Cannabis Social Club in Italia: missione impossibile?

come aprire un cannabis social club in Italia

Tutto ciò che devi sapere se stai pensando di aprire un Cannabis Social Club in Italia.


Per caso ti stai domandando come aprire un Cannabis Social Club in Italia, magari dedicato sia alla cannabis ad alto contenuto di THC che alla cannabis light? Forse dovresti chiederti, prima di tutto, se farlo sia legale o meno.

Certo, forse hai pensato di aprirlo in seguito alla recente sentenza della Corte di Cassazione, con la quale si depenalizza la coltivazione di un numero (estremamente) ridotto di piante di cannabis. Destinate al solo utilizzo personale.

Il tuo sarebbe il primo Cannabis Social Club nel nostro Paese, ma sappi che l’attuale contesto non è molto aperto a queste novità. Soprattutto perché il consumo di cannabis a uso personale, anche marijuana light, rimane comunque un reato.

La sentenza del 19 dicembre 2019 della Corte di Cassazione dice che la coltivazione di un piccolissimo numero di piante di cannabis, non destinate allo spaccio – bensì al solo uso personale -, non sia punibile penalmente. Ma questo non autorizza chiunque a coltivare marijuana: il reato amministrativo rimane, dunque se si viene colti sul fatto dalle Autorità non si rischia la prigione ma una multa, che potrebbe essere anche elevata.

Dunque nel caso del Cannabis Social Club, in cui non si coltiverebbero solo due piantine, la situazione sarebbe ben peggiore.

Cannabis Social Club cos'è

Ma andiamo per ordine. Che cos’è un CSC?

Cannabis Social Club: cosa sono?

Prima di tutto ecco cosa non sono: i Cannabis Social Club non sono paragonabili ai Coffee Shop di Amsterdam, in quanto in questi ultimi si acquista e si consuma marijuana, ma non la si può coltivare.

Come forse saprai, all’interno dei Coffee Shop non è possibile vendere più di 5 grammi di cannabis allo stesso cliente. I proprietari hanno delle restrizioni anche per quanto riguarda il magazzino, che non può contenere più di 500 grammi di fiori di marijuana.

I Cannabis Social Club sono invece delle associazioni no profit concettualizzate intorno al 2005 dall’organizzazione ENCOD (Coalizione europea per politiche giuste ed efficaci sulle droghe). Queste associazioni senza scopo di lucro nascono con l’intento di produrre cannabis collettivamente e consumarla escludendo ogni rapporto con il mercato nero.

La marijuana prodotta all’interno dei locali di un CSC non è a fini di spaccio o, più in generale, di vendita, bensì destinata al consumo esclusivo dei membri del club. La coltivazione e il consumo (che può essere sia a uso medico che ricreativo) sono di solito soggetti a controlli di qualità e sicurezza, e tutte le operazioni sono finanziate dai soci stessi.

Di solito i membri possiedono una card che ne identifica l’appartenenza al club e, mediante un abbonamento mensile o annuale, finanziano l’associazione. La vendita della cannabis prodotta non è consentita, com’è proibito l’ingresso nel club da parte di minori.

Il guadagno di un Social Club è dunque nullo: tutte le finanze vengono riutilizzate per pagare gli eventuali dipendenti, svolgere lavori di manutenzione, acquistare i semi di cannabis e l’attrezzatura necessaria per coltivare le piante, etc.

Molti club organizzano intrattenimento, piccoli concerti e incontri informativi dedicati ai soci e spesso presentano dei piccoli bar che offrono bevande e snack. Soprattutto i maggiori CSC sono organizzati in modo da offrire diverse comodità e un soggiorno piacevole ai propri membri.

Anche per questo motivo l’ingresso è di solito regolamentato in maniera discretamente rigida: oltre la classica richiesta di documenti d’identità, residenza etc., alcuni club richiedono l’invito da parte dei soci. Dunque per far parte dei club più grossi si devono spesso avere delle conoscenze interne.

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Ma perché non è possibile aprire un CSC in Italia?

Come ti abbiamo anticipato, coltivare cannabis in Italia rimane un reato amministrativo per quanto riguarda un piccolissimo numero di piantine (a uso personale). Infatti la sentenza della Cassazione del 19 dicembre era relativa alla depenalizzazione della coltura di due piante di modeste dimensioni.

L’illecito amministrativo rimane, quindi si rischia il pagamento di una sanzione anche importante.

Leggi anche: Coltivare cannabis in Italia è ancora reato?

Ma all’interno di un Cannabis Social Club si coltivano ben più di due piantine; dimostrare che non lo si fa a fini di spaccio è pressoché impossibile. Il presidente dell’associazione e anche gli altri soci rischierebbero, in base alla gravità della situazione, diversi anni di carcere per spaccio di sostanze stupefacenti.

Quindi no: in Italia, al 2020, non si può aprire un CSC e non vale la pena rischiare così tanto per un’associazione a cui le Autorità farebbero chiudere i battenti in men che non si dica.

Cannabis Social Club in Italia reato

Dove può nascere un Cannabis Social Club?

I Cannabis Social Club nascono solitamente dove il consumo di cannabis a scopo ricreativo non è un reato. In alternativa vengono fondati laddove vi sia un vuoto normativo che consente al presidente dell’associazione e agli altri membri di farsi strada in maniera quasi indisturbata.

Esistono CSC in quasi tutto il mondo. I Paesi a noi noti sono i seguenti:

  • Spagna (attenzione però: in questo caso i CSC nascono per via di un vuoto normativo, ma alcuni stanno passando grossi guai con le Autorità in quanto non sarebbero del tutto legali. Sappiamo comunque che esistono circa 200 Cannabis Social Club concentrati solo nella zona di Barcellona).
  • Germania
  • Belgio
  • Francia
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Svizzera (Zurigo, Basilea, Berna e Ginevra hanno accettato, nel 2016, di costituire dei CSC pilota)
  • Nuova Zelanda
  • Stati Uniti, precisamente nei seguenti Paesi:
    • Alaska
    • Colorado,
    • Vermont,
    • Nevada,
    • Oregon,
    • California,
    • Washington State,
    • Michigan,
    • Maine,
    • Massachusetts.

Non escludiamo, però, che ce ne siano altri a noi sconosciuti o che da un momento all’altro in uno Stato o in una città venga consentita l’apertura di un Cannabis Social Club.

Se il tuo sogno è quello di aprirlo in Italia, non ti resta che sperare un aggiornamento delle normative attuali. Per il momento, però, un CSC rimane un lontano miraggio per quanto riguarda il nostro Paese.