Marijuana senza THC: effetti e benefici

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Che cos’è la marijuana senza THC, quali sono i suoi effetti e i benefici.


La Marijuana senza THC esiste? In realtà no, in quanto anche la marijuana light presenta percentuali minime di questo principio attivo.

Ma facciamo chiarezza su questo prodotto che ha sviluppato nel tempo, grazie anche al mondo dell’arte, un ruolo fondamentale nell’immaginario collettivo: sempre di meno solo una pianta e sempre di più una vera e propria cultura.

Di storie sull’utilizzo e sugli effetti se ne sentono tanti, spesso esagerati o catastrofici.

Ci sono tante versioni e idee sui pericoli da utilizzo di Cannabis, sul come questa pianta lavorata e su come influisca sulla salute del corpo e della mente.

Come spesso accade, la realtà dei fatti è ben diversa da quella delle leggende metropolitane: vediamo assieme di cosa stiamo parlando.

C’è differenza tra Marijuana e Cannabis Light?

La marijuana è il prodotto ottenibile dall’essicazione di foglie, fiori, steli e semi, appartenenti alla pianta Cannabis sativa (o Canapa indiana).

Esistono tre grandi varietà di Cannabis: marijuana indica, sativa e ruderalis.

Quello che le differenzia sono le dimensioni delle piante, le concentrazioni dei suoi principi attivi e, di conseguenza, gli effetti indotti dall’uso dei loro derivati.

Quello che rende illegale in molti paesi la Marijuana è il delta-9-tetraidrocannabinolo (perlopiù noto con la sigla THC).

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Il THC è una sostanza psicotropa, capace di ridurre i dolori, di funzionare come stimolante dell’appetito, di ridurre la nausea.

La validità di queste proprietà è stata riconosciuta del mondo della medicina: infatti la cannabis può essere usata come trattamento di alcuni pazienti che soffrono di patologie neurodegenerative come il Parkinson e altre, attraverso un olio di cannabis ottenibile solo attraverso certificato medico non ripetibile.

L’uso di una Cannabis ad alto livello di THC per scopi ricreativi è attualmente non riconosciuto dal nostro regolamento penale. Infatti questo prodotto può gravare sulla salute del consumatore e creare in esso uno stato di dipendenza dalla sostanza.

Leggi qui: “Gli effetti collaterali della marijuana“!

Qual è il livello di THC permesso dalla legge?

Come previsto dalla legge 242 del 2016 il livello di THC presente nella canapa legale deve essere inferiore allo 0,6 %.

Quindi, quando parliamo di una cannabis con all’interno un basso livello di THC, intorno allo 0,2%, parliamo di Cannabis light.

Non si tratta dunque di una marijuana senza THC, bensì con bassissime percentuali di questo principio attivo tali da non produrre effetti psicotropi né dipendenza.

La Marijuana Light viene ricavata da infiorescenze femminili della Canapa Sativa, che hanno al suo interno un grande quantitativo di CBD (cannabidiolo).

Il CBD non è un composto psicoattivo, a differenza del THC, ma consente al consumatore di riscontrare effetti positivi per patologie come cefalee, stati d’ansia, infiammazioni e tanto altro ancora.

Il CBD e le sue proprietà sono alla base di molte cure: come già detto, il livello di THC è inferiore allo 0,6%, quindi non si può parlare di sostanza psicoattiva, a differenza della Marijuana illegale.

È una sostanza con lo scopo di rilassare chi ne fa uso, più che sballarlo. Ma le sue potenzialità non si fermano qui.

Quali sono i benefici della marijuana light?

I benefici della Cannabis Light sono tanti e svariati, applicabili per diverse sfere e aspetti della salute.

Innanzitutto bisogna sapere che è il CBD, di cui abbiamo appena parlato, ad essere motivo di tutti gli effetti benefici prodotti dall’uso di marijuana legale.

Il CBD ha proprietà antipsicotiche utili per patologie serie come la schizofrenia o per la diminuzione e il contenimento di disturbi dell’ansia, come il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) o il Disturbo Post Traumatico.

Presenta inoltre proprietà anticonvulsivanti, utili per la gestione e la riduzione di crisi epilettiche, soprattutto nei bambini che soffrono di epilessia infantile (come nei casi di Sindrome di Dower) e dei tremori tipici del morbo di Parkinson.

Se tutto ciò non bastasse, il potere del CBD  è tale che spesso viene estratto dalla marijuana light per essere usato in altre forme, come la creazione di cosmetici dediti alla cura di disturbi della pelle, quali Acne, o per la creazione di unguenti, balsami, oli per la cura della pelle.

Proprio per questo, spesso è usata come rimedio a malattie dovute a infiammazioni.

L’aspetto benefico più importante, grande motivo di studio da parte del mondo della medicina, è la presenza nella cannabis light di sostanze che sembrano funzionare da ostacolo alla proliferazione di cellulare cancerogene.

Inoltre l’olio CBD può essere usato, per chi già lotta contro una malattia e fa terapie a base chemioterapica, come lenitivo per i disturbi causati da quest’ultima come la nausea, vista la sua funzione antiemetica.

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Quali sono le controindicazioni della cannabis light?

Visto che la cannabis light contiene in sé poco THC (a differenza di sua “cugina”, la marijuana illegale, ricca di THC) ed ha, invece, un grande quantitativo di CBD, assolutamente legale e molto utile per la gestione e la cura di diverse patologie, non possiede in sé controindicazioni.

Non per questo si tratta di una sostanza di cui si può abusare: bisogna, ovviamente, farne un uso responsabile, studiato e cosciente.