Come viene eseguita la purificazione dell’hashish e quali sono gli effetti di questa pratica

Purificazione dell'hashish

Come si ottiene l’hashish e cosa viene consigliato per purificarlo dalle sostanze da taglio

In Italia l’hashish legale viene prodotto secondo precisi standard qualitativi in modo che non contenga alcuna sostanza dannosa per la salute. Lo stesso non può dirsi per quello ad alto tenore di THC.

In quanto illegale, infatti, questo tipo di hashish non è sottoposto ad alcun regolamento circa la sua produzione e, per questo motivo, può contenere componenti piuttosto nocivi.

Ovviamente, la scelta migliore è tenersi alla larga da queste sostanze illegali, ma è indubbio che questo tema possa solleticare la curiosità di tanti che potrebbero chiedersi se esistano dei modi per purificarlo dagli additivi da taglio.

In questo articolo, scritto a tutolo puramente informativo, spiegheremo come viene prodotto l’hashish, quali sono le sostanze con le quali può essere tagliato e cosa consigliano alcuni siti web specializzati per rimuoverle completamente dai panetti.

Ciotola contenete kief

Come viene prodotto l’hashish?

L’hashish viene prodotto da tempi antichissimi e, ancora oggi, lo si ottiene attraverso tecniche utilizzate da centinaia di anni.

I metodi classici sono la setacciatura a secco e la lavorazione a mano delle cime di cannabis.

Per eseguire la prima tecnica si parte dalle infiorescenze di marijuana che vengono fatte essiccare preventivamente. In seguito vengono strofinate su di un setaccio in modo da separare la resina prodotta dai tricomi della pianta. Quest’ultima viene raccolta in un contenitore sotto forma di polverina (detta kief) per essere poi compattata in panetti di colore marrone o verde scuro.

La lavorazione a mano delle cime, invece, viene praticata sulle infiorescenze ancora fresche che vengono strofinate tra i palmi in modo che il calore faccia aderire la resina alla pelle. Una volta depositatasi in quantità sufficiente, quest’ultima viene raccolta con un apposito strumento e manipolata fino a ottenere una sfera di hashish che diventa pronta all’utilizzo dopo un breve periodo di maturazione.

Infine, è molto diffuso un metodo di produzione decisamente più recente dei precedenti, chiamato Bubble Hash.

Questa tecnica si è diffusa negli anni ’90 e consiste nell’immersione delle infiorescenze in acqua ghiacciata in modo che congelino. In questo modo si agevola la separazione dei tricomi dalle altre parti della pianta.

Quindi l’acqua viene filtrata e le cime lavorate in modo simile al metodo del setaccio a secco, con la differenza che la bassa temperatura permette di ottenere un prodotto finito più puro e omogeneo.

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Hashish tagliato: quali sostanze vengono aggiunte e perché può costituire un grosso rischio

Come noto, l’hashish ad alto tenore di THC è una sostanza stupefacente e, pertanto, in Italia il suo consumo è vietato. Per questo motivo, la sua produzione non è regolata e, sul mercato illegale, circolano panetti addizionati con numerose sostanze da taglio.

Il motivo è semplice: poiché l’hashish viene venduto in base al peso, aggiungendo altri composti in modo da aumentare il ricavo finale. Il problema è che queste sostanze da taglio possono essere molto nocive per la salute e mettere in pericolo chi commette la leggerezza di acquistare un prodotto illegale.

Ecco alcuni esempi di quello che può essere aggiunto all’hashish per aumentarne il peso:

  • resina di pino;
  • olio per motori;
  • acido per batterie.

A parte la resina di pino, che non costituisce un serio rischio per la salute, è palese che fumare sostanze come l’acido per batterie e l’olio per motori equivalga a sottoporsi alla roulette russa: la prima volta potrebbe andare tutto bene e, forse anche la seconda e la terza, ma prima o poi il proiettile arriva.

Per rimediare a questo problema, alcuni siti internet dedicati alla cannabis riportano le istruzioni per purificare l’hashish da questi composti dannosi e, il metodo che viene consigliato più di frequente, consiste nell’utilizzare una bustina da tè.

Vuoi saperne di più? Ti racconto come funziona nel seguente paragrafo.

Pentolino con acqua bollente

Ecco come funziona la purificazione dell’hashish

A quanto pare, l’hashish tagliato può essere purificato ricorrendo a oggetti che si possono trovare in casa di chiunque.

Sembrerebbe che la prima operazione da compiere sia prendere una bustina da tè, aprirla, gettarne via il contenuto e riempirla con il panetto. Quindi è necessario richiuderla con cura servendosi di ago e filo o di una pinzatrice e mettere a bollire dell’acqua in un pentolino. Una volta raggiunta l’ebollizione, si dovrebbe spegnere il fornello e mettere la bustina in infusione.

A questo punto le sostanze da taglio dovrebbero lentamente disciogliersi in acqua, al contrario dei cannabinoidi che, essendo liposolubili, rimarrebbero al sicuro all’interno del panetto.

Una volta che tutte le componenti dannose sono state separate dall’hashish, sarebbe sufficiente togliere il panetto dalla bustina, tamponarlo e lasciarlo per qualche ora all’aria in modo che si asciughi completamente.

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In conclusione

In questo articolo abbiamo spiegato come viene preparato l’hashish e perché durante la sua produzione, talvolta, vengono aggiunte delle sostanze da taglio. Questi composti possono essere molto nocivi e, per tale motivo, c’è chi suggerisce di purificare i panetti con metodi casalinghi.

Se ti ho raccontato queste cose, l’ho fatto semplicemente per soddisfare la tua curiosità.

Non tentare di mettere in atto queste pratiche e non cedere alla tentazione di acquistare dei prodotti illegali come l’hashish ad alto tenore di THC: rischieresti serie ripercussioni sia dal punto di vista legale che sanitario.

Ricorda che, in Italia, l’unico hashish legale è quello cosiddetto light che puoi acquistare sul nostro shop assieme a tanti altri prodotti a base di cannabidiolo, come le infiorescenze di cannabis light e l’olio di CBD.