Marijuana: effetti benefici e terapeutici

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Modificato il: 29/04/2024

ECCO QUALI SONO GLI EFFETTI BENEFICI DELLA MARIJUANA LIGHT. SCOPRI COME SFRUTTARNE AL MEGLIO L’USO!


Con un mercato in espansione e una maggiore diffusione di informazioni, la canapa light è sempre più al centro di dibattiti e discussioni per comprendere quali siano i benefici concreti per i consumatori.

I principi attivi della cannabis

La cannabis consta di circa 80 cannabinoidi, ma i più conosciuti sono due: il CBD (cannabidiolo) e il THC (delta 9 tetraidrocannabinolo).

Il THC è naturalmente preferito dagli amanti della cannabis poiché produce effetti psicoattivi sui consumatori. È la causa degli effetti stupefacenti che hanno reso l’erba illegale in molti paesi.

Il THC agisce su determinati recettori rilasciando dopamina, l’ormone dell’euforia, provocando effetti che variano in base alla concentrazione del cannabinoide stesso.

I principali sono: aumento dell’appetito, rilassamento e dilatamento della percezione dello spazio e del tempo.

Dopo aver esplicato le proprietà del THC, è importante sottolineare che nelle varietà di erba light, le percentuali di tale cannabinoide devono essere, per legge, inferiori allo 0,2%.

Il punto di vista dei più recenti studi, invece, si focalizza sul CBD e le sue proprietà, attestando che riesce a contrastare gli effetti high del THC.

Il cannabidiolo non causa ansia o tachicardia tra i consumatori poiché presenta azione antipsicotica. La canapa legale, dunque, è ottima per coloro che desiderano restare vigili e coscienti mentre cercano solo di rilassarsi.

Quante varietà di cannabis esistono?

Esistono varie discussioni riguardanti le specie di cannabis esistenti, poiché molti studiosi parlano di tre varietà distinte. Per altri, invece, si tratta di un’unica specie con più varietà.

Secondo quest’ultima affermazione, si comprende che le piante di cannabis possiedono le medesime caratteristiche e ciò che le differenzia è la zona in cui crescono, le proprietà del terreno, l’altitudine e altri fattori simili.

Generalmente si distinguono tre grandi specie:

  • Cannabis Sativa: si tratta della varietà più conosciuta, cresce in Asia, Africa e America. Può raggiungere addirittura i cinque metri di altezza e il suo aspetto è conforme alle condizioni climatiche a cui è esposta, in particolare l’umidità: presenta, infatti, foglie di un verde abbastanza chiaro e molto lunghe con escrescenze resinose e cave;
  • Cannabis Indica: cresce in luoghi come il Pakistan e l’India, quindi in zone secche ed aride. Si tratta di piante basse dalle foglie scure e larghe;
  • Cannabis Ruderalis: è originaria della Siberia e il Kazakistan, quindi è esposta per poche ore alla luce solare. È assimilata ad un piccolo cespuglio che cresce in tutte le direzioni, ma non raggiunge altezze importanti. Le foglie, inoltre, appaiono strette e i fiori sono molto piccoli e sostenuti da robusti steli.

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Cosa si intende per marijuana light?

La cannabis legale si ricava dalle infiorescenze femminili della canapa sativa e si selezionano le varietà con un basso concentrato di THC e un elevato contenuto di CBD.

Si tratta, dunque, di una sostanza non stupefacente.

La percentuale di THC deve restare entro lo 0,02%, mentre quella del CBD fino al 30% affinché l’erba sia riconosciuta dalla legge come light, cioè depotenziata.

A livello visivo, l’erba legale non si differenzia da quella illegale ed è possibile distinguerle solo attraverso un’analisi chimica che ne rilevi i contenuti.

Una cosa essenziale da sottolineare è che la cannabis light è differente da quella terapeutica: quest’ultima può essere acquistata solo tramite prescrizione medica ed è caratterizzata da un livello di THC che generalmente oscilla tra il 7 e il 22%.

L’effetto benefico della marijuana legale

1) Effetto antidepressivo e rilassante

Nel 2010 e nel 2011 il National Center for Biotechnology Information ha pubblicato due articoli riguardanti gli effetti del CBD.

In particolare, si è notato che il CBD provoca un aumento dei livelli di serotonina e glutammato, con effetti paragonabili a quelli dell’imipramina. La pubblicazione del 2011 ha messo in evidenza che “una carenza di segnali nel sistema endocannabinoide è sufficiente a produrre un fenotipo depressivo”.

Nel 2016, un’ulteriore pubblicazione ha confermato i risultati delle ricerche precedenti. Il CBD non cura
direttamente la depressione, ma ne combatte i sintomi e ne previene la possibilità attraverso l’effetto
rilassante e distensivo conseguente al rilascio di serotonina e glutammato.

Da notare che, mentre l’imipramina presenta tra gli effetti collaterali patologie anche gravi, quali la leucopenia (diminuzione dei globuli bianchi nel sangue) e la trombocitopenia (diminuzione di piastrine nel sangue), andando a pesare sul midollo osseo, il CBD non presenta effetti collaterali di alcun genere.

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Effetto antinfiammatorio e antiossidante dell’erba light

L’effetto antiossidante e antinfiammatorio del CBD è collegato alla sua azione su due endocannabinoidi, il CB1 e il CB2.

Gli endocannabinoidi sono recettori che il nostro corpo produce autonomamente, molto simili ai fitocannabinoidi (THCP e CBDP), ovvero ai metaboliti prodotti dalle piante di cannabis.

L’endocannabinoide CB1 si è scoperto ricoprire un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso centrale e svolgere una funzione neuroprotettiva, determinando prevalentemente i seguenti effetti della cannabis light:

  • euforizzante;
  • antispastico;
  • antiossidante;
  • ipotensivo;
  • analgesico.

Il CB2, invece, è responsabile dell’azione antinfiammatoria e immunomodulatrice dei cannabinoidi. Inoltre stimola positivamente entrambi gli endocannabinoidi, da cui la sua funzione antiossidante e antinfiammatoria, ideale per alleviare il dolore derivante da strappi e traumi, oltre che patologie croniche come l’artrite reumatoide, asma, sinusite.

Ricorrere alla marijuana legale, o ad altre sostanze da essa derivate, come l’olio CBD permette inoltre di evitare le numerose controindicazioni dei farmaci antinfiammatori.

Quelli a base di paracetamolo, infatti, vanno a gravare sull’apparato gastrointestinale e sui reni.

Quelli a base di cortisone e quelli non steroidei, invece, gravano sul sistema immunitario e cardiovascolare, rendendo vulnerabili alle infezioni e provocando, alla lunga, un aumento del rischio di infarto, ictus o scompenso cardiaco.

Effetto analgesico della canapa light

Come si è detto, il CBD stimola positivamente gli endocannabinoidi CB1 e CB2 con un conseguente effetto analgesico. Uno dei primi e principali impieghi terapeutici del CBD è, infatti, come efficace antidolorifico.

In particolare, il CBD impedisce al corpo di assorbire l’anandamide, un composto associato alla ricezione del dolore.

In presenza di dolori cronici, come emicranie, sclerosi multipla o dolori reumatici, il CBD è un ottimo sostituto dei classici farmaci analgesici, i cui effetti collaterali comprendono in genere:

  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea o costipazione;
  • sanguinamenti gastrointestinali.

Effetto anticonvulsivante della marijuana light

Il Department of Neurology e il Department of Pharmacology and Toxicology negli USA hanno condotto numerosi studi sugli effetti del CBD su due gravi forme di epilessia a esordio infantile: la sindrome di Lennox-Gastaut e la sindrome di Dravet.

Le ricerche hanno registrato risultati incredibili: su 8 pazienti che hanno assunto CBD, 4 hanno registrato l’interruzione delle convulsioni e 3, invece, una riduzione della violenza e della frequenza delle stesse.

Si tratta di un risultato notevole che ha portato il Food and Drug Administration (FDA) a votare all’unanimità, il 25 giugno 2018, l’approvazione del primo farmaco a base di CBD per la cura dell’epilessia, l’Epidiolex.

Effetto antitumorale

Gli studi sugli effetti antitumorali del CBD costituiscono l’avanguardia della ricerca per la lotta ai tumori.

La ricerca è tuttora in atto e le pubblicazioni iniziano a far appena intuire le enormi potenzialità della
canapa legale:

  • il California Pacific Medical Center Research Institute nel 2007 ha pubblicato uno studio
    secondo cui il CBD si è dimostrato essere capace di bloccare la metastasi del cancro al seno, impedendo che il tumore si diffonda nel resto del corpo;
  • uno studio pubblicato nel 2008 dal Journal of the National Cancer Institute ha, inoltre, esteso le scoperte californiane anche ad altre forme tumorali, dimostrando che il CBD potrebbe essere impiegato con successo nella prevenzione della diffusione metastatica dei tumori.

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CBD: come assumerlo

Ci sono ormai diverse modalità per assumere cannabis light, anzi, per sfruttare a pieno le proprietà benefiche intrinseche di questa sostanza. La più comune, naturalmente, riguarda le infiorescenze di erba light da fumare.

Tuttavia, esistono anche altre opzioni, come l’uso di oli o estratti di cannabis da vaporizzare o consumare direttamente, nonché la produzione di alimenti o bevande arricchiti con CBD. Ogni metodo offre vantaggi unici e può essere adattato alle preferenze personali e alle esigenze di dosaggio.

Molte persone preferiscono evitare le conseguenze negative derivate dalla combustione attraverso altri metodi: vaporizzazione, alimenti, olio CBD da assumere per via orale e creme.

Per quanto riguarda gli alimenti, nonostante faccia bene alla flora intestinale (il CBD è ricco di omega3, fibre e proteine) è sempre meglio assumerne quantità moderate poiché la cannabis light ingerita mostra effetti più forti e duraturi.

I vantaggi che si possono trarre dal consumo di marijuana legale sono davvero innumerevoli poiché si tratta di una sostanza del tutto naturale.

Bisogna semplicemente accertarsi delle dosi da poter assumere in base al proprio problema e della buona qualità del prodotto.

Utilizzare erba light risulta essere un’ottima scelta non solo per combattere dolori o disturbi gravi, ma anche solo per rilassarsi.

La posizione del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha assunto una posizione fondamentale sulla cannabis e il suo uso terapeutico, riflettendo l’attenzione crescente su questa pianta e i suoi potenziali benefici medici.

L’analisi dettagliata condotta da esperti medici e ricercatori ha evidenziato gli effetti positivi della cannabis terapeutica (Cannabis FM-2) in diverse aree, compreso il trattamento del dolore cronico, la gestione della spasticità e la mitigazione degli effetti collaterali di alcune malattie.

In Italia, l’interesse nei confronti della cannabis medicinale è in costante aumento, con un numero crescente di pazienti che considerano questa opzione come parte integrante delle terapie disponibili. La produzione e il consumo di cannabis a fini terapeutici sono regolamentati, con un dibattito in corso sulla sua inclusione nel panorama farmaceutico ufficiale.

Mentre il THC e il CBD sono al centro di questo interesse, il Ministero della Salute pone una particolare attenzione sulle prescrizioni mediche e sull’uso responsabile della pianta. Il dibattito in corso riflette la necessità di una risposta equilibrata e basata su evidenze scientifiche, tenendo conto sia degli effetti positivi che dei rischi associati all’uso terapeutico della cannabis.

I risultati secondo la National Academy of Sciences

Secondo i risultati del National Academy of Sciences, l’uso terapeutico della cannabis è oggetto di una vasta gamma di studi ed è considerato un argomento di grande rilevanza scientifica. Gli effetti benefici della cannabis nel trattamento di varie condizioni mediche, tra cui dolore cronico, spasticità, e nausea, sono stati riconosciuti attraverso un’analisi approfondita degli studi clinici disponibili.

L’uso terapeutico della cannabis, in particolare del THC e di altri cannabinoidi, è stato associato positivamente al sollievo sintomatico in pazienti affetti da diverse malattie, tra cui alcune forme di cancro.

Il National Academy of Sciences ha sottolineato l’importanza di una prescrizione medica mirata e dell’uso responsabile della cannabis terapeutica, enfatizzando i benefici possibili senza trascurare i potenziali rischi e gli effetti collaterali.

Gli studi condotti evidenziano il ruolo significativo della cannabis nella medicina contemporanea e ne sottolineano l’efficacia in molteplici contesti terapeutici, alimentando un crescente interesse per la sua regolamentazione e utilizzo mirato a beneficio dei pazienti.

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Conclusioni

In conclusione, l’utilizzo della cannabis light comporta una serie di vantaggi significativi per la salute, come indicato dalle prove emerse da molteplici analisi e studi internazionali. I suoi effetti benefici, soprattutto nel trattamento di patologie quali la sclerosi multipla, il dolore cronico e la spasticità, sono stati riconosciuti anche negli Stati Uniti, dove la cannabis terapeutica è già diffusamente prescritta con successo.

Il crescente interesse da parte di medici e ricercatori verso l’uso terapeutico della cannabis, soprattutto nell’ambito oncologico, evidenzia il suo potenziale nel trattamento di diverse malattie. Tuttavia, è cruciale sottolineare che l’assunzione deve essere prudente e, se necessario, sotto supervisione medica, al fine di massimizzare i benefici e ridurre al minimo i possibili rischi associati all’uso di sostanze a base di cannabis.

In un contesto in cui si osserva una crescente attenzione verso l’impiego terapeutico delle piante e dei cannabinoidi, è essenziale promuovere ulteriori studi e una regolamentazione responsabile dell’uso della cannabis a fini medicinali, garantendo così il benessere dei pazienti e la sicurezza della comunità nel suo complesso.

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