Come conservare la marijuana in maniera ottimale.

conservare marijuana

Vuoi conservare la marijuana e mantenere gusto e aroma invariati? Leggi tutti i consigli a riguardo!


Nonostante il numero di consumatori di marijuana light sia in costante crescita, solo i più informati sanno realmente quali sono i passaggi da seguire se si vuole conservare la propria erba in modo corretto per un periodo di tempo abbastanza lungo.

La marijuana light deriva dall’essiccazione dei fiori delle piante di Cannabis Sativa, per cui rilascia numerosi effetti benevoli e possiede un proprio aroma. È quindi fondamentale preservare l’integrità dei suoi principi attivi per avere sempre a disposizione un prodotto di qualità.

Vorresti utilizzare anche l’olio CBD? Leggi qui: “Come assumere l’olio CBD? Ecco il dosaggio corretto“!

Quali fattori compromettono la qualità della marijuana?

Prima di conoscere le modalità giuste di conservazione per periodi abbastanza lunghi, è bene analizzare quali sono le condizioni che causano la degradazione delle nostre cime d’erba.

Per far sì che la cannabis light preservi la propria qualità, infatti, è fondamentale conservarla con cura ed in modo adeguato.

Tra le variabili che influiscono sul deterioramento dell’erba, la prima da tenere in considerazione riguarda la temperatura. La maggior parte dei batteri si forma tra i 25/30°C. Tra questi, è inclusa la muffa che la rende inutilizzabile.

Temperature troppo elevate, inoltre, danneggiano i composti contenuti nella cannabis, cannabinoidi e terpeni, abbassandone notevolmente la qualità e diminuendone la potenza.

L’umidità è un altro fattore a cui prestare attenzione in quanto livelli troppo bassi comportano un’essiccazione eccessiva dell’erba, guastandone gli aromi, mentre livelli eccessivamente elevati favoriscono la diffusione di muffa e funghi.

I livelli di umidità ideale oscillano, infatti, tra i 59 e i 63°C.

Infine, anche la luce e la circolazione dell’aria possono giocare un ruolo fondamentale nella conservazione.

I raggi UV sono estremamente dannosi per il CBD e il THC.

Se conservata nelle giuste condizioni, quindi, è possibile preservare la qualità della propria marijuana light per periodi che vanno dai sei mesi ad un anno.

Quali contenitori utilizzare?

La prima regola da rispettare per conservare al meglio le infiorescenze di marijuana light è quella di evitare la plastica!

I sacchetti di plastica permettono il passaggio di aria e luce, creando umidità all’interno.

Inoltre la plastica rilascia molecole chimiche che sarebbe meglio evitare.

Le buste di plastica, quindi, servono solo al trasporto delle cime.

I migliori contenitori per conservare marijuana sono i barattoli di vetro con chiusura ermetica da tenere in luoghi freschi e bui.

conservare marijuana sottovuoto

In più è necessario aprire il barattolo solo quando necessario, così da evitare inutili ed eccessivi sbalzi di temperatura che danneggerebbero la qualità dei composti dell’erba, compromettendone aroma e odore.

I barattoli di vetro risultano ideali anche perché rendono più semplice mantenere integre le cime, così da non danneggiare i tricomi cristallizzati contenuti nella cannabis, evitando di perdere quantità importanti di resina.

In realtà, è possibile trovare sul mercato anche sacchetti umidificanti utili a mantenere stabile la percentuale di umidità, così da essere certi di poter avere un prodotto di qualità che duri nel tempo.

Dopo aver ammonito l’uso di sacchetti di plastica, però, bisogna sfatare un altro mito: non bisogna tenere la cannabis nel freezer!

I cambiamenti di temperatura possono danneggiare la freschezza del prodotto e incentivare la proliferazione di batteri.

Le cime congelate, poi, trasformano i tricomi in piccoli pezzi di ghiaccio che, naturalmente, si romperanno diminuendo notevolmente la potenza dell’erba stessa.

Come capire se l’erba è ancora in buono stato

Prima di utilizzare le cime messe da parte per un determinato periodo di tempo, è bene accertarsi che siano ancora in buone condizioni.

La cannabis, infatti, come gli altri esseri viventi, è soggetta a deterioramento causato dal passare del tempo e quindi, sarebbe meglio verificare le condizioni delle cime così da evitare dell’erba light ormai stantia, secca e priva di sapore.

Il primo consiglio riguarda semplicemente l’osservazione delle cime che, per essere ancora di qualità, devono essere ricoperte da uno strato di piccoli cristalli, cioè i tricomi, produttori di cannabinoidi e terpeni.

Risultano essenziali, infatti, per preservare la potenza, le proprietà terapeutiche della marijuana, ma anche il suo aroma.

Più tricomi si osservano, più la qualità è ottima!

Un’ulteriore verifica è data dall’olfatto. I terpeni sono i primi composti esposti alla degradazione durante un lungo periodo di conservazione, e quando le loro concentrazioni diminuiscono, l’aroma della nostra ganja light perde la propria intensità.

Si può valutare lo stato della cannabis light anche attraverso il tatto: le cime di qualità non devono apparire né troppo umide, né troppo secche, tantomeno devono sfibrarsi alla minima pressione.

Se appaiono umide o comunque bagnate è necessario lasciarle all’aria aperta, mentre se sono troppo secche risultano fragili e quindi si polverizzano facilmente.

La cannabis ha una data di scadenza?

Una domanda più che lecita riguarda un’eventuale data di scadenza della marijuana.

La risposta è no.

Non si tratta di un alimento che se consumato dopo svariati mesi può farci sentire male, ma utilizzare cannabis contaminata non è affatto consigliabile.

Tutto ciò significa semplicemente bisogna adottare metodi adatti ad una conservazione adeguata per evitare di alterare i composti, gli aromi e i sapori della nostra cannabis light.