Cos’è il THC in polvere? Tutto sul cosiddetto polline

THC in polvere

Cosa sapere sul THC in polvere, detto anche kiel o polline

Che cos’è il THC in polvere?

Se hai deciso di aprire questo articolo significa che anche tu hai le idee poco chiare su questo polline, giusto?

Se acquistato presso rivenditori certificati, è possibile utilizzarlo in una moltitudine di contesti.

Ti stai domandando quali?

In questo articolo vedremo che cos’è il THC in polvere e come lo si può utilizzare (sempre nel pieno rispetto della normativa italiana).

cos'è il THC in polvere

Partiamo dalle basi: che cos’è il THC in polvere (o kief) e come viene ottenuto?

La pianta di cannabis è ricoperta da ghiandole resinose chiamate tricomi, che contengono THC, CBD, terpeni e altri composti. Questi tricomi hanno l’aspetto di cristalli, e quando si seccano e si staccano dalla pianta, si trasformano in una sorta di polverina chiamata kief.

Il kief (conosciuto anche come polline) viene spesso e volentieri utilizzato per ottenere hashish, è solitamente più scuro dei tricomi – con sfumature che vanno dall’oro al marrone – e ha le sembianze di una sostanza polverosa e appiccicosa.

Questa polvere viene comunemente raccolta nei grinder, che vengono utilizzati per sminuzzare la cannabis in pezzi piccoli e uniformi. In effetti, i macinini hanno solitamente una camera separata sul fondo, chiamata ‘kief catcher’ per questo scopo.

Quando lo si acquista in un dispensario o in un negozio al dettaglio autorizzato, bisogna tenere presente che il kief più puro avrà un colore chiaro. Se appare scuro o verde significa che ha ancora un po’ di materia vegetale mescolata, mentre il kief ‘ben pulito’ tende ad avere un colore simile al bianco sporco.

Ma come lo si ottiene?

In sostanza, dopo che i tricomi si sono staccati dalla pianta di cannabis, un processo naturale che viene sfruttato per produrre un concentrato puro più potente del fiore da cui proviene, essi vengono passati al setaccio per isolare le teste e rimuovere la materia vegetale, come ad esempio le foglie della pianta.

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Kief e hashish legale

Come abbiamo detto, il kief viene utilizzato prevalentemente per ricavare hashish.

Questo è uno degli usi più comuni della polvere di THC, per cui abbiamo deciso di approfondire il procedimento a puro scopo informativo.

Per prima cosa si stende il kief sulla carta da forno e la si arrotola in un foglio di giornale. Successivamente la si bagna leggermente senza inzupparla e con un ferro da stiro a bassa temperatura la si preme e riscalda.

L’obiettivo è di asciugare la carta su ogni lato: fatto questo, srotolandola si otterrà dell’hashish dal colore scuro.

Ad ogni modo, sconsigliamo di replicare questa ‘ricetta’ fatta in casa, perché ci sarebbe un alto rischio di violare la normativa vigente in Italia in merito alla detenzione di cannabis e altri prodotti simili. Per questo motivo è preferibile acquistare hashish legale solo presso rivenditori certificati, come Justbob. In questo modo si avrà la garanzia di acquistare prodotti:

  1. a norma di legge;
  2. della migliore qualità.

polvere di THC in cucina

Possibili usi del THC in polvere in cucina

Uno dei vantaggi del kief è che si tratta di un ingrediente particolarmente versatile in cucina. Ad ogni modo, bisogna assicurarsi di acquistare prodotti a norma di legge con un contenuto di THC consentito dalla normativa.

Un altro vantaggio dell’uso del kief per gli edibili è che, poiché c’è meno materiale vegetale, il sapore della cannabis non è ritenuto particolarmente forte. È questa caratteristica a renderlo un’ottima scelta per la preparazione di brownie o simili.

Nei Paesi in cui è consentito, alcuni preferiscono rimuovere l’anidride carbonica dal kief. Vediamo di capire come ciò avviene:

  • il kief viene distribuito su una pirofila;
  • si preriscalda il forno a 120° C;
  • si sistema la pirofila nel forno e si fa cuocere il kief per circa 20 minuti.

Ma non è tutto.

Una volta ‘decarbossilato’, lo si può mettere in infusione con il latte o la panna (basta scaldarli insieme per qualche minuto) e aggiungerlo alle bevande calde come il tè o il caffè.

Infine, alcuni decidono di utilizzarlo per fabbricare l’olio di canna. Forse uno dei modi più semplici è decarburare il kief e lasciarlo in infusione in un po’ di olio d’oliva o di cocco: secondo diversi produttori autorizzati, l’olio d’oliva è più facile da lavorare a temperatura ambiente rispetto all’olio di cocco. Fatto questo lo si sistema al riparo dalla luce diretta del sole per due o tre settimane, dopo le quali ci sarà la fase di filtraggio: qui verrà rimosso ogni residuo vegetale e si otterrà un olio di canna che può durare fino a due anni, se conservato in un luogo fresco e asciutto.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto che cos’è il THC in polvere, o kief, e come potrebbe essere impiegato.

Se dunque sei alla ricerca di prodotti di qualità, visita il sito di Justbob, il CBD shop per eccellenza che offre l’hashish legale della migliore qualità.

Ti aspettiamo su Justbob, a presto!