Contro quali malattie può essere utile la cannabis? Qui la risposta

che malattie cura la cannabis

Cannabis e salute: scopriamo quando questa pianta può essere d’aiuto per stare meglio

Intorno al tema della cannabis e della cannabis legale c’è grande disinformazione: molte persone non ne conoscono la reale provenienza e spesso non hanno un metro di giudizio equilibrato per capirne le potenzialità.

Negli ultimi anni l’utilizzo terapeutico della cannabis è particolarmente rilevante e il suo incremento esponenziale, in diversi settori della medicina, rende bene l’idea di quanto possa essere utile a coloro che hanno specifiche allergie o patologie.

Nelle prossime righe si analizzeranno le malattie e gli ambiti nei quali la canapa può essere utile per la cura della salute.

Attenzione però, il nostro è un articolo a titolo puramente informativo. L’assunzione della cannabis a scopo terapeutico, infatti, dev’essere tassativamente discussa con il proprio medico curante.

cannabis e olio al CBD

Cos’è la cannabis?

Prima di parlare delle proprietà terapeutiche della cannabis, è opportuno darne una definizione.

La cannabis, conosciuta anche con il nome di canapa, è una pianta proveniente dall’Asia centrale. Attraverso un processo di essiccatura delle sue infiorescenze è possibile ricavarne un prodotto dotato di un complesso di molecole che hanno la capacità di agire sul sistema nervoso centrale e periferico.

Oltre alla classica cannabis, esiste la cannabis light, una varietà che contiene bassissime percentuali di THC (al di sotto dello 0,2%).

Le due molecole più celebri e utilizzate in ambito medico sono il CBD (cannabidiolo) e il THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo). Entrambe possono essere utilizzati a scopo terapeutico.

Leggi anche: Cannabis e canapa: ecco le differenze principali

Cannabis: proprietà terapeutiche

Il Ministero della Salute sottolinea come, utilizzati con i giusti dosaggi, i componenti della cannabis possano essere utili in campo medico.

Sembrerebbe che questa pianta possieda proprietà terapeutiche contro patologie di tipo neurologico, oncologico, gastrointestinale, e psicologico

Patologie neurologiche

Alcuni studi hanno dimostrato che la cannabis può essere utile nel trattamento del dolore cronico e degli spasmi muscolari tipici della sclerosi multipla. A tal proposito esiste in commercio il Sativex, un farmaco a base di cannabinoidi consigliato a chi soffre di questa patologia.

Patologie oncologiche

La cannabis è utilizzata anche in oncologia, non tanto per questioni legate alle cellule tumorali, quanto all’aiuto rilevante che può dare in un lungo percorso chemioterapico.

Questa terapia induce nella gran parte dei casi vomito o nausea. L’assunzione di cannabis può limitare tali problematiche e prevenire dolore e depressione. Una soluzione, quindi, utile per chi riscontra forti dolori fisici e stati depressivi. 

Patologie gastrointestinali

La cannabis terapeutica agisce anche su quello che viene definito il secondo cervello: l’intestino. Il malessere dovuto a problemi di varia natura legati all’intestino comporta uno stato di disagio anche alla psiche della persona.

Le molecole CBD e THC in questo caso possono aiutare coloro che accusano uno stato infiammatorio nel transito intestinale e riscontrano problemi periodici. L’assunzione deve necessariamente essere abbinata a una terapia e un’alimentazione adeguata. 

Disturbi della psiche

Nell’ambito della cura dei disturbi psichici esistono diversi trattamenti che veicolano la cura verso l’impiego di cannabinoidi. Tale processo di cura avviene secondo un percorso terapeutico ben definito e personalizzato per le necessità della persona interessata.

In questo caso la collaborazione di psicoterapeuta, nutrizionista e counselor è essenziale per garantire al paziente un’assunzione che non acceleri il suo stato psichico. 

uomo dolorante

Chi può prescrivere la cannabis

Preso atto della potenzialità della cannabis, è lecito chiedersi come e dove possa essere prescritta.

Dopo essere stati visitati dal proprio medico di base o da uno specialista e aver appurato che vi sia la necessità di prescrivere della cannabis, è possibile farlo attraverso i medici ospedalieri di diversi reparti, nello specifico i reparti di riferimento sono: oncologia, neurologia, oculistica, radioterapia, anestesia, centri di terapia del dolore, malattie infettive, psichiatria, reumatologia e cure palliative. La prescrizione di cannabis a uso medico in Italia è disciplinata DM 9/11/2015 come riportato dal Ministero della Salute.

Di norma la terapia ha una durata di sei mesi, con possibile rinnovo in caso di necessità e di conferma da parte del medico di famiglia.

Cannabis CBD-THC rimborsabile

Una tematica particolarmente spinosa è la cannabis terapeutica rimborsabile dal SSR.

Lo Stato italiano, attraverso il DM 9 novembre 2015, identifica sei patologie a cui è dovuto il rimborso.

A tale Decreto Ministeriale si legano diversi regolamenti regionali, quindi è opportuno verificare le condizioni sul proprio territorio per essere conformi alla normativa vigente. In linea di massima però, sono sempre considerati validi i rimborsi per queste sei patologie: sclerosi multipla, dolore oncologico, vomito e inappetenza, cachessia, glaucoma e infine sindrome di Tourette. 

Rimborso: sclerosi multipla

Tra le malattie più curate dalla cannabis figura sicuramente la sclerosi multipla. L’assunzione terapeutica permette di controllare e gestire al meglio i sintomi di questa malattia agendo principalmente sull’incontinenza della vescica e la rigidità muscolare. Si riscontrano ottimi risultati anche nel miglioramento del sonno e nella riduzione del dolore cronico. 

Rimborso: dolore oncologico

Negli ultimi anni l’evoluzione scientifica per il trattamento del dolore è sempre più rilevante. Sui pazienti affetti da problematiche oncologiche, grazie alla cura con fitocannabinoidi, sono stati riscontrati miglioramenti soprattutto sul dolore neuropatico.

Nello specifico le molecole di CBD (presenti in alti quantitativi nell’olio di CBD e nella canapa legale) agiscono sul dolore patologico, mentre le molecole di THC agiscono prevalentemente sul dolore cronico acuto. 

Rimborso: vomito e nausea

Come già evidenziato nelle righe precedenti, la cannabis ha un riscontro eccellente nei soggetti che soffrono di vomito e nausea. Tale condizione è presente principalmente sui soggetti che si sottopongono a cicli chemioterapici e hanno la necessità di fronteggiare tale disturbo.

In particolar modo è molto utile la molecola THC combinata con quella CBD, entrambe isolate possono accentuare tale malessere. 

Rimborso: cachessia

Anche i meno esperti sono a conoscenza del fatto che l’assunzione di cannabis comporta la stimolazione dell’appetito.

Le molecole CBD e THC agiscono in modo mirato sul recettore CB1 del sistema EC incrementando il piacere dovuto dall’assimilazione del cibo. Sebbene possa essere molto utile per coloro che non sentono la necessità di mangiare è opportuno rispettare un rapporto di THC:CBD maggiore di 1. 

Rimborso: glaucoma

Una delle malattie più fastidiose con cui è possibile curarsi attraverso l’assunzione di cannabinoidi è il glaucoma. Le molecole della cannabis consentono di ridurre notevolmente la pressione all’interno dell’occhio.

Come è facile immaginare un utilizzo eccessivo può comportare un risultato opposto, per tale motivo è fondamentale assumere un quantitativo proporzionato al proprio problema. 

Rimborso: sindrome di Tourette

Chi è affetto da sindrome di Tourette può richiedere il rimborso e contrastare la frequenza dei tic e i movimenti involontari. Attraverso l’assunzione per via orale è possibile in pochi minuti usufruire delle sue proprietà benefiche e alleviare i disturbi più rilevanti.

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Conclusioni

Negli ultimi anni, grazie anche ai nuovi Decreti Ministeriali, è possibile prescrivere una terapia a base di cannabis. I risultati sono evidenti e possono aiutare tante persone affette da varie patologie..

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