Depressione e marijuana light: la cannabis può contrastare i sintomi della depressione?

depressione e marijuana

Scopri come la marijuana può contrastare i sintomi della depressione.


Soffri di depressione oppure un tuo caro soffre di questa patologia? Scopri, leggendo i prossimi paragrafi, di che cosa si tratta nello specifico e se sia possibile contrastarla con la marijuana light.

Che cos’è la depressione e qual è la sua incidenza?

Se si parla di depressione, molto spesso i numeri possono essere disarmanti.

In Italia, ad esempio, uno studio congiunto della AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa ha messo in evidenza come circa 11 milioni di persone assumono quotidianamente farmaci antidepressivi.

Se si considerano i soggetti affetti dal Disturbo Depressivo Maggiore, nel 2018 il 20% della popolazione ha affermato di soffrirne. 

La depressione o MDD (Major Depressive Disorder), descritto e classificato per la prima volta dalla America Psychiatric Association nel 1980, può provocare anche forme serie di invalidità. La sua diffusione negli ultimi anni lo hanno portato, infatti, ad essere la seconda causa di invalidità dopo le malattie cardiovascolari.

Come si cura la depressione

Solitamente la cura della depressione prevede da un lato l’assunzione di farmaci antidepressivi e dall’altra il ricorso a sedute di psicoterapia.

Si ricorre alla cura farmacologica specialmente nei casi in cui i sintomi della depressione sono sufficientemente forti da indurre il paziente in atteggiamenti auto-lesionisti o comunque dannosi per altre persone.

Nella salvaguardia della sua vita e di quella degli altri, i farmaci antidepressivi vanno ad agire attivamente sui principali neurotrasmettitori monoamine, come la seratonina, la norepinefrina e la dopamina, naturalmente presenti nel cervello e connessi alle sensazioni di benessere.

Le controindicazioni della cura farmacologica sono molto gravi. In generale gli effetti collaterali possono comprendere insonnia, agitazione, mal di testa, nausea e disturbi sessuali.

Se in combinazione con altri farmaci (specialmente con quelli a base di triptano) i farmaci antidepressivi potrebbero causare la sindrome serotoninergica.

I sintomi di questa sindrome sono allucinazioni, temperatura corporea elevata, brusche alterazioni della pressione sanguigna.

Il motivo per cui si è iniziata a diffondere la convinzione per cui i vantaggi degli antidepressivi non compensano affatto gli svantaggi deriva da una ricerca fatta nel 2004 dalla Food and Drug Administration (FDA).

Tale ricerca dimostra che, su un campione di 4.400 tra bambini e adolescenti che assumevano antidepressivi, il 4% di loro aveva pensieri suicidi o aveva tentato di togliersi la vita. Tra i pazienti che ricorrevano al placebo la percentuale si fermava al 2%.

Ma come contrastare la depressione evitando queste controindicazioni pericolosissime?

Cure naturali alla depressione: la marijuana light e l’olio CBD.

Le proprietà terapeutiche della marijuana light non smettono mai di stupire e sono per lo più legate al cannabinoide miracoloso: il CBD, o cannabidiolo.

olio cbd e depressione

In particolar modo, sia il British Journal of Pharmacology sia l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno messo in evidenza il legame tra il CBD e la ricezione della dopamina.

La dopamina è un neurotrasmettitore collegato all’euforia, al senso di ricompensa e alla creatività.

Parimenti il Neurochemical Research nel 2005 ha pubblicato uno studio che spiega su come il CBD agisca come ricettore parziale 5-HT1a. Il CBD risulta dunque implicato nella neurotrasmissione della serotonina, fondamentale nella regolazione delle sensazioni di ansia e panico e direttamente coinvolto nella cura della depressione.

Questi studi hanno messo in evidenza il fatto che la marijuana, specialmente quella light, ad alto quantitativo di CBD e con concentrazioni di THC contenute entro un massimo dello 0,6%, sia un efficace rimedio alla depressione.

Non solo, infatti, è un eccellente ansiolitico, ma va a svolgere una funzione regolamentatrice sui neurotrasmettitori implicati nel MDD.

Contrariamente ai farmaci antidepressivi, inoltre, la marijuana non è caratterizzata da effetti collaterali così rischiosi. Secchezza delle fauci e sonnolenza, infatti, sono  gli esclusivi “disturbi” che si associano al consumo di CBD.

Per quanto riguarda, invece, la reazione del CBD ai principi attivi contenuti in altri farmaci, risulta sempre e comunque opportuno consultare il medico curante.

Infatti i metaboliti contenuti nella cannabis light, in particolar modo il CBD e il THC, inibiscono l’efficacia dei farmaci che si legano ai medesimi neurotrasmettitori.

Gli studi sul CBD però evidenziano come il consumo di erba light non vada a contrasto degli effetti del paracetamolo. Leggi il seguente articolo per saperne di più: “Tachipirina e marijuana: è possibile assumerle contemporaneamente?“.

Altri vantaggi del CBD per la cura della depressione

Un altro grande vantaggio di impiegare marijuana per curare casi di depressione consiste nel fatto che questa ha un’efficace azione su quasi tutte le principali cause di un Disturbo Depressivo Maggiore.

In quanto efficace ansiolitico e cura contro l’insonnia, infatti, la marijuana light riesce a far ritrovare a chi la consuma un senso di pace e tranquillità anche se affetto dalle peggiori forme di nervosismo e ansia.

Non essendovi concentrazioni elevate di THC, inoltre, gli effetti psicotici sono del tutto annullati. Si evitando dunque le classiche controindicazioni legate allo “sballo” che colpiscono le persone più fragili psicologicamente, quali attacchi di panico e ipocondria accentuata.

In Italia acquistare cannabis light e olio CBD completamente naturali e di provenienza accertata è possibile e chiunque può farlo raggiunta la maggiore età. In tal modo si può assumere un prodotto privo di composti chimici o sintetici, che non provochi effetti collaterali o ulteriori danni alla salute e che, cosa assolutamente fondamentale, non sia caratterizzato da effetti collaterali.

Chiunque assuma farmaci antidepressivi, invece, deve essere costantemente monitorato per essere completamente certo che i medicinali non causino propensioni suicide o altri disturbi potenzialmente letali.

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