Quali caratteristiche deve avere il miglior terriccio per la coltivazione della cannabis?

miglior terriccio per cannabis

Guida informativa alla scelta del terriccio per la coltivazione di cannabis

Se hai deciso di aprire questo articolo significa che anche tu fai parte di quel gruppo di curiosi che vorrebbe saperne di più sul terriccio per coltivare la cannabis.

In effetti, ci sono diversi fattori che concorrono alla scelta del terriccio migliore; fattori che, se non considerati, potrebbero influire negativamente sulla qualità del prodotto finito.

Per questa ragione, qui abbiamo raccolto alcune informazioni in merito alle caratteristiche di un buon terriccio per cannabis.

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Terriccio per cannabis: queste le tipologie

Esistono tre tipi di terreno di base: sabbia, argilla e limo, e ognuno ha i suoi pro e i suoi contro.

La sabbia, ad esempio, è facilmente permeabile per la crescita delle radici, ma non trattiene bene l’acqua o i fertilizzanti.

L’argilla fa esattamente il contrario: quando è calda e secca può diventare dura come una roccia, rendendo difficile la penetrazione delle radici, ma è ricca di minerali e nutrienti naturali.

Il limo ha molti minerali e trattiene bene l’umidità. Come l’argilla, però, può diventare compatto e duro in determinate condizioni, fino a formare una crosta, rendendo difficile per l’umidità e le sostanze nutritive raggiungere le radici delle piante.

Quando si cerca di coltivare la cannabis, molti fattori entrano in gioco nella decisione di quale materiale aggiungere al terreno, come ad esempio:

  • il tipo di coltivazione (se indoor o outdoor);
  • se viene coltivata in vaso;
  • il grado di umidità dell’aria;
  • l’esposizione alla luce;
  • il tipo di pianta che si sta coltivando (se è autofiorente o a fotoperiodo).

Insomma, i coltivatori autorizzati devono tenere conto di numerosi aspetti prima di scegliere il miglior terriccio per cannabis.

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Scelta del miglior terriccio per cannabis: ecco i fattori da considerare

Una delle battaglie che la maggior parte dei coltivatori di cannabis deve affrontare è il mantenimento di un certo livello di pH del terreno (o del liquido in idrocoltura) durante la coltivazione, ossia tra i valori 6 e 7. Infatti, le piantine di cannabis crescono meglio quando il livello di pH è leggermente acido, cioè appena inferiore al valore neutro.

Per raggiungere questo livello di miscela ottimale, i coltivatori usano i getti di lombrichi che hanno, appunto, un pH pari a 7.

Ma qual è la percentuale giusta di vermi da utilizzare?

Diciamo che non esiste una risposta corretta al 100% per ogni situazione e che non ci sono molte ricerche scientifiche che dimostrino quale sia la percentuale esatta. Tuttavia, uno studio ha rilevato che una miscela fino all’80% di getti di lombrico e 20% di terra sia la più efficace per la coltivazione della cannabis.

Il grande vantaggio di usare i getti di vermi quando si prepara il terriccio per la cannabis è che migliora sostanzialmente la vita microbica. Infatti questi fertilizzanti naturali possono fornire microbi che aiutano a scomporre tutto ciò che si trova nel terreno in un formato facile da ‘digerire’ per le piante.

Di conseguenza, le piante assorbono tutte le sostanze buone e ricevono un flusso costante di nutrimento durante la coltivazione.

In alternativa, si può decidere di miscelare il terriccio con altri integratori.

Quando si prepara il terriccio perfetto per l’erba, ci sono molti prodotti o terreni di coltura diversi che si possono aggiungere, e alcune delle scelte più popolari sono la perlite e la fibra di cocco.

La perlite viene spesso usata per aiutare il terreno di coltura a drenare: infatti impedisce all’acqua di accumularsi nel terreno e di far marcire le radici della pianta.

Alcuni esperti raccomandano una miscela che contenga fino al 30% di questa sostanza. Tuttavia, se si aggiunge una concentrazione maggiore di getti di vermi, è possibile ridurre la percentuale di perlite utilizzata.

La fibra di cocco è una base popolare per la coltivazione della marijuana, grazie alla sua capacità di fornire aerazione e drenaggio. È leggera, economica e facile da usare. Anche la sua percentuale può variare in base alle preferenze e alle esigenze. Molti coltivatori consigliano di utilizzare una percentuale compresa tra il 30 e il 50%. Come per la perlite, se si utilizza una maggiore concentrazione di getti di vermi, si può ridurre la fibra di cocco.

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I principali luoghi comuni sulla scelta del terriccio di cannabis

Nella comunità dei coltivatori esistono alcune idee sbagliate sull’uso dei getti di vermi, e una delle più comuni è che si dovrebbero usare con parsimonia perché sono costosi.

In realtà, non sono così dispendiosi rispetto a molte miscele commerciali di superterriccio e ad altri integratori o prodotti.

Come abbiamo detto poco fa, è possibile aumentare la percentuale di getti di vermi nella miscela senza avere tuttavia un grande impatto sul costo complessivo della coltivazione.

Un altro luogo comune riguarda la credenza che tutti i getti di vermi funzionino allo stesso modo. Niente di più sbagliato.

I getti di lombrico puri hanno una carica microbica e una densità nutrizionale molto più elevate rispetto ad altri getti ‘ibridi’. Per questo motivo i coltivatori prestano particolare attenzione nella scelta dei fertilizzanti.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto alcuni suggerimenti che i coltivatori osservano per scegliere il miglior terriccio per cannabis.

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