THCP e CBDP: la scoperta

thcp e cbdp nella cannabis sativa

THCP e CBDP: ciò che devi sapere sui due nuovi fitocannabinoidi nella Cannabis Sativa.


Le piante di cannabis light e di cannabis “classica” presentano oltre 400 principi attivi noti, di cui circa 150 sono stati riconosciuti come “cannabinoidi”. Tra i cannabinoidi più conosciuti troviamo il THC e il CBD, noti soprattutto per le loro proprietà in ambito terapeutico.

Nel tentativo di definire il profilo dei fitocannabinoidi (ovvero i cannabinoidi naturali) che caratterizzano la canapa sativa, un gruppo di ricercatori italiani hanno scoperto due nuovi principi attivi: THCP (tetraidrocannabiforolo) e CBDP (cannabidiforolo).

I ricercatori (provenienti dall’Università di Modena e Reggio Emilia, dall’Università di Roma, dall’Università della Campania e dall’Istituto di Nanotecnologia di Lecce) descrivono nello studio, pubblicato sulla rivista Nature, come hanno isolato i due nuovi cannabinoidi. Tra i due, il THCP si lega ai recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide umano.

Gli scienziati ipotizzano che questo cannabinoide possa rivelarsi 30 volte più potente del THC, il noto componente psicoattivo della cannabis.

effetti THCP fitocannabinoide della cannabis

Gli effetti del THCP, principio attivo della cannabis molto simile al THC

Nel corso dello studio i ricercatori hanno notato come il THCP abbia un’altissima affinità per i recettori CB1, circa 30 volte rispetto a quella del THC. Le proprietà psicotrope del THC sono in genere associate alla sua interazione con i recettori CB1 del nostro sistema endocannabinoide. Di conseguenza il THCP potrebbe agire sulla nostra psiche (forse in misura maggiore del THC).

Gli studiosi hanno anche condotto esperimenti su animali da laboratorio. Da questi hanno potuto dimostrare che il THCP svolge un’attività cannabimimetica analoga al THC, ovvero ha pressoché gli stessi effetti farmacologici.

I suoi effetti sull’organismo umano sono ancora da dimostrare, dunque per il momento si possono fare solo delle ipotesi, da confermare o smentire mediante ulteriori studi.

Ma qual è l’attività cannabimimetica riscontrata nel THCP?

Devi sapere che i ricercatori hanno analizzato un estratto della marijuana terapeutica FM2 (che presenta basse quantità di THC) prodotta nell’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Hanno affermato che il THCP, similmente al THC, presenta effetti antidolorifici e provoca ipomobilità, catalessi e abbassamento della temperatura rettale.

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Il CBDP, cannabinoide scoperto di recente dai ricercatori italiani

I ricercatori hanno affermato che il THC e il CBD presentano una particolare struttura chimica che condivide una catena alchilica laterale, la quale presenta cinque atomi di carbonio disposti in maniera lineare.

Il THCP e il CBDP si differenziano da loro solo per la lunghezza di questa catena, che contiene sette atomi di carbonio nella stessa disposizione lineare; la lunghezza di questa catena è responsabile della maggiore affinità con il recettore CB1.

Ma allora il CBDP è simile al CBD e presenta gli stessi effetti benefici, come quelli antidolorifici, ansiolitici e antiossidanti?

In questo caso, poiché l’attività biologica del CBDP non è ancora nota, si possono fare congetture. In quanto il THCP si comporta in maniera simile al THC, anche il CBDP potrebbe avere un’attività analoga al CBD.

Ok, tutto fantastico ma… Cosa significano queste scoperte per il mondo della marijuana light e di quella terapeutica?

THCP e CBDP cannabis terapeutica

THCP e CBDP: il valore della loro scoperta

I ricercatori suppongono che il THCP possa essere la ragione dei diversi effetti che si riscontrano dall’assunzione di differenti ceppi di cannabis. Inoltre la sua presenza potrebbe spiegare le proprietà terapeutiche di alcune varietà di cannabis, difficili da giustificare con la sola presenza di THC.

Il problema di fondo è che nessuno ha mai cercato questi due principi attivi nella cannabis. Una volta stabilito il profilo farmacologico del THCP, si può auspicare che le varietà di cannabis ricche di questo composto saranno sviluppate, in futuro, per trattare determinate patologie.

Secondo i ricercatori sia il THCP che il CBDP potrebbero avere una vasta applicazione in ambito medico, ma per il momento gli studi sono ancora lontani da questa realtà. Sarebbero dunque necessarie ulteriori ricerche per comprendere sia i benefici che i rischi dell’assunzione di questi cannabinoidi all’interno di una terapia farmacologica.

Solo i futuri studi di farmacocinetica potranno rivelare queste importanti informazioni.

Il passo successivo alla ricerca condotta da questi studiosi italiani è quello di cercare il THCP e il CBDP non solo nella FM2 ma anche in altre varietà di cannabis. Sarà necessario determinare le quantità esatte di questi cannabinoidi al fine di comprendere l’entità del loro effetto sull’organismo umano.

Purtroppo il processo sarà piuttosto lungo, in quanto prevede numerosi test farmacologici per valutare gli effetti benefici e gli eventuali rischi dell’assunzione di THCP e CBDP.

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In conclusione

Il THCP e il CBDP sono sicuramente una grossa scoperta per il mondo della cannabis applicata in ambito medico, in quanto potrebbero avere effetti terapeutici analoghi (e forse anche più rilevanti) del THC e del CBD.

Nessuno prima d’ora aveva mai cercato, e di conseguenza trovato, questi cannabinoidi, dunque gli studi a riguardo sono per il momento in alto mare. Al fine di provare i loro benefici e riscontrare eventuali rischi dati dalla loro assunzione, sono necessari numerosi test da condurre in laboratorio.

Per il momento festeggiamo questa nuova scoperta e speriamo di avere al più presto delle belle novità!