Malta cannabis: proposta di legge sulla legalizzazione del consumo ricreativo

Malta legalizza la cannabis per uso ricreativo

Modificato il: 17/04/2024

MALTA CANNABIS: ORA I MAGGIORENNI POSSONO DETENERE PER IL CONSUMO PERSONALE FINO A 7 GRAMMI, COLTIVARE FINO A 4 PIANTE PER USO DOMESTICO E ACQUISTARE PICCOLE QUANTITÀ DA RIVENDITORI AUTORIZZATI.

Il primo paese al mondo a legalizzare la cannabis è stato l’Uruguay, che ha adottato questa politica nel 2014. Da allora, diversi altri Stati hanno seguito questo esempio, legalizzando l’uso ricreativo della cannabis. Tra questi vi sono diversi Stati americani, il Canada, la Georgia, il Messico, il Sudafrica e la Thailandia.

Nel dicembre 2021, si è aggiunto un altro paese a questa lunga lista: Malta. È diventato il primo paese in Europa a legalizzare la cannabis per uso ricreativo.

In questo articolo esamineremo l’Avviso Legale n. 478 del 2021, che ha istituito l’Autorità per l’Uso Responsabile della Cannabis, al fine di comprendere le principali novità introdotte.

Il punto di vista della legge maltese: uso responsabile della cannabis

La legge maltese sull'uso della cannabis

Quando presentò questa riforma cruciale in Parlamento, il Primo Ministro di Malta, Robert Abela, sottolineò che la legalizzazione della cannabis a Malta avrebbe significativamente ridotto la domanda del mercato nero di canapa e sostanze derivate come l’hashish.

Allo stesso tempo, la legalizzazione avrebbe permesso ai consumatori di intraprendere “un percorso sicuro e regolamentato per accedervi”, secondo Owen Bonnici, Ministro delle Riforme.

A un anno esatto dall’entrata in vigore della riforma, è ancora prematuro valutarne gli effetti sulla popolazione. Tuttavia, gli studi condotti nei paesi dove la legalizzazione è già avvenuta sembrano confermare che molti consumatori hanno fatto il passaggio dal mercato illegale a quello legale, contribuendo a ridurre le entrate del mercato nero e a porre fine alla criminalizzazione degli utenti di cannabis.

Esaminiamo quindi le principali novità contenute nella legge maltese sull’Autorità per l’Uso Responsabile della Cannabis. In sintesi, la legge non solo promuove “l’uso responsabile della cannabis”, ma anche la coltivazione e l’acquisto per scopi ricreativi.

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Le novità introdotte dalla legge maltese sulla legalizzazione della cannabis

Più nel dettaglio, ci sono tre importanti novità della legge sull’uso responsabile della cannabis.

In primo luogo, viene depenalizzata la detenzione: ogni adulto può ora possedere fino a 7 grammi di cannabis senza rischiare alcuna sanzione. Chi viene trovato in possesso di una quantità di cannabis compresa tra 7 e 28 grammi non sarà soggetto a procedimenti penali, ma riceverà solamente una multa compresa tra 50 e 100 euro.

La legge prevede anche la cancellazione dei reati per possesso di cannabis dalle fedine penali delle persone già condannate:

  • viene consentita la coltivazione per uso domestico fino a quattro piante, con la possibilità di conservare in casa fino a 50 grammi di infiorescenze essiccate;
  • è consentito l’acquisto di piccole quantità di cannabis da rivenditori no profit, ai quali è vietata la pubblicità.

In particolare, queste associazioni senza scopo di lucro, simili per funzionamento ai social club spagnoli, adibite alla vendita potranno vendere cannabis esclusivamente ai propri iscritti, limitati a non più di 500 per singola associazione. Inoltre, la vendita sarà consentita per una quantità personale non superiore ai 7 grammi al giorno o 50 grammi al mese.

Vengono comunque imposti dei limiti all’uso ricreativo della cannabis, il quale deve rimanere confinato all’interno delle mura domestiche o in locali autorizzati. È pertanto ancora vietato consumare cannabis in luoghi pubblici o anche in luoghi privati, ma solamente quando si è in presenza di minori.

La depenalizzazione della cannabis in Italia: il disegno di legge approvato dalla Commissione Giustizia

In Italia, sebbene la legalizzazione della cannabis non sembri essere imminente, ci sono segnali di cambiamento evidenti, come dimostra il disegno di legge sulla depenalizzazione che è stato presentato alla Camera dei Deputati.

Dopo l’approvazione della Commissione Giustizia, il disegno di legge Magi-Licatini, che mira alla depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis, è tornato all’Aula di Montecitorio per ulteriori discussioni.

Fra le novità inserite nel testo del disegno di legge segnaliamo:

  • depenalizzazione della coltivazione domestica: viene permessa la coltivazione fino a quattro piante di marijuana per autoconsumo senza incorrere in sanzioni penali;
  • riduzione delle pene detentive per lo spaccio di piccole quantità di cannabis: la pena massima per lo spaccio di piccole quantità di cannabis viene quasi dimezzata, passando dagli attuali 4 anni a 2 anni e 2 mesi di reclusione;
  • istituzione di una giornata nazionale sui danni derivanti dall’uso delle sostanze stupefacenti, accompagnata da un’attività di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole.

Depenalizzazione della coltivazione domestica

Data l’innovativa portata di questo testo, è evidente che se il disegno di legge riuscisse a completare l’iter parlamentare, in Italia si avvierebbe verso il superamento di un approccio punitivo e repressivo alla cannabis.

Non bisogna nutrire false speranze, poiché la conversione in legge di questo disegno di legge sembra sempre più lontana, considerando il risultato elettorale ottenuto dal centrodestra nelle ultime elezioni politiche.

Al momento, in attesa di eventuali modifiche, la normativa di riferimento è la legge n. 242 del 2016, la quale mira a promuovere la coltivazione e la filiera della canapa industriale.

Tale legge permette la coltivazione per usi industriali di piante di canapa che presentano concentrazioni di THC inferiori allo 0,2%.

Fra le destinazioni d’uso previste dalla legge, tuttavia, manca il consumo umano. In particolare, non è consentita né la coltivazione né la vendita delle infiorescenze di canapa per uso ricreativo.

La legge 242 del 2016, che va assolutamente distinta dal processo di legalizzazione della cannabis, ha tuttavia generato dubbi interpretativi riguardo alla sua applicazione, soprattutto per quanto riguarda la commercializzazione di semi e infiorescenze di marijuana light.

Ciò nonostante, questa legge ha contribuito a un rapido sviluppo dell’industria della canapa legale in Italia.

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Conclusione

In conclusione, mentre la legalizzazione della cannabis in Italia sembra ancora distante, paesi come Malta stanno facendo progressi significativi in questo settore.

L’approvazione della legge sulla cannabis light ha aperto nuove opportunità economiche e sociali, permettendo la coltivazione e la vendita di prodotti a base di cannabis con un tenore di THC inferiore allo 0,2%.

Nonostante possano sorgere dubbi interpretativi riguardo alla sua attuazione, il settore della cannabis legale continua a crescere in entrambi i paesi, offrendo una vasta gamma di prodotti di alta qualità.

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