Canapa sativa legale: tutto quello che devi sapere a riguardo

canapa sativa legale

Che cos’è la canapa sativa legale e quali sono le sue proprietà e le differenze con la canapa indica.


La fondamentale divisione tra le tipologie di Cannabis fu dapprima introdotta dal biologo francese Jean-Baptiste Lamarck nel 1785.

Lamarck effettuò uno studio in particolare sugli effetti stupefacenti della Cannabis proveniente da due diverse regioni, quella del Medio Oriente e del Maghreb (Turchia, Afghanistan e Marocco) e quella proveniente dalle zone equatoriali (Colombia, Messico, Thailandia e Sud Est asiatico).

La distinzione riconosciuta dal biologo ha portato alla classificazione oggi in uso tra Cannabis Sativa e Cannabis Indica, ognuna con caratteristiche peculiari che ne definiscono non soltanto gli effetti psicoattivi ma anche il fenotipo.

La legge del 2 dicembre 2016, n. 242, permette la libera coltivazione di canapa legale (Cannabis sativa), ovvero con contenuti di THC (tetraidrocannabinolo) inferiori al 0,2%.

La coltivazione è resa possibile da sementi certificate e selezionate appositamente per impedire il superamento della soglia consentita di THC.

L’innovazione della coltivazione della Canapa sativa legale deriva dalla molteplicità dei suoi impieghi, non solo in campo tessile, ma anche alimentare, medico, di biotecnologie, bioedilizia, etc. La resistenza della pianta e la sua alta resa sono alcuni dei fattori per cui figura tra le colture innovative, garantendo al coltivatore incentivi fiscali e premi annuali a cui si vanno ad aggiungere incentivi statali e regionali.

Canapa sativa legale e canapa indica: le differenze

Canapa sativa

La Canapa Sativa, legale in Italia, è caratterizzata da una notevole crescita in altezza, con esemplari che possono raggiungere anche i 5 metri di altezza, caratterizzata da un fusto e una foglia snelli.

canapa sativa coltivazione legale

Generalmente, per via delle grosse dimensioni, necessita di maggior spazio tra una pianta e l’altra.

Questa tipologia di marijuana sviluppa i baccelli lungo i rami invece che in corrispondenza dei nodi, con il risultato di garantire una resa maggiore nel caso in cui le si coltivi per ricavarne semi di cannabis.

La fase di vegetazione è caratterizzata da una crescita rapida, mentre la fase di fioritura impiega tempi più lunghi; complessivamente il tempo di raccolta può variare dai 60 ai 90 giorni: si semina a marzo/aprile e il raccolto è solitamente compiuto ad agosto.

La cannabis legale è in particolar modo apprezzata in campo medico per gli effetti stimolanti, consigliata come antidepressivo e cura del ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività).

Canapa indica

La Canapa Indica, al contrario della cannabis sativa, è caratterizzata da un fusto di dimensioni contenute, che raramente supera i due metri, e da una forma cespugliosa, con numerose ramificazioni molto fitte. La forma cespugliosa e le dimensioni contenute la rendono ideale per coltivazioni indoor oltre a permettere una maggiore densità di piante per metro quadro.

Questa pianta sviluppa i baccelli in corrispondenza dei nodi ed è caratterizzata da una fase di vegetazione più lunga rispetto a quella di fioritura, con tempi di raccolta inferiori rispetto alla varietà sativa, generalmente compresi tra i 45 e i 65 giorni.

In campo medico, la Canapa Indica è impiegata come antidolorifico, oltre che nel trattamento di varie disfunzioni e malattie muscolari proprio in virtù dell’effetto rilassante e sedativo.

Principali tipi di Canapa Sativa legale

Una ulteriore e fondamentale distinzione da fare, per quanto riguarda la marihuana legale, è quella tra pianta dioica e monoica.

La pianta dioica è di sesso maschile o femminile, quella monoica possiede entrambe le caratteristiche, portando semi di marijuana e fiori.

Il tipo di pianta da coltivare dipende dal tipo di prodotto che si vuole ricavare: se si vuole, infatti, raccogliere i semi le piante monoiche assicurano una resa decisamente maggiore (una media per ettaro di 6 quintali per le monoiche contro i 4-4,5 delle dioiche).

Se si vuole invece ricavare unicamente biomassa, le dioiche in generale risultano essere ottimali in quanto caratterizzate da uno stelo più lungo rispetto a quelle monoiche che, dal canto loro, si mantengono abbastanza omogenee in altezza non superando mai le dimensioni ottimali per la trebbiatura.

Le principali tipologie di piante dioiche sono le seguenti:

  • Carmagnola, con steli alti in media 3,5 metri, è tra le qualità italiane più coltivate in quanto ricche di fibre, adatte anche alla produzione di mattoni;
  • Fibranova, al pari della Carmagnola, è adatta ai climi italiani e ha un’ottima resa di fibra;
  • Tiborszallasi, una varietà ungherese caratterizzata sia da un’ottima resa di fibra, con steli che possono raggiungere i 4 metri di altezza, che da una produzione soddisfacente di semi e infiorescenze.

Ecco invece le principali tipologie di piante monoiche:

  • Futura, una varietà francese che si mantiene su un’altezza media di 2,5 metri, pensata principalmente per la produzione di semi e per l’impiego nella produzione di concimi;
  • Felina, tra le più diffuse in Francia, con una buona resa in fibre e semi, nata dall’incrocio della Kompolti (che tuttavia, per la sua alta percentuale di THC non può essere coltivata direttamente) e della Fibrimon;
  • Uso 31, una varietà ungherese ottima per la produzione di semi, caratterizzata da una fioritura abbastanza veloce, favorita dalla differenza climatica;
  • Codimono, una varietà tedesca, derivata geneticamente dalla dioica denominata in Germania “superfibra”. È caratterizzata da una produzione di fibra elevatissima.

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