertati effetti ansiolitici, antiossidanti, antinfiammatori, anticonvulsionanti, antidistonici e antipsicotici.

I cultori della cannabis solitamente apprezzano maggiormente concentrazioni di THC superiori a quelle consentite dalla legge per via degli effetti psicotropi. Il THC, infatti, determina il rilascio della dopamina, provocando spesso sensazioni di:

  • euforia
  • aumento dell’appetito
  • prostrazione
  • rilassamento
  • percezioni uditive alterate
  • disorientamento nello spazio e nel tempo.

Il THC presenta anche effetti collaterali quali ansia, paranoia e stanchezza.

Nella marijuana con alti contenuti di THC, l’altro metabolita, il CBD, agisce parallelamente al primo, prolungandone l’azione analgesica e attenuandone, invece, alcuni effetti collaterali come l’accelerazione del battito cardiaco, della respirazione e l’aumento della temperatura corporea.

L’erba legale, con quantità di THC irrisorie, comporta unicamente gli effetti derivati dall’assunzione di CBD: rilassamento e scomparsa dei segni della stanchezza.

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Il CBD è stato oggetto di numerose ricerche mediche per via delle sue incredibili proprietà:

  • Come recettore parziale 5-HT1a, infatti, è stato osservato che il CBD è un eccellente antidepressivo, con effetti ansiolitici e neuroprotettivi;
  • Dal California Pacific Medical Center Research Institute, nel 2007, il CBD è stato identificato come un potenziale antagonista del gene Id-1, responsabile della diffusione delle metastasi del cancro al seno;
  • L’azione antinfiammatoria e antiossidante del CBD si è scoperta avere conseguenze positive anche sulla pressione endooculare, scongiurando numerose malattie dell’occhio;
  • L’alta concentrazione di CBD si è dimostrata avere effetti antiepilettici e miorilassanti, mentre la marijuana legale con basse concentrazioni di CBD è un eccellente antidoto a emicranie e dolori mestruali;
  • In particolar modo del CBD sono apprezzati gli effetti antipsicotici: la sensazione di rilassamento, sia fisica che psichica che deriva dalla sua assunzione è uno dei fattori per cui anche i cultori della cannabis con alti contenuti di THC non ne disprezzano affatto l’uso.

Inoltre, contrariamente al THC, il CBD non presenta alcun effetto collaterale… A meno che non venga fumata.

Modalità di assunzione della cannabis light

La cannabis light acquistabile presso tabacchi, grow shop o rivenditori è ricavata dalle inflorescenze femminili della Canapa Sativa.

Contrariamente alla Canapa Indica che in natura ha concentrazioni di THC molto elevate (in media 20-25%), la Canapa Sativa, infatti, si mantiene su una media dell’1-2%, motivo per cui risulta più facile modificarla geneticamente per ottenere Cannabis light (con percentuali di THC inferiori allo 0,2 ma tollerate fino allo 0,6).

Per attivarsi il CBD necessita dell’essiccazione delle inflorescenze e, successivamente, del riscaldamento prima dell’assunzione, motivo per cui la modalità di assunzione più nota e praticata è fumare la cannabis light.

Le controindicazioni derivano, pertanto, dal fumare in sé e non dalla marijuana legale: se fumata da sola, senza essere mischiata a tabacco, infatti, presenta le medesime controindicazioni delle sigarette, ovvero neoplasie maligne e disturbi a carico dell’apparato cardiovascolare e respiratorio.

Se, invece, la cannabis light viene fumata mischiandola a tabacco, può indurre una forma di dipendenza nota come tabagismo, integralmente dipendente dalla parallela assunzione di tabacco.

Un’altra modalità di consumo che si sta sempre di più diffondendo è il consumo con i vaporizzatori, che permette di abbattere i rischi associati alla combustione: con il vaporizzatore, infatti, non solo si limitano i danni all’apparato cardiovascolare e respiratorio ma, soprattutto, non si assumono parallelamente anche le sostanze che compongono le cartine.

Inoltre, per quanto la cannabis legale presenti concentrazioni minime di THC, e conseguentemente non alteri né percezione né riflessi del consumatore, la sostanza psicoattiva resta comunque rilevabile ai controlli.

Motivo per cui è sconsigliata la guida appena dopo l’assunzione in quanto, pur non rappresentando un pericolo per la sicurezza stradale, si può comunque risultare positivi al test ed essere dichiarati inabili alla guida.