Dove è legale la cannabis nel 2024? Ecco lo status normativo in Europa e non solo

Dove è legale la cannabis nel 2024? Ecco lo status normativo in Europa e non solo

Modificato il: 07/02/2024

Uno sguardo approfondito sulla legislazione in materia di cannabis in Europa e nel resto del mondo

Dalla proibizione alla liberalizzazione, il panorama legislativo sulla cannabis nel mondo ha attraversato diverse fasi di cambiamento. Dalle severe leggi di diversi Paesi asiatici, africani e mediorientali, alle politiche di depenalizzazione e legalizzazione in Europa e nelle Americhe, l’approccio alla marijuana varia ampiamente da uno Stato all’altro.

In questo articolo, esamineremo la situazione legislativa nei diversi continenti, fornendo una panoramica chiara e concisa delle varie normative sulla cannabis e delle tendenze attuali rispetto al suo status legale.

Bandiera europea | Justbob

Un rapido sguardo allo status normativo della cannabis in Europa

Lussemburgo e Malta

Questi due piccoli Stati sono stati i primi in Europa a legalizzare completamente la cannabis nel 2021. Ogni maggiorenne può coltivare, acquistare e consumare cannabis a uso personale, senza limiti di THC (il principio attivo della pianta). La cannabis medica è anche disponibile per i pazienti che ne hanno bisogno.

Spagna

La Spagna ha una legislazione molto ambigua sulla cannabis. Il consumo e la coltivazione a uso personale sono depenalizzati, ma non legalizzati. Esistono dei social club dove i soci possono coltivare e condividere la pianta in modo cooperativo e privato. La vendita e il trasporto di cannabis sono invece proibiti. La cannabis medica è legale solo in alcune regioni, come la Catalogna e i Paesi Baschi.

Portogallo

Il Portogallo ha depenalizzato tutte le droghe nel 2001, compresa la cannabis. Questo significa che il possesso e il consumo di piccole quantità di cannabis non sono puniti penalmente, ma possono comportare sanzioni amministrative o misure terapeutiche. La coltivazione e il commercio di cannabis sono ancora illegali, ma quella medica è stata legalizzata nel 2018.

Germania

La Germania ha legalizzato la cannabis medica nel 2017, consentendo ai pazienti con gravi patologie di accedere alla pianta su prescrizione medica. L’uso ricreativo di cannabis è invece illegale, ma depenalizzato per piccole quantità (fino a 6 grammi). La coltivazione e il commercio sono proibiti.

Francia

La Francia ha una delle legislazioni più severe d’Europa sulla cannabis. L’uso, il possesso, la coltivazione e il commercio di questa sostanza sono illegali e puniti con multe o carcere. L’uso medico è stata autorizzato nel 2020 per alcuni pazienti selezionati per un esperimento clinico.

Regno Unito

Il Regno Unito ha classificato la cannabis come una droga illegale di classe B, che comporta sanzioni penali per chi la possiede, la coltiva o la vende. La cannabis medica è stata legalizzata nel 2018 per alcuni pazienti con condizioni specifiche, ma l’accesso alla pianta è molto limitato e costoso.

Irlanda

L’Irlanda ha proibito l’uso, il possesso, la coltivazione e il commercio di cannabis, considerandola una droga illegale di classe C. L’uso terapeutico è stato legalizzato nel 2019 per alcuni pazienti con malattie croniche o terminali, ma il programma è ancora in fase sperimentale.

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Grecia

La Grecia ha legalizzato la cannabis medica nel 2017, permettendo ai pazienti con gravi patologie di ottenere la pianta su prescrizione medica. L’uso ricreativo è invece illegale, ma depenalizzato per piccole quantità (fino a 5 grammi). La coltivazione e il commercio di cannabis sono vietati.

Finlandia

La Finlandia ha vietato l’uso, il possesso, la coltivazione e il commercio di cannabis, considerandola una droga illegale. La cannabis medica è legale dal 2008 per alcuni pazienti con malattie rare o gravi, ma l’accesso alla pianta è molto restrittivo e fortemente regolato al livello burocratico.

Paesi Bassi

Un approfondimento a parte meritano i Paesi Bassi, spesso considerati (a torto) una realtà nella quale il consumo di marijuana è legale anche a scopi ricreativi. In realtà, in questo Stato la cannabis è una sostanza ancora illegale, ma il suo uso è tollerato da una politica di depenalizzazione che risale agli anni Novanta.

La legge olandese sulla droga, chiamata Opiumwet, distingue tra due categorie di sostanze: quelle di categoria I, considerate droghe pesanti, come eroina, cocaina e ecstasy, e quelle di categoria II, considerate droghe leggere, come la cannabis e i suoi derivati (marijuana e hashish). Questa distinzione si basa sul grado di dipendenza e di rischio per la salute che le diverse sostanze comportano.

Le pene previste per i reati legati alle droghe variano a seconda della categoria: per le droghe pesanti si possono avere fino a 12 anni di reclusione e/o 45.000 euro di multa, mentre per le droghe leggere si possono avere fino a 4 anni di reclusione e/o 4.500 euro di multa.

Nonostante la cannabis sia illegale, il suo uso personale è depenalizzato nei Paesi Bassi. Questo significa che non si viene perseguiti penalmente se si possiedono piccole quantità di marijuana (fino a 5 grammi) per uso personale. Inoltre, la vendita di cannabis è consentita nei cosiddetti coffee shop, dei locali autorizzati dal governo che devono rispettare alcune regole, tra cui:

  • non vendere più di 5 grammi di cannabis per persona al giorno;
  • non vendere altre droghe o alcol;
  • non vendere a minori di 18 anni o a turisti stranieri;
  • non fare pubblicità alla cannabis;
  • non creare disturbo all’ordine pubblico.

I coffee shop sono controllati dalle autorità locali, che possono decidere il numero massimo di locali da autorizzare e le zone in cui possono operare. Lo scopo della politica della tolleranza è quello di separare il mercato della cannabis da quello delle altre droghe e di proteggere la salute dei consumatori, offrendo loro un prodotto controllato e informazioni sui rischi.

Come si può vedere, in Europa la situazione è molto diversa da uno Stato all’altro e cambia spesso in base alle riforme legislative e alle sentenze giudiziarie. Se viaggiate in Europa e volete consumare cannabis, fate attenzione alle leggi locali e ai rischi che potreste correre.

Stati Uniti visti dallo spazio | Justbob

La complessa legislazione della cannabis negli Stati Uniti

La legislazione della cannabis negli Stati Uniti è molto complessa e varia da Stato a Stato.

L’uso ricreativo è legale in 19 Stati federati, 2 territori e nel Distretto di Columbia. Questi sono: Alaska, Arizona, California, Colorado, Illinois, Maine, Massachusetts, Michigan, Montana, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Vermont, Virginia, Washington e Wisconsin.

Inoltre, la cannabis è legale per uso ricreativo anche nelle isole Marianne Settentrionali e a Guam dove è possibile acquistare e possedere una certa quantità di cannabis per uso personale. In alcuni casi è anche consentito coltivare un numero limitato di piante in casa.

La cannabis per uso terapeutico è legale in 37 stati federati, 4 territori e nel Distretto di Columbia. Questi sono: tutti quelli elencati sopra più Alabama, Arkansas, Connecticut, Delaware, Florida, Georgia, Hawaii, Iowa, Kentucky, Louisiana, Maryland, Minnesota, Mississippi, Missouri, New Hampshire, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas e Utah.

A questi si aggiungono anche il Porto Rico e le Isole Vergini americane, Stati nei quali è necessario avere una prescrizione medica per poter accedere alla cannabis e ai suoi derivati per scopi terapeutici. Anche in questo caso le quantità consentite e le modalità di accesso variano da caso a caso.

La cannabis rimane illegale a livello federale negli Stati Uniti. Questo significa che il governo degli USA non riconosce la legalità della pianta al livello statale e che potrebbe intervenire in caso di violazione delle leggi federali sulla droga.

Tuttavia il presidente Joe Biden ha espresso il suo sostegno a favore della modifica delle normative sulla cannabis e ha concesso l’indulto a migliaia di persone processate per il suo possesso. Inoltre il Congresso sta discutendo diverse proposte di legge per depenalizzare o legalizzare la cannabis a livello nazionale.

La legislazione della marijuana negli Stati Uniti è in continua evoluzione e riflette le diverse opinioni e interessi dei cittadini dei politici e delle lobby. La tendenza generale sembra essere verso una maggiore liberalizzazione e regolamentazione del mercato della cannabis sia per scopi ricreativi che terapeutici. Tuttavia ci sono ancora molte sfide e ostacoli da superare per garantire una legalità uniforme e sicura in tutto il Paese.

Infiorescenza di cannabis vista da vicino | Justbob

Cannabis nel mondo: dalla proibizione alla liberalizzazione, una panoramica degli approcci legislativi

Se spostiamo l’attenzione al di fuori dell’Europa, esclusi gli USA e gli Stati ad essi legati, il cui caso è stato trattato approfonditamente nello scorso paragrafo, possiamo distinguere tra quattro tipi di approcci alla legislazione rispetto all’uso ricreativo della cannabis:

  • proibizionismo, ovvero la cannabis è illegale in tutte le sue forme e per qualsiasi scopo. Chi la possiede, la coltiva o la consuma rischia pene severe, come il carcere o, in casi limite, perfino la pena di morte. Questo è il caso di molti Paesi asiatici, africani e mediorientali, come la Cina, l’Indonesia, l’Iran, l’Arabia Saudita e il Marocco;
  • depenalizzazione: la cannabis è ancora illegale, ma le sanzioni penali sono ridotte o eliminate per il possesso o il consumo di piccole quantità per uso personale. In alcuni casi, sono previste misure alternative, come l’educazione o il trattamento sanitario. Si tratta, come abbiamo visto, di una situazione piuttosto comune in Europa. Al di fuori, invece, è decisamente più rara e interessa un piccolo gruppo di Paesi tra i quali il Paraguay e l’Australia;
  • legalizzazione, ovvero il libero uso ricreativo per uso personale, ma accompagnato dalla regolamentazione dello Stato in termini di produzione, distribuzione e tassazione. In alcuni casi, sono previsti limiti di quantità, età o luogo di consumo. Questo è il caso di alcuni paesi americani come l’Uruguay e il Canada;
  • liberalizzazione: la cannabis è legale senza restrizioni o regolamentazioni e chiunque può coltivarla, venderla o consumarla liberamente. Questo è un caso teorico che non si verifica in nessun Paese al mondo.

Per quanto riguarda, infine, l’uso terapeutico della cannabis, tra i Paesi extra europei che lo hanno legalizzato figurano Australia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Israele, Nuova Zelanda e Perù.

In sostanza, la legislazione della cannabis negli stati extra europei aggiornata al 2024 è molto varia e complessa e non può essere trattata in maniera particolarmente approfondita in un singolo articolo.

Per avere informazioni più dettagliate e aggiornate, è consigliabile consultare le fonti ufficiali dei singoli paesi o le organizzazioni internazionali che monitorano il fenomeno, come l’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) o l’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime).

Leggi anche: La storia completa della cannabis: dall’antichità fino ai giorni nostri

In conclusione

L’attuale panorama legislativo sulla cannabis in Europa e nel resto del mondo è caratterizzato da una grande diversità di approcci. Mentre alcuni paesi come Lussemburgo e Malta hanno abbracciato una politica di completa legalizzazione per l’uso personale e medicinale della pianta, altri, come la Francia e il Regno Unito, mantengono leggi molto severe che vietano l’uso e la vendita della sostanza.

La Spagna e il Portogallo hanno adottato approcci intermedi, con la depenalizzazione dell’uso personale e la legalizzazione limitata della cannabis terapeutica.

Negli Stati Uniti, la situazione è altrettanto complessa, con diversi Stati che hanno legalizzato l’uso ricreativo e/o terapeutico della cannabis, nonostante la sua illegalità a livello federale. Il dibattito sul tema è in corso anche a livello nazionale, con diverse proposte di legge che mirano a depenalizzare o legalizzare questa sostanza a livello federale.

Al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa, la situazione varia ulteriormente, con alcuni Paesi che mantengono una politica di proibizione totale della cannabis, mentre altri hanno adottato politiche più liberali o hanno legalizzato l’uso terapeutico.

È evidente che la legislazione in materia è in continua evoluzione in tutto il mondo, con una tendenza generale verso una maggiore liberalizzazione e regolamentazione della sostanza. Tuttavia, resta ancora molto lavoro da fare per garantire una legalità uniforme e sicura in tutti i Paesi e per affrontare le sfide legate alla produzione, distribuzione e consumo responsabili della cannabis.

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Takeaways

  • In Europa, la legislazione sulla cannabis varia notevolmente da uno Stato all’altro. Alcuni paesi, come Lussemburgo e Malta, hanno legalizzato completamente l’uso personale e medicinale della cannabis, mentre altri, come la Francia e il Regno Unito, hanno leggi molto severe che vietano l’uso e la vendita della sostanza.
  • Alcuni paesi europei, come la Spagna e il Portogallo, hanno adottato approcci intermedi, depenalizzando l’uso personale e/o legalizzando la cannabis terapeutica.
  • Negli Stati Uniti, la situazione è altrettanto complessa, con diversi Stati che hanno legalizzato l’uso ricreativo e/o terapeutico della cannabis, nonostante la sua illegalità a livello federale. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare per garantire una legalità uniforme e sicura in tutto il Paese.
  • Al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa, la legislazione sulla cannabis varia ulteriormente. Alcuni Paesi mantengono una politica di proibizione totale, mentre altri hanno adottato approcci più liberali o hanno legalizzato l’uso terapeutico.
  • La tendenza generale a livello globale sembra essere verso una maggiore liberalizzazione e regolamentazione della cannabis, sia per scopi ricreativi che terapeutici. Tuttavia, è necessario affrontare le sfide legate alla produzione, distribuzione e consumo responsabili della cannabis per garantire una legalità uniforme e sicura in tutto il mondo.

FAQ sulla legislazione della cannabis nel mondo

  1. Come viene legiferata la cannabis in Europa?

L’approccio legislativo sulla cannabis in Europa varia da Paese a Paese. Alcuni paesi come Lussemburgo e Malta hanno legalizzato completamente la cannabis per uso personale e medicinale. Altri paesi come Spagna e Portogallo hanno depenalizzato l’uso personale, ma la vendita e la coltivazione possono essere ancora vietate o regolamentate. Paesi come Germania, Francia, Regno Unito e Irlanda hanno leggi più restrittive che vietano l’uso e la vendita della cannabis, anche se alcuni di essi hanno permesso l’uso medico in casi specifici.

  1. Qual è la situazione legislativa sulla cannabis negli Stati Uniti?

Negli Stati Uniti, la situazione legislativa sulla cannabis è complessa e varia da stato a stato. Attualmente, l’uso ricreativo della cannabis è legale in diversi stati federati, territori e nel Distretto di Columbia. L’uso terapeutico della cannabis è legale in un numero ancora maggiore di stati. Tuttavia, la cannabis rimane illegale a livello federale, il che significa che il governo federale potrebbe ancora intervenire per far rispettare le leggi federali sulla droga. La legislazione sulla cannabis negli Stati Uniti è in continua evoluzione.

  1. Quali sono gli approcci legislativi sulla cannabis nel resto del mondo?

Al di fuori dell’Europa e degli Stati Uniti, esistono diversi approcci legislativi sulla cannabis. Alcuni Paesi mantengono una politica di proibizione totale della cannabis, con severe pene per il possesso, la coltivazione o il consumo. Altri Paesi hanno adottato politiche di depenalizzazione, riducendo o eliminando le sanzioni penali per l’uso personale. Alcuni paesi hanno legalizzato l’uso ricreativo della cannabis, ma regolamentano la produzione, la distribuzione e la tassazione. Alcuni paesi hanno legalizzato solo l’uso terapeutico della cannabis. La legislazione sulla cannabis nel resto del mondo è estremamente varia e complessa, con approcci diversi in ogni Paese.