Tachipirina e marijuana: è possibile assumerle contemporaneamente?

tachipirina e marijuana

Ci sono effetti collaterali nell’assunzione di tachipirina e marijuana insieme?


Una delle questioni che più interessano gli amanti della cannabis light e classica riguarda il comportamento da tenere nel caso in cui si assumono altri farmaci, sia per problemi cronici che per malori momentanei.

Il problema è di particolare importanza in quanto i cannabinoidi presenti nella marijuana, in particolar modo THC e CBD, condividono spesso recettori con altri farmaci e possono causare alterazioni importanti del metabolismo di molti medicinali.

Oggi vediamo come si comportano insieme tachipirina e marijuana light. Vediamo prima di tutto cosa siano queste sostanze.

Tachipirina: un farmaco jolly

In Italia si indica generalmente con il nome Tachipirina quella categoria di farmaci che hanno come principale principio attivo il paracetamolo (C8H9NO2). Si tratta di un farmaco ad azione analgesica e antipiretica, impiegato contro i sintomi della febbre, del raffreddore, dell’influenza e, in dosi minori, anche contro mal di testa.

Nonostante una debole azione antinfiammatoria, se ne continua a fare uso anche in caso di infiammazioni di lieve entità, anche in virtù di una sua ridotta tossicità. I

l farmaco, infatti, per quanto vada a gravare sul fegato, in quanto il metabolita derivato dall’assunzione della molecola risulta essere tossica per il tessuto epatico, in dosi inferiori al grammo per giorno non dovrebbe presentare controindicazioni sensibili.

Detto questo, non bisogna mai esagerare: una dose di paracetamolo pari a 10-15 grammi giornalieri risulta essere letale in quanto provoca un’epatite fulminante, con necrosi delle cellule epatiche in 3/5 giorni.

Per tal motivo se ne sconsiglia caldamente l’assunzione superiore ai 2,5 grammi per gli individui che fanno uso costante di sostanze alcoliche.

In caso di avvelenamento da paracetamolo, questo risulta essere anche letale per i reni, sebbene tra i farmaci antidolorifici e antipiretici è quello che meno va a gravare sui reni, motivo per cui è da preferire sempre e comunque agli antinfiammatori steroidei, i cosiddetti FANS.

L’assunzione è consigliata a stomaco pieno proprio per alleviare gli effetti che può avere sul fegato e ridurre al minimo i disturbi (bruciore e dolore del ventre).

Marijuana light: la soluzione a mille problemi

La marijuana light presenta basse concentrazioni di THC (tetraidrocannabinolo), ovvero il metabolita psicoattivo, e alte concentrazioni di CBD (cannabidiolo).

È dunque considerata legale in sempre più paesi, tra i quali l’Italia ove, in seguito alla legge n.242 del 6 dicembre 2012, è liberamente acquistabile e commercializzabile.

Consumare erba light produce una vasta gamma di effetti positivi sull’organismo viste le numerose proprietà benefiche del CBD. Si tratta, infatti, di un metabolita che agisce sui neurotrasmettitori CB1 (per lo più presenti nel Sistema Nervoso Centrale) e CB2 (prevalenti nel Sistema Nervoso Periferico), presentando importanti effetti.

Ecco di seguito quali:

Inoltre il CBD è:

  • un efficace regolatore del livello di zuccheri nel sangue, riducendo la resistenza all’insulina nei soggetti diabetici,
  • un ottimo regolatore del battito cardiaco e del ritmo respiratorio, capace di restituire tranquillità ai soggetti più nervosi e stressati.

interazione tra tachipirina e marijuana

Studi recenti ne hanno anche provato l’efficacia nella lotta alla diffusione metastatica del tumore al seno, proponendolo come una nuova e innovativa soluzione alla lotta al tumore.

Tra gli effetti negativi della marijuana light, tuttavia, va annoverato il fatto che i cannabinoidi in essa compresa (CBD e THC) entrano in competizione con i principi attivi di molti farmaci con i quali condividono i ricettori con i quali si legano.

Rispetto alle molecole sintetiche, infatti, CBD e THC hanno un’azione antagonista, ovvero ne riducono l’efficacia intervenendo negativamente sulla biodisponibilità dei loro principi attivi. Motivo per cui è sempre opportuno consultare un medico se si è soggetti a cure specifiche prima di assumere cannabis light.

Ma addentriamoci ancor di più nell’argomento: cosa succede se si utilizzano insieme tachipirina e marijuana oppure tachipirina e olio CBD?

Marijuana e Tachipirina possono essere assunte insieme.

Contrariamente all’alcool, la marijuana light non va a stressare il fegato così come fa il paracetamolo, motivo per cui le due sostanze risultano essere compatibili e possono essere assunte insieme.

È sempre giusto farsi venire un dubbio laddove si ha il desiderio di consumare marijuana e allo stesso tempo si è sotto cura farmacologica, ma nel caso della tachipirina non vi sono controindicazioni speciali.

Va detto che la maggior parte dei sintomi sui quali agisce il paracetamolo sono allo stesso tempo combattuti anche dal CBD, motivo per cui in generale si consiglia di assumere tra le due sempre e solo il CBD.

Pur non avendo un immediato effetto antipiretico (ovvero capace di contrastare i sintomi della febbre), l’azione antinfiammatoria, antiossidante e analgesica del CBD è comunque capace di curare i sintomi della febbre, anche se con un ritardo di qualche decina di minuti rispetto alla tachipirina.

La marijuana light, inoltre, è un rimedio molto più efficace della tachipirina contro i mal di testa e non va a gravare sul fegato o sui reni, anzi, agisce positivamente sia sul sistema immunitario che su quello circolatorio.

Circolano sul web voci di persone che, sottoposte a cure di tachipirina per combattere i sintomi dell’influenza, avendo assunto anche marijuana, abbiano registrato eccessiva sonnolenza e stanchezza. Si tratta di uno degli effetti del CBD, che si presenta, tra le altre cose, anche come un’efficace cura contro l’insonnia.

In generale, se si è affetti dai sintomi influenzali, la cosa migliore per combatterli è rimanere a riposo. Il CBD, sebbene non permetta un immediato recupero della propria condizione fisica normale, permette al corpo di reagire positivamente, andando non solo a curare l’influenza ma anche a rafforzare le difese immunitarie.

Il paracetamolo, invece, dà un immediato sollievo e permette di continuare a svolgere normalmente le attività quotidiane. Ma per avere la meglio sui sintomi influenzali necessita di essere assunto a più riprese, con la possibilità di presentare controindicazioni sensibili per quei soggetti di per sé predisposti a debolezza epatica.

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